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COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: LAVORARE PER PAESI IN VIA DI SVILUPPO A CURA DI Antonio Bancora.

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Presentazione sul tema: "COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: LAVORARE PER PAESI IN VIA DI SVILUPPO A CURA DI Antonio Bancora."— Transcript della presentazione:

1 COOPERAZIONE INTERNAZIONALE: LAVORARE PER PAESI IN VIA DI SVILUPPO A CURA DI Antonio Bancora

2 Il curriculum in Istituzioni e organizzazioni per la cooperazione sottolinea limportanza del principio della solidarietà come base per progettare lo sviluppo, la sicurezza e la pace, tramite il coinvolgimento delle Istituzioni e delle Organizzazioni. In particolare: profili di sviluppo su scala mondiale nelle relazioni Nord-Sud; – le tematiche delle Istituzioni ed Organizzazioni con particolare attenzione a quelle sovranazionali,in connessione con le aree geo-politiche e geo- economiche non sviluppate ed in transizione come larea dellEst Europa e larea del Mediterraneo e Medio orientale; il dualismo tra i fenomeni sociali ed economici dei movimenti migratori e lo sviluppo localizzato nei Paesi di provenienza; i problemi di sicurezza internazionale che assumono particolare rilevanza e che richiedono continue iniziative di sviluppo e di pace per contrastare la radicalizzazione dei conflitti ove anche componenti etnico-culturali giocano un notevole ruolo. ISTITUZIONI E ORGANIZZAZIONI PER LA COOPERAZIONE

3 Sul concetto di sviluppo esistono un'infinità di definizioni, nessuna delle quali è universalmente riconosciuta. In effetti, quando parliamo di aiuto allo sviluppo non si può prescindere dal concetto di sviluppo di cui si è portatori, e soprattutto dal concetto di sviluppo di cui sono portatori i beneficiari. Precisamente qui risiede uno dei punti nevralgici dellaiuto: il confronto fra soggetti portatori di nozioni di sviluppo differenti. Note Note: lo sviluppo è fatto soprattutto di attività relazionali e di mutuo confronto ACCENNI SULLO SVILUPPO

4 1 - Economia: produzione, occupazione, aumento del reddito; 2 - Salute: alimentazione, vestiario, servizi sanitari, formazione, medicinali; 3 – Infrastrutture: case, strade, ponti, latrine, fogne, trasporti, acqua, luce; 4 - Educazione: primaria, secondaria, terziaria, post-universitaria, professionale; 5 - Diritti umani: vita, libertà, sicurezza, voto, democrazia, associazioni, genere; 6 - Ecologia: preservare terra, aria, acqua; 7 - Spiritualità: religioni, strutture, mediatori, rapporto con la natura; 8 - Cultura: arti (musica, danza, pittura, teatro, ecc), valori, ecc. 9 - Divertimento: uso del tempo libero, sport, giochi, hobby, Note: i settori dintervento delle cooperazione internazionale sono molti, collegati tra di loro, differenti a secondo dei contesti in cui ci si trova ACCENNI SULLO SVILUPPO

5 La lotta alla povertà: è da considerarsi la sintesi di tutte le teorie e lobiettivo centrale di tutte le attività nei paesi in via di sviluppo (riduzione del 50% per chi vive con meno di 1 dollaro al giorno). Questa strategia comprende: la frequenza della scuola primaria da parte del 100% dei bambini entro il 2015; la pari partecipazione delle bambine all'istruzione primaria e secondaria entro il 2005; la riduzione di due terzi, tra il 1990 e il 2015, della mortalità infantile (bambini con meno di cinque anni); Note: nonostante ci siano stati molti progressi, la riduzione del 50% della povertà appare ancora un miraggio GLI OBBIETTIVI DEL MILLENNIO

6 la riduzione di tre quarti, tra il 1990 e il 2015, della mortalità materna; l'accesso per tutti, entro il 2015, ai servizi sanitari e di pianificazione familiare; l'adozione, entro il 2005, da parte di ogni Paese, di una strategia per lo sviluppo sostenibile, per rovesciare, entro il 2015, la tendenza alla perdita di risorse ambientali; GLI OBIETTIVI DEL MILLENIO Note: i governi del mondo devono impegnarsi di più per sostenere tutto il sistema di attori locali e non impegnati nella lotta contro la povertà

