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Lezione 1 Introduzione al corso di Scienza delle Finanze Salvatore Curatolo.

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1 Lezione 1 Introduzione al corso di Scienza delle Finanze Salvatore Curatolo

2 PRESENTAZIONE DEL CORSO PRESENTAZIONE DEL CORSO RIPASSO DI ALCUNI UTILI CONCETTI DI BASE ECONOMIA DEL BENESSERE Prima lezione: Prima lezione:

3 PROGRAMMA I Manuale :P. Bosi (a cura), Corso di scienza delle finanze Il Mulino, Bologna, edizione 2012 (va bene anche 2006 o 2010) Cap. 1 (Le ragioni dell'intervento pubblico): tutto eccetto par. 2.3 (pp.50-63); * Cap. 2 (La finanza pubblica in Italia...): par. 1; * Cap. 6 (La Politica fiscale nell'UEM): tutto; Cap. 8 (La spesa per il welfare state): par. 4 (lassistenza) par. 4 (lassistenza) par. 5 (gli ammortizzatori sociali) par. 5 (gli ammortizzatori sociali) par. 6 (listruzione). * Verranno svolti in coda (a fine corso) par. 6 (listruzione). * Verranno svolti in coda (a fine corso)

4 PROGRAMMA II (altre letture) S. Curatolo e G. Wolleb, Income Vulnerability in Europe, in C. Ranci (Ed.), Social vulnerability in Europe, Palgrave MacMillan, 2010; (fotocopie) Bosi, P., Corso di Politica Economica II, Modelli macroeconomici per la politica fiscale, Il Mulino, 1994; parti (fotocopie) Ministero dellEconomia, Dipartimento del Tesoro, Documento di Economia e Finanza (include il programma di stabilità), 2012, (PDF nei materiali didattici) Altre fonti: Eurostat, BCE, Regione Emilia-Romagna

5 slides Tutte le slides sono obbligatorie Tutte le slides sono obbligatorie Le slides (in PowerPoint) sono via via rese disponibili on-line nel sito docente Le slides (in PowerPoint) sono via via rese disponibili on-line nel sito docente Le slides non sostituiscono lo studio del manuale Le slides non sostituiscono lo studio del manuale ma ma sul manuale e sugli altri materiali bibliografici si approfondiscono bene e soprattutto gli argomenti delle slides sul manuale e sugli altri materiali bibliografici si approfondiscono bene e soprattutto gli argomenti delle slides Nelle slides cè materiale aggiuntivo rispetto al manuale e viceversa Nelle slides cè materiale aggiuntivo rispetto al manuale e viceversa

6 esami 2 domande di teoria da 15 punti ciascuna; da sviluppare con trattazione verbale e con grafici Tempo 90 minuti Tempo 90 minuti Il programma desame è lo stesso per tutti i vecchi corsi (welfare e sviluppo, SDF effetti economici delle politiche pubbliche; SDF settore pubblico e mercati)

7 Conoscenze necessarie per seguire (bene) il corso Economia politica I (Microeconomia scelta del consumatore; teoria dellimpresa; equilibrio concorrenziale e di monopolio; elementi di economia del benessere); Economia politica I (Microeconomia scelta del consumatore; teoria dellimpresa; equilibrio concorrenziale e di monopolio; elementi di economia del benessere); Algebra elementare Algebra elementare Analisi grafica standard (diagrammi cartesiani ortogonali, istogrammi, ecc.) Analisi grafica standard (diagrammi cartesiani ortogonali, istogrammi, ecc.)

8 Coordinate SALVATORE CURATOLO Orario di RICEVIMENTO - giov. ore 11:00 – 13:00 e 14:00 – 16:00 -Ufficio: Padiglione Feroldi 1° piano a dx -Tel. Ufficio Cell

9 Ripasso: alcuni concetti di base della microeconomia Teoria del consumatore Il consumatore massimizza una funzione di utilità, dato un vincolo di bilancio Funzione di utilità: U=U(x 1, x 2, …, x n ) La forma della U(.) dipende dalle preferenze del consumatore Possiamo rappresentare le preferenze del consumatore con una curva di indifferenza: linsieme di tutti i panieri di beni che danno al consumatore un uguale livello di utilità

