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CORSO DI FORMAZIONE PROPEDEUTICO ALLA FORMAZIONE DEGLI ADDETTI ALLA RISTORAZIONE SCOLASTICA THIENE Abitudini alimentari nel Veneto Presentazione indagini.

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1 CORSO DI FORMAZIONE PROPEDEUTICO ALLA FORMAZIONE DEGLI ADDETTI ALLA RISTORAZIONE SCOLASTICA THIENE Abitudini alimentari nel Veneto Presentazione indagini sulle abitudini alimentari in diverse popolazioni delle ULSS ANGIOLA VANZO SERVIZIO IGIENE ALIMENTI E NUTRIZIONE U.L.SS. N.6 VICENZA

2 prevenire le malattie connesse allalimentazione coinvolgere gran parte della popolazione non soltanto i gruppi ad alto rischio diffondere raccomandazioni per una sana alimentazione, nutrienti, scelta di profili alimentari salutari, coerenti con le consuetudini, fattori culturali e socio economici

3 strategie di intervento interventi sui soggetti soggetti sensibilizzazione, formazione, educazione

4 strategie di intervento interventi sui soggetti soggetti interventi sulle condizioni condizioni sensibilizzazione, formazione, educazione interventi normativi, apertura di nuovi servizi, distributori di prodotti

5 strategie di intervento interventi sui soggetti soggetti interventi sulle condizioni condizoni sensibilizzazione, formazione, educazione interventi normativi, risanamento, apertura di nuovi servizi, creazione di nuovi posti di lavoro, ecc. empowerment i soggetti cambiano le condizioni

6 COINVOLGIMENTOCONNESSIONIPARTECIPAZIONE

7 COINVOLGIMENTOCONNESSIONIPARTECIPAZIONE.POTERE SENSO DI COMUNITA RESPONSABILITA COMPETENZA PROPOSTE PER CAMBIARE

8 COINVOLGIMENTOCONNESSIONIPARTECIPAZIONE. POTERE SENSO DI COMUNITA RESPONSABILITA COMPETENZA PROPOSTE PER CAMBIARE LE CONDIZIONI DI VITA QUALITA DELLA VITA

9 Counseling Una strategia operativa applicabile a diversi problemi e situazioni caratterizzata da: Aiutare il soggetto a diventare consapevole delle sue competenze, a connettersi con altri per contribuire a modificare quelle situazioni che contribuiscono a favorire uno stile di vita inadeguato, accrescendo il controllo (empowerment) sulla sua vita.

10 Empowerment Quel processo nel quale individui, organizzazioni e comunità incrementano il controllo sui fattori che influenzano la loro vita, attraverso azioni sociali e partecipate

11 Promuovere empowerment Processo graduale di creazione di relazioni tra i membri di una comunità, attraverso la definizione condivisa di problemi, risorse e strategie per la loro soluzione

12 Community counseling (Lewis & Lewis, 1989) Unità di analisi (persone nel contesto) Cause degli stili di vita (interazione tra fattori situazionali e componenti individuali) Intervento professionale multi-metodo (condivisione competenze, uso risorse non- professionali, auto-aiuto, attivazioni di reti, azioni sullambiente) Enfasi sulla prevenzione e promozione del benessere

13 Indagine sulle abitudini alimentari eseguita nel 2000 presso alcune scuole della ULSS n°5.

14 La maggior parte dei bambini 90% assume la colazione al mattino, il 6% la effettua saltuariamente ed il 4% non la fa. La colazione viene consumata a casa dal 97% del campione, il 76% la fa volentieri e della percentuale di bambini che la fanno volentieri, il 78% la fa con i genitori. La prima colazione dei nostri bambini LINEE GUIDA Dr. Franco Rebesan

15 Spuntino del mattino o spuntino del mattino viene consumato da quasi tutti i bambini, 95%, in quanto rappresenta una pausa molto gradita; circa il 51% dei bambini assume merendine di produzione industriale, solo il 5% mangia frutta ed il 43% assume succhi di frutta. –LINEE GUIDA Dr. Franco Rebesan

