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1 INCONTRI MICROFORM 2009/2010 22 SETTEMBRE 2009.

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Presentazione sul tema: "1 INCONTRI MICROFORM 2009/2010 22 SETTEMBRE 2009."— Transcript della presentazione:

1 1 INCONTRI MICROFORM 2009/ SETTEMBRE 2009

2 2 Di cosa parliamo oggi? Il quadro e la cornice Laccoglienza La lingua per comunicare La lingua per lo studio Prospettive

3 3 Il bambino/ragazzo straniero deve apprendere: il linguaggio della scuola (per capire le regole, per la relazione con compagni e insegnanti) la lingua del qui e ora (per stabilire il contatto, interagire coi pari e con gli adulti, esprimere bisogni e richieste, capire ordini e indicazioni) la lingua per narrare (per esprimere stati danimo e desideri,riferire esperienze e ricordi, raccontare storie) LINGUA PER COMUNICARE

4 4 La lingua delle discipline è una lingua astratta che si colloca fuori dallinterazione comunicativa legata al qui e ora

5 5 CONSIGLI DI LETTURA Biblio e sitografia sterminate: tre indicazioni per cominciare… IL KIT PAISS Realizzato dal Gruppo PAISS Cartaceo e elettronico in tutti gli Istituti della provincia Distribuito contestualmente alla formazione dei referenti di istituto A.S. 2003/2004 LE LINEE GUIDA PER LACCOGLIENZA E LINTEGRAZIONE DEGLI ALUNNI STRANIERI C.M. 24 / 2006 LA VIA ITALIANA ALLINTERCULTURA OTTOBRE 2007

6 6 LE FONTI DEI DIRITTI DEI MINORI 1.Dichiarazione dei diritti delluomo ONU (per listruzione v. art. 26 comma 1) 2.Dichiarazione dei diritti del fanciullo ONU Convenzione internaz. dei diritti dellinfanzia ONU 1989 (per listruzione v. art. 28 comma 1) ratificata dallItalia con la L. 176 del Costituzione italiana 1948 (Titolo II Rapporti etico – sociali, art. 34)

7 7 Arriva un alunno straniero Sappiamo cosa fare? PUNTI FERMI 1. Laccesso al sistema scolastico è un diritto di tutti i fino al 18° anno minori (quindi fino al 18° anno di età) irregolari 2.Ciò vale anche per i minori irregolari (CM 5/94.) scuole di ogni ordine e grado 3.Tale assunto riguarda le scuole di ogni ordine e grado (C.M. 5/94)

8 8 ISCRIZIONE Mancano i documenti didentità del minore AUTOCERTIFICAZIONE Mancano i documenti sugli studi (classe e tipo distituto) AUTOCERTIFICAZIONE Mancano i documenti relativi alle vaccinazioni AUTOCERTIFICAZIONE

9 9 Iscrizione in qualunque momento della. s. anche fuori termine Le ragioni di tale provvedimento sono evidenti: i ragazzi arrivano in Italia in qualunque periodo dellanno, spesso dopo che, in base al sistema scolastico del Paese di provenienza, il loro anno scolastico si è concluso. Riferimenti normativi: DPR. 394/99 art.45 CM 87/2000.

10 10 LA CLASSE DINSERIMENTO Il criterio delletà anagrafica DPR. 394/99 DPR. 394/99 Art. 45 minori soggetti allobbligo scolastico: criterio per liscrizione alla classe: letà anagrafica possibilità delliscrizione a una classe diversa per decisione del Collegio dei docenti in base a: lordinamento scolastico del Paese di provenienza che può determinare liscrizione a una classe immediatamente inferiore o superiore rispetto alletà (non si può comunque retrocedere lalunno solo perché non conosce litaliano C.M. 205 /1990) la preparazione dellalunno (necessità di TEST dingresso non solo per litaliano) il corso di studi eventualmente seguito il titolo di studio eventualmente posseduto

11 11 DPR 394/99 Art. 45 Non costituire classi con predominanza di alunni stranieri Test dingresso per la rilevazione delle competenze scelta della classe Adattamento dei programmi dinsegnamento non solo per litaliano, ma anche per le altre discipline (v. anche Dlvo 297/94)

12 12 LA VALUTAZIONE LINEE GUIDA CM n DPR CM n NOVITÀ! NOVITÀ?

