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Un modello gerarchico-dinamico dellattività mentale Maurizio Ceccarelli.

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Presentazione sul tema: "Un modello gerarchico-dinamico dellattività mentale Maurizio Ceccarelli."— Transcript della presentazione:

1 Un modello gerarchico-dinamico dellattività mentale Maurizio Ceccarelli

2 autobiografia culturale terapia familiare cognitivismo interpersonale neuroscienze bio psico sociale

3 Per comprendere il mistero della natura della mente bisognerà passare dalla filosofia all embriologia, con un salto singolare ma necessario. A quel punto saremo in grado di ritornare, attraverso la biologia, alla filosofia. Gerald Edelman articolazione tematica

4 indice La conoscenza della mente La biologia della mente La neurobiologia della mente Levoluzione della mente Lo sviluppo della mente Il modello gerarchico-dinamico (fisiologia) Fisiopatologia generale Fisiopatologia clinica Terapia

5 La conoscenza della mente Problematiche e prospettive epistemiche, metodologiche e teoriche parte prima

6 Storia della filosofia della conoscenza dalla teoria della conoscenza (gnoseologia) allindagine critica sulle forme del conoscere (epistemologia)

7 Immanuel Kant la conoscenza è unattività dipendente dalla relazione tra il soggetto conoscente e loggetto conosciuto la conoscenza delloggetto è sia permessa che vincolata alle strutture percettivo-intellettive del soggetto conoscente non esiste una conoscenza delloggetto in sé, cioè indipendente dal soggetto conoscente

8 Immanuel Kant nellatto conoscitivo sono inestricabilmente interconnessi elementi autoreferenziali elementi fenomenici strutture del soggettocaratteristiche delloggetto

9 Immanuel Kant razionalismo: deriva autoreferenziale dellatto conoscitivo (i pensieri senza contenuto sono vuoti) - Cartesio empirismo: deriva fenomenica dellatto conoscitivo (le intuizioni senza concetti sono cieche) - Hume

10 Metodo e conoscenza scientifica La conoscenza scientifica si differenzia da altre forme di conoscenza condivisa (religione, etica, estetica, etc.) in quanto assume la vigilanza critica sui prodotti della conoscenza, permessa dal metodo, come elemento qualificante lidentità della conoscenza stessa

11 Il metodo: strumento della conoscenza critica il metodo esplicita le modalità tramite cui si realizza latto conoscitivo oggettiva latto conoscitivo consente di esercitare lindagine critica sullinterconnessione tra autoreferenza e fenomenicità è loggetto della conoscenza della conoscenza (epistemologia)

12 Epistemologia e conoscenza della mente la riflessione epistemologica è fondamentale nellambito delle scienze umane, in quanto in tali settori della conoscenza loggetto conosciuto (luomo) coincide con il soggetto conoscente (luomo) latto conoscitivo indaga un oggetto che è il soggetto di quellatto

13 Epistemologia e conoscenza scientifica: Imre Lakatos nella conoscenza sono copresenti una serie di livelli concettuali gerarchicamente organizzati: nucleo metafisico: inconfutabile in modo diretto ipotesi scientifica: cintura protettiva del nucleo programma di ricerca: confuta o conferma lipotesi la validità di una teoria è correlata alla capacità di sostenere programmi di ricerca progressivi rispetto a quelli regressivi

14 Per una organizzazione del metodo Nellatto conoscitivo sono copresenti diverse modalità della relazione tra soggetto conoscente e oggetto conosciuto, ciascuna delle quali comporta un diverso grado di declinabilità empirica delle asserzioni da esse dipendenti.

15 Livelli organizzativi del metodo e declinabilità empirica nucleo metafisico ipotesi scientifica modello di ricerca declinabilità empirica

16 Livelli organizzativi del metodo: il paradigma Le credenze sono le asserzioni relative alloggetto conosciuto caratterizzate da alta condivisione sociale e bassa declinabilità empirica Lindagine critica esercitata sulle credenze consente di esplicitare la concatenazione concettuale che sostiene le credenze livello paradigmatico dellorganizzazione del metodo

17 Livelli organizzativi del metodo: la metateoria Lindagine critica esercitata sulla concatenazione concettuale che sostiene le credenze consente di esplicitare la logica dei nessi tra i concetti (epistemologia) livello metateorico dellorganizzazione del metodo