16 Il pranzo Riguardo la composizione del pranzo la maggior parte dei bambini consuma sia il primo che il secondo piatto con contorno e frutta. Mangiano pasta o riso l80% dei bambini e minestrone il 20%. Il secondo piatto è costituito nellalimentazione dei nostri ragazzi soprattutto da alimenti carnei (38%), formaggi (30%), insaccati (20%). Anche il pesce viene consumato (12%), ma con frequenza modesta rispetto a carne, derivati del latte e salumi. I contorni più frequentemente assunti dai bambini sono le patate (40%), seguiti da verdure (35%) e legumi (25%). Per quanto riguarda il consumo di frutta, la maggior parte dei bambini la assume (80%), anche il consumo di dolci a fine pasto è elevato (46%). Lassunzione di bibite gassate e tè in sostituzione dellacqua è stata rilevata con percentuale rispettivamente del 16% e del 21%. Appare evidente, un alto consumo di alimenti carnei, soprattutto carni rosse e salumi, mentre lassunzione del pesce è scarsa, infatti solo il 12% del campione lo assume. –LINEE GUIDA Dr. Franco Rebesan

17 SPUNTINO DEL POMERIGGIO Quasi tutti i bambini fanno lo spuntino nel pomeriggio ( 95% contro il 5% che non lo fa). Elevato è il numero di quelli che assumono merendine e snack di produzione industriale (39%). Il 9% consuma frutta, il 6% assume bibite ed il 46% succhi di frutta. –LINEE GUIDA Dr. Franco Rebesan

18 CENA La cena è costituita per la maggior parte dei bambini da un primo piatto, un secondo, contorno e frutta. La sera la pasta è gradita ai bambini (66%), anche il minestrone di verdura viene assunto in buona percentuale (34%). Carne (38%), formaggi (25%), salumi (18%) ed il pesce (19%), sono sempre presenti con frequenza settimanale elevata. Verdure, patate, e legumi vengono assunti in percentuale rispettivamente del 40%, 38% e 22%; la frutta in percentuale del 41%. La metà dei bambini mangia dolciumi dopo la cena, assumono bevande gassate il 16% dei bambini. –LINEE GUIDA Dr. Franco Rebesan

19 DOPO CENA –LINEE GUIDA Dr. Franco Rebesan

20 ATTIVITA SPORTIVA Relativamente allattività fisica, ben il 79% dei bambini effettua sport settimanalmente e di questi il 59% almeno due volte la settimana. –LINEE GUIDA Dr. Franco Rebesan

21 CONCLUSIONI Si è arrivati alla conclusione che nel comportamento alimentare dei bambini, pur essendo corretta la distribuzione dei pasti giornalieri, vi è tendenza a mangiare troppo, con eccessiva introduzione di calorie. Si può affermare che la loro dieta presenta un apporto in zuccheri semplici (zucchero, dolciumi, merendine ecc.) e lipidi (grassi) piuttosto elevato soprattutto per eccessiva assunzione di merendine di tipo industriale; inoltre vengono consumate troppo le carni rosse, salumi e formaggi e scarsa è lassunzione di pesce. Anche i legumi, frutta e verdura vengono poco utilizzati. E importante sapere che il consumo eccessivo di merendine e bibite fuori orario determina linstaurarsi di un circolo vizioso per cui i bambini saranno privi di appetito sia allora del pranzo sia allora della cena. –LINEE GUIDA Dr. Franco Rebesan

22 Indagine sulle abitudini alimentari eseguita nel 2004 presso alcune scuole della ULSS n°19.

23 INDAGINE SUI CONSUMI ALIMENTARI Nella settimana compresa tra il 18/12/2004 ed il 24/12/2004 è stato fatto compilare ai bambini, mediante laiuto dei genitori e degli insegnanti, un diario alimentare contenente tutto quello che ogni bambino aveva consumato a colazione, pranzo, merenda e cena. Dai dati raccolti il S.I.A.N. ha condotto unindagine di prevalenza puntuale riguardante solo la colazione e la cena essendo la merenda ed il pranzo consumati negli asili mediante menù validato dal S.I.A.N specificatamente per ogni scuola. Lintento è stato quello di voler valutare in un giorno feriale scelto casualmente (20/12/2004) le abitudini alimentari dei bambini a colazione ed a cena; mentre per la colazione si sono riportati tutti gli alimenti consumati, per la cena sono stati riportati solo gli alimenti considerati negativi perché non corrispondenti a quelli menzionati nei LARN al fine di una corretta e sana alimentazione.