13 13 Valutazione in itinere : non ai fini di un giudizio ma per adattare il percorso individualizzato 1° quadrimestre: alcune discipline possono non essere valutate Es. La valutazione non viene espressa perché lalunno è nella prima fase di alfabetizzazione in lingua italiana la valutazione è espressa ma riferita al percorso individualizzato Fine anno: la valutazione va sempre espressa anche se liscrizione è molto tardiva Es.la val. si riferisce al percorso personale di apprendimento perché la. non ha ancora completato la fase di alfabetizzazione in lingua italiana

14 14 GLI ESAMI GLI ESAMI LINEE GUIDA ADATTAMENTO DEI PROGRAMMI = ADATTAMENTO DELLA VALUTAZIONE PREVISIONE DI SVILUPPO DELLALUNNO SCRITTI prove con diversi livelli di difficoltà prove di contenuto ampio ORALI con riferimento ai percorsi individualizzati

15 15 Il Progetto Interculturale nel P.O.F. CM 73 del 2 marzo § 9 : Dialogo interculturale e convivenza democratica: limpegno progettuale della scuola leducazione interculturale La scuola che persegue come obiettivo leducazione interculturale, coglie la diversità come occasione per un rapporto costruttivo e arricchente per tutti

16 16 ARRIVA UN NUOVO ALLIEVO ! CHI DEVE ESSERE ACCOGLIENTE ? I COLLABORATORI SCOLASTICI IL PERSONALE DI SEGRETERIA DIRIGENTI E DOCENTI (GLI ALTRI ALLIEVI) PER ESSERE ACCOGLIENTI IN MODO COERENTE OCCORRE UNA PROFONDA SINTONIA CHE RICHIEDE UNA PREPARAZIONE COLLEGIALE COME?

17 17 IL PROTOCOLLO DI ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI STRANIERI UNA PROCEDURA CONOSCIUTA E CONDIVISA DA TUTTI IL PROTOCOLLO MIGLIORE NON ESISTE NASCE DALLA PRATICA SCOLASTICA È PERFETTIBILE VA APPLICATO E LA SUA APPLICAZIONE VA CONTROLLATA

18 18 Il Protocollo di Accoglienza È approvato dal Collegio dei Docenti Permette di attuare le indicazioni contenute nella normativa Delinea prassi condivise di carattere: - amministrativo e burocratico - comunicativo e relazionale - educativo e didattico - sociale

19 19 Come realizzarlo? CON LA COMMISSIONE INTERCULTURA CHE RICEVE IL MANDATO DAL COLLEGIO DEI DOCENTI CHE E UN GRUPPO DI LAVORO COMPOSTO DA DS, REFERENTE, DOCENTI DEGLI EVENTUALI PLESSI E DOCENTI DELLE DIVERSE DISCIPLINE SI OCCUPA DELLA CREAZIONE E DELLA APPLICAZIONE DEL PROTOCOLLO NE CONTROLLA E VALUTA LAPPLICAZIONE

20 20 IL PROTOCOLLO INDICA AZIONIAZIONI RUOLIRUOLI TEMPITEMPI IN UN PRIMO TEMPO IN MODO SCHEMATICO IN SEGUITO PIÙ APPROFONDITO IL PROTOCOLLO SARA PIÙ FACILMENTE COMPRESO E CONDIVISO

21 21 IL PROTOCOLLO DEFINISCE COSA FARE CHI DEVE AGIRE QUANDO DEVE AGIRE dalla prima accoglienza alla integrazione: come gestire i rapporti con la famiglia come gestire i rapporti con lallievo come individuare classe e sezione di inserimento come accogliere lallievo in classe

22 22 LISCRIZIONE OCCORRERÀ METTERE A PUNTO PROCEDURE CHIARE PER LA RACCOLTA E LA GESTIONE DI TUTTI I DATI UTILI ALLA COMMISSIONE CHE SI OCCUPA DELLACCOGLIENZA AI DOCENTI DELLA CLASSE DI DESTINAZIONE ALLE ISTITUZIONI CHE NE FARANNO RICHIESTA È EVIDENTE LIMPORTANZA DEL RUOLO DEL PERSONALE NON DOCENTE (RUOLO CHE NON SI ARRESTA A QUESTA FASE) DI UNA COLLABORAZIONE STRETTA E CONTINUATIVA TRA SEGRETERIA E REFERENTE DEL SOSTEGNO EVENTUALE DI UN MEDIATORE CULTURALE

