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Cultura civica e progresso sociale Cittadinanza e Costituzione PALERMO 3 – 4 – 5 marzo 2010 Umanesimo civile a scuola Il supporto alla sperimentazione,

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1 Cultura civica e progresso sociale Cittadinanza e Costituzione PALERMO 3 – 4 – 5 marzo 2010 Umanesimo civile a scuola Il supporto alla sperimentazione, la formazione dei docenti, lorganizzazione della rete di scuole e il curricolo implicito Mario MELINO: C & C - L n. 169 Parte I

2 Tra le tediose domande dei bambini ce ne sono alcune alle quali è veramente difficile rispondere. Buona parte della filosofia è il tentativo degli adulti di rispondere a queste domande. G. B. Matthews, The Philosophy of Childhood Mario MELINO: C & C - L n. 169

3 ETICA DEL DOVERE ED ETICA DELLA FELICITÀ PERCHÉ DOVREI ESSERE BUONO ? I greci (fino al 1700) perché solo così sarai felice! La virtù paga, garantisce una vita armoniosa e prospera e assicura la realizzazione dellio nel mondo. La FELICITÀ DEL DOVERE – la virtù produce felicità (Socrate, gli Stoici…). Aristotele: considera una sciocchezza pensare alla felicità a prescindere dalle forze esterne. – Le filosofie ultraterrene. I giacobini. Dalla virtù dei saggi e dei sapienti alla felicità dei popoli. Lidea di progresso: il Paradiso in terra – i diritti delluomo e del cittadino. Saint-Just (1793) «La felicità è unidea nuova in Europa». Kant: la virtù del dovere e il dovere della virtù. Hegel: «I periodi di felicità sono pagine bianche nella storia del mondo». Nietzsche e Freud – Eutanasia della felicità. Il XX secolo: la crisi dellETICA CIVILE – leclissi della società dellumano. Dalletica del contratto sociale alletica del contratto mercantile: ovvero dal bene comune allindividualismo consumistico, egoistico, proprietario – la società dei consumi non conosce i beni comuni. Il DOVERE DELLA FELICITÀ. Mario MELINO: C & C - L n. 169

4 Il senso del dovere «Dovere! Nome sublime e grande Che non ha niente di piacevole che possa lusingare …» Kant, Critica della ragion pratica DOVERI E OBBLIGHI Si può rinunciare allidea di felicità? «triste cosa a dirsi, ma non per questo meno vera, la formazione della cellula morale di base – lindividuo –, è ancora in gran parte da fare. Difetta nei più, per miseria, indifferenza, secolare rinuncia, il senso geloso e profondo dellautonomia e della responsabilità. Un servaggio di secoli fa sì che litaliano medio oscilli oggi ancora tra labito servile e la rivolta anarchica. Il concetto della vita come lotta e missione, la nozione della libertà come dovere morale, la consapevolezza dei limiti propri ed altrui, difettano». Carlo Rosselli (1928). A un popolo si può dare la LIBERTA CIVILE E POLITICA ma non la LIBERTA MORALE. Mario MELINO: C & C - L n. 169

5 Il senso del dovere Come rafforzarlo? « non si dolgano li principi delli peccati de populi, perché li peccati de populi nascono dalli peccati de principi». Machiavelli I popoli guardano in alto e seguono gli esempi I fanciulli e gli adolescenti guardano in alto e seguono gli esempi Lincoraggiamento e lesempio a riscoprire e praticare il senso del dovere può venire solo dalleducazione Dove è finita lesemplarità educativa ? Mario MELINO: C & C - L n. 169

6 Il senso del dovere «Le leggi delleducazione saranno dunque diverse in ogni specie di governo. Nelle monarchie avranno per oggetto lonore; nelle repubbliche, la virtù; nel dispotismo, la paura. (…) E nel governo repubblicano che si ha bisogno di tutta la potenza delleducazione. (…) Si può definire questa virtù, lamore delle leggi e della patria. Questamore, richiedendo una preferenza continua verso linteresse pubblico in confronto al proprio, conferisce tutte le virtù particolari: esse non sono altro che tale preferenza. Questamore è particolarmente legato alle democrazie. Soltanto in esse il governo è affidato ad ogni cittadino. Orbene, il governo è come tutte le cose di questo mondo: per conservarlo bisogna amarlo. (…) Tutto dipende perciò dallo stabilire questamore nella repubblica; e leducazione deve essere appunto sollecita a ispirarlo. Ma perché i fanciulli possono provarlo, vè un mezzo sicuro: e cioè che i padri lo provino essi stessi. Dordinario, si è padroni di trasmettere ai propri figli le proprie cognizioni; lo si è ancor di più di trasmetter loro le proprie passioni. Se ciò non avviene, è segno che quello che è stato fatto nella casa paterna è distrutto dalle impressioni del mondo esterno. Non sono le nascenti generazioni che degenerano; essi si perdono soltanto quando gli uomini fatti sono già corrotti». Charles-Louis de Secondat de Montesquieu, Lo spirito delle leggi (1748) Mario MELINO: C & C - L n. 169