24 RISULTATI NUTRILANDIA 2 Nel campione esaminato, solo unesigua parte di bambini non fa colazione (5%) e questo è un dato molto incoraggiante per il S.I.A.N. il quale in collaborazione con il SEPS ha attuato negli anni precedenti nelle scuole in oggetto diversi progetti di educazione alimentare aventi come tema limportanza della colazione. Nessun bambino inoltre consuma frutta, solo il 2% consuma yogurt, solo il 3% fette biscottate, solo il 5% latte e cereali mentre il 29% in totale consuma alimenti considerati negativi (caffè e latte, the, latte e brioches, the con biscotti e brioches e solo biscotti o brioches) pur rimanendo il consumo del latte quello preponderante

25 BIBERON 20,14 % PANINI 12,5 % BASTONCINI 11,16 % YOGHURT 4,17 % DOLCE 3,47 % WURSTEL 2,43 % PATATE FRITTE 2,08% NULLA 0 % CAMPIONE: 288 BAMBINI RISULTATI NUTRILANDIA 2 CONSUMI ALIMENTARI: CENA (20/12/2004) Consumo alimenti negativi i cibi negativi che vengono maggiormente consumati dai bambini sono il biberon (20%) e i panini (13%).

26 Tabella 2 Tipo alimento N° osservazioniValore p Frutta347< 0,001 Pesce490,223 Verdura cotta159< 0,001 Verdura cruda209< 0,001 Verdura in foglia64< 0,001 CONFRONTO TRA PORZIONE ATTESA (VALIDATA DAL SIAN) E PORZIONE OSSERVATA PER BAMBINO DI FRUTTA, PESCE E VERDURA

27 RILEVAZIONE DELLE GRAMMATURE E DEGLI SCARTI DI FRUTTA, VERDURA E PESCE Dalle schede compilate dagli operatori delle mense nei mesi di febbraio, marzo ed aprile inerenti le quantità di frutta, verdura e pesce quotidiane da preparare e gli scarti di giornata di questi alimenti, il S.I.A.N. prima di poter procedere al monitoraggio degli scarti nel corso dei tre mesi si è proposto di rilevare se esiste una differenza significativa tra la porzione per ciascuno di questi alimenti validata dal S.I.A.N., porzione attesa, (sulla base delle Linee Guida regionali in materia di miglioramento della qualità nutrizionale nella ristorazione scolastica) e la porzione per bambino ricavata dalla scheda (porzione osservata). Dalla tabella si evince che la differenza tra porzione attesa e porzione osservata ( t di Student per campioni dipendenti) per singolo alimento è molto significativa eccetto che per il pesce; si è rilevata, dunque, una grammatura per bambino diversa da quella attesa. Le interpretazioni di questi risultati potrebbero essere molteplici.

28 STATO NUTRIZIONALE ED ABITUDINI ALIMENTARI DELLA POPOLAZIONE SCOLASTICA DELLULSS N° 4 ALTO VICENTINO ( )

29 Nellambito del Progetto di Sorveglianza Nutrizionale dellUnità Operativa di Nutrizione dellULSS 4 è stato effettuato uno studio sullo stato nutrizionale e sulle abitudini alimentari dei bambini frequentanti la prima e quarta elementare e seconda media nei 32 comuni dellULSS ed è stata valutata la prevalenza di soggetti in sovrappeso.

30 Lobiettivo dello studio è stato quello di effettuare la sorveglianza dello stato nutrizionale di ragazzi nelle scuole, allo scopo di pianificare in seguito interventi di sanità pubblica atti a ridurre limpatto ddelleccesso di peso sulla popolazione.

