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CORSO PER EDUCATORI FISICO-SPORTIVI ASPETTI PSICOPEDAGOGICI DELLINSEGNAMENTO. Genova, 15/10/2011 a cura di Sergio Sabatini ADO – UISP GENOVA.

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1 CORSO PER EDUCATORI FISICO-SPORTIVI ASPETTI PSICOPEDAGOGICI DELLINSEGNAMENTO. Genova, 15/10/2011 a cura di Sergio Sabatini ADO – UISP GENOVA

2 Argomenti del corso Le variabili di processo Attivare una comunicazione (componenti affettivo comportamentali, la mobilitazione energetica,fattori soggettivi e di relazione) Aspetti metodologici della docenza Lapprendimento motorio e le componenti cognitive Aspetti legati alla comunicazione Etica e sport

3 Le variabili di processo LE VARIBILI DI PROCESSO RIGUARDANO : I COMPORTAMENTI DEL DOCENTE LE CARATTERISTICHE DEGLI ALLIEVI LA DEFINIZIONE DEL PROGRAMMA DI APPRENDIMENTO IL CONTESTO: SPAZIO A DISPOSIZIONE E ATTREZZATURE

4 ATTIVARE UNA COMUNICAZIONE Componenti affettivo comportamentali. Con tale termine sintende quel complesso sistema di attrazione e repulsione, piacevolezza-spiacevolezza nei confronti dei contenuti proposti. Tanto più siamo interessati a ciò che stiamo apprendendo, tanto maggiore sarà il nostro impegno nel riuscire nel compito. Con tale termine sintende quel complesso sistema di attrazione e repulsione, piacevolezza-spiacevolezza nei confronti dei contenuti proposti. Tanto più siamo interessati a ciò che stiamo apprendendo, tanto maggiore sarà il nostro impegno nel riuscire nel compito.

5 Se dobbiamo apprendere un contenuto che ci interessa poco, o verso il quale pensiamo di non essere portati, la possibilità di riuscita diminuisce notevolmente in rapporto allampiezza della nostra repulsione. Ciò, tradotto nella pratica didattica, significa acquisire una metaconoscenza su come poter attivare linformazione mobilizzando al massimo le risorse positive.

6 Aspetti legati alla mobilitazione energetica. Con tale termine sintende prendere in considerazione la necessità di supportare il soggetto che apprende riconoscendogli uno sforzo suppletivo. Ciò richiama alla mente alcuni postulati di J. Piaget quando sostiene che il processo di apprendimento segue le fasi di assimilazione e accomodamento. Se passiamo da uno schema A ad uno B dobbiamo creare una serie di connessioni che prima non cerano e che successivamente si creeranno. Tale operazione comporta uno sforzo aggiuntivo che deve essere tenuto sotto controllo

7 Aspetti soggettivi. Tra questi si distinguono: lidentificazione persona ruolo, cioè il livello di adesione al compito che si sta svolgendo in quel dato momento; la componente motivazionale che esprime lorganizzazione di bisogni e desideri collegati al nuovo oggetto di apprendimento e la percezione stessa di tale organizzazione (Bruscaglioni, 87).

8 Fattori di relazione Questi fattori riguardano da un lato le modalità dinterazione con gli altri, dallaltro con le relazioni mentali che i nuovi apprendimenti evocano nella persona (esempio: la direttività e non direttività nella conduzione del gruppo).

9 FORMARE ALLA DOCENZA Abituarsi a pensare che la lezione è un ausilio didattico e necessita di unattenta analisi volta a costruirne le tappe un po come fa un ingegnere o un architetto quando si accinge a programmare una costruzione. Descrivere le esperienze didattiche e provare a confrontarle con i colleghi. Presentare del materiale accompagnato da una breve descrizione scritta e talvolta da sequenze filmate. Tutto ciò va nella direzione di mobilizzare al massimo lenergia motivazionale al fine di rendere il più proficue possibili le ore di docenza.

10 La percezione di sé nel gruppo Per lavorare con un gruppo ritengo necessario che linsegnante sia sensibile alle modalità principali di relazione con gli altri. Per raggiungere tale scopo è molto utile imparare ad osservare e commentare il proprio modo di stare in gruppo (ad esempio mediante dinamiche di gruppo strutturate).

