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OGGETTI STRUTTURE USABILITA’ Gruppo Farina. “ La caffettiera del masochista” Donald A. Norman.

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Presentazione sul tema: "OGGETTI STRUTTURE USABILITA’ Gruppo Farina. “ La caffettiera del masochista” Donald A. Norman."— Transcript della presentazione:

1 OGGETTI STRUTTURE USABILITA’ Gruppo Farina

2 “ La caffettiera del masochista” Donald A. Norman

3 Donald A. Norman

4 Donald A. Norman è psicologo e ingegnere statunitense. Si è laureato in ingegneria elettronica presso Massachusetts Institute of Tecnology (MIT), dove è professore di merito. Inoltre ha un master ed un dottorato di ricerca presso l’Università della Pennsylvania. Nel 1995 ha ricevuto una laurea honoris causa in psicologia dall’Università di Padova.

5 Donald A. Norman è stato professore di psicologia, scienze cognitive e direttore dell’Istituto per la Scienza Cognitiva dell’Università della California. Inoltre è stato vice – presidente del gruppo di ricerca sulle tecnologie avanzate per la Apple Computer e dirigente alla Hewlett Packard e alla U-Next, una società di formazione a distanza.

6 Attualmente insegna presso la Northwestern University : - psicologia - scienze cognitive - informatica E’ consulente di una società di consulenza alle imprese per la realizzazione di servizi e prodotti centrati sull’uomo: Nielsen Norman Group. Questa società è stata fondata nel 1998 da Donald A. Norman e Jakob Nielsen.

7 L’oggetto di studio di Norman è il processo cognitivo umano, in particolare è volto all’analisi dell’ergonomia e del design.

8 Nel “La caffettiera del masochista” propone una critica al design. Infatti l’opera si configura come una analisi sulla progettazione, realizzazione e utilizzo di oggetti di “uso quotidiano” e delle situazioni ad esse correlate. Norman mette in evidenza le tecnologie sofisticate dell’era moderna, rispetto all’efficienza e praticità di quelle del passato.

9 Per Norman un oggetto, affinché sia considerato utile e pratico, deve rispondere ad alcune caratteristiche: 1) deve avere buone affordance, cioè “inviti all’uso” chiari e visibili, che consentano di fare capire all’utente: a cosa l’oggetto serve e come si deve usare.

10 2) L’oggetto deve presentarsi con ottimi “vincoli visivi” che fanno da guida, durante la sua individuazione, o mentre lo si usa concretamente. 3) L’oggetto non deve possedere “golfi valutativi ed esecutivi” che allontanano il fruitore dal capire a cosa serve l’oggetto e come ottenere il risultato. Ovvero il livello esecutivo e quello valutativo di un oggetto devono interagire.

11 4) L’oggetto deve essere “ergonomico”, comodo ed agevole nel suo utilizzo. 5) L’oggetto deve offrire un feed – back, per dare all’utilizzatore la certezza di avere ottenuto il risultato voluto.

12 Norman nel suo libro sottolinea come i progettisti a volte curano più l’estetica che la funzionalità di un oggetto.

13 Norman in “La caffettiera del masochista” descrive i frequenti errori che ognuno di noi commette nell’usare gli oggetti che ci circondano. E’ interessante notare che per Norman la causa del rapporto difficoltoso tra uomo e oggetti non è dovuto all’incapacità da parte dell’utilizzatore, ma a una progettazione poco coerente con il funzionamento della mente umana.

14 “ Quando hai qualche problema con gli oggetti, fosse per capire se tirare o spingere una porta o le stravaganze dei moderni computer e dell’industria dell’elettronica, non è colpa tua. Non rimproverare te stesso: rimprovera il progettista” dall’introduzione “La caffettiera del masochista” di Donald A. Norman

15 Norman illustra nella sua opera 5 principi di progettazione che dovrebbero facilitare il rapporto uomo – oggetto.

16 1.Usare la conoscenza presente nel mondo esterno e la conoscenza interiorizzata. Il progettista deve conoscere l’oggetto fisico e l’invito funzionale fornito dallo stesso per consentire l sua funzione. A volte ci sono alcuni vincoli d’uso che servono a limitare le possibilità di azione di alcuni oggetti: vincoli fisici – vincoli semantici (legati alla situazione) – vincoli culturali – vincoli logici.

17 2. Rendere visibili le cose sia sul versante esecutivo sia su quello valutativo. E’ importante rendere visibili gli elementi giusti. 3. Semplificare la struttura dei compiti. Cercare di ridurre al minimo la necessità di programmare e di risolvere problemi. Il progettista deve prestare la massima attenzione ai limiti della memoria a breve e a lungo termine e i limiti dell’attenzione degli utilizzatori.

18 4. Prevedere margini d’errore. Il progettista deve partire dal presupposto che qualunque errore è teoricamente possibile. E’ importante prevedere dei rimedi.

19 5. Standardizzare. Quando un oggetto non può essere progettato senza un’arbitrarietà è importante la standardizzazione, il cui vantaggio è che una volta che l’utilizzatore ha imparato come si fa, il procedimento rimane sempre quello.

20 A volte può capitare che il progettista lavora bene, ma emergono alcuni vincoli esterni che influenzano negativamente i suoi sforzi: - pressioni del mercato - pressioni sociali - pressioni professionali

21 Bibliografia Norman D. A. “LA caffettiera del masochista”, Giunti, Milano, 1990 Sitografia it_wikipedia.org/wiki/Donald_Norman


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