18 Livelli organizzativi del metodo: la teoria Lindagine critica esercitata sulla logica dei nessi tra i concetti che sostengono le credenze consente di esplicitare la correlazione tra la trama concettuale (soggetto) e la trama fenomenica (oggetto) veicolata nei modelli delloggetto (scienza) livello della teoria dellorganizzazione del metodo

19 Organizzazione del metodo e conoscenza della mente paradigma: identificazione delle diverse credenze relative alla mente metateoria: identificazione delle diverse logiche articolatorie dei concetti relativi alla mente teoria: identificazione dei diversi modelli relativi alla mente

20 Livelli organizzativi del metodo e declinabilità empirica paradigma metateoria teoria declinabilità empirica

21 Multideterminazione della conoscenza scientifica paradigma metateoria teoria valori culturali organizzazione sociale tecnologia

22 paradigmi metateorie teorie prassi

23 I paradigmi Nella storia del pensiero occidentale la tematica ricorrente e invariante attorno alla quale si organizzano le asserzioni sulla natura dellessere umano è costituita dal binomio mente-corpo I diversi paradigmi coincidono con le diverse credenze relative al binomio mente-corpo

24 I paradigmi dualista monista dualismo delle proprietà / monismo a doppio aspetto (relazionale) bidimensionale monodimensionale multidimensionale

25 Il paradigma dualista (bidimensionale) Si fonda sulla distinzione tra uomo e mondo, in assenza della quale non vi è problematizzazione della natura umana e, quindi, della natura della mente. La matura espressione del paradigma dualista si realizza nel pensiero platonico prima, e in quello cartesiano, poi.

26 Il paradigma dualista costitutiva dualità essere umano

27 Il paradigma dualista mondo sensibile mondo intellegibile Platone costitutiva dualità essere umano

28 Il paradigma dualista mondo sensibile mondo intellegibile corpo anima Platone cristianesimo costitutiva dualità essere umano

29 Il paradigma dualista mondo sensibile mondo intellegibile corpo anima res extensa res cogitans Platone cristianesimo Cartesio costitutiva dualità essere umano

30 Metateoria dualista la distinzione ontologica tra mente e corpo giustifica la distinzione epistemologica tra i settori dediti alla conoscenza della mente (psicologia) e i settori dediti alla conoscenza del corpo (biologia) la conoscenza della mente e quella del corpo sono entrambi necessari, ma ciascuno in sé non sufficiente, per unesaustiva conoscenza della natura umana la condizione sufficiente è la conoscenza della relazione tra la mente e il corpo (problema mente-corpo)

31 Tipologie relazionali nella metateoria dualista corrispondenza: contemporaneità della modificazione degli stati/eventi corporei e degli stati/eventi mentali (tipologia correlativa) interazione: dipendenza unidirezionale della modificazione degli stati/eventi corporei e degli stati/eventi mentali (tipologia causale)

32 Metateoria dualista si rilevano diverse prospettive metateoriche, che si differenziano per il tipo di rapporto ipotizzato esistere tra la mente e il corpo dualismo interazionista: interazione e corrispondenza dualismo cartesiano: interazione parallelismo psicofisico: corrispondenza

33 Teorie dualiste Teorie sulla mente, di matrice sia biologica che psicologica, che affermano il limite dei loro modelli per unesaustiva conoscenza della mente.

34 Teorie biologiche dualiste Matrice storica nella corrente teleomeccanicista: il fine differenzia la materia vivente da quella non vivente. il corpo è il mezzo tramite cui la mente persegue i propri fini (Eccles, Penfield)

35 Teorie dualiste in psicologia il corpo costituisce la componente energetica necessaria, ma non sufficiente, per la costruzione della rappresentazione mentale (pensiero psicodinamico classico)

36 Pregnanza socioculturale paradigma dualista distinzione tra i settori dediti conoscenza del corpo e i settori dediti conoscenza della mente distinzione tra le istituzioni dedite alla formazione terapeuti del corpo e alla formazione terapeuti della mente distinzione tra le patologie del corpo (psicosi, disturbo organici) e le patologie della mente (nevrosi, disturbi funzionali) distinzione tra le terapie del corpo (somatiche) e le terapie della mente (psicosociali)

37 Integrazione biologia-psicologia e prassi terapeutica Linteresse verso il dialogo interdisciplinare dipende dalla prospettiva metateorica adottata rispetto alla tipologia del rapporto mente-corpo (modelli bio- psico-sociali). Nella prassi terapeutica la combinazione di interventi somatici e interventi psicosociali è giustificata, ma la loro integrazione non è necessaria.