11 Lobiettivo che mi prefiggo in queste proposte didattiche è quello di favorire una migliore connessione tra il sapere e il saper essere, questultimo inteso come approfondimento degli elementi di conoscenza di sé, sul proprio comportamento, sulle proprie modalità di strutturare la relazione sociale o i rapporti allinterno dei diversi gruppi sociali di appartenenza.

12 Un modello teorico che si presta piuttosto bene a rappresentare le possibili modalità di percezione di sé nel gruppo è quello dello schema di Bass (1) : Un modello teorico che si presta piuttosto bene a rappresentare le possibili modalità di percezione di sé nel gruppo è quello dello schema di Bass (1) : Orientato al sé Orientato al gruppo Orientato al compito (1) Fonte modificata Gruppo Tesi Orientato al sé Orientato al compito Orientato al gruppo

13 Ognuno dei vertici del triangolo rappresenta una delle modalità più ricorrenti di percezione di sé nel gruppo: Ognuno dei vertici del triangolo rappresenta una delle modalità più ricorrenti di percezione di sé nel gruppo: chi è orientato al sé tenderà ad utilizzare il gruppo a scopi personali; chi è orientato al gruppo tenderà a porsi in termini altruistici; infine chi è orientato al compito tenderà a finalizzare le proprie risorse e quelle del gruppo per ottenere lobiettivo assegnato infine chi è orientato al compito tenderà a finalizzare le proprie risorse e quelle del gruppo per ottenere lobiettivo assegnato

14 Lapprendimento motorio: implicazioni cognitive E noto che il primo sviluppo cognitivo ha a che fare con lo sviluppo psicomotorio che si attua nei primi mesi di vita. Piaget parla di intelligenza sensomotoria. Il bambino apprende in funzione della sua azione che è inizialmente unazione motoria, solo in seguito riuscirà ad anticipare il movimento mediante una rappresentazione mentale di ciò che vuole fare

15 Inizialmente il bambino (3-8 mesi) ha una vaga consapevolezza dei fini della sua azione, solo verso lanno di età finalizza i propri comportamenti al raggiungimento di un obiettivo, a 18 mesi circa le sue azioni osservabili sono collegabili a schemi mentali.

16 Si può sostenere che non esiste lapprendimento solo motorio, ma apprendimenti più o meno complessi in cui le azioni (sia esterne che interiorizzate) sono sempre mediate da qualcosa che avviene a livello mentale. (1) (1) Vianello

17 Facilitare lapprendimento creare condizioni di apprendimento di schemi motori non rigidi ma adattabili a situazioni impreviste; favorire la motivazione allapprendimento; rendere lallievo attivo e coprotagonista del proprio apprendimento, favorendo consapevolezza di mezzi e fini.

18 Meinel e Schnabel : l apprendimento motorio (K. Meinel, Teoria del movimento, SSS, Roma, 1984) Per realizzare lacquisizione delle abilità motorie è necessario creare una gerarchia di comportamenti motori guidati da un preciso schema. Questultimo dovrà essere elaborato a partire da unipotesi di tipo cognitivo

19 Generalizzando si può dire che : ogni apprendimento è legato a elementi costitutivi che lo precedono, lo facilitano, lo introducono, e lo rendono possibile; lapprendimento non avviene soltanto nel momento in cui lazione viene eseguita ma anche prima (quando viene preparata) e dopo (quando è rivissuta)

20 Mainel distingue tre fasi distinte dellapprendimento La prima è definita stadio della coordinazione grezza durante la quale lallievo cerca di comprendere il compito formandosi una prima rappresentazione generale ed incompleta del movimento. In questa prima fase si distinguono alcune caratteristiche generali

21 Le caratteristiche della prima fase sono uso eccessivo e parzialmente errato della forza mancanza di un adeguato ritmo del movimento insufficiente fluidità del movimento eccessiva ampiezza del movimento mancanza di rapidità del movimento poca precisione e costanza del movimento

22 La seconda fase dellapprendimento è costituita dallo sviluppo della coordinazione fine in cui lallievo adatta in modo più preciso il suo movimento al modello proposto. Nella fase di apprendimento nella quale si forma la coordinazione fine, con il continuo miglioramento dellelaborazione di una grande gamma di informazioni sensoriali e verbali, la rappresentazione del movimento diventa più dettagliata e precisa, ed in essa aumenta limportanza della componente cinestetica