7 Quadro storico dai doveri del cittadino a C&C PERCHÉ lapprendimenti civico è sempre stato un problema ? 1867 – Il Plutarco italiano (C. Mariani e P. Fanfani) Il popolo costumato e felice 1860 – Istruzioni di A. Fava: «ammaestrare i fanciulli ai doveri domestici e alla vita sociale» – Istruzioni Coppino: «giovinetti istruiti e savi e piegati al bene» 1877 – Legge Obbligo scolastico : Nozioni dei doveri delluomo e del cittadino 1887 – L. 15 luglio – Istruzioni Generali (A. Gabelli) : doveri delluomo e del cittadino 1894 – R.D. 29 novembre n. 525 (ministro Baccelli): diritti e doveri fin dalla terza classe – Istruire quanto basta educare più che si può 1 Mario MELINO: C & C - L n. 169

8 – Nunzio Nasi e i Doveri delluomo di G. Mazzini (G. Salvemini) R. D – Programmi Orlando/Orestano «Educazione morale e istruzione civile» Il Decalogo Civile di Giuseppe Cesare Abba R.D n – G. Gentile «il divino della religione è una posizione dellassoluto che rivela al fanciullo immediatamente i suoi doveri di uomo» (C.M. n. 2 del 5 gennaio 1924). Arruolamento nazionalistico – mistica fascista 1945 – Programmi : Educazione morale, civile e fisica 1947 – 28 aprile – il cristiano sociale Gerardo Bruni propose un emendamento in sede Costituente: «le scuole di qualsiasi tipo compiono un servizio pubblico, e sono tenute ad impartire un insegnamento e uneducazione civica di ispirazione democratica e nazionale» – Disegno di legge 2100 (G.Gonella) : educazione civile, educazione alla urbanità; per le educatrici per linfanzia e gli istituti tecnici : educazione civile e morale professionale 1955 – mancano riferimenti specifici. Considerazioni generali sulleducazione ambientale e storico-sociale – D.P.R. n. 585 del 13 giugno: educazione civica Mario MELINO: C & C - L n. 169

9 – programmi della scuola media inferiore: leducazione civica legata alla storia e leducazione sanitaria alle scienze – visione trasversale e interdisciplinare 1985 – Educazione alla convivenza democratica 1991 – campo desperienza il sé e laltro ANNI NOVANTA la pluralizzazione evanescente? Rinnovamento e ampliamento della dimensione civico-costituzionale Attivazione e funzionalizzazione della partecipazione studentesca Politiche di supporto al diritto allo studio Orientamenti e pronunciamenti europei Mario MELINO: C & C - L n. 169

10 La cittadinanza democratica raccomandazione europea Raccomandazione (2002)12 del Comitato dei Ministri agli stati membri sulleducazione alla cittadinanza democratica – 16 ottobre leducazione alla cittadinanza democratica è un fattore di coesione sociale; catalizzatore di rapporti di fiducia e di stabilità in Europa; 2.Leducazione alla cittadinanza democratica dovrebbe essere al centro della riforma e dellattuazione delle politiche dellistruzione; 3.Proiezione lungo tutto larco della vita; 4.Obiettivi educativi e contenuti delleducazione alla cittadinanza democratica; 5.Metodi di educazione alla cittadinanza democratica; 6.Formazione iniziale e perfezionamento degli insegnanti; 7.Ruolo dei mezzi di comunicazione e delle nuove tecnologie. Mario MELINO: C & C - L n. 169

11 La cittadinanza democratica risoluzioni del Consiglio dellUnione europea Risoluzione del 15 luglio 2003 «Costruire capitale sociale e umano nella società dei saperi: apprendimento, lavoro, coesione sociale e genere» – (2003/C1 75/02) Risoluzione del 25 novembre 2003 Di conclusioni su «Lo sviluppo del capitale umano per la coesione sociale e la competitività nella società dei saperi» (2003/C 295/05) Risoluzione del 25 novembre 2003 Su «Rendere la scuola un ambiente di apprendimento per prevenire e contrastare la dispersione scolastica e il disagio giovanile e favorire linclusione sociale» (2003/C 295/05) Risoluzione del 25 novembre 2003 In materia di «Obiettivi comuni sulla partecipazione e informazione dei giovani »(2003/C 295/04) – in particolare lallegato: Assi dintervento PARTECIPAZIONE 1.Partecipazione dei giovani alla vita civile 2.Maggiore partecipazione dei giovani al sistema della democrazia rappresentativa 3.Supporto alle diverse forme di apprendimento della partecipazione INFORMAZIONE 1.Accesso dei giovani ai servizi dinformazione 2.Informazione di qualità 3.Partecipazione dei giovani allinformazione Mario MELINO: C & C - L n. 169

