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Molteplicità VS Unitarietà. La comunità dei vari Sé (W. James) Il Sé è fatto di diverse componenti talvolta conflittuali ma non disaggregate perché fondamentalmente.

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1 Molteplicità VS Unitarietà

2 La comunità dei vari Sé (W. James) Il Sé è fatto di diverse componenti talvolta conflittuali ma non disaggregate perché fondamentalmente sempre sentite come espressione di una unità costituita insieme dalla vita psichica e dal corpo. Il contesto sociale gioca un ruolo importante nella determinazione dei diversi Sé

3 Molteplicità del Sé: E. Goffman Metafora del teatro L’individuo riesce a gestire e cambiare una pluralità di Self multipli e fluttuanti in quanto prodotti non da una qualche attività psichica ma dagli eventi e dagli scenari sociali nei quali si agisce

4 Molteplicità del Sé: K. Gergen Teoria sociocostruzionista: il Sé come mero artefatto sociale. Natura del Sé fluida e mutevole Un Sé multiplo e pieno di contraddizioni strettamente connesso con le circostanze sociali.

5 Il concetto di identità

6 L’identità concerne il sentimento di continuità del Sé che il soggetto prova pur essendo in una tempesta di mutamenti Fase adolescenziale E Ogni momento in cui è più evidente l’esperienza e la realtà oggettiva del cambiamento (vecchiaia, cambiamento di lavoro, pensionamento)

7 Il concetto di identità e il concetto di Sé Nel concetto di identità  sono presenti tutte le componenti proprie anche del concetto di Sé  è più accentuato il significato di continuità temporale L’identità è strettamente legata al concetto di Sé: IDENTITA’: l’unità delle varie componenti del Sé in un insieme strutturato permanente

8 Studiosi dell’identità E.H. Erikson, J.E. Marcia, W. Meeus I modelli classificatori per lo studio dello sviluppo dell’identità

9 E.H. Erikson Infanzia e società [1950; trad. it. 1966] Io=processo che garantisce la coerenza e la continuità della vita psichica Attività dell’Io=costituisce il sentimento cosciente di avere un’identità personale socialmente riconosciuta attraverso un duplice processo: a) la percezione di essere se stessi e della continuità della propria esistenza nel tempo e nello spazio b) la percezione che gli altri hanno della nostra esistenza e della sua continuità

10 E.H. Erikson Analisi del processo di formazione dell’identità Un processo che dalla prima infanzia continua per tutto l’arco della vita Una sorta di accrescimento e di equilibrazione personale attraverso la registrazione di dubbi, paure e crisi.

11 E.H. Erikson Erikson individua 8 stadi di questo processo:  l’infanzia,  la prima fanciullezza,  l’età del gioco,  l’età scolare,  l’adolescenza,  la giovinezza,  l’età adulta,  l’età senile Il passaggio da uno stadio all’altro avviene nei termini di una crisi, di un conflitto tra due elementi bipolari contrapposti.

12 E.H. Erikson Prenderemo in considerazione le fasi in cui il processo di costruzione dell’identità diviene più attivo.  l’adolescenza,  la giovinezza,  l’età adulta

13 E.H. Erikson: l’adolescenza Secondo Erikson la formazione dell’identità inizia nel periodo adolescenziale, cioè quando l’individuo, terminati i processi di identificazione infantile, si trova a rapportarsi con un mondo più complesso in cui deve situarsi Il dilemma da affrontare nel periodo adolescenziale riguarda la tensione tra identità e confusione dell’identità

14 E.H. Erikson: l’adolescenza Confusione di ruoli passare da una identificazione ad un’altra, provando e riprovando ruoli sociali diversi che possono generare ansia e confusione per la mancata realizzazione di una effettiva scelta in relazione a specifici impegni da assumere. VS Acquisizione dell’identità avviene invece quando l’individuo avrà un Sé ben definito tale da riuscire a definire con chiarezza i propri orientamenti di vita e ad esperire una condizione di benessere personale e sociale

15 E.H. Erikson: la giovinezza Essa si caratterizza per un progressivo aumento delle responsabilità in campi decisivi per la vita futura, ovvero i rapporti intimi e il lavoro. La crisi che si sviluppa in questa fase è Intimità vs Isolamento. Il rapporto di intimità con un’altra persona si può raggiungere sulla base della capacità di impegno raggiunta nella fase adolescenziale.