31 Dipartimento di Prevenzione Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione Unità Operativa di Nutrizione

32 PESO E ALTEZZA Dalla rilevazione del e dell'altezza risulta che: Dalla rilevazione del peso e dell'altezza risulta che: il 70.35% è normopeso il 70.35% è normopeso il 20.96% è sovrappeso il 20.96% è sovrappeso il 8.69% è obeso il 8.69% è obeso con un lieve aumento tra la classe 1° elem. e 2° media

33 COLAZIONE La colazione viene svolta dai ragazzi nel 91.3% tutti i giorni o 4-5 volte alla settimana con un calo statisticamente significativo nel passaggio dalla 1° elem. (94.4%) alla 2° media (89.9%). Una colazione corretta viene svolta dal 63.2% con un calo statisticamente significativi nel passaggio dalla 1° elem. (69.7%) alla 2° media (62.9%).

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36 COLAZIONE Nel confronto frequenza / qualità della colazione si evidenzia che chi fa colazione correttamente lo fa anche con più frequenza, mentre chi fa colazione sporadicamente lo fa anche in modo non corretto dal punto di vista qualitativo.

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38 MERENDA DEL MATTINO La merenda del mattino viene fatta da quasi tutti gli alunni 95.8% con un calo statisticamente significativo nel passaggio dalla 1° elem. (98.9%) alla 2° media (94.8%). Però solo pochi la fanno correttamente con frutta o cracker 25.6 con una differenza statisticamente significativa tra le femmine (31.9%) ed i maschi (20.6%).

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42 MERENDA DEL POMERIGGIO La merenda del pomeriggio viene fatta da quasi tutti gli alunni 95.8% però il 26.4 mangia merendine o biscotti o patatine.

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45 VERDURA E FRUTTA La verdura viene consumata tutti i giorni dal 15%) con un calo statisticamente significativo nel passaggio dalla 1° elem. (18.9%) alla 2° media (13.4%), e con una differenza statisticamente significativa tra pianura (16.2%) e montagna (9.2%). La frutta invece tende ad aumentare tra la 1° elem. (19.4%) e la 2° media (31%).

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49 FRUTTA E VERDURA Il consumo di frutta e verdura tutti giorni cala al 6.2% con un dato preoccupante per la montagna: 3.8%

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51 BEVANDE ZUCCHERATE Per le bevande zuccherate il dato relativo al consumo di 1 o più volte al giorno riguarda il 42.1% dei ragazzi.

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53 PESCE Il consumo di pesce con frequenza di 1 ÷ 2 volte alla settimana riguarda 1/3 dei ragazzi con un calo statisticamente significativo nel passaggio dalla 1° elementare (44.4%) alla 2° media (33.8%), e con una differenza statisticamente significativa tra pianura (36.3%) e montagna (24.9%).

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56 TV - COMPUTER ATTIVITA SPORTIVA Il tempo trascorso davanti alla TV o al computer risulta maggiore tra i ragazzi di 2° media rispetto a quelli di 1° elem. ed è maggiore in montagna rispetto alla pianura. Il 64% svolge attività sportiva tutti i giorni o 2-3 volte alla settimana.

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61 CONCLUSIONI Anche nella nostra popolazione scolastica l'eccesso ponderale sta assumendo proporzioni rilevanti ed in continuo aumento.

62 CONCLUSIONI I ragazzi fanno poco e male la colazione con ripercussioni sulla attività intellettuale e comunque sulla crescita del bambino (alterazione dell'orologio biologico).

63 CONCLUSIONI Vi è la tendenza a consumare troppi dolci e bevande gassate con apporto di zuccheri semplici e di grassi soprattutto assumendo merendine di tipo industriale. La Grecia ha concordato con le industrie produttrici di evitare di mandare in onda spot pubblicitari durante i programmi per i ragazzi proteggendoli dall'influenza dei falsi bisogni.

64 CONCLUSIONI Scarsa è l'assunzione di frutta e verdura e di pesce in particolar modo nei ragazzi di 2° media e negli alunni residenti nelle zone montane.

65 CONCLUSIONI Un programma di educazione alimentare con momenti pratici e di coinvolgimento delle famiglie può contribuire a contenere il fenomeno.