12 Le competenze chiave per lapprendimento permanente Competenza chiave = Livello essenziale di preparazione alla vita adulta e lavorativa che, altresì, costituisce la base per ulteriori occasioni di apprendimento lungo tutto il corso della vita Nel quadro europeo - le competenze chiave per: la realizzazione personale ; la cittadinanza attiva ; la coesione sociale ; l occupabilità nella società della conoscenza. Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 OTTO COMPETENZE CHIAVE PER GLI EUROPEI 1. Comunicazione nella madrelingua 2. Comunicazione nelle lingue straniere 3. Competenza matematica e competenza di base in scienza e tecnologia 4. Competenza digitale 5. Imparare ad imparare 6. Competenze sociali e civiche 7. Spirito di iniziativa e imprenditorialità 8. Consapevolezza ed espressione culturale. Mario MELINO: C & C - L n. 169

13 La cittadinanza democratica Carta dei valori della cittadinanza e dellintegrazione (G. U. 15 giugno 2007) LItalia comunità di persone e di valori Dignità della persona, diritti e doveri Diritti sociali. Lavoro e salute Diritti sociali. Scuola, istruzione, informazione Famiglia, nuove generazioni Laicità e libertà religiosa Limpegno internazionale dellItalia Una società dellaccoglienza e del pluralismo culturale e religioso Mario MELINO: C & C - L n. 169

14 I saperi e le competenze Decreto 22 agosto 2007 Regolamento in materia di adempimento dellobbligo distruzione ASSI CULTURALI LINGUAGGIMATEMATICOSCIENTIFICO TECNOLOGICO STORICO SOCIALE Competenze di base a conclusione dellobbligo distruzione ASSE STORICO-SOCIALE Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche e in una dimensione sincronica attraverso il confronto tra aree geografiche e culturali. Collocare lesperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento dei diritti garantiti dalla Costituzione, a tutela della persona, della collettività e dellambiente. Riconoscere le caratteristiche essenziali del sistema socio- economico per orientarsi nel tessuto produttivo del proprio territorio. Mario MELINO: C & C - L n. 169

15 Competenze chiave di CITTADINANZA al termine dellistruzione obbligatoria 1. Imparare ad imparare 2. Progettare 3. Comunicare 4. Collaborare e partecipare 5. Agire in modo autonomo e responsabile 6. Risolvere problemi 7. Individuare collegamenti e relazioni 8. Acquisire ed interpretare linformazione I saperi e le competenze Decreto 22 agosto 2007 – allegato 2 Regolamento in materia di adempimento dellobbligo distruzione L n. 169 Documento dindirizzo Cittadinanza e Costituzione 4 marzo 2009 Situazioni di compito per la certificazione delle competenze: 1. Dignità umana 2. Identità e appartenenza 3. Alterità e relazione 4. Partecipazione Mario MELINO: C & C - L n. 169

16 Cultura civica e progresso sociale Cittadinanza e Costituzione PALERMO 3 – 4 – 5 marzo 2010 Umanesimo civile a scuola Il supporto alla sperimentazione, la formazione dei docenti, lorganizzazione della rete di scuole e il curricolo implicito Mario MELINO: C & C - L n. 169 Parte II

17 La cultura civica - ieri Tradizionalmente, o almeno fin dalla fondazione dello Stato unitario, per cultura civica è stato inteso un insieme di valori dove sono stati centrali: Il rispetto per le regole fondamentali (norme) del vivere civile (diritti e doveri); Un senso di fiducia nelle istituzioni pubbliche, nelle figure rappresentative del potere politico e la lealtà verso la comunità sociale; Il senso di appartenenza ed identificazione nello Stato-nazione (patriottismo). Mario MELINO: C & C - L n. 169

18 Il declino civile Il dispotismo moderno «Se cerco dimmaginarmi il nuovo aspetto che il dispotismo potrà avere nel mondo, vedo una folla innumerevole di uomini uguali, intenti solo a procurarsi piaceri piccoli e volgari, con i quali soddisfare i loro desideri. Ognuno di essi, tenendosi da parte, è quasi estraneo al destino di tutti gli altri: i suoi figli o i suoi amici formano per lui tutta una specie umana; quanto al rimanente dei cittadini, egli è vicino ad essi ma non li vede; li tocca ma non li sente affatto; vive in se stesso e per se stesso e, se gli resta ancora una famiglia, si può dire che non ha più una patria». Alexis de Tocqueville, La democrazia in America ( ) Mario MELINO: C & C - L n. 169