10 x1x1 x2x2 A B C I panieri A e B sono sulla stessa curva di indiff., quindi danno al consumatore lo stesso livello di utilità; C fornisce una utilità superiore perché fornisce la stessa quantità di x 2 e una maggiore quantità di x 1. Il consumatore che non è mai sazio, preferisce C ad A (e quindi anche C a B) D n.b. freccia rossa: il trade off 1 a 1 del bene 1 con il bene 2 riduce lutilità se un bene diviene abbondante rispetto allaltro (da C a D) ma avviene il contrario da E a C: il consumatore preferisce panieri che contengono quantità tra loro equilibrate dei beni E

11 x1x1 x2x2 A B C Le curve dindifferenza non possono intersecarsi C curva di indifferenza: linsieme di tutti i panieri di beni che danno al consumatore un uguale livello di utilità

12 Sebbene il consumatore non sia mai sazio nel consumare quantità aggiuntive di beni, il valore (in termini di utilità) di quantità addizionali di qualunque bene decresce al crescere, nel paniere, della quantità totale di quel bene di consumo In altri termini, per un consumatore, i beni relativamente abbondanti del suo paniere valgono meno dei beni relativamente scarsi PERTANTO: il consumatore sarà maggiormente propenso a cedere X 2 in cambio di X 1 se X 2 è abbondante rispetto a X 1 OPPURE: il consumatore sarà maggiormente propenso a sostituire X 1 a X 2 se X 2 è abbondante rispetto a X 1

13 Il Saggio marginale di sostituzione è la pendenza (in valore assoluto) della curva di indifferenza E il tasso a cui un consumatore è disposto a scambiare un bene con laltro. x1 x2 A B C Il SMS in A è maggiore del SMS in B; Il SMS è decrescente spostandoci lungo una stessa curva di indiff. da sinistra verso destra A contiene molto x2 e poco x1: sono disposto a cedere molto x2 in cambio di 1 unità in più di x1: SMS alto Il paniere B contiene molto x1 e poco x2: sono disposto a cedere solo una piccola quantità di x2 in cambio di 1 unità in più di x1: SMS basso

14 A B C Il SMS è decrescente diminuisce quando ci si sposta verso il basso lungo una curva di indifferenza X1 X2 SMS x1,x2 =ΔX 2 /ΔX ,5 A contiene molto X2: sono disposto a sacrificare 2 unità di X2 in cambio di 1 X1. In B le quantità sono più equilibrate: in cambio di 1 X1, sono disposto a cedere solo 1 X2. In C, X2 è molto scarso: sono disposto a rinunciare solo a mezzo X2 per 1 X1. il SMS x1,x2 dice quanto valuto X1 in termini di X2, cioè a quante unità di X2 sono disposto a rinunciare in cambio di 1 X1 in più. Allaumentare della quantità di X1 che possiedo, lutilità addizionale si riduce SMS x1,x2 decrescente.

15 Il SMS x1,x2 misura lutilità marginale del bene X 1 in termini del bene X 2 Se il prezzo unitario del bene X 2 è 1 (cioè X 2 funge da numerario), il SMS x1,x2 misura il prezzo (massimo) che sono disposto a pagare per ogni unità in più del bene X 1 prezzo di riserva ATTENZIONE: importanti implicazioni Il prezzo di riserva di ciascun consumatore relativamente ad un bene è tanto più alto quanto più tale bene è relativamente scarso nel suo paniere, dato il reddito Individualismo metodologico: non ci sono effetti gregge (conformismo): il prezzo di riserva di un consumatore relativamente ad un bene del suo paniere non dipende dalle scelte correnti degli altri consumatori; ma cfr. esternalità

16 I due elementi fondamentali alla base della scelta razionale sono il vincolo di bilancio e la struttura delle preferenze preferenze prezzi reddito Vincolo di bilancio Scelta razionale del paniere che Max lutilità

17 Per trovare il paniere di beni che max U non basta la funzione di utilità, bisogna anche conoscere il vincolo di bilancio Y=P 1 X 1 +P 2 X 2 Da cui: P 2 X 2 =Y-P 1 X 1 X1X1 X2X2 Pendenza: -P 1 /P 2 Se X 2 =0, Y=P 1 X 1 Cioè X 1 =Y/P 1 Tutto il reddito viene speso in X 1, di cui posso comprare Y/P 1 unità Se X 1 =0, Y=P 2 X 2 Cioè X 2 =Y/P 2 Tutto il reddito viene speso in X 2, di cui posso comprare Y/P 2 unità Y/P 1 Y/P 2