16 E.H. Erikson: l’età adulta La fase dell’età adulta, si caratterizza per il conflitto vitale che avviene nei termini di generatività vs stagnazione e preoccupazione esclusiva di sé. La generatività, come auspicabile esito di questa fase, non consiste solo nel diventare genitori, nel prendersi cura dei propri figli, ma anche nel desiderio di contribuire al benessere delle future generazioni.

17 E.H. Erikson J.E. Marcia Ciò che emerge dalla teorizzazione di Erikson è che l’identità è il criterio mediante il quale vengono fatte scelte responsabili e impegnative. Rifacendosi ad Erikson, J.E. Marcia ha individuato due variabili che sono fondamentali per capire come avviene lo sviluppo identitario con particolare riferimento ai suoi esiti:  l’esplorazione (che corrisponde all’elemento di crisi)  la scelta (assunzione di impegni verso un qualche ambito vitale, come scuola e lavoro, o anche verso i propri valori).

18 J.E. Marcia Combinando queste due dimensioni, Marcia ha individuato quattro possibili stati dell’identità:  acquisizione dell’identità: l’individuo ha esplorato attivamente le varie alternative giungendo all’assunzione di impegni a lungo termini in diversi ambiti della sua vita;  blocco dell’identità: l’individuo è sì impegnato in determinati ambiti (politico, professionale, religioso) ma non a seguito di un processo di esplorazione e, dunque, di una valutazione critica delle diverse alternative, bensì facendo riferimento alle identificazioni dell’infanzia e a possibili strade che qualcun altro ha già tracciato per lui;

19 J.E. Marcia  stato di moratorium: l’individuo è nella fase di esplorazione delle alternative possibili senza aver ancora assunto alcun impegno in quanto nessuna delle opzioni che gli si sono presentate corrisponde ai suoi interessi e desideri;  stato di diffusione dell’identità: l’individuo ha esplorato in maniera superficiale le alternative presenti senza giungere ad alcun investimento su obiettivi liberamente scelti.

20 W. Meeus Da una rassegna degli studi condotti, Wim Meeus ha rilevato che gli individui nei quattro stati dell’identità presentano profili differenziati.  Coloro che sono nello stato di acquisizione dell’identità - hanno una immagine di sé buona, - sono autonomi e indipendenti nei giudizi, - partecipano attivamente alla vita culturale.

21 W. Meeus  Coloro che sono nello stato di blocco - si caratterizzano per una certa rigidità nel pensiero, - sono poco ansiosi, - hanno una bassa autostima e poca autonomia. Ciò li porta ad essere insicuri nei rapporti e insoddisfatti della scuola e della vita culturale, alla quale partecipano ben poco.

22 W. Meeus  Coloro che sono nello stato di moratorium sono per certi versi simili a coloro che hanno acquisito l’identità, ma - hanno più paure e più ansie, - sono più soddisfatti della scuola e partecipano meno alle attività culturali Chi è in uno stato di moratorium ha avuto uno sviluppo positivo, ma vive in uno stato di profonda incertezza riguardo al futuro.

23 W. Meeus  Coloro che sono nello stato di diffusione hanno delle caratteristiche comuni a quelli nello stato di blocco, infatti - hanno una stima di sé bassa e mancano di relazioni soddisfacenti, ma - sono meno rigidi e convenzionali.