19 Il declino civile La società della post-durezza (G. Sartori) Eric Hobsbawm ANTINOMIANADEMOTICA Cambia il modello dintegrazione sociale Zygmunt Bauman Società liquida e declino dellumanesimo civile Mario MELINO: C & C - L n. 169

20 Il declino civile le tesi – D.P.R. n. 585 S. Almond e S. Verba, The Civic Culture – Parochial E. C. Banfield, Le basi morali di una società arretrata, Familismo amorale 1983 – 1993 – 1998 R. Inglehart Cultura materialista / post- materialista 1993 – R. D. Putnam, La tradizione civica nelle regioni italiane Mario MELINO: C & C - L n. 169

21 IEA Civic Education 1971 / 1999 Dopo polacchi, finlandesi, ciprioti e greci. I docenti: Il 69% - sviluppare il pensiero critico Il 2% - trasmettere conoscenze L82% considera che proprio questultimo è il limite della scuola La visione del problema La formazione civica è la risultante di una molteplicità di processi ed influenze, di cui i giovani sono partecipi e a cui sono esposti. I processi di socializzazione, oltre e più che dallinsegnamento intenzionale da parte degli adulti, sono influenzati dalla esperienza diretta che i giovani hanno della comunità sociale e politica allinterno della quale vivono. Il contesto esterno, che interagisce con i processi di costruzione della conoscenza, non è concepito tanto in termini di stimoli o rinforzi, quanto piuttosto come un insieme di pratiche e interazioni sociali tra gli individui che contribuiscono alla costruzione di significati socialmente condivisi e di risposte ai comportamenti individuali. Una società dalla debole cultura civile non può pretendere di risolvere i suoi problemi solo a scuola Mario MELINO: C & C - L n. 169

22 Il capitale sociale Mario MELINO: C & C - L n. 169 «Per capitale sociale si intende (…) una struttura di relazioni tra persone relativamente durevole nel tempo, atta a favorire la cooperazione e perciò a produrre, come altre forme di capitale, valori materiali e simbolici. Questa struttura di relazioni consta di reti fiduciarie formali e informali che stimolano la reciprocità e la cooperazione» (A. Mutti, 1998). Risorsa relazionale / Risorsa morale James Coleman (1990) Capitale fisico Capitale umano Capitale sociale F. Fukuyama (1996) Risorsa morale : «produrre capitale sociale richiede di far proprie le norme morali di una comunità e, nel suo ambito, lacquisizione di valori come la lealtà, lonestà e laffidabilità (…) il capitale sociale non può essere accumulato semplicemente mediante lagire individuale. Si fonda sulla prevalenza delle virtù sociali rispetto a quelle individuali». Relazioni fiduciarie: più le persone si cercano e collaborano e più creano capitale sociale. 1

23 Il capitale sociale Mario MELINO: C & C - L n Come nasce e si sviluppa il capitale sociale? Erik Erikson – il senso di fiducia matura nel primo anno di vita del bambino Alejandro Portes – Interiorizzazione dei valori Gli scambi di reciprocità La solidarietà collettiva (il noi) La fiducia imposta (ricompense o sanzioni del gruppo) R. Putnam (1993, 2004) Capitale sociale e individualismo capitale sociale = virtù civica Le virtù civiche per partecipare alla vita pubblica: Discussione pubblica Affidabilità reciprocità Capitale sociale che apre Capitale sociale che serra Le cause del declino civile E la risorsa silenziosa, discreta e invisibile che serve a semplificare la vita delle persone e che si percepisce in tutta la sua urgenza soprattutto quando manca = cultura civica

24 R. Putnam – le cause del declino civile Mario MELINO: C & C - L n. 169

25 Agenda per capitalisti sociali Mario MELINO: C & C - L n. 169 Il problema di Oscar Wilde La cittadinanza non è uno sport per spettatori leducazione civica serve se è utile per realizzare un cambiamento collettivo (Putnam) Le reti di impegno civico – riannodare il tessuto della nostra comunità Programmi di assistenza alla comunità Partecipazione ad attività extrascolastiche Quartieri vivibili e sicuri Una nuova politica del tempo libero: frequenza di gruppi musicali, squadre di atletica, club filantropici, associazioni di volontariato, scoutismo …. Lorganizzazione del lavoro Una Tv diversa Internet corretto, attivo e solidale Giornalismo civico La partecipazione alla vita pubblica e allattività politica: scopriamo nuovi modi di usare larte e salvaguardare il territorio, i suoi monumenti e la sua integrità naturalistica. Sono tutti beni pubblici