23 23 LATTO DELLISCRIZIONE È IL PRIMO PASSO PER LA CONOSCENZA RECIPROCA TRA SCUOLA E FAMIGLIA Interessiamoci a Cause e modalità della migrazione Obiettivi e progetti della famiglia legati alla migrazione Conseguenze e difficoltà incontrate RINTRACCIAMO QUINDI UNA STORIA DELLA MIGRAZIONE DELLA FAMIGLIA DENTRO LA QUALE COLLOCARE UNA BIOGRAFIA DEL NUOVO ALLEVO

24 24 TRACCIATO QUINDI UN QUADRO CON ANAGRAFICA PREGRESSO SCOLASTICO PROCEDIAMO ALLA CONOSCENZA PIÙ APPROFONDITA DELLALLIEVO NEOARRIVATO ATTRAVERSO INCONTRI DURANTE I QUALI SARANNO SOMMINISTRATI I TEST DINGRESSO. Occorre testare la conoscenza dellItaliano? Ma non conosce neanche una parola… Bisogna comunque testare le competenze linguistiche: È alfabetizzato nella lingua dorigine? Sa leggere, come legge, comprende? Sa scrivere?

25 25 Conosce altre lingue? Possiamo poi continuare con test di matematica test senza parole…..: geografia, storia… CHI PREPARA I TEST? CHI LI SOMMINISTRA? QUANDO? DOVE? COME?

26 26 LA COMMISSIONE ORA POTRÀ SU BASE CERTA DECIDERE IN QUALE CLASSE E SEZIONE ISCRIVERE LALUNNO INDICARE LA NECESSITÀ DELLINSERIMENTO CONTESTUALE IN UN LABORATORIO DI ITALIANO L2 FORNIRE, AI DOCENTI CHE ACCOLGONO, ELEMENTI UTILI ALLA REALIZZAZIONE DI UNA PROGRAMMAZIONE INDIVIDUALIZZATA

27 27 LA CLASSE ACCOGLIENTE NEI PRIMI INCONTRI CON I NEOARRIVATI APERTA E COSTANTE CURIOSA MA NON INQUISITORIA CHE SA SCEGLIERE I TEMPI GIUSTI E LE MODALITÀ ADATTE CHE RISPONDE AGLI INTERROGATIVI CHE PASSA DALLACCOGLIENZA ALLINTEGRAZIONE

28 28 LACCOGLIENZA È FATTA ANCHE DIMATERIALI FRASI, PAROLE, INDICAZIONI MULTILINGUE CHE AIUTANO I NON ITALOFONI AD ORIENTARSI NEI VARI AMBIENTI FOTOGRAFIE, MOSTRE, DISEGNI CHE PARLANO DEL MONDO CALENDARI MULTILINGUE, POSTER MULTICULTURALI OPUSCOLI E VOLANTINI INFORMATIVI IN VARIE LINGUE

29 29 UN LAVORO DI COOPERAZIONE TRA TUTTI I DOCENTI DELLA CLASSE Tutti i docenti sono coinvolti nella creazione per ogni alunno di un percorso possibile Tutti devono condividere lidea che la conoscenza dellItaliano L2 è fondamentale e ha priorità

30 30 IL TEAM/IL CONSIGLIO DI CLASSE fissa gli obiettivi minimi trasversali che ciascun alunno di recente immigrazione deve raggiungere in un anno definisce i criteri di valutazione CIASCUN DOCENTE esplicita gli obiettivi minimi in relazione ai nuclei fondanti della propria disciplina

31 31 BICS Basic Interpersonal Communication Skills Abilità comunicative interpersonali di base LINGUA PER COMUNICARE 4 MESI - 1 ANNO CALP Cognitive-Academic Language Proficiency Competenza Linguistica Cognitivo-Accademica LINGUA PER LO STUDIO 4 – 7 ANNI

