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UNIVERSITA DEGLI STUDI G. dANNUNZIO FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA Direttore Chiar.mo Prof.

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Presentazione sul tema: "UNIVERSITA DEGLI STUDI G. dANNUNZIO FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA Direttore Chiar.mo Prof."— Transcript della presentazione:

1 UNIVERSITA DEGLI STUDI G. dANNUNZIO FACOLTA DI MEDICINA E CHIRURGIA SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN IGIENE E MEDICINA PREVENTIVA Direttore Chiar.mo Prof. F. Romano Tesi di Specializzazione AGENZIA SANITARIA REGIONALE: ASPETTI ORGANIZZATIVI E LEGISLATIVI A.A. 2005/2006 SpecializzandoRelatore Dott. GIULIO CALELLAChiar.mo Prof. F.S. SCHIOPPA

2 INTRODUZIONE Il primo trasferimento alle Regioni delle funzioni amministrative statali in materia di assistenza sanitaria ed ospedaliera (con il relativo personale) avviene attraverso il DPR 4/1972, mentre la successiva estinzione dei debiti degli Enti Mutualistici e la copertura delle spese dellassistenza ospedaliera si realizzano con la Legge 17 agosto 1974, n.ro 386 A questa prima fase di trasferimento alle Regioni di competenze in materia di assistenza sanitaria, seguono le quattro disposizioni legislative cardine dellordinamento sanitario italiano (833/78, 502/92 e 517/93, 229/99) che concorrono a disegnare due distinte epoche del nostro Servizio sanitario nazionale (SSN).

3 INTRODUZIONE Se la legge 833/78, promulgata sullonda di eventi socio-politici eccezionali, istituisce di fatto il SSN e il sistema che verrà a realizzarsi fino agli inizi degli anni 90 aveva diversi punti critici (correlazione politica- gestione sanitaria, scarsa autonomia organizzativa della ULLSS, scarsa attenzione al prodotto salute, mancanza di programmazione organizzativa e gestionale) Nel 1991/92, anche per la grave crisi finanziaria italiana, si arrivò al collasso del sistema e alla promulgazione della legge delega 421/92 (libertà di scelta dei cittadini e quindi loro centralità, trasferimento di competenze gestionali e organizzative alle Regioni, aziendalizzazione delle ULLSS) I successivi decreti legislativi 502/92 e 517/93 operano una profonda riorganizzazione del SSN che rimane comunque sistema pubblico unitario di tutela della salute

4 INTRODUZIONE Le Regioni, a fronte delle nuove disposizioni legislative, non riescono ad adottare strategie di comportamento univoche: cè chi tende alladozione di modelli organizzativo funzionali di quasi mercato (Lombardia) e chi preferisce la pianificazione regionale centralizzata (Emilia Romagna, Toscana, Liguria, Piemonte) Altre Regioni, tra le quali lAbruzzo, hanno semplicemente preferito non rispondere alle nuove regole legislative e soprattutto economiche. Forse è proprio da individuare in questa fase lavvio della perdita di competitività del sistema sanitario abruzzese, che ha comportato nel corso degli anni elevate ed inappropriate ospedalizzazioni, lunghe liste di attesa, carenza dei servizi di riabilitazione e scarsa efficienza dei servizi

5 ORGANIZZAZIONE E STRUTTURA DEL SSN Lanalisi degli strumenti legislativi del SSN, con la relativa evoluzione storica, permette di costruire una mappa articolata del sistema a livello statale, regionale e locale. A livello statale gli organi istituzionali preposti al funzionamento del SSN sono: XI e XII Commissione di Senato e Camera, Governo, Ministero della Salute, Conferenza Stato – Regioni. Accanto a questi sono presenti gli organi tecnico-scientifici quali lIstituto Superiore di Sanità, lISPESL, il Centro Controllo Malattie (CCM), la CUF, gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), gli Istituti Zooprofilattici, la ASSR (Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali). A livello regionale coesistono, sul modello statale, organi istituzionali (Consiglio Regionale, Giunta Regionale, Assessorato alla Sanità) e organi tecnico – scientifici (Agenzia sanitaria regionale, Osservatorio epidemiologico regionale, Agenzia Regionale Tutela Ambientale).