26 La cultura civica - oggi 0. – Presupposti costitutivi Universali della socializzazione Il principio della realtà sociale Il governo delle emozioni Il decentramento cognitivo e affettivo 1. – Valori morali condivisi Senso civico Orientamento etico Senso generazionale 2. – Senso di fiducia 3. – senso di identità territoriale 4. – competenza democratica Coscienza normativa Coscienza giuridica Mario MELINO: C & C - L n. 169 LE BUONE MANIERE

27 La sociopatia Il sociopatico non è spinto da quello che comunemente sintende per cattiveria. Infatti si trova assolutamente al di là del bene e del male, ed è spinto ad agire solo da unindifferenza assoluta. F. BLASK, Q come caos (1996) «La sociopatia è piuttosto unimmaturità affettiva che nasconde una puerilità di fondo con conseguente indifferenza alle frustrazioni, incapacità di esprimere sentimenti positivi come simpatia e gratitudine, vita sessuale impersonale e non coinvolgente, apatia morale difficilmente incrinata da sentimenti di rimorso o di colpa, mancanza di responsabilità, falsità e insincerità, condotta antisociale che spesso mette capo a gesti delittuosi realizzati con freddezza e indifferenza». U. Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi, 2003 Mario MELINO: C & C - L n. 169

28 PEDAGOGIA DEMOCRATICA «Nel momento della massima diffusione della democrazia – si potrebbe dire nel momento della sua vittoria su ogni altro tipo di sistema di governo –, sembra dunque esserne venuta meno lesigenza di insegnarne lo spirito» da una democrazia per assuefazione ad una democrazia per convinzione insegnare lethos democratico «I classici insegnano che non bastano buone regole ma che occorrono anche uomini buoni, che agiscano cioè nello spirito delle regole (…) mentre uomini buoni rendono accettabili costituzioni mediocri, uomini mali corrompono perfino costituzioni buone» G. Zagrebelsky Mario MELINO: C & C - L n. 169

29 PEDAGOGIA DEMOCRATICA un decalogo (G. Zagrebelsky) La democrazia non promette nulla a nessuno, ma richiede molto a tutti I contenuti minimi dellethos democratico per apprendisti cittadini 1. Credere negli ideali (le utopie collettive servono) 2. La cura delle personalità individuali 3. Lo spirito del dialogo 4. Lo spirito delluguaglianza 5. Lapertura verso chi porta identità diverse 6. La diffidenza verso le decisioni irrimediabili 7. Latteggiamento sperimentale 8. Coscienza di maggioranza e coscienza di minoranza 9. Latteggiamento altruistico 10. La cura delle parole Mario MELINO: C & C - L n. 169

30 La cittadinanza La democrazia è un modo di vivere nel quale si apprende lesperienza del pubblico: non solo le regole e le procedure, ma i valori e le virtù civili. Il luogo dove far crescere la democrazia si chiama cittadinanza La cittadinanza è uno strumento della persona di garanzia difesa solidarietà partecipazione realizzazione sociale vigilanza critica T. H. Marshall Cittadinanza dei diritti civili – XVIII sec. Cittadinanza dei diritti politici – XIX sec. Cittadinanza dei diritti sociali – XX sec. I diritti della 4^ generazione: quelli della partecipazione e della responsabilità diretta al governo dei servizi che assicurano il benessere personale e sociale. LA CITTADINANZA EUROPEA Carta dei diritti fondamentali dellUnione Europea (2000) Mario MELINO: C & C - L n. 169

31 Cultura civica e progresso sociale Cittadinanza e Costituzione PALERMO 3 – 4 – 5 marzo 2010 Umanesimo civile a scuola Il supporto alla sperimentazione, la formazione dei docenti, lorganizzazione della rete di scuole e il curricolo implicito Mario MELINO: C & C - L n. 169 Parte III

32 N. De Piccoli, N. Favretto, A. R. Zaltron, Norme e agire quotidiano negli adolescenti, il Mulino, Bologna, P. Donati, I. Colozzi (a cura di), La cultura civile in Italia: fra stato, mercato e privato sociale, il mulino, Bologna, C. Buzzi, A. Cavalli, A. de Lillo, (a cura di), Giovani del nuovo secolo. Quinto rapporto IARD sulla condizione giovanile in Italia, il Mulino, Bologna, R. Bosisio, R. Leonini, P. Ronfani, Quello che ci spetta. I diritti fondamentali nelle rappresentazioni degli adolescenti, Donzelli, Roma P. Ronfani (a cura di), Non è giusto! Dilemmi morali e senso della giustizia nelle rappresentazioni degli adolescenti, Donzelli, Roma, Mario MELINO: C & C - L n. 169

33 GIOVANI E FIDUCIA SOCIALE Gli scienziati90%I giornali43% LOnu75Amministratori locali38 La polizia73Le banche37 Gli insegnanti71 La televisione pubblica 37 LUnione europea70 La televisione privata 33 I magistrati64I sindacalisti33 La Nato61Il governo26 I militari di carriera56I partiti17 I sacerdoti55I politici13 Gli industriali53 Mario MELINO: C & C - L n. 169