18 X2X2 X1X1 Se il reddito aumenta: ceteris paribus posso consumare maggiori quantità di beni; se poi lo faccio oppure no dipende anche dalle preferenze e dalla natura dei beni: ordinari o giffen; normali o inferiori. Y/P 1 Y/P 2

19 X2 X1 Se il prezzo del bene X2 diminuisce: P 2


20 X2 X1 Se il prezzo del bene X1 diminuisce: Y/P 2 Y/P 1

21 X2 X1 Se il prezzo del bene X1 ed il reddito Y diminuiscono (si supponga che Y diminuisca meno del prezzo): Y/P 2 Y/P 1 Y/P 2

22 X2 X1 Se il prezzo del bene X1 aumenta:

23 Nel punto di ottimo, la più alta curva di indifferenza è tangente al vincolo di bilancio, e tutto il reddito viene speso (cioè il punto di ottimo sta sul vincolo di bilancio, non al di sotto di esso, Es. c) A In A: SMS (pendenza della curva dindifferenza) = P1/P2 (pendenza del vincolo di bilancio) C In C il consumatore sprecherebbe risorse perché, dati i prezzi e il reddito, potrebbe ottenere unutilità maggiore riducendo X1 per aumentare X2 (cioè sostituendo X2 a X1); In B, dato il vincolo di bilancio, il consumatore non può arrivare X2 X1 B C

24 OTTIMALITA Per ciascun consumatore nel punto di ottimo, il tasso a cui egli è disposto a scambiare i beni (SMS) deve essere uguale al tasso a cui i beni si possono scambiare sul mercato (P1/P2). Per ciascun consumatore nel punto di ottimo, il tasso a cui egli è disposto a scambiare i beni (SMS) deve essere uguale al tasso a cui i beni si possono scambiare sul mercato (P1/P2). Il consumatore è pienamente soddisfatto se il mercato presenta prezzi relativi per lui compatibili con le utilità relative. Il consumatore è pienamente soddisfatto se il mercato presenta prezzi relativi per lui compatibili con le utilità relative.

25 Cosa accade quando un prezzo cambia: effetto reddito ed effetto sostituzione Quando il prezzo di un bene diminuisce (o aumenta): a)Modifico il paniere di consumo perché sono cambiati i prezzi relativi (eff. Sostituzione) b)Modifico il paniere di consumo perché, a parità di reddito monetario, sono diventato più ricco in termini reali (o povero se il prezzo aumenta) (eff. Reddito)

26 A C B Il prezzo del bene X1 diminuisce: il vincolo passa da verde a bianco Il paniere ottimo passa da A a B. Effetto sostituzione: lo spostamento lungo una stessa curva di indifferenza, cioè dovuto alla sola variazione dei prezzi relativi Effetto reddito: lo spostamento da un vincolo di bilancio allaltro, a parità di prezzi relativi (pendenza) Da A a C: effetto sostituzione Da C a B: effetto reddito X2 Y/P2 Y/P1 Pendenza: -P 1 /P 2 Pendenza: -P 1 /P 2 Pendenza: -P 1 /P 2 Y/P2 Y/P1

27 La curva di domanda è la relazione tra il prezzo di un bene e la quantità domandata Si può ricavare dal problema di massimizzazione dellutilità Q1Q1 X2X2 X1X1 Q2Q2 Q3Q3 Al diminuire di P1, il consumatore sceglie panieri con quantità sempre maggiori di X1 (se il bene è ordinario) Otteniamo diverse combinazioni (P1, Q1) che possono essere rappresentate nel piano prezzo/quantità

28 P1P1 P2P2 P3P3 Prezzo del bene X1 Quantità del bene X 1 Q3Q3 Q2Q2 Q1Q1 La curva di domanda esprime il beneficio marginale B che il consumatore riceve dal bene Per ogni dato livello di P, sono disposto ad acquistare solo quelle unità del bene che mi danno un B superiore al loro costo (P) P0P0 0