38 Il paradigma monista (monodimensionale) Il pensiero monista non pone alcuna distinzione tra uomo e mondo (pensiero pre-platonico). Il paradigma monista (pensiero post-platonico) nega lo statuto di entità naturale a uno dei due membri del binomio mente-corpo.

39 Il paradigma monista Il paradigma monista afferma la costitutiva unità dellessere umano

40 Il paradigma monista corpo monismo materialista (Hobbes) Il paradigma monista afferma la costitutiva unità dellessere umano

41 Il paradigma monista corpo mente monismo materialista (Hobbes) monismo idealista (Berkeley) Il paradigma monista afferma la costitutiva unità dellessere umano

42 Metateoria monista Condizione sia necessaria che sufficiente per unesaustiva conoscenza dellessere umano è la conoscenza del corpo (materialisti) o della mente (idealisti).

43 Metateoria materialista La mente è la semplice e diretta espressione dellattività del corpo (cervello) epifenomenismo eliminativismo la mente è un effetto collaterale, privo di qualsiasi funzionalità, dellattività cerebrale i termini mentali devono essere sostituiti con termini relativi allattività cerebrale

44 Metateoria idealista Lattività mentale può essere formalizzata senza alcun riferimento vincolante al corpo (indifferenza strutturale) funzionalismo gli stati mentali sono identificabili con stati computazionali, esprimibili in termini di regole formali, sintatticamente organizzate, di manipolazioni di simboli -algoritmi-: la mente sta al cervello come il software sta allhardware.

45 Teorie moniste in biologia le leggi fisico-chimiche sono non solo necessarie ma anche sufficienti per la comprensione dei processi della materia vivente (meccanicismo riduzionista). la mente è inscritta nel cervello (localizzazionismo) teorie dellidentità mente-cervello (da Gall a Crick) gli stati/eventi mentali sono stati/eventi cerebrali

46 Tipologie dellidentità mente-cervello Identità dei tipi (localizzazionismo forte: tipologia uno- uno) ciascun stato mentale è la stessa cosa con un determinato stato cerebrale Identità delle occorrenze (localizzazionismo debole: tipologia uno-molti) ciascun stato mentale è la stessa cosa di diversi stati cerebrali, e ciascun stato cerebrale è la stessa cosa di diversi stati mentali

47 Teorie moniste in psicologia teorie sulla mente in cui è assente il riferimento alla struttura biologica Comportamentismo Cognitivismo computazionale Terapia familiare sistemico-cibernetica

48 Pregnanza socioculturale paradigma monista dal riduzionismo come metodo di analisi empirica al riduzionismo come ideologia (anni 60-80)

49 il tema dellintegrazione tra conoscenza biologica e conoscenza psicologica non ha alcun diritto di cittadinanza concettuale lunico intervento dotato di senso terapeutico è o somatico (materialisti) o psicosociale (idealisti) Integrazione biologia-psicologia e prassi terapeutica

50 Il paradigma relazionale il fondamento della conoscenza dellessere umano attiene alle riflessioni relative alla distinzione, e alla relazione, tra corpo e mondo. il corpo-in-relazione-con-il-mondo è lentità costitutiva dellessere umano (filosofia fenomenologico-esistenzialista)

51 Brentano: gli atti psichici sono costitutivamente relazionati con altro da sè Heidegger: lessere è un esser-ci, cioè un essere-nel- mondo che coincide con lesistere Buber: luomo è relazione io-mondo e io-tu Il paradigma relazionale

52 Non si può localizzare la relazione (…) come si è abituati, per assuefazione, sia nelle determinazioni interiori degli individui, sia nel mondo che abbraccia questi individui e li predetermina, bensì in base ad una realtà effettiva tra esse. La correlazione non è costruzione ausiliaria: è il luogo reale (…). Se essa non ha attirato unattenzione specifica lo si deve al fatto che, a differenza dellindividuo e del mondo, non presenta unininterrotta e indiscussa continuità, ma si costituisce sempre di nuovo. Di qui è avvenuto che ciò che entra naturalmente nella relazione come continuità, lo si sia attribuito allanima e al suo mondo Martin Buber

53 Brentano: gli atti psichici sono costitutivamente relazionati con altro da sè Heidegger: lessere è un esser-ci, cioè un essere-nel- mondo che coincide con lesistere Buber: luomo è relazione io-mondo e io-tu Il paradigma relazionale Merleau-Ponty: uomo e mondo sono inseparabili