32 32 FASE DEL SILENZIO ASCOLTARE IL SILENZIO Losservazione dellalunno, del suo linguaggio non verbale, dei tentativi per riuscire a comunicare, fanno capire se il silenzio è quello dellattenzione e dellattesa oppure se è un silenzio vuoto che segnala disagio, ripiego, reazione al clima di non appartenenza. La durata della fase silente è variabile in base a diversi fattori. Età Scolarità Situazione linguistica Motivazione Attitudini e stili di apprendimento Implicazioni psicologiche ed affettive LA FASE DEL SILENZIO VA RISPETTATA

33 33 VARIABILI IN GIOCO NEL QUADRO DELLACCOGLIENZA età - arrivo prima dei 6 anni - arrivo nella fascia di età corrispondente allobbligo scolastico -arrivo oltre i 15 anni scolarità precedente - bambino non ancora scolarizzato per ragioni di età - anni di scuola più o meno corrispondenti alletà -situazioni di sottoscolarizzazione o non scolarizzazione situazione linguistica - padronanza orale della lingua familiare - padronanza orale della lingua familiare e competenza anche nella lingua scritta -apprendimento scolastico di una lingua straniera progetto migratorio e inserimento della famiglia - cause e motivazioni della partenza (motivi economici, richiesta di asilo politico..) - caratteristiche del progetto migratorio (provvisorietà, stabilizzazione di medio periodo, soggiorno definitivo) - composizione del nucleo familiare e scolarità dei genitori -condizioni di inserimento (lavoro, alloggio…) caratteristiche individuali - emozioni in gioco nella migrazione (rifiuto del paese daccoglienza, desiderio di inserimento, chiusura…) - motivazione allapprendimento - risorse del bambino neoarrivato (riuscita scolastica nel paese dorigine, abilità acquisite…) -atteggiamenti nella relazione con adulti e coetanei

34 34 IL LABORATORIO DI ITALIANO L2 Chi lo organizza? Chi lo gestisce? Come dovrebbe essere? Come non dovrebbe essere? Quando si svolge? Quali materiali sono necessari? Quali metodi utilizzare?

35 35 COME DOVREBBE ESSERE UN LABORATORIO L2? Un locale ( o, in assenza di un locale, unarea di un locale) Accogliente Arredato adeguatamente ( sedie e tavoli per piccoli e per grandi, tappeti, cuscini …) Tranquillo (evitando così difficoltà uditive) Luminoso (evitando così difficoltà visive)

36 36 COME NON DOVREBBE ESSERE UN LABORATORIO L2? Freddo dal punto di vista della relazione Isolato o eccessivamente decentrato Provvisorio o cambiato spesso di ubicazione Un ambiente di passaggio

37 37 QUANDO ORGANIZZARE IL LABORATORIO L2? A cadenza regolare Intensiva e via via più sporadica (adeguata ai progressi di apprendimento) esempio o 2 ore al giorno o poi 2 ore ogni 2 giorni o in seguito 2 volte unora alla settimana

38 38 COME ORGANIZZARE IL LABORATORIO L2? Con attività individuali ma soprattutto di gruppo. I gruppi di lavoro possono essere omogenei (insistendo sulle attività specifiche per livello di apprendimento) eterogenei (favorendo in questo modo la cooperazione tra allievi con anche forme di tutoraggio)

39 39 IN QUALI ORE SVOLGERE LE ATTIVITA NEL LABORATORIO L2? Lallievo dovrà stare nella propria classe per il maggior tempo possibile (si integra e apprende la L2) Il laboratorio si svolgerà in ore concordate allinterno del Consiglio di classe, tenendo conto delle disponibilità dei facilitatori. Il laboratorio non è comunque scollegato dalla classe Il facilitatore va anche in classe (a volte, allinizio, anche il mediatore) Le attività svolte in laboratorio vengono valorizzate in classe ( e lallievo ne svolge autonomamente anche in classe quando non riesce a partecipare attivamente a quelle in corso)

40 40 QUALI SONO I MATERIALI NECESSARI NEL LABORATORIO L2? Immagini e testi dei Paesi di origine Planisferi e cartine Storie e testi in L1 Testi bilingui (+ glossari e dizionari) che segnino il passaggio dalla L1 alla L2

41 41 E ANCORA immagini e testi sulla storia individuale materiali sul viaggio: giochi, libri, oggetti… produzione degli allievi (che testimoniano i progressi fatti nellapprendimento della L2

42 42 OLTRE A… Testi in L2 e immagini (organizzati, strutturati) Testi facilitati graduali Liste di parole

43 43 E TECNOLOGIA Registratore TV e videoregistratore Computer Apparecchio fotografico digitale Materiali multimediali

44 44 E LO SCHEDARIO INTERCULTURALE DELLA SCUOLA Perché dovrebbe trovarsi nel laboratorio di L2? Potrà arricchirsi dei materiali e delle testimonianze degli allievi ma soprattutto potrà testimoniare la possibilità reale di convivenza e la pari dignità tra le culture.