34 GIOVANI E VALORI VALORI DI MASSAVALORI MAGGIORITARI Salute92%Istruzione68% Famiglia87Lavoro67 Pace80Democrazia66 Libertà80Autorealizzazione65 Amore76Rispetto delle regole58 Amicizia74Tempo libero52 Sicurezza / ordine pubblico 52 Mario MELINO: C & C - L n. 169

35 GIOVANI E VALORI VALORI MINORITARI Guadagnare molto26 Solidarietà47%Patria25 Interessi culturali43Religione22 Divertimento42VALORI DI NICCHIA Benessere economico 40Prestigio sociale17% Sport35Bellezza fisica13 Impegno sociale28Attività politica6 Fare carriera28 Mario MELINO: C & C - L n. 169

36 Il tessuto normativo dei giovani MaiQualche volta Sempre Uccidere una persona per difendere la propria vita 4.9 %48.1%46.9% Uccidere una persona per difendersi da un furto 54.3%38.3%7.4% Investire un pedone 98.8%1.3%/ Far lavorare i dipendenti in locali nocivi alla salute 95.1%4.9%/ Alzare le mani sul proprio partner 75.3%24.7%/ Scontrarsi con la polizia dopo la partita di calcio 93.5%6.5%/ Avere rapporti sessuali con una persona che esprime il proprio rifiuto 100%// Rapire una persona per ottenere un riscatto 96.3%3.8% Mario MELINO: C & C - L n. 169

37 GIOVANI E TESSUTO NORMATIVO Area dei rapporti economici Non ammissibile Prendere qualcosa in un negozio senza pagare 91% Dichiarare al fisco meno di quanto si guadagna 73 Assentarsi dal lavoro quando non si è realmente malati 63 Viaggiare sui trasporti pubblici senza pagare 56 Utilizzare materiale pirata (video, Cd…)32 Mario MELINO: C & C - L n. 169

38 GIOVANI E TESSUTO NORMATIVO Area della violenza e del vandalismo Non ammissibile Danneggiare intenzionalmente beni pubblici 96% Fare a botte con i tifosi di unaltra squadra 94 Fare a botte per far valere le proprie ragioni 83 Disegnare graffiti sui muri o sui mezzi pubblici 73 Mario MELINO: C & C - L n. 169

39 GIOVANI E TESSUTO NORMATIVO Area dei valori della vita e della salute Non ammissibile Avere rapporti sessuali occasionali senza profilattico 65% Abortire53 Autorizzare la morte di un parente gravemente ammalato e senza speranze di guarigione 42 Migliorare il proprio aspetto fisico attraverso la chirurgia estetica 29 Utilizzare metodi di inseminazione artificiale per avere figli 23 Autorizzare lutilizzo degli organi per un trapianto 13 Mario MELINO: C & C - L n. 169

40 GIOVANI E TESSUTO NORMATIVO Area dei rapporti familiari e affettivi Non ammissibile Avere rapporti sessuali a pagamento77% Avere esperienze omosessuali53 Avere una relazione con una persona sposata 50 Guardare materiale pornografico43 Divorziare21 Avere rapporti sessuali senza essere sposati 13 Vivere insieme (convivere) senza essere sposati 13 Mario MELINO: C & C - L n. 169

41 GIOVANI E TESSUTO NORMATIVO Area delladdiction Non ammissibile Prendere droghe pesanti (eroina…)92% Guidare quando si è ubriachi91 Assumere farmaci per migliorare le prestazioni 83 Provare una volta ecstasy in discoteca82 Fumare occasionalmente marijuana53 Ubriacarsi35 Fumare tabacco21 Mario MELINO: C & C - L n. 169

42 GIOVANI E TESSUTO NORMATIVO Esperienza fatta negli ultimi tre mesi Vedere qualcuno che stava usando droga36.3% Sentirsi offrire qualche tipo di droga26.8 Prendere in mano qualche tipo di droga15.2 Mario MELINO: C & C - L n. 169

43 BAMBINI E ADOLESCENTI attori sociali e morali … non è giusto !! Il silenzio dellinfanzia: a lungo i bambini non sono stati considerati attori razionali, autonomi, competenti. «Nelle loro attività quotidiane, relazionandosi con gli altri attori sociali, essi si trovano continuamente di fronte a questioni che hanno a che fare con la giustizia, con lequità, con lempatia e la condivisione, e a situazioni che richiedono di prendere decisioni che hanno implicazioni morali e che suscitano lapprovazione o la disapprovazione altrui (Mayall, 2004)». La formazione dei sentimenti di giustizia e del ragionamento morale è influenzata da numerose variabili, quali letà, il genere, lo status socio-economico e culturale, la scolarità, le esperienze sociali e partecipative (Bandura 1996) Mario MELINO: C & C - L n. 169