23 La terza fase è definita di stabilizzazione della coordinazione fine e sviluppo della possibilità di variazione. Durante questa fase lallievo è in grado di padroneggiare in modo compiuto lo schema motorio e sa trasferirlo in situazioni diverse (ad esempio lo sciatore che appreso il gesto tecnico lo sa adattare alle diverse pendenze e alla diversa consistenza della neve). Oppure nei giochi di squadra alle variazioni dovute ad una imprevista variazione nel gioco dellavversario

24 In altre parole, lavvenuta acquisizione dello schema motorio permette al soggetto di liberasi dallattenzione rispetto allesecuzione del compito, perché è ormai automatizzata, e di concentrarsi sugli aspetti di dettaglio dellimmagine dellesercizio. In altre parole, lavvenuta acquisizione dello schema motorio permette al soggetto di liberasi dallattenzione rispetto allesecuzione del compito, perché è ormai automatizzata, e di concentrarsi sugli aspetti di dettaglio dellimmagine dellesercizio.

25 Considerazioni metodologico- didattiche sulle situazioni di apprendimento In generale se lapprendimento prevede lacquisizione di un gesto sempre identico a se stesso senza possibilità di variazioni ambientali e o legate a comportamenti di altri, sembra utile insegnare allindividuo a non tener conto degli stimoli disturbanti e ad eseguire una sequenza motoria usando come feedback i vari particolari della sequenza stessa. In questo caso la sequenza degli apprendimenti può essere del tutto preordinata. In generale se lapprendimento prevede lacquisizione di un gesto sempre identico a se stesso senza possibilità di variazioni ambientali e o legate a comportamenti di altri, sembra utile insegnare allindividuo a non tener conto degli stimoli disturbanti e ad eseguire una sequenza motoria usando come feedback i vari particolari della sequenza stessa. In questo caso la sequenza degli apprendimenti può essere del tutto preordinata.

26 misura = forza. si misura attraverso la distanza, il tempo, il carico. Corrisponde alla STRUTTURA (qualità fisica) del soggetto. Questi tre modelli fondamentali riprendono grandi categorie di riferimento che sono: misura = conformità Si misura, si valuta e si apprezza in rapporto alla corrispondenza dellazione rispetto ad un modello dato, corrisponde al Saper Fare, alla TECNICA. misura = punteggio Si misura attraverso la capacità di comprensione, la capacità di adattamento. Corrisponde alla FUNZIONALITA nel perseguire il risultato. Se la STRUTTURA si sviluppa e cresce attraverso il potenziamento, la TECNICA si impara attraverso lallenamento ed attraverso la educazione della FUNZIONALITA. Tratto da formazione – ADO nazionale

27 DOMINANTE DI UNA ATTIVITA Se la componente principale, in una APS data, è chiaramente evidenziata dalla modalità dellottenimento del risultato, essa si può esprimere, quasi esclusivamente, in una certa forma; quando esige necessariamente una combinazione con altre componenti, si potrà esprimere in forme diverse. Così si differenziano tre grandi tipi di attività: tecnica struttura funzionalità le attività assiali, che si esprimono quasi esclusivamente su uno solo degli assi. La corsa veloce, per esempio, attiene prevalentemente allasse strutturale (più sono forte, più corro), mentre larte dei tuffi e la ginnastica attengono maggiormente allasse tecnico (bisogna saper fare), lo sport della vela attiene di più allasse funzionale (occorre forza, tecnica conoscenza della direzione e delleffetto del vento). 1 2 tecnica struttura funzionalità le attività di superficie, di interfaccia che si esprimono attraverso due dimensioni: esempio il nuoto (occorre saper nuotare prima di gareggiare) o il ciclismo (occorre saper andare in bicicletta prima di incominciare a correre). Tratto da formazione – ADO nazionale

28 tecnica 3 struttura funzionalità le attività che si esprimono attraverso tutte e tre le dimensioni, non trascurandone nes- suna. Esempio: il JUDO che richiede forza (struttura) perché lo svilup- po tecnico possa raggiungere un adeguato livello funzionale consa- pevole. Per alcune attività sono possibili diverse modalità di pratica e sono possibili condizioni anche molto differenti per ottenere il risultato; esse usano, naturalmente, dominanti differenti. In alcuni sports si può parlare di attività con uso di strumento, nella quale la forza propulsiva è data dallatleta (ciclismo) che fornisce anche lattività di pilotaggio, si può parlare di attività con uso di strumento nel quale la forza propulsiva non è fornita dallatleta (sci, bob) che fornisce solo lattività di guida. Si parlerà, allora, di attività con modalità energetica (ciclismo) e di attività con modalità funzionale (sci e bob), ma lasse da coinvolgere, per valutare la prestazione, sarà sempre quello della struttura

29 Se lobiettivo è ladattamento del movimento a determinate caratteristiche ambientali, allora sarà opportuno privilegiare lapprendimento basato su prove ed errori o per soluzione di problemi (problem solving) che tenda a favorire un maggior accomodamento allacquisizione del gesto tecnico.