45 45 IL LABORATORIO L2: UNESPERIENZA DA DOCUMENTARE Documentiamo sempre rilevazioni e attività: tenendo un diario registrando le produzioni degli allievi (conversazioni, espressioni, testi, disegni e altro) raccogliendole in un portfolio (sviluppando al tempo stesso le prime pratiche di autovalutazione)

46 46 UNA LEZIONE-TIPO Partiamo sempre dal fare (ascolto, comprensione, interazione). Presentazione del lessico Stimoliamo a produrre oralmente (senza pretenderlo subito). Memorizzazione e riutilizzo del lessico Fissiamo le strutture di base (domanda/risposta, trasformazione, abbinamento). Uso in strutture semplici e via via più complesse Verifichiamo gli eventuali progressi (sempre attraverso il fare). Riutilizzo di lessico e strutture

47 47 TEMI PER UNA PRIMA FASE Proponiamoli in contesti reali, fornendo lessico, espressioni, strutture, favorendone lacquisizione con esercizi pratici Io; gli altri intorno a me… Laula, la scuola, gli oggetti della scuola, le attività… La famiglia, la casa, le attività, i giochi… Il corpo, la faccia, labbigliamento… Il tempo, le ore, i giorni, i mesi, le stagioni… I negozi e altri luoghi pubblici, gli acquisti, il cibo… I mezzi di trasporto… Il tempo libero… Ciascun tema viene sviluppato in maniera modulare

48 48 QUALI FUNZIONI LINGUISTICHE SVILUPPARE? Proponiamoci di sviluppare le capacità di base nei vari moduli Presentarsi e saper chiedere agli altri di farlo… Salutare, richiamare lattenzione… Denominare, indicare, scrivere gli oggetti della scuola… Chiedere un oggetto e ringraziare… Dare e scrivere il proprio indirizzo… Indicare il possesso… Invitare e rispondere a un invito… Denominare le parti del corpo, indicarne le caratteristiche… Esprimere stati e bisogni… Indicare azioni, collocarle nel tempo… Indicare gusti e preferenze Collocare oggetti, persone, luoghi nello spazio…

49 49 CHIQUANDOVANTAGGIPUNTI CRITICI Insegnante di sostegno Alcune ore settimanali Risorsa disponibileNessuna formazione specifica; rischio di autosvalutazione degli apprendenti Insegnante di classeOre di compresenza, eventuali ore di religione, rientri pomeridiani … Conoscenza diretta dellalunno e dei suoi bisogni Mancanza di formazione specifica; scarsità di tempo Insegnante di lingua straniera Alcune ore settimanali Conoscenza della didattica della lingua straniera Necessità di integrare proposte proprie dellinsegnamento della lingua straniera con i bisogni specifici della L2 Insegnante su progetto specifico (facilitatore) Lintero orario di cattedra Risorsa ad hoc; possibilità di sperimentare percorsi innovativi e di articolare lintervento per gruppi, livelli e bisogni diversi Risorsa da formare; rischio della delega da parte degli insegnanti di classe; necessità di ridefinire lintervento didattico (obiettivi, percorsi, valutazione) Mediatore linguistico straniero Alcune ore settimanali (a carico dellEnte locale) Positiva accoglienza facilitata dalluso della L1; figura di identificazione positiva per il bambino straniero; valorizzazione della lingua e della cultura dorigine Spesso, nessuna formazione; figura di sostegno debole (spesso slegata dalla classe); poca chiarezza sugli obiettivi dellintervento Risorse extrascolastiche: volontari, educatori, studenti universitari Alcune ore settimanali (a carico dellEnte locale, dei servizi sociali..) Risorsa disponibile da utilizzare nel tempo extrascolastico come aiuto allo studio, attività di doposcuola, occasione di sviluppo della L2 Nessuna formazione specifica; intervento tampone, limitato nel tempo; rischio di prossimità fra disagio e immigrazione Tabella: Chi insegna litaliano L2, in G. Favaro, Imparare litaliano, imparare in italiano