24 Prospettiva temporale e identità

25 La prospettiva temporale esistente in un dato momento è importante in ordine a iniziativa, livelli di aspirazione, costruttività con cui l’individuo affronta un compito o una situazione. L’umore piuttosto che il morale di un individuo dipendono più dalle aspettative circa il futuro e dalla rappresentazione delle esperienze passate, piuttosto che dall’esperienza attuale

26 Prospettiva temporale e identità L’ampiezza della prospettiva temporale  influenza il comportamento attuale  tende ad aumentare durante lo sviluppo. È nel periodo adolescenziale che la prospettiva amplia le sue dimensioni. ogni individuo, maturando, diviene capace di collocare le proprie sequenze di azione nel futuro

27 Prospettiva temporale e identità L’adolescente inizia a separare in modo più chiaro i desideri (livelli di irrealtà) dalle aspettative realizzabili (livelli di realtà). I pensieri vaghi iniziano ad essere sostituiti da decisioni e scelte che riguardano il futuro. Sviluppo della capacità di progettare, cioè di strutturare la prospettiva temporale in relazione non solo alle proprie finalità e ai propri valori, ma anche in relazione alla realtà all’interno della quale si intende realizzare il progetto, di modo che abbia una strutturazione realistica

28 Il sentimento di identità e la dimensione sociale e personale dell’identità

29 Sentimento d’identità l’esperienza che l’attore sociale vive circa la continuità nel tempo e nello spazio del proprio Sé, nonché la propria possibilità di intervenire sull’ambiente e sugli avvenimenti a ogni momento dato -l’esperienza che l’individuo vive circa la continuità nel tempo e nello spazio del proprio Sé (dimensione temporale) - la possibilità di intervenire sull’ambiente e sugli avvenimenti a ogni momento dato (azione)

30 Sentimento d’identità E’ a sua volta costituito da due diversi sentimenti Sentimento della differenza Sentimento dell’unità Esprime il riconoscimento che un individuo ha di essere diverso da ogni altro oggetto, ma soprattutto da quegli oggetti particolari che sono le altre persone Fa riferimento alla coerenza e alla stabilità dell’immagine di Sé che un individuo ha nello spazio e nel tempo. Tale idea di coerenza e stabilità è come una linea continua che ogni individuo traccia per collegare i diversi atteggiamenti e le diverse parti che si recitano nel proprio life-space

31 Identità Due processi fondamentali alla base del processo di costruzione dell’identità:  Appartenenza  Differenziazione Entrambi entrano in funzione attraverso il riconoscimento dell’altro.

32 Identità: i processi di differenziazione  a partire dall’imposizione del nome, valgono ad individuare il neonato in quanto singolo.  sono diversamente strutturati nell’ambito di culture più o meno individualistiche o collettivistiche

33 Identità: dinamiche dell’appartenenza Esse si attuano a livello di gruppi e categorie sociali.  Appartenenze per nascita (categorie sociali), che l’individuo lo voglia o no (genere, ceto socio- economico-culturale) e il processo per uscirne può implicare costi importanti nella costituzione dell’identità.  Appartenenze per scelta (gruppi sociali): cambiano in relazione a specifici momenti dello sviluppo (dal gruppo dei pari ai gruppi politici, religiosi, culturali).

34 Identità personale e sociale Si possono immaginare due punti estremi di un continuum lungo il quale l’individuo “sente” la propria identità. Ad un estremo il sentimento di identità è fortemente influenzato dalla consapevolezza che l’individuo ha di appartenere ad un determinato gruppo IDENTITA’ SOCIALE All’altro i sentimenti di identità appaiono in rapporto ad un’esperienza profonda di riflessione su di sé, sulla propria storia, sulle proprie speranze e progetti a cui si associano linee d’azione fondate su esigenze di coerenza personale IDENTITA’ PERSONALE

35 Identità personale Attenzione!!! Identità personale non significa - rappresentazione elaborata al di fuori del rapporto sociale; - identità privata, non tangibile agli altri: se il soggetto vuole la può esprimere per cui anche di essa si può studiare la struttura.

36 Identità personale Si caratterizza per tre elementi:  idea di continuità di un soggetto al di là delle variazioni nel tempo e degli adattamenti all’ambiente;  distinzione di questo soggetto rispetto agli altri;  possibilità di riconoscersi e di essere riconosciuto. Necessità di essere riconosciuti dagli altri per poter costituire la propria identità personale

37 Identità personale Le forme di riconoscimento sociale consentono la formazione dell’identità personale dell’individuo sul piano cognitivo l’individuo interiorizza l’immagine che gli viene rimandata dagli altri, la interpreta, la accetta o la modifica o la rinnega, elaborando attivamente un’autodefinizione.