29 Lelasticità della domanda rispetto al prezzo: E il rapporto tra la variazione percentuale della domanda e la variazione percentuale del prezzo: Esempio: se il prezzo di un biglietto del cinema passa da 8 a 10 euro, e la mia domanda annuale di biglietti passa da 12 a 8, qual è lelasticità della domanda al prezzo? La quantità domandata diminuisce del (4/12)% = -33% Il prezzo del biglietto aumenta del (2/8)% = 25% elasticità= -33% / 25% = Lelasticità della domanda al prezzo è di solito negativa Non è costante lungo una curva di domanda lineare

30 La funzione di produzione esprime la relazione tecnologica (positiva) tra loutput di una impresa e gli input che essa usa (senza sprechi): Q=f(K, L) Q CRESCE SE L CRESCE (dato K) La produttività marginale del lavoro è la derivata prima parziale della f rispetto a L La produttività marginale del lavoro, cioè la variazione di Q per una data variazione di L (con K costante) è via via decrescente: dato K, ogni lavoratore aggiuntivo produce una quantità di output minore di quella prodotta dal lavoratore precedente. Anche la produttività marginale del capitale, dato L, è decrescente. Teoria dellimpresa COSTI RICAVI PROFITTI

31 La funzione di costo dellimpresa è C=wL+rK Se K è fisso nel breve periodo, solo L può essere variato (un altro fattore variabile è lenergia) Allora wL = costo variabile [dato w, cresce con L, quindi con Q] es. F. di prod. Cobb-Douglas Q=L ½ K ½ L = Q 2 K -1 wL = w Q 2 K -1 rK = costo fisso (indipendente da Q) Es. Sia C= rK + wL = Q 2 AC= C/Q = 100/Q + 3Q (forma ad U) C = costo marginale = 6Q crescente (retta)

32 Produttività marginale decrescente implica costo marginale crescente: Produttività marginale decrescente implica costo marginale crescente: C=wL+rK C=wL+rK Quanto costa produrre una unità di Q in più? Devo calcolare il costo marginale di Q: Quanto costa produrre una unità di Q in più? Devo calcolare il costo marginale di Q: Dato che w è costante, e che MP è decrescente allaumentare di L, C aumenta se la produzione Q (e quindi L) aumenta La curva del costo marginale MC (o C) è inclinata positivamente rispetto a Q

33 MC P, C Q La curva dei costi medi (ad U) è intersecata dal costo marginale nel suo minimo AC = C/Q Es. C=100+3Q 2 AC=C/Q=(100/Q) + 3Q MC=6Q

34 Limpresa massimizza il profitto quando è massima la differenza tra ricavo totale e costo totale: Limpresa massimizza il profitto quando è massima la differenza tra ricavo totale e costo totale: profitto = R(Q) – C(Q) profitto = R(Q) – C(Q) Derivata rispetto a Q: R(Q)-C(Q)=0 Derivata rispetto a Q: R(Q)-C(Q)=0 condizione di max profitto: R=C condizione di max profitto: R=C Sia la curva di domanda Sia la curva di domanda p = 100 – Q (domanda inversa) p = 100 – Q (domanda inversa) RT = p * Q = (100 - Q) Q = 100Q – Q 2 RT = p * Q = (100 - Q) Q = 100Q – Q 2 (il ricavo marginale è la derivata prima parziale di RT rispetto a Q) (il ricavo marginale è la derivata prima parziale di RT rispetto a Q) MR (o R)= 100 – 2 Q (stessa intercetta ma pendenza doppia rispetto alla domanda) MR (o R)= 100 – 2 Q (stessa intercetta ma pendenza doppia rispetto alla domanda)

35 La curva di domanda P = 100 – Q interseca lasse delle ascisse (P=0) in Q = 100 e lasse delle ordinate (Q=0) in P=100 prezzo di riserva: il consumatore per cui il bene ha maggior valore acquisterebbe una unità di bene al prezzo 100. Se il prezzo fosse maggiore, nessuno consumerebbe. Se il prezzo fosse inferiore, altri consumatori (con prezzo di riserva inferiore) acquisterebbero il bene P 100 P(Q) Q Qualunque prezzo di mercato è minore o uguale al valore del bene per tutti quelli che lo acquistano. Quelli per i quali il prezzo è maggiore del valore del bene non lo acquistano