50 50 IL FACILITATORE Il facilitatore linguistico, chiamato anche facilitatore di apprendimento, è un insegnante specialista nellinsegnamento della L2. Vi sono docenti distaccati su progetto, altri che hanno porzioni di cattedra dedicati a questo insegnamento. Nella maggior parte dei casi, però, si tratta di insegnanti che dedicano, sempre su progetto, ore aggiuntive, finanziate in genere con i fondi di istituto (o con fondi per aree a forte processo immigratorio). Sempre più spesso questi progetti nascono e funzionano in ambiti di collaborazione di rete tra istituti e enti territoriali.

51 51 Il QUADRO COMUNE EUROPEO di riferimento per linsegnamento e lapprendimento delle lingue UNO STRUMENTO UTILE, FORSE INDISPENSABILE

52 52 Livello principiante (= alunni stranieri neoarrivati) A1 = livello molto elementare,di primo contatto A2 = livello elementare B1 = livello intermedio, soglia dellautonomia B2 = livello intermedio superiore C1 = livello avanzato C2 = livello competente I SEI LIVELLI

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54 54 IL PERCORSO DI ALFABETIZZAZIONE DOBBIAMO AGIRE SU UN DUPLICE PERCORSO Nel quotidiano una lingua concreta la lingua per comunicare Nella scuola una lingua astratta la lingua per lo studio (anche per gli autoctoni resta una premessa indispensabile al successo scolastico) DOBBIAMO AGIRE SUBITO Serve un insegnamento rapido ed efficace

55 55 Quando percorso di alfabetizzazione è abbastanza avanzato cioè lalunno è in grado di formulare brevi, semplici frasi su argomenti relativi alla sfera del concreto e della quotidianità, allora può iniziare la FASE PONTE, fase in cui inizia, contestualmente allapprendimento della lingua per comunicare (BICS), il percorso guidato verso la lingua per studiare (CALP)

56 56 Il problema linguistico legato alla comunicazione interpersonale di base (BICS) pare risolto…… A questo punto possiamo commettere l errore di ritenere che il nostro alunno possa anche seguire i contenuti delle discipline come gli altri suoi compagni italiani MA È IN GRADO DI FARLO ?

57 57 SE LALUNNO NON COMPRENDE…. RISCHI: Progressivo divario nelle competenze rispetto ai compagni Perdita di motivazione e di autostima Senso di isolamento, frustrazione, chiusura o aggressività Blocco anche dellapprendimento della L2 Insuccesso scolastico

58 58 DIFFICOLTA DEI TESTI DI STUDIO di tipo lessicale: termini specifici, decontestualizzati, uso di linguaggio comune in accezioni particolari, espressioni ambigue, parole poco comuni… di tipo morfosintattico: uso di subordinate, di incidentali, forma passiva, forme impersonali, modi indefiniti… di tipo testuale: riferimenti a conoscenze pregresse, necessità di applicare strategie cognitive ( selezione, analisi, classificazione, deduzione, formulazione dipotesi, collegamento dinformazioni…)

59 59 È un animale straordinario, in tutto e per tutto. Per cominciare non è un pesce, come molti forse pensano, ma un mammifero. Il suo cervello, sia per forma che per dimensione, è quello che, fra tutti gli animali, si avvicina di più a quello delluomo. È anche capace di emettere e di imitare una larga gamma di suoni ad alta e bassa frequenza; tanto che qualche scienziato sostiene di poter addirittura insegnargli a parlare. Tra tutti gli animali, poi, il delfino è il solo che ami la compagnia delluomo per se stessa e che abbia nei suoi riguardi unamicizia disinteressata. Vi sono casi innumerevoli, noti fin dallantichità, di gente salvata dai delfini, o di navi guidate fuori da pericolose secche…….. IL