30 Da quanto detto deriva che dai 6 ai 13 anni è fondamentale privilegiare apprendimenti generalizzabili in quanto risulta estremamente utile insegnare allalunno ad esprimersi sul piano motorio in situazioni molto diverse fra loro.

31 Lattività sportiva infantile o preadolescenziale, deve contenere ampie opportunità di gioco, rispetto a quelle agonistiche che sono meno importanti. In età adolescenziale invece le componenti di gioco sono meno richieste, in quanto è prevalente nel giovane la spinta a misurarsi e a confrontarsi; di conseguenza lelemento agonistico presente nello sport diventa un fattore decisamente importante.[1] [1] [1] CONI, op. cit., pag. 35 [1]

32 Apprendimento motorio e rappresentazione mentale Spesso quando si parla di apprendimento motorio si fa riferimento alla capacità dellindividuo di imitare un gesto visto e immagazzinato nella memoria. Ho sostenuto più sopra che lapprendimento è sempre un atto cognitivo che richiede la capacità di connettere elementi diversi (propriocettivi e rappresentazionali), ora sinteticamente esporrò il metodo dellallenamento mentale.

33 Si tratta di un metodo che tende a costruire unimmagine mentale del gesto che si vuole produrre; è particolarmente indicato per atleti evoluti, ma qualche spunto può essere utilizzato anche per soggetti in formazione.

34 La pratica mentale (MP) consiste nellimmaginare di provare i movimenti che si vogliono imparare o reimpostare. Si tratta di condurre le proprie immagini ad aspetti precisi legati al movimento che si collegano a sensazioni tattili, uditive emotive e muscolari.

35 Limmaginazione motoria di un movimento o di una sequenza di schemi motori, permette allatleta di creare e stabilizzare nella sua mente con maggiore rapidità una copia del comportamento da effettuare; in tal modo si può confrontare con precisione il modello ideale memorizzato con quello reale della sua prestazione Limmaginazione motoria di un movimento o di una sequenza di schemi motori, permette allatleta di creare e stabilizzare nella sua mente con maggiore rapidità una copia del comportamento da effettuare; in tal modo si può confrontare con precisione il modello ideale memorizzato con quello reale della sua prestazione A. Cei, Lallenamento è anche mentale, in Riza Psicosomatica, Agosto 1987 n. 78, pag.16

36 Da ricerche effettuate è stato dimostrato che lattivazione di immagini mentali attivano specifici circuiti nervosi che predispongono i singoli apparati, cardiocircolatorio, muscolare alla tipologia di lavoro. Ogni atleta riproducendo limmagine desiderata può autoindurre uno stato di rilassamento volto a ristabilire l equilibrio psicofisico dellorganismo che è la condizione ideale per una corretta esecuzione del gesto tecnico. Da ricerche effettuate è stato dimostrato che lattivazione di immagini mentali attivano specifici circuiti nervosi che predispongono i singoli apparati, cardiocircolatorio, muscolare alla tipologia di lavoro. Ogni atleta riproducendo limmagine desiderata può autoindurre uno stato di rilassamento volto a ristabilire l equilibrio psicofisico dellorganismo che è la condizione ideale per una corretta esecuzione del gesto tecnico.

37 Tabella mostra in dettaglio le fasi dellallenamento MP Fasi Descrizione delle azioni Fase di apprendimento Creazione copia mentale del movimento. Limmagine è, in genere, esterna e generalizzata. Inoltre non comprende ancora tutte le sensazioni e i pensieri associati a quei movimenti che si sviluppano durante lallenamento. La prestazione è grossolana e da padroneggiare nei suoi movimenti fondamentali Fase di consolidamento dellapprendimento Limmagine mentale è sempre più precisa e articolata. E interna e globale. E unimmagine cenestesica, emotiva, visiva, acustica, muscolare. La prestazione si perfeziona sempre di più in tutti i suoi passaggi. Fase di automatizzazione degli schemi motori Limmagine mentale è automatica e corrisponde allideale del movimento e della prestazione. E arricchita dalla memoria delle esperienze positive dellatleta. La prestazione tende a coincidere con la rappresentazione mentale ideale della prova.