54 il mondo è inseparabile dal soggetto, ma da un soggetto che non è altro se non una proiezione del mondo; il soggetto è inseparabile dal mondo, ma da un mondo che il soggetto proietta. Maurice Merleau-Ponty

55 Metatoria relazionale la relazione con il mondo (fisico, interpersonale, socioculturale) è la condizione tramite cui il corpo costruisce le proprie funzioni vitali qualsiasi funzione vitale è una proprietà della relazione corpo-mondo la conoscenza della relazione corpo-mondo richiede la conoscenza interdisciplinare

56 Metateoria relazionale la variabile storico-temporale è un elemento intrinseco alla costruzione delle funzioni del vivente metateoria evoluzionista-evolutiva

57 Metateoria relazionale ed epistemologia evoluzionista-evolutiva lorigine e levoluzione della conoscenza coincidono con lorigine ed evoluzione della vita, entrambe strettamente correlate con lorigine ed evoluzione della terra. La teoria dellevoluzione collega la conoscenza, e con essa noi uomini, col cosmo: e così il problema della conoscenza diventa un problema cosmologico Karl Popper

58 Metateoria relazionale ed epistemologia evoluzionista-evolutiva Konrad Lorenz Le forme kantiane a priori della conoscenza costituiscono le regole innate della relazione corpo- mondo per il singolo individuo; Le forme kantiane a posteriori della conoscenza costituiscono le regole della relazione corpo-mondo acquisite dalla specie cui appartiene quellindividuo.

59 Metateoria relazionale ed epistemologia evoluzionista-evolutiva Steven Rose nulla in biologia ha senso se non alla luce della storia, e con questo termine intendo al contempo la storia della vita sulla terra, cioè levoluzione, e la storia del singolo organismo, ovvero il suo sviluppo dal concepimento alla morte necessità di una teoria della mente in grado di connettere un modello sullevoluzione della mente con un modello sullo sviluppo della mente

60 Metateoria relazionale e interdisciplinarietà della conoscenza La conoscenza della relazione corpo-ambiente richiede necessariamente il contributo degli ambiti disciplinari dediti allo studio del corpo e del mondo (fisico, interpersonale, socioculturale): biologia, psicologia, sociologia. Conditio sine qua non per la costituzione del dialogo interdisciplinare teso alla costruzione di un modello biopsicosociale della natura umana è lassunto della natura costitutivamente relazionale degli oggetti dei singoli ambiti disciplinari (cervello, psiche, società)

61 biopsicosociale uomo

62 biopsicosociale uomo biopsicosociale uomo

63 biopsicosociale uomo biopsicosociale uomo ottica sistemico-relazionale uomo

64 Lottica sistemico-relazionale prospettiva epistemologica: la conoscenza di un oggetto è data dalla conoscenza delle relazioni che loggetto ha con altri oggetti prospettiva ontologica: la natura di un oggetto è intrinsecamente relazionale prospettiva metodologica: ottica dei sistemi complessi

65 Luomo secondo lottica sistemico-relazionale loggetto-corpo esiste in quanto relazionato al mondo loggetto-mondo esiste in quanto relazionato al corpo la relazione corpo-mondo è lelemento costitutivo tanto delloggetto-corpo quanto delloggetto-mondo

66 il mondo è inseparabile dal soggetto, ma da un soggetto che non è altro se non una proiezione del mondo; il soggetto è inseparabile dal mondo, ma da un mondo che il soggetto proietta. Maurice Merleau-Ponty

67 relazione corpo-mondo

68 biologo psicologo sociologo relazione corpo-mondo

69 biologo psicologo sociologo fattori bio fattori psico fattori sociali relazione corpo-mondo

70 gli oggetti propri della conoscenza biologica (materia vivente), psicologica (psiche), sociologica (società) sono campi fenomenici diversi di un unico e unitario processo vitale, costituito dalla relazione tra il corpo e il mondo

71 biologo psicologo sociologo fattori bio(psicosociali) fattori (bio)psico(sociali) fattori (biopsico)sociali relazione corpo-mondo

72 biologo psicologo sociologo

73 biologo psicologo sociologo relazione materia vivente-ambiente relazione psiche-ambiente relazione società-ambiente relazione

74 biologo psicologo sociologo relazione materia vivente-ambiente relazione psiche-ambiente relazione società-ambiente modello biopsicosociale

75 Il confronto tra i dati di conoscenza dei singoli osservatori (biologo, psicologo, sociologo) si fonda sul principio di corrispondenza (e non su quello dellassimilazione): in tal modo ogni campo fenomenico riceve, o meno, conferma, dal confronto con gli altri campi.