7 Lo sviluppo economico e produttivo Lo sviluppo economico - produttivo di una nazione povera è una componente fondamentale per generare un cambiamento positivo ma non è lunica componente. Oggi più che mai i paesi cosiddetti emergenti dimostrano quanto questo assunto sia vero nella sua drammaticità locale. Note: ogni tentativo di ridurre la parola sviluppo alla sfere economica è dannoso per centinaia di milione di persone nel mondo I PRINCIPI DELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

8 Lo sviluppo sostenibile L'approccio incentrato sui limiti ambientali dello sviluppo e sullo sfruttamento al di sopra della capacità di carico del pianeta ha trovato poi espressione nel Rapporto Brundtland per le Nazioni Unite, del 1987, dove vengono proposti cambiamenti in termini di atteggiamenti, di valori sociali e di aspirazioni, in nome dello sviluppo sostenibile, capace cioè di soddisfare i bisogni della propria generazione senza compromettere la capacità delle generazioni successive di soddisfare i propri. Note: lo sviluppo deve essere pensato sempre in divenire, mai come un punto fermo nel tempo e nello spazio I PRINCIPI DELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

9 Lo sviluppo umano Lo sviluppo va interpretato come processo di espansione della libertà positiva delle persone, secondo una visione della libertà come abilità sostanziale di fare qualcosa e di essere qualcuno, in opposizione a un concetto negativo, che intende la libertà come assenza di impedimenti formali. Il problema nei PVS non è il basso reddito in quanto tale ma la durata limitata della vita, e il primo diventa un problema in quanto codetermina la seconda. È quindi più opportuno utilizzare misure come i funzionamenti, che rappresentano il benessere in quanto tale, piuttosto che il reddito, il quale è solo uno strumento per raggiungere il benessere. Note: lo sviluppo è sempre qualitativo, mai solo quantitativo I PRINCIPI DELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

10 Lo sviluppo endogeno Questo si basa sulla valorizzazione delle tipicità e delle risorse di una popolazione attraverso l'appropriazione del processo di sviluppo (ownership), sulla forte partecipazione in tutte le sue fasi che generano il reale protagonismo delle persone coinvolte (empowerment) e sulla trasformazione della progettazione e implementazione delle politiche, con il passaggio da approcci calati dall'alto (top-down) all'adozione di pratiche promosse dal basso (bottom-up). Le istituzioni chiamate a svolgere un ruolo decisivo nel processo di sviluppo sono tutte quelle capaci di animare la vita del territorio. Note: nei PVS come da noi la globalizzazione accentua la rilevanza delle differenze locali, piuttosto che ridurla. I PRINCIPI DELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

11 L'importanza della dotazione di capitale sociale e beni relazionali Rispetto all'approccio basato sulle risorse produttive necessarie allo sviluppo economico e alla riduzione della povertà (che ha allargato l'accezione di capitale da quello fisico - finanziario e naturale - a quello umano, sociale e informativo), il tema dei beni relazionali coglie l'importanza, oltre che delle risorse, del contesto culturale, sociale ed istituzionale in cui i processi economici hanno luogo. Note: l'approccio dei beni relazionali abbina al concetto di povertà quello di dequalificazione ed esclusione sociale, che riflette l'importanza della responsabilità collettiva, della coesione sociale e dell'integrazione I PRINCIPI DELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

12 Lo sviluppo partecipativo L'aggettivo "partecipativo", riferito ai processi di sviluppo, è stato coniato per dare enfasi alla promozione della partecipazione di tutti gli attori sociali. Si tratta, in altre parole, di una lettura dello sviluppo che guarda alle dinamiche del processo (process oriented), piuttosto che ai soli risultati prodotti (product oriented), che cioè comporta una maggiore attenzione al bilancio fra prodotto e processi interattivi e di apprendimento, di consultazione e di partecipazione con i gruppi interessati, flessibilità e grado di adattamento a circostanze variabili. Note: i processi devono generare valore aggiunto, rafforzare la società civile, i media e le istituzioni I PRINCIPI DELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO

13 CARRIERA E IDEALI Sistema della Nazioni Unite -OCHA Office for Coordination of Humanitarian Affairs -DPKO Department of Peace Keeping Operations -UNDP United Nations Development Programme -UNV United Nations Volunteers -UNFPA United Nations Fund for Population Activities -UNHCR United Nations High Commissioner for Refugees

14 CARRIERA E IDEALI Sistema della Nazioni Unite -UNICEF United Nations Childrens Fund -WFP World Food Programme -FAO Food and Agriculture Organisation -WHO World Health Organisation -ILO International Labour Organisation

15 CARRIERA E IDEALI Sistema della Croce Rossa e della Mezza Luna Rossa Con quasi 100 milioni di persone - tra membri, volontari attivi e personale dipendente - sparse in praticamente tutti i Paesi del mondo, il Movimento Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa é la catena di solidarietà più grande del mondo.