44 BAMBINI E ADOLESCENTI la ricerca sullo sviluppo morale Jean Piaget (1932) – i due stadi Realismo morale o eteronomo Relativismo morale o autonomo Lawrence Kohlberg (1958) – i tre stadi Pre-convenzionale Convenzionale Post-convenzionale Leon Vygotskij – il primato dellinterazione sociale M. J. Lerner – credenza in un mondo giusto A. Bandura H. Mead E. Sampson W. Damon Karniol e Miller La teoria della giustizia di Rawls Mario MELINO: C & C - L n. 169

45 La competenza democratica Le virtù civiche: La discussione pubblica Laffidabilità La reciprocità COSCIENZA NORMATIVA COSCIENZA GIURIDICA I luoghi dellapprendimento civico Casa Scuola Gruppo dei pari Territorio / Città Mass-media Personal- media Mario MELINO: C & C - L n. 169

46 Il patrimonio normativo della società il principio di realtà sociale Interiorizzazione delle regole Le regole strutturano relazioni sociali – sono vincoli e risorse di azione sociale: in quanto vincolo assicurano stabilità e prevedibilità alle relazioni umane secondo costellazioni di aspettative socialmente condivise. COSCIENZA NORMATIVA È linsieme dei concetti, rappresentazioni, valori e aspettative alla base della vita sociale. Uso consapevole e intrecciato di più sistemi e insiemi normativi di riferimento disponibili nellambiente (famiglia, scuola, pari, media …) Mario MELINO: C & C - L n. 169

47 Coscienza giuridica Linsieme dei fenomeni e dei contenuti che vanno dalla conoscenza di base del diritto agli atteggiamenti e ai comportamenti conformi alle norme giuridiche. giusto / ingiusto lecito / illecito normale / deviante diritti / doveri innocenza / colpa permesso / divieto Il patrimonio normativo della società Mario MELINO: C & C - L n. 169

48 Lapprendimento civico ORDITO (struttura stabile e flessibile) norme, valori, sanzioni, aspettative, modelli di ruolo, rappresentazioni e concetti: responsabilità, colpa, danno, autorità, giustizia, eguaglianza, reciprocità, punizione, pena, devianza, conformità, diritti e doveri, giusto e ingiusto … TRAMA (elementi dinamici) Attività di contrattazione e negoziazione Pratica di resistenza e di conflitto, di obbedienza e disubbidienza Capacità di giudizio e di autoanalisi e valutazione per adeguarsi alle richieste normative Assunzione di valori e pratiche di vita Distanziamento morale Capacità di riflettere sugli eventi per lattribuzione della colpa… APPRENDIMENTO NORMATIVO Mario MELINO: C & C - L n. 169

49 Obiettivi della formazione docente La comprensione delle dimensioni politiche, giuridiche, sociali e culturali della cittadinanza; La capacità di lavorare in un contesto interdisciplinare e per gruppi dinsegnamento; La padronanza della pedagogia per progetti ed interculturale nonché dei metodi di valutazione specificamente riferiti alleducazione alla cittadinanza democratica; La capacità di stabilire i necessari rapporti con il contesto sociale dellistituzione educativa; La consapevolezza della formazione continua. Raccomandazione adottata dal Comitato dei ministri sulleducazione alla cittadinanza democratica – 16 ottobre 2002 Mario MELINO: C & C - L n. 169

50 La formazione civica dei giovani europei Andrebbero applicate soluzioni educative e metodi didattici volti ad apprendere a vivere insieme in una società democratica, a combattere il nazionalismo esasperato, il razzismo e lintolleranza, nonché ad eliminare la violenza, le dottrine e i comportamenti estremisti. Per contribuire al raggiungimento di tali obiettivi occorre fondamentalmente sapere: risolvere i conflitti in modo non violento; argomentare in difesa del proprio punto di vista; ascoltare, capire ed interpretare le ragioni degli altri; ammettere ed accettare le differenze; fare delle scelte, considerare le alternative e sottoporle allanalisi etica; farsi carico delle responsabilità condivise; stabilire rapporti costruttivi e non aggressivi con gli altri; acquisire unimpostazione critica nei confronti dellinformazione, dei modelli di pensiero e dei concetti filosofici, religiosi, sociali, politici, mantenendosi al tempo stesso fedeli ai valori e ai principi fondamentali del consiglio dEuropa. Raccomandazione adottata dal Comitato dei ministri sulleducazione alla cittadinanza democratica – 16 ottobre 2002 Mario MELINO: C & C - L n. 169