66 Indagine conoscitiva sui consumi alimentari in relazione allo stato di soprappeso e di obesità nei bambini del territorio della ULSS n°19 ( )

67 Lindagine E stato preso in considerazione un campione di alunni delle classi prime e quinte delle scuole elementari, pari al 20% circa del totale della popolazione scolastica. Queste età sono le più significative in termini di predittività di una futura obesità o soprappeso in età adulta, in quanto proprio in quella età si costituisce il patrimonio di grasso dellindividuo.

68 Gli obbiettivi Linchiesta si è proposta di valutare se le abitudini alimentari dei bambini classificati come obesi o in soprappeso differiscano in modo significativo da quelle dei normopeso

69 La rilevazione Si sono quindi rilevati il peso e laltezza Sono stati consegnati dei diari alimentari settimanali su cui annotare ogni giorno frequenza e distribuzione dei pasti nella giornata, informazioni su preferenze, esclusioni o associazioni preferite di alimenti, attività fisica svolta, ecc. La compilazione dei diari è avvenuta in classe con laiuto degli insegnanti referenti.

70 I risultati Le informazioni acquisite sono state confrontate con IMC. 1. La percentuale di bambini obesi di 5° elementare risulta il 10%, con i maschi 13.5% contro l8% delle femmine, 2. i bambini obesi di 5° (10%) superano quelli di prima elementare (6%); 3. erronei comportamenti predispongono allobesità: a. saltare la prima colazione ( e fare spuntini dopo cena coricandosi tardi); b. ridotta attività fisica: i bambini obesi dedicano meno di 1 ora alla settimana al movimento; 4. il consumo di latte cala del 10% dalla 1° alla 5° elementare e soprattutto nelle femmine (aumentato rischio di osteoporosi).

71 Gli sviluppi futuri Rimane aperta la fase finale del progetto, che consisterà in una successiva indagine sui bambini delle classi prime quando arriveranno alla 5°. Si potrà valutare se gli interventi di educazione alimentare effettuati sui bambini e le loro famiglie sono efficaci nel ridurre la percentuale di soprappeso e di obesità.

72 NANTO, LA SUA GENTE, LE ABITUDINI ALIMENTARI E GLI STILI DI VITA PER LA SALUTE, ALLA VIGILIA DEL NUOVO MILLENNIO Consigli per unalimentazione equilibrata e stili di vita sani (1998)

73 La rete comunitaria per la salute FAMIGLIA E VICINATO CASA DI RIPOSO GRUPPI RICREATIVO-SPORTIVI MEDICO DI FAMIGLIA SERVIZIO SOCIO- ASSISTENZIALE COMUNALE SERVIZIO DI ASSISTENZA SANITARIA PRIMARIA SCUOLA GRUPPI DI AUTOMUTUO AIUTO PRIVATO SOCIALE OSPEDALE DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE SERVIZIO IGIENE DEGLI ALIMENTI E DELLA NUTRIZIONE

74 Principi ispiratori CARTA DI OTTAWA QUALITA DELLA VITA: INTERVENTO DI RETE COMUNITARIA METODO DELLA PREVENZIONE ATTIVA soddisfazione complessiva dellindividuo per la propria vita, in relazione ai valori, ai bisogni ed agli obiettivi individuali (Emerson, 1985)

75 La collaborazione scientifica per gli obiettivi di salute tra lIstituto di Igiene dellUniversità di Padova, il Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dellULSS di Vicenza, il medico della comunità il compianto dr Mario Celotto ed il Comune di Nanto, ha permesso di affrontare in modo sistematico la problematica della corretta alimentazione e la prevenzione delle malattie croniche a livello della comunità locale, con lobiettivo di eliminare o quantomeno moderare gli eccessi alimentari che contribuiscono ad elevare l'incidenza di tali malattie.

76 empowerment Ogni persona può impegnarsi a modificare le proprie abitudini, tutelando la propria salute in modo semplice e anche piacevole, soprattutto se il cambiamento viene accettato a livello di comunità.