36 La curva di domanda P = 100 – Q interseca lasse delle ascisse (P=0) in Q = 100 La curva R P = Q interseca lasse delle ascisse (P=0) in 2Q=100 Q=50 P R 100 P(Q) Q

37 q p AB C Supponiamo un monopolista, unico venditore sul mercato In un determinato momento il monopolista vende a un prezzo A la quantità OC: il suo ricavo totale è quindi pari allarea ABCO (data la curva di domanda) O

38 q p A B C Per vendere di più, il monopolista deve abbassare il prezzo: da A a D. Spostandosi da B a E sulla curva di domanda a questo prezzo corrisponde la quantità OF. O DE F G

39 q p A B C Larea DEFO rappresenta il nuovo ricavo totale, al prezzo D e data la curva di domanda. O DE F F

40 q p A B C Larea DGCO è comune alle due situazioni (prima e dopo il ribasso di prezzo) e quindi non ci interessa. O DE F G G

41 q p A B C Occorre confrontare il quadrangolo ABGD, perso perché il produttore non pratica più il prezzo A, con il nuovo quadrangolo GEFC, che rappresenta laumento delle vendite dovuto al nuovo prezzo D O DE F G

42 q p A B C Se larea GEFC, il ricavo aggiuntivo, è maggiore dellarea ABGD, il ricavo perso, vendere ununità addizionale fa aumentare i ricavi (il ricavo marginale è positivo). In altri termini, la riduzione del prezzo è più che compensata, NEL RICAVO, dallaumento della quantità la domanda è elastica O DE F G

43 Lelasticità della domanda dipende sia dalla particolare curva di domanda …

44 q1 p1 p2 P1 P2 Il ricavo marginale nel secondo grafico è sicuramente positivo e maggiore del primo grafico (a domanda rigida) Domanda molto elastica Domanda poco elastica (rigida)

45 Se la curva di domanda è verticale, lelasticità della domanda è 0, la quantità non cambia al variare del prezzo Domanda perfettamente anelastica o a elasticità nulla Se la curva di domanda è orizzontale, lelasticità della domanda è infinita, la quantità cambia infinitamente anche per una piccola variazione del prezzo Domanda perfettamente elastica o a elasticità infinita P Q Elasticità nulla Elasticità infinita Elasticità alta Elasticità bassa (anelastica)

46 Lelasticità della domanda dipende sia dalla particolare curva di domanda … sia dal particolare punto sulla stessa curva di domanda elastica rigida o anelastica a elasticità unitaria a b c d e f a P Q

47 Prezzo del bene X1 Quantità del bene X 1 RP(Q) Elastica: Q cresce più che proporzionalmente alla diminuzione di P R cresce R>0 R: variazione di R=PQ al diminuire di P (o al crescere di Q) anelastica: Q cresce meno che proporzionalmente alla diminuzione di P R diminuisce R<0 Elasticità unitaria: Q cresce proporzionalmente alla diminuzione di P R costante R=0

48 P, R La massimizzazione del profitto può aversi solo in questo segmento elastico della funzione di domanda perché altrove il ricavo marginale è negativo (domanda anelastica) Infatti il ricavo marginale R deve eguagliare il costo marginale C (positivo) e quindi R deve essere a sua volta positivo

49 Limpresa massimizza il profitto uguagliando R e C (spingendo la produzione sino al punto in cui R e C sono uguali.) Accrescere la produzione da 0 a Q* (o, che è lo stesso, ridurre il prezzo dal prezzo di riserva a P*) è razionale perché fatturato e profitti sono sempre crescenti P, R C R Q* P* 100 Q

50 condizione di max profitto per tutte le imprese: R=C condizione di max profitto per tutte le imprese: R=C In un mercato perfettamente concorrenziale, R(Q)=pQ, cioè limpresa prende il prezzo come un dato, non può cambiarlo R=p In un mercato perfettamente concorrenziale, R(Q)=pQ, cioè limpresa prende il prezzo come un dato, non può cambiarlo R=p la condizione di max profitto è p=C la condizione di max profitto è p=C la curva del costo marginale è la curva di offerta dellimpresa la curva del costo marginale è la curva di offerta dellimpresa