38 LA COMUNICAZIONE INTERPERSONALE

39 DEFINIZIONE DI COMUNICAZIONE SCAMBIO INTERATTIVO, OSSERVABILE FRA DUE O PIÙ PARTECIPANTI, DOTATO DI INTENZIONALITÀ RECIPROCA E DI UN CERTO LIVELLO DI CONSAPEVOLEZZA, IN GRADO DI FAR CONDIVIDERE UN CERTO SIGNIFICATO SULLA BASE DI SISTEMI SIMBOLICI E CONVENZIONALI DI SIGNIFICAZIONE E DI SEGNALAZIONE SECONDO LA CULTURA DI RIFERIMENTO

40 COMUNICARE Lazione del comunicare va oltre il semplice passaggio dinformazioni e determina reazioni razionali e emotive in chi riceve il messaggio Con la comunicazione si può modificare volontariamente o involontariamente il comportamento dei nostri interlocutori La comunicazione efficace consente di costruire nella mente di chi ci ascolta le immagini, le sensazioni e le idee che intendiamo trasmettergli

41 E DISTORSIONE DEL MESSAGGIO Intesa come la distanza tra ciò che era mia intenzione dire e ciò che è stato percepito dal mio interlocutore e viceversa FILTRIFILTRI MESSAGGIO R β

42 TIPI FONDAMENTALI DI COMUNICAZIONE A UNA VIA Requisiti funzionali: - Scelta accurata del codice - Individuazione del ricevente - Scelta del canale in funzione del ricevente A DUE VIE Requisiti funzionali: - Comunicante disposto a ricevere e vagliare le idee degli altri - Possibilità di difesa a fronte dellaggressività del ricevente

43 PROCESSO DI APPRENDIMENTO TONO DELLA VOCE 30% GESTUALITA 60% CONTENUTO 10% COME COSA

44 Da Pragmatica della comunicazione umana 1.E impossibile non comunicare 2.Ogni tipo di comunicazione si svolge su almeno due piani distinti quello del contenuto e quello di relazione 3.Una sequenza di comunicazione può essere punteggiata diversamente dai partners 4.La comunicazione si può svolgere secondo una strategia numerica oppure analogica 5. Tutte le transazioni sono simmetriche o complementari Assiomi

45 MARITO/STUDENTE MOGLIE/DOCENTE

46 ETICA E SPORT

47 LIVELLO GIOVANILE: EDUCARE ALLA LEALTA E ALLA CORRETTEZZA ED. ALLAUTODISCIPLINA ED. AL MIGLIORAMENTO DEI PROPRI LIMITI ED. AL RISPETTO DELLE REGOLE ED. AL RISPETTO DELLE REGOLE

48 LO SPORT COME EDUCAZIONE PERMANENTE DOVREBBE PERMETTERE DI: 1. ACQUISIRE LABITUDINE ALLA PRATICA MOTORIA FINALIZZATA AL MIGLIOR BENESSERE POSSIBILE 2. CONSENTIRE LA PROSECUZIONE DEI PROCESSI DI SOCIALIZZAZIONE NEL GRUPPO

49 POSSIAMO QUINDI CONCLUDERE CON UNA FRASE DI CESARE SCURATI: SPETTA QUINDI ALLO SPORT IL PRIVILEGIO DI POTER INCLUDERE NELLA SUA FORMA UMANISTICA: SPETTA QUINDI ALLO SPORT IL PRIVILEGIO DI POTER INCLUDERE NELLA SUA FORMA UMANISTICA: IL SENSO DELLA COMPETIZIONE COME COLLABORAZIONE, IL SENSO DELLA COMPETIZIONE COME COLLABORAZIONE, DEL CONFRONTO COME ESERCIZIO DELLAMICIZIA, DEL CONFRONTO COME ESERCIZIO DELLAMICIZIA, DELLA GARA COME RECIPROCITA PROGETTUALE, DELLA GARA COME RECIPROCITA PROGETTUALE, DELLA LOTTA, COME COSTRUZIONE CONDIVISA DELLECCELLENZA. DELLA LOTTA, COME COSTRUZIONE CONDIVISA DELLECCELLENZA. SLOGAN FINALE Grazie per lattenzione ed arrivederci al prossimo appuntamento


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