77 Partecipazione e sussidiarietà orizzontale La promozione della qualità della vita non può prescindere quindi dalla partecipazione della popolazione e dalla creazione di alleanze e reti tra i vari soggetti istituzionali. Per questo si sono coinvolte figure istituzionali (comune, ULSS), luniversità, i medici di famiglia, le associazioni di volontariato, che collaborano alle varie fasi del progetto, cercando di realizzare, attraverso la collaborazione orizzontale lassistenza sanitaria primaria secondo i dettami dellOrganizzazione Mondiale della Sanità, nel documento di Ottawa del 1986.

78 Indagine epidemiologica Il punto di partenza ha riguardato la conoscenza delle abitudini alimentari e dello stile di vita degli abitanti del Comune di Nanto: nei mesi di luglio-settembre 1998 è stato proposto ad un campione di 315 abitanti del Comune un questionario sulla dieta seguita, sulle abitudini al fumo, sullattività fisica, sul consumo di alcolici.

79 Intervistatori ed intervistati Le interviste sono state effettuate da un gruppo di cittadini e cittadine volontari appositamente addestrati. Lindagine ha avuto grande successo grazie ai 273 cittadini e cittadine (87%) che hanno gentilmente accettato di rispondere alle nostre domande.

80 Incontri e materiali informativi In seguito sono state programmate ulteriori fasi con il coinvolgimento attivo della popolazione in incontri e corsi di aggiornamento e di educazione sanitaria, anche mediante la divulgazione di un opuscolo, che vuole suggerire le buone abitudini che possono aiutare a mantenerci sani. Contiene infatti informazioni sulle abitudini rilevate, consigli, alcuni indirizzi utili ed alcune ricette.

81 Ricette della nostra tradizione Lalimentazione sana ed equilibrata è possibile nellambito di un corretto rapporto con il cibo, che è tale solo se esiste anche il piacere del cibo, che non va inibito, ma mantenuto ed educato. Le ricette contenute in questo volumetto ripercorrono la storia della nostra alimentazione e divengono una lettura della società, che può essere utile soprattutto ai giovani per recuperare quelle emozioni antiche che segnano la nostra identità culturale e nel contempo percorrere nuove strade per la promozione della salute individuale e collettiva. Sono state preparate dagli stessi cittadini di Nanto.

82 Il medico di famiglia e di comunità è la figura centrale Scriveva il dr Mario Celotto: Dobbiamo riconoscere che la curiosità in occasione della nostra ricerca ha prodotto risultati apprezzabili: la partecipazione attiva e puntuale degli intervistatori, lampia area di risposta della popolazione sorteggiata, lentusiasmo e la partecipazione oltre le aspettative delle gentili signore non più ventenni, disposte a predisporre una serie di ricette saporite in linea con le esigenze alimentari della nostra popolazione….

83 Apprezzabile inoltre la collaborazione fattiva dei Sempre verdi (Club di auto-aiuto anziani). Pertanto va rilevato lalto senso di curiosità produttiva dellintera popolazione, che si è data da fare nei vari ruoli. Con gente così impegnata si può andare lontano nella costruzione di un avvenire migliore, un avvenire partecipato e sereno destinato a conoscere e selezionare con intelligenza ciò che è utile per la promozione della propria salute.

84 Salute: Bene Prezioso! Se per carenza di cibo (un tempo) ho mangiato male e troppo poco, non ritenendomi colpevole, mi sono assolto. Ma, se nellabbondanza (con sregolatezza) dovessi mangiar troppo di certo ad assolvermi non sarei disposto. Pensando a tutti gli accorgimenti per proteggere il denaro ed altre futili valute, mi sentirei uno stolto, non preoccupandomi un po anche della salute. Del giusto modo di nutrirci or ci vien data lezione: riconoscenti approffittiamone tutti, di questa bella occasione! Morale della favola: userem leducazione poi, un po, anche a tavola. Eugenio Serafin detto GINO

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102 processo attraverso il quale una comunità accresce il controllo sulle decisioni e azioni … relative alla propria salute …Promozione della Salute …Promozione della Salute … il processo attraverso il quale le persone di aumentano il controllo e migliorano la propria salute […] (OMS-Ottawa 1986) … La combinazione di interventi che, attraverso supporti educativi e ambientali, facilitino le azioni e modifichino le condizioni di vita conducendo lindividuo, o la comunità, alla salute (Green e coll.,1991)

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