51 MC P1 P2 P3 Q1Q2Q3 Se P dato aumenta, limpresa trova conveniente offrire quantità crescenti di Q, e viceversa AC = C/Q

52 Per trovare lequilibrio del mercato, sommiamo orizzontalmente le curve individuali di domanda D n, per ottenere la domanda aggregata D E sommiamo orizzontalmente anche le curve individuali di offerta MC, per trovare lofferta aggregata S Offerta aggregata S Domanda aggregata D P Q

53 P1P1 P2P2 P3P3 P di riserva X 1 Q3Q3 Q2Q2 Q1Q1 consumatore settore n Q 1 n Q 2 … D Vi è domanda nel settore finché il prezzo non raggiunge il valore massimo del prezzo di riserva del consumatore più ricco D n DnDn

54 q2q2 P MC Impresa Settore S P1 D P q1q1 Vi è offerta nel settore finché il prezzo non raggiunge il valore minimo dei costi medi, attraverso la libera entrata delle imprese che crescono da n a n Pc AC S n q 1 n q 2 S n MC X1X1 X1X1

55 Surplus dei consumatori e surplus dei produttori D S P

56 D S P Disponibilità a pagare pur di acquistare il bene Il prezzo di mercato P è uno sconto sul prezzo di riserva dei consumatori 1 2 …

57 Surplus dei consumatori e surplus dei produttori D S P Surplus dei consumatori P B

58 Surplus dei consumatori e surplus dei produttori D S=MC P Surplus dei consumatori Surplus dei produttori Sovrapprezzo rispetto al prezzo di offerta MC 1…

59 surplus produttori= surplus produttori= sovrapprezzo x quantità = sovrapprezzo x quantità = maggior profitto maggior profitto surplus consumatori= surplus consumatori= minor prezzo x quantità= minor prezzo x quantità= maggiore utilità maggiore utilità Benessere sociale W = surplus produttori + surplus consumatori Benessere sociale W = surplus produttori + surplus consumatori

60 Perdita secca D S P1 B P2 Supponiamo che in un mercato una volta concorrenziale il prezzo salga da P1 a P2

61 Perdita secca DWL D S p1 p2 Q

62 Perdita secca (DWL) Perdita secca di benessere (dead weight loss, DWL) è la perdita netta di surplus del sistema economico quando ci si discosta dal prezzo di concorrenza Perdita secca di benessere (dead weight loss, DWL) è la perdita netta di surplus del sistema economico quando ci si discosta dal prezzo di concorrenza Da una situazione di mercato con prezzo p2 sono possibili miglioramenti paretiani (in cui qualcuno sta meglio e nessuno viene danneggiato)? Da una situazione di mercato con prezzo p2 sono possibili miglioramenti paretiani (in cui qualcuno sta meglio e nessuno viene danneggiato)? Es. sussidio al monopolista, redistribuzione spontanea, regolamentazione, libera entrata Es. sussidio al monopolista, redistribuzione spontanea, regolamentazione, libera entrata

63 Perdita secca (DWL) Perdita secca di benessere (dead weight loss, DWL) è la perdita netta di surplus del sistema economico quando ci si discosta dal prezzo di concorrenza Perdita secca di benessere (dead weight loss, DWL) è la perdita netta di surplus del sistema economico quando ci si discosta dal prezzo di concorrenza Da una situazione di mercato con prezzo p2 sono possibili miglioramenti paretiani (in cui qualcuno sta meglio e nessuno viene danneggiato)? Da una situazione di mercato con prezzo p2 sono possibili miglioramenti paretiani (in cui qualcuno sta meglio e nessuno viene danneggiato)? Se il prezzo è p1 (concorrenza) non ci sono possibili miglioramenti paretiani ottimo paretiano massima efficienza (1° th. Del benessere sociale) Se il prezzo è p1 (concorrenza) non ci sono possibili miglioramenti paretiani ottimo paretiano massima efficienza (1° th. Del benessere sociale)

64 Le ragioni dellintervento pubblico I Salvatore Curatolo

65 CHE COSE LA SCIENZA DELLE FINANZE La Scienza delle finanze o Economia pubblica è la disciplina economica che studia il ruolo dello stato in una economia di mercato La Scienza delle finanze o Economia pubblica è la disciplina economica che studia il ruolo dello stato in una economia di mercato (Con particolare riguardo alle entrate e alle spese pubbliche rappresentate nel bilancio dello stato)

66 Le 3 domande chiave dellEconomia Pubblica Perché lo Stato interviene nelleconomia? Come interviene? Quali sono gli effetti economici del suo intervento?