60 60 IL È un animale straordinario, in tutto e per tutto. Per cominciare non è un pesce, come molti forse pensano, ma un mammifero; il suo cervello, sia per forma che per dimensione, è quello che, fra tutti gli animali, si avvicina di più a quello delluomo. È anche capace di emettere e di imitare una larga gamma di suoni ad alta e bassa frequenza; tanto che qualche scienziato sostiene di poter addirittura insegnargli a parlare. Tra tutti gli animali, poi, il delfino è il solo che ami la compagnia delluomo per se stessa e che abbia nei suoi riguardi unamicizia disinteressata. Vi sono casi innumerevoli, noti fin dallantichità, di gente salvata dai delfini, o di navi guidate fuori da pericolose secche…….. Conoscenze pregresse, termini specifici Lessico non comune Parole ambigue Costrutti complessi, modi di dire

61 61 IL COSA VOGLIAMO CHE IL NOSTRO ALUNNO SAPPIA ? Il delfino non è un pesce, è un mammifero È molto intelligente Sa fare molte cose Spinge i pesci in un luogo trappola e li mangia Fa molti suoni con significati diversi: ha un linguaggio È veloce: in unora può nuotare anche per cento chilometri Ama la compagnia delluomo Segue spesso le navi e fa grandi salti fuori dallacqua ABBIAMO SEMPLIFICATO ANCHE IL LESSICO

62 62 IL Il delfino non è un pesce, è un mammifero. È molto intelligente. Sa fare molte cose Spinge i pesci in un luogo trappola e li mangia

63 63 Fa molti suoni con significati diversi: ha un linguaggio È veloce: in unora può nuotare anche per cento chilometri Ama la compagnia delluomo

64 64 Segue spesso le navi e fa grandi salti fuori dallacqua

65 65 GLOSSARIO MAMMIFERO = animale che allatta i suoi piccoli. Anche gli esseri umani sono mammiferi. TRAPPOLA = oggetto o luogo da cui gli animali non possono uscire

66 66 IL PERCORSO Semplificazione del testo Comprensione del testo appropriazione dei concetti Riformulazione e uso della lingua astratta da parte dellalunno

67 67 INTERVENTI PER FACILITARE LA COMPRENSIONE 1.Produrre testi a elevata comprensibilità (o a scrittura controllata: si controlla il proprio modo di scrivere ponendosi dal punto di vista del ricevente e tenendo conto della sua condizione linguistica, culturale e sociale) = semplificazione di un testo esistente o produzione di un testo da parte dellinsegnante 2.Elaborare esercizi per la comprensione e memorizzazione dei contenuti 3.Sviluppare le abilità di lettura e studio

68 68 La semplificazione Non è solo cambiare i vocaboli ma individuare: i concetti fondamentali che si vogliono far apprendere le parole chiave che esprimono i concetti e poi… procedere alla rielaborazione del testo Tutti gli insegnanti devono conoscere le procedure di facilitazione

69 69 Criteri per la semplificazione dei testi Informazioni in ordine logico e cronologico Frasi brevi in testi non superiori alle 100 parole Frasi coordinate Lessico di base e spiegazione di parole non comuni (glossario) Ripetizione del nome evitando sinonimi e pronomi Costruzione della frase seguendo lordine SVO Forma attiva e modi verbali finiti Evitare personificazioni (i soldati e non lesercito)

70 70 Evitare forme impersonali, figurate ed espressioni idiomatiche inveceEvitare le nominalizzazioni: es. invece di..la vittoria dei Romani sui Cartaginesi usare..i Romani vincono i Cartaginesi

71 71 Accorgimenti grafici Caratteri grandi Paragrafi brevi con sottotitoli Evidenziazione, mediante grafia diversa, riquadri, glossari a fine pagina, di termini specifici e parole chiave Inserimento di schemi grafici e immagini strettamente pertinenti al testo

72 72 IN CLASSE TUTTI INSIEME……… Per la motivazione: Presentazione argomento con immagini, filmati, titoli ….(in modo attraente) Brainstorming Far emergere conoscenze pregresse Per i ragazzi autoctoni: i testi di studio Per i ragazzi stranieri: i materiali semplificati

73 73 LA DURATA DEL PERCORSO…… Come sempre dipende: dalle caratteristiche individuali (età, scolarità, situazione linguistica, motivazione, attitudini e stili di apprendimento, implicazioni psicologiche e affettive) Fra queste: il percorso scolastico precedente le competenze e i concetti già acquisiti

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