6 AGENZIA SANITARIA REGIONALE (ASR) ABRUZZO La Legge Regionale Abruzzo 2/7/1999 n.37, B.U.R.A. 27/8/1999 n.29 PIANO SANITARIO REGIONALE 1999 – 2001, istituiva la ASR Abruzzo. Tale disposizione legislativa, rimasta disattesa fino al 2005, ha trovato piena applicazione con la deliberazione numero 986 del 10/10/2005 che ha istituito operativamente lAgenzia e ne ha nominato il Direttore nella persona del Prof. Francesco Di Stanislao

7 AGENZIA SANITARIA REGIONALE (ASR) ABRUZZO La successiva delibera Direttoriale n.1 del 02/01/2006 del Direttore Generale della ASR Abruzzo ha stabilito per lAgenzia questi obiettivi: 1) Sviluppo dei sistemi di raccolta e analisi dei dati relativi ai bisogni, alla domanda e alle attività del SSR e ai livelli essenziali di assistenza, con particolare attenzione al monitoraggio dello stato di salute della popolazione 2) Collaborazione con il Direttore Regionale e con i Dirigenti tutti che operano già nella Direzione Sanità, per quanto di competenza di ciascuno, per: a)la stesura del Piano Sanitario Regionale b)il processo di budgeting annuale delle ASL c)la proposta regionale per la ripartizione del Fondo Sanitario Nazionale d)la definizione dei parametri di finanziamento delle Aziende sanitarie e delle strutture private accreditate e)lo sviluppo e messa a regime del sistema ECM f)lo studio di modelli procedurali e gestionali sulla contabilità ASL g)il controllo e la valutazione delle prestazioni sanitarie

8 AGENZIA SANITARIA REGIONALE (ASR) ABRUZZO 3) Sviluppo e aggiornamento periodico dei criteri di accreditamento delle strutture sanitarie pubbliche e private; 4) Definizione e sperimentazione di sistemi di indicatori e dei relativi flussi informativi mirati a valutare l'appropriatezza d'uso, l'efficacia e l'efficienza dei servizi sanitari; 5) Sviluppo delle politiche sulla qualità del SSR, con particolare attenzione a: a) Promozione e sviluppo delle metodologie e strumenti del Technology Assessment e dell'EBM (Evidence Based Medicine); b) Promozione e sviluppo dell'integrazione dei processi assistenziali attraverso l'analisi e la reingegnerizzazione dei percorsi assistenziali sulle patologie individuate come rilevanti dalla programmazione regionale; c) Promozione delle attività professionali di audit clinico ed organizzativo; d) Sviluppo di un sistema regionale di monitoraggio per la gestione del rischio-clinico; e) Sperimentazione e messa a regime delle metodologie e strumenti di rilevazione ed analisi delle esperienze/aspettative dei cittadini che usufruiscono delle prestazioni del Sistema Sanitario Regionale; f) Sperimentazione e messa a regime delle metodologie e strumenti per garantire la continuità assistenziale ospedale/territorio e l'integrazione socio-sanitaria; g) Monitoraggio e valutazione dei processi sanitari e delle reti cliniche.

9 AGENZIA SANITARIA REGIONALE (ASR) ABRUZZO AREA ACCREDITAMENTO AREA FORMAZIONE AREA GOVERNO CLINICO AREA ECONOMIA SANITARIA AREA INTEGRAZIONE SOCIO-SANITARIA

10 CONCLUSIONI Lanalisi delle attività dellAgenzia Sanitaria Regionale evidenzia come la programmazione sanitaria utilizzi strumenti complessi e multidisciplinari. La ASR Abruzzo è inoltre chiamata ad una attenta verifica e analisi del sistema sanitario regionale, ancora legato sia in senso strutturale sia in senso organizzativo a disposizioni legislative e programmatorie del tutto superate. E stata recentemente approvata dal Consiglio Regionale, su proposta della V Commisione Consigliare, la legge regionale 20/2006. E la prima disposizione legislativa organica sulla realtà sanitaria regionale che cerca di ricondurre alla normalità un sistema troppo disorganizzato, assai oneroso per le finanze regionali e prova a riorganizzare le prestazioni del sistema sanitario regionale in modo più aderente alla richiesta, non soddisfatta, di una sanità più efficace ed efficiente. Tutto questo in attesa del nuovo Piano Sanitario Regionale.


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