38 La categorizzazione e il confronto sociale: la Teoria dell’Identità Sociale di Tajfel

39 Teoria dell’identità sociale (Tajfel) Si sviluppa in relazione ad una serie di studi che coinvolgono anche i conflitti intergruppali. La semplice appartenenza di gruppo può influenzare gli atteggiamenti e la condotta nei confronti degli individui che non ne fanno parte? Paradigma dei gruppi minimi

40 Nei suoi esperimenti Tajfel, al fine di individuare le condizioni minime atte a dar luogo a fenomeni di discriminazione nei confronti di un outgroup, creò dei “gruppi” privi di una struttura interna, di una storia, di una interazione faccia a faccia tra i componenti, di un sistema di regole. Esperimento

41 Come si spiega la condotta sistematicamente improntata al favoritismo nei confronti dell ’ ingroup?

42 Identità sociale Secondo la teoria dell’identità sociale di Tajfel la condizione necessaria (anche se non sufficiente) al verificarsi del suddetto fenomeno è la categorizzazione Tale processo cognitivo permette infatti di - massimizzare le differenze esistenti tra ingroup ed outgroup - rendere minime, al tempo stesso, le differenze presenti al loro interno

43 Identità sociale Perché mai la suddivisione del mondo sociale in categorie dovrebbe di per sé condurre a privilegiare quelle cui si appartiene? La risposta è nella Teoria dell’ identità sociale elaborata da Tajfel (1979)

44 Teoria dell’ Identità sociale Presupposti: - le persone preferiscono considerarsi in termini positivi piuttosto che negativi - parte della nostra identità deriva dall’appartenenza a gruppi sociali siamo fortemente motivati a considerare i gruppi a cui apparteniamo in chiave positiva

45 Rapporti tra identità sociale ed identità personale J.C. Turner (antico collaboratore di Tajfel) Il fondamento dell’identità sociale non è dato solo dall’appartenenza gruppale,bensì anche dal livello al quale le persone categorizzano se stesse.

46 Rapporti tra identità sociale ed identità personale Tre forme di concettualizzazione identitaria di sé: a) il livello sovra-ordinato del Sé come essere umano (human identity); b) il livello intermedio del Sé come membro di un gruppo in confronto con membri di un altro gruppo (social identity); c) il livello subordinato del Sé personale come individuo unico rispetto agli altri membri dell’ingroup (personal identity)

47 Rapporti tra identità sociale ed identità personale L’attivazione delle varie categorie è legata al processo di categorizzazione che opera in base alle categorie rese salienti in quel momento - Se sto confessando i miei sentimenti, è saliente l’identità personale - Se sono impegnato in una situazione caratterizzata da appartenenze a gruppi è saliente l’identità sociale, ecc. - Quando è più saliente l’identità sociale, tanto meno lo diviene quella personale e viceversa.

48 Rapporti tra identità sociale ed identità personale La teorizzazione di Turner è stata messa in dubbio da numerose ricerche [Deschamps 1982; Lorenzi-Cioldi e Doise 1994] La posizione occupata nella scala gerarchica sociale del gruppo di cui si è parte influisce su il grado di differenziazione che gli individui fanno all’interno del gruppo stesso.

49 Rapporti tra identità sociale ed identità personale Nei gruppi che godono di prestigio sociale, i membri tendono non solo ad identificarsi con il gruppo ma anche a differenziarsi tra loro sul piano individuale. Le persone appartenenti a gruppi “dominati” tendono maggiormente a riconoscersi attraverso appartenenze gruppali, piuttosto che a differenziarsi individualmente.

50 Rapporti tra identità sociale ed identità personale L’integrazione di identità sociale ed identità personale L’identità sociale e quella personale sono due versanti non totalmente distinti del Sé che partecipano insieme a dare significato all’identità - l’appartenenza a categorie sociali o l’inserimento in ruoli sociali comporta un significato personale - tali appartenenze entrano nella concezione di Sé.


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