16 CARRIERA E IDEALI Sistema della Banca Mondiale Con il termine World Bank ci si riferisce in realtà a cinque istituzioni: International Bank for Reconstruction and Development, International Finance Corporation, International Development Association, Multilateral Investment Guarantee Agency e International Centre for Settlement of Investment Disputes. Lobiettivo comune di queste istituzioni é la riduzione della povertà tramite programmi di sostegno alleconomia dei paesi più poveri per stimolarne la crescita.

17 CARRIERA E IDEALI Governo italiano Accolta da un ampio consenso iniziale, la legge 49/87 è stata poi in certo modo disattesa ed ha mostrato numerose lacune che tuttora attendono, ad unanime giudizio, di essere colmate. Nonostante questo, la legge stabilisce la maggior parte dei meccanismi che, in Italia, creano occupazione nel settore della cooperazione internazionale. Con risorse provenienti dall'AUS italiana regolata dalla legge 49/87 vengono infatti finanziate gran parte delle posizioni professionali delle ONG italiane, molte delle posizioni di funzionario italiano nelle organizzazioni multilaterali, le posizioni di esperti e consulenti direttamente ingaggiati dal Ministero degli Affari Esteri, e, attraverso i contributi indirizzati attraverso la Comunità Europea, un grande numero di altre posizioni.

18 CARRIERA E IDEALI LUnione Europea La Commissione Europea é lorgano esecutivo ed ha lo scopo di proporre leggi e di controllarne lapplicazione una volta che esse sono state adottate dal parlamento. La Commissione impiega quasi persone con contratto fisso, più un numero molto grande e variabile di persone con contratto temporaneo. Il Parlamento Europeo ha potere legislativo sul budget dellUnione e controlla le attività della Commissione e del Consiglio. Il parlamento ha 626 membri nazionali ed impiega circa persone. Il Consiglio dellUnione Europea riunisce ministri o alti rappresentanti degli Stati membri, ed impiega una forza lavoro di circa persone.

19 CARRIERA E IDEALI LUnione Europea La Corte Europea di Giustizia é listanza più alta della giustizia a livello comunitario. Impiega circa persone. La Corte Europea dei Revisori é responsabile di controllare lamministrazione di altre istituzioni che ricevono finanziamenti dallUE. Impiega circa 500 persone. Il Comitato Economico e Sociale é composto da rappresentanti di sindacati ed imprenditori, ed é consultato dalle altre istituzioni comunitarie su argomenti legislativi. Impiega circa 400 persone. Il Comitato delle Regioni é un organo consultivo che si occupa di questioni che interessano le regioni. Impiega oltre 200 persone.

20 CARRIERA E IDEALI LUnione Europea e la cooperazione internazionale Europeaid LUfficio è responsabile di tutte le fasi del ciclo del progetto (individuazione e prima valutazione di progetti e programmi, preparazione delle decisioni finanziarie, attuazione, controllo e valutazioni intermedie e finali di progetti e programmi) che garantiscono la realizzazione degli obiettivi dei programmi preparati dalle direzioni generali " Relazioni esterne" e "Sviluppo" eapprovati dalla Commissione. ECHO LUfficio finanzia operazioni di stretta emergenza,cioè solo per il periodo in cui perdurano bisogni umanitari.

21 CARRIERA E IDEALI Sistema della Organizzazioni Non Governative Le Organizzazioni Non Governative (ONG) hanno assunto un ruolo molto prominente sulla scena della cooperazione internazionale nel corso degli ultimi decenni. In particolare, dagli anni 70, si è assistito ad una crescita esponenziale, una vera e propria esplosione nel numero e nellattività delle ONG, sia nei Paesi sviluppati che nei PVS. ONG comunitarie: che sorgono per iniziativa di individui o piccoli gruppi ed hanno carattere tipicamente locale. ONG nazionale: generalmente riconosciute ufficialmente dal governo del Paese in cui operano. ONG multi nazionali: Care International, Medici Senza Frontiere, Medici del Mondo, Oxfam International