76 il paradigma relazionale in biologia la materia vivente, qualsiasi sia il livello strutturale considerato, necessita della relazione con lambiente per costruire la propria organizzazione

77 il paradigma relazionale in biologia la struttura biologica (caratteristiche fisico-chimiche) è lelemento necessario per lesercizio delle funzioni proprie del vivente lorganizzazione biologica (dinamica interattiva spaziotemporalmente distribuita intra e interstrutturale) è lelemento sufficiente per lesercizio delle funzioni proprie del vivente

78 struttura organizzazione ambiente funzione

79 per una biologia relazionale i dati scientifici dovrebbero segnalare lintrinseca natura relazionale dellorganizzazione biologica; se ciò risultasse plausibile nellanalisi dellorganizzazione del livello genomico, a maggior ragione lo sarebbe per i livelli strutturali superiori (inclusività annidata con dinamica ricorsiva tra i vari livelli)

80 per una biologia relazionale: i risultati del Progetto Genoma correlazione non-lineare tra numero di geni (DNA codificante) e complessità strutturale dellorganismo (Coenorhabditis Elegans ; Drosophila Melanogaster ; uomo-topo-cane ; riso )

81 per una biologia relazionale: i risultati del Progetto Genoma correlazione lineare tra DNA non codificante e complessità strutturale dellorganismo. (5-20% procarioti; 60-70% piante; 80-90% vertebrati; 95% uomo)

82 il DNA non codificante modula, nello spazio e nel tempo, lattività dei geni (per cui definisce lorganizzazione del genoma) essendo a sua volta modulato dallambiente per una biologia relazionale: il DNA regolatore

83 DNA non codificante DNA codificante proteine ambiente

84 il DNA non codificante modula, nello spazio e nel tempo, lattività dei geni (per cui definisce lorganizzazione del genoma) essendo a sua volta modulato dallambiente il genoma esercita le sue funzioni vitali grazie allintrinseca natura relazionale della sua organizzazione per una biologia relazionale: il DNA regolatore

85 Lorganizzazione della materia vivente, da cui dipendono le sue funzioni, costituisce lelemento di espressione e di regolazione dinamica della relazione corpo-mondo per una biologia relazionale

86 per una neurobiologia relazionale nellambito dei sistemi biologici di regolazione della relazione corpo-mondo, il sistema nervoso centrale costituisce lorgano deputato alla meta-regolazione di tutte le funzioni vitali per tale ragione, il sistema nervoso centrale, secondo la prospettiva relazionale, dovrebbe costituire lorgano somatico in cui rilevare al massimo grado la natura relazionale della propria organizzazione

87 per una neurobiologia relazionale Colui che comprende il babbuino contribuirà alla metafisica più di Locke Charles Darwin

88 La ricerca di Bennett sui macachi obiettivo: analizzare i fattori che intervengono nel modulare la disponibilità della serotonina

89 La ricerca di Bennett sui macachi metodo: due gruppi di individui: uno con corredo genetico favorevole e laltro sfavorevole rispetto alla disponibilità della serotonina; i piccoli di ciascun gruppo furono posti in due contesti ambientali diversi: metà a contatto con la madre e metà a contatto con i soli coetanei; dopo sei mesi: analisi della concentrazione dei metaboliti della serotonina

90 La ricerca di Bennett sui macachi conclusione: fattori modulatori della disponibilità serotonina

91 La ricerca di Bennett sui macachi conclusione: fattori modulatori della disponibilità serotonina corredo genetico sfavorevole contesto ambientale sfavorevole bassa disponibilità

92 La ricerca di Bennett sui macachi conclusione: fattori modulatori della disponibilità serotonina corredo genetico sfavorevole contesto ambientale favorevole normale disponibilità corredo genetico favorevole contesto ambientale sfavorevole normale disponibilità corredo genetico favorevole contesto ambientale favorevole normale disponibilità

93 La ricerca di Bennett sui macachi conclusione: la ridotta disponibilità della serotonina nei piccoli macachi è il risultato del concorso congiunto di due fattori: un corredo genetico sfavorevole associato ad un contesto di allevamento sfavorevole

94 struttura organizzazione ambiente funzione

95 La ricerca di Tienari sulluomo obiettivo: individuare alcuni fattori di rischio per la comparsa di sintomi indicatori di schizofrenia nelladolescenza

96 La ricerca di Tienari sulluomo metodo: identificazione, in una popolazione di soggetti adottati, di individui ad alto rischio genetico per la schizofrenia, in quanto figli naturali di genitori schizofrenici; distinzione dei giovani in due gruppi: uno positivo e laltro negativo per la presenza di sintomi indicatori di schizofrenia.