67 Come vedremo, generalmente i mercati concorrenziali producono esiti efficienti Non è quindi facile giustificare lintervento pubblico Le 2 giustificazioni principali sono: 1)Fallimenti del mercato (mancata efficienza) 2)Redistribuzione (mancata equità, ingiustizia sociale)

68 La presenza dellattività pubblica è molto ampia Una giornata Usiamo elettricità, gas, acqua gestititi da imprese pubbliche o private ma regolate dallo stato o da enti pubblici Giriamo per strade costruite dallo stato Veniamo allUniversità, che è pubblica (per ora) Beviamo un caffè, fumiamo una sigaretta, consumiamo benzina, il cui prezzo è fortemente influenzato dalle imposte indirette

69 Una vita Da giovani passiamo molti anni in scuole, la maggior parte pubbliche o sovvenzionate dallo stato Lavoriamo:il nostro salario o stipendio è gravato in misura rilevante da oneri sociali, che servono per accumulare diritti pensionistici nellambito di istituzioni pubbliche. Costruiamo una famiglia, abbiamo figli e in molti casi ci sono sussidi dallo stato (assegni familiari, detrazioni fiscali) Ci ammaliamo e siamo curati quasi sempre in istituzioni pubbliche Cessiamo di lavorare e viviamo di una pensione, quasi sempre (oggi) pubblica Alla fine, saremo probabilmente sepolti in un cimitero costruito dal comune. La presenza dellattività pubblica è molto ampia

70 Tutte le attività descritte richiedono un volume elevato di mezzi finanziari in gran parte raccolti con imposte, prelievi coattivi a carico dei cittadini. La descrizione delle spese e delle entrate è condensata nel Bilancio dello Stato, o meglio nei o meglio nei bilanci dei moltissimi enti pubblici che compongono ciò che chiamiamo stato. bilanci dei moltissimi enti pubblici che compongono ciò che chiamiamo stato. Bilancio consolidato delle AAPP La presenza dellattività pubblica è molto ampia

71 Cosa fa lo Stato: Richard Musgrave: The Theory of Public Finance Mc Graw Hill, New York 1959 Allocazione (efficienza) Redistribuzione (equità) Stabilizzazione (obiettivo macroeconomico) 3 funzioni fondamentali dello Stato:

72 ALLOCAZIONE Lo Stato dovrebbe garantire lefficienza del sistema economico, superando i fallimenti del mercato, attraverso: * Produzione pubblica (partecipazioni statali; sanità; difesa) Regolamentazione di attività private (es. authority: AGCM, Consob) Regolamentazione di attività private (es. authority: AGCM, Consob) Tassazione (alcool, tabacchi, sanzioni amministrative) Tassazione (alcool, tabacchi, sanzioni amministrative)

73 REDISTRIBUZIONE Obiettivo: realizzare una equa distribuzione delle risorse Lo Stato corregge la distribuzione delle risorse realizzata dal mercato Lo Stato corregge la distribuzione delle risorse realizzata dal mercatoattraverso: Trasferimenti monetari (pensioni, sussidi) Trasferimenti monetari (pensioni, sussidi) Imposte Imposte Offerta di servizi (trasferimenti in kind) : asili, scuole, sanità, polizia, VVFF, difesa,… Offerta di servizi (trasferimenti in kind) : asili, scuole, sanità, polizia, VVFF, difesa,…

74 STABILIZZAZIONE Lo Stato regola il livello dellattività economica, con gli obiettivi del pieno impiego (e di una inflazione sotto controllo) attraverso: La manovra delle spese e delle imposte La manovra delle spese e delle imposte Misure che incentivano lattività produttiva Misure che incentivano lattività produttiva Musgrave scrive negli anni 50, quando domina la teoria macroeconomica di Keynes: grande fiducia nella capacità di G e T di influenzare il livello di attività economica; ma oggi ???


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