22 Apporto coordinato da parte di un gruppo di attori, durante un tempo prestabilito, durante il quale viene utilizzata una quantità definita di risorse che, convertite in attività attraverso un metodo, servono a raggiungere determinati obiettivi allo scopo di migliorare le condizioni di un Sistema determinato. Un progetto finisce quando gli obiettivi sono stati raggiunti. Quello che è auspicabile è che il processo innescato apporti un flusso duraturo di benefici al di là della durata del progetto. Note: tutti i progetti devono essere rilevanti, efficaci, efficienti, dimpatto e sostenibili AIUTO PROGETTUALE

23 LE DIVERSE TIPOLOGIE DI PROGETTO 1. Prima emergenza: Intervento di aiuto esterno, laddove esiste una situazione pubblica pericolosa, davanti alla quale bisogna fornire i cosiddetti primi aiuti umanitari di urgenza 2. Emergenza: Intervento di aiuto esterno, laddove persiste la situazione pubblica pericolosa, davanti alla quale bisogna consolidare lassistenza umanitaria coprendo il fabbisogno locale 3. Post emergenza: intervento di aiuto esterno, laddove la situazione pubblica pericolosa inizia a dissiparsi, e bisogna garantire i servizi fino alla fase di riabilitazione 4. Ricostruzione: Intervento di aiuto esterno atto a ripristinare le condizioni di autonomia vigenti in un sistema prima dellavvenimento della situazione pubblica pericolosa

24 LE DIVERSE TIPOLOGIE DI PROGETTO 5. Assistenza: Intervento di aiuto esterno atto a migliorare il sistema originale coprendo per un periodo di tempo alcuni bisogni con lapporto di elementi esterni al sistema, il quale non è in grado di procurarseli in maniera autonoma né prima, né durante, né dopo lintervento 6. Aiuto allo sviluppo: Intervento di aiuto esterno atto a migliorare il sistema originale coprendo alcuni bisogni attraverso lapporto di elementi esterni al sistema. Transfert unidirezionale basato su unidea di sviluppo pre-definita, fondata sul concetto occidentale di benessere 7. Aiuto allauto sviluppo: Intervento di aiuto esterno atto a migliorare il sistema originale coprendo alcuni bisogni attraverso il transfert unidirezionale basato sulla specificità locale.

25 Responsabile area: si occupa di gestire i programmi di sviluppo, le sedi regionali, lo staff locale, tutto quanto relativa allorganizzazione che rappresenta Coordinatore di progetto: si occupa della gestione del progetto. E il punto di riferimento per tutti partner coinvolti nelliniziativa Project manager: si occupa di gestire il progetto oppure alcune sue parti (attività medica, agricola etc) Amministratore: si occupa di mantenere la corretta amministrazione finanziaria del progetto Logista: si occupa di assicurare garantire i trasferimenti di presone e beni. Si occupa degli approvvigionamenti e dello stoccaggio; RISORSE UMANE: LE FIGURE PIU RICHIESTE

26 Responsabile ufficio progetti: si occupa di tutte le questioni strategiche riguardati le attività di cooperazione, in Italia e allestero; Coordinatore; è in relazione con i diversi coordinatori in loco, si occupa di allineare e gestire le attività di progetto in Italia; ogni coordinatore ha responsabilità su aree specifiche (Centro Africa, America Latina etc) Desk officer: supervisione dallItalia la gestione dei progetti in loco; Progettista: si occupa di scrivere i progetti di cooperazione internazionale ai vari donatori. Questi ultimi possono essere ad esempio: Note: tra i principali donatori: Governi (DGCS –MAE), CE (EuropeAid), Banca Mondiale, Fondazioni Bancarie CEI e Caritas Internazionali RISORSE UMANE: LE FIGURE PIU RICHIESTE

27 Agronomi: indispensabile quando si devono implementare progetti di sviluppo rurale basati su sviluppo agricolo; Dottori/Infermieri: indispensabili quando si devono implementare progetti in emergenza sanitaria e sanitari con alta componente di capacity building Educatori/formatori: indispensabili quando si devono implementare progetti nel settore educativo e pedagogico ad alto componente di capacity building Psicologi:indispensabili quando si devono implementare progetti di emergenza (terremoti, alluvioni, etc) Ingegneri: indispensabili quando si devono implementare progetti con una componente tecnica rilevante (strade, acquedotti etc) Esperti in relazioni internazionali, analisti politici e finanziari, esperti di diritti umani, commercio internazionale, peace keeping, e ancora esperti in comunicazione (editoria e informazione), risorse umane, scienze sociali (sociologi, antropologi, demografi etc). RISORSE UMANE: LE FIGURE PIU RICHIESTE

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