97 La ricerca di Tienari sulluomo metodo: analisi dello stile relazionale della famiglia adottiva; distinzione delle famiglie adottive in due gruppi: uno positivo e laltro negativo rispetto alla presenza di uno stile relazionale disfunzionale.

98 La ricerca di Tienari sulluomo metodo: incrocio tra i risultati relativi allanalisi psicopatologica dei giovani adottati e i risultati dellanalisi dello stile relazionale della famiglia adottiva.

99 La ricerca di Tienari sulluomo conclusione: fattori di rischio per la comparsa di sintomi schizofrenici

100 La ricerca di Tienari sulluomo conclusione: fattori di rischio per la comparsa di sintomi schizofrenici corredo genetico sfavorevole contesto ambientale sfavorevole alta incidenza sintomi

101 La ricerca di Tienari sulluomo conclusione: fattori di rischio per la comparsa di sintomi schizofrenici corredo genetico sfavorevole contesto ambientale sfavorevole alta incidenza sintomi corredo genetico sfavorevole contesto ambientale favorevole bassa incidenza sintomi

102 La ricerca di Tienari sulluomo conclusione: Lalta incidenza di sintomi indicatori di schizofrenia nei giovani adottati è il risultato del concorso congiunto di due fattori: un corredo genetico sfavorevole associato ad un contesto familiare sfavorevole.

103 struttura organizzazione ambiente funzione

104 per una neurobiologia relazionale: neuroni specchio e risonanza i neuroni specchio ( giro precentrale e frontale inf.; lobo parietale inf.) categorizzano il fine dellazione di un consimile grazie alla simulazione interna dellazione percepita (risonanza tra percezione dellazione e schema motorio dellazione percepita) la risonanza è un meccanismo neurofisiologico diffuso in tutto il sistema nervoso centrale, verificandosi anche nella categorizzazione delle manifestazioni emotive ( insula, amigdala ) e del dolore fisico ( insula, cingolo ant.) del consimile il sistema nervoso categorizza relazioni corpo-mondo, per cui si attiva, una volta costituitasi la memoria della relazione, ogniqualvolta un elemento di quella relazione (corpo/mondo) si presenta al sistema

105 Per una teoria evoluzionista-evolutiva delle funzioni mentali: il contributo di Huglinghs Jackson fondamenti concettuali tempo

106 Tempo e funzioni mentali Il tempo è elemento necessario per la strutturazione e integrazione delle funzioni mentali

107 Tempo e funzioni mentali Il tempo è elemento necessario per la strutturazione e integrazione delle funzioni mentali evoluzionistico: progressiva emersione strutture evolutivo: progressiva emersione integrazione funzionale

108 Direttrici dellintegrazione dal più al meno organizzato dal più semplice al più complesso dal più automatico al più volontario

109 Per una teoria evoluzionista-evolutiva delle funzioni mentali: il contributo di Huglinghs Jackson fondamenti concettuali tempo gerarchia

110 Gerarchia funzionale Lintegrazione funzionale è gerarchica, nel senso che essa è relativa al rapporto tra:

111 Gerarchia funzionale Lintegrazione funzionale è gerarchica, nel senso che essa è relativa al rapporto tra: funzioni inferiori: strutture semplici, comportamenti automatici funzioni superiori: strutture complesse, comportamenti volontari

112 Per una teoria evoluzionista-evolutiva delle funzioni mentali: il contributo di Huglinghs Jackson fondamenti concettuali tempo gerarchia relazione

113 Jackson ha saputo proporci un modello di strutturazione gerarchizzata del sistema nervoso che non è tanto il modello di architettura della colonna vertebrale quanto piuttosto quello dellontogenesi della vita di relazione (…)

114 (…) così il corpo psichico ha il suo abitacolo nel corpo, ma il suo lavoro si attua e il prodotto del suo lavoro si oggettiva nella costruzione del suo mondo, che, radicato nel suo corpo, si intreccia con le sue ramificazioni negli altri corpi Henri Ey

115 Biologia, evoluzione e sviluppo Per poter formulare una moderna teoria della mente sintonica con il pensiero di Jackson, è necessario identificare i meccanismi biologici che fondano la costruzione della relazione corpo-mondo quali sono i fondamenti di una biologia relazionale?


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