51 Le situazioni dilemmatiche scenari controversi I genitori di Sonia, Marta, Alessio e Carlo hanno ricevuto dalla zia una somma di denaro da distribuire ai quattro nipoti. Secondo voi, come i genitori dovrebbero distribuire la somma di denaro? 1. Dovrebbe essere data una somma maggiore a Sonia, che ha avuto i migliori risultati a scuola nellultimo quadrimestre; 2. Dovrebbe essere data una maggiore somma ad Alessio, perché collabora di più dei suoi fratelli nei lavori domestici. 3. Dovrebbe essere data una somma maggiore a Marta, appassionata di musica, che ha bisogno di comprarsi il violino e iscriversi al corso di musica. 4. Dovrebbe essere data una somma maggiore a Carlo, che a scuola ha delle difficoltà e ha bisogno di lezioni private. 5. Dovrebbe essere divisa in parti uguali tra i fratelli. 6. I genitori dovrebbero lasciare decidere ai figli come dividere la somma. 7. Dovrebbe essere distribuita in base alletà, dando di più a chi è più grande e quindi ha maggiori esigenze. 1. 1,0% ; 2. 0%; 3. 2,0% ; 4. 6,1%; 5. 70,7% ; 6. 4,0% ; 7. 16,2% Mario MELINO: C & C - L n. 169

52 Le situazioni dilemmatiche Scenari controversi In Argezia si prevede che chi desidera immigrare nel paese debba presentare una domanda e ottenere un permesso. Il parlamento di Argezia deve decidere quali criteri adottare per concedere i permessi. Secondo voi, quale di questi criteri dovrebbe adottare? 1.Il permesso dovrebbe essere dato a coloro che stanno scappando perché perseguitati nei loro Paesi dorigine. 2.Il permesso dovrebbe essere dato sulla base dellimpegno dimostrato dai richiedenti nel promuovere allestero gli interessi economici dellArgezia. 3.Il permesso dovrebbe essere dato sulla base delle capacità professionali dei richiedenti e della loro utilità per lo stato dellArgezia. 4.Il permesso dovrebbe essere dato in uguale proporzione ai richiedenti appartenenti a diversi gruppi etnici, in modo da non creare squilibri sociali e culturali nella popolazione. 5.Il numero totale degli immigrati non dovrebbe essere tale da mettere in pericolo il posto di lavoro dei cittadini argeti ,4 % – 2. 3,0 % – 3. 13,1 % – 4. 27,3 % – 5. 16,2 % Mario MELINO: C & C - L n. 169

53 Le situazioni dilemmatiche scenari controversi In un carcere dove sono detenuti terroristi catturati durante azioni di guerra vengono compiuti degli atti di tortura contro i prigionieri da parte dei carcerieri. I carcerieri vengono denunciati e riconoscono di aver torturato i prigionieri, ma si giustificano sostenendo che le torture erano volte ad ottenere informazioni sulle future attività terroristiche, per evitare altri tragici attentati. Inoltre sostengono che le torture rientravano in un programma definito dai loro superiori, che essi si erano limitati ad applicare poiché tenuti al dovere militare dellobbedienza. A loro volta, i superiori sostengono di aver obbedito agli ordini emanati dalle autorità politiche. Queste ultime affermano però che i loro ordini non prevedevano in alcun modo il ricorso alla tortura e accusano i carcerieri e i loro superiori di aver male interpretato gli ordini e di avere quindi commesso un grave reato. Secondo voi, è giusto utilizzare la tortura o metodi simili per estorcere informazioni se queste possono contribuire a salvare vite umane? I singoli carcerieri esecutori delle torture sono da considerarsi colpevoli? Chi è maggiormente responsabile di quanto accaduto e in quale ordine dimportanza? – I carcerieri, i superiori, i politici. Mario MELINO: C & C - L n. 169

54 Le situazioni dilemmatiche i dilemmi morali e le scelte tragiche Il dilemma di Kohlberg. – Una donna sta per morire di cancro. Esiste solo un farmaco che, secondo i medici, potrebbe guarirla. Si tratta di una medicina costosa e Giorgio, marito della donna, non ha i soldi per comprarla. Cerca in tutti i modi di farsi prestare il denaro necessario, ma riesce a mettere da parte solo i 2/3 del totale. Si rivolge al titolare della casa farmaceutica dicendo che la moglie è in fin di vita e chiede di pagare il farmaco a un prezzo inferiore o poterlo pagare a prezzo intero in un momento successivo. Il titolare rifiuta con argomentazioni economiche. Giorgio, disperato entra di notte nel deposito della casa farmaceutica e ruba il farmaco. Avere giustizia … Il dramma di Michael Kohlhaas di von Kleist Lon Fuller Il dilemma degli speleologi Mario MELINO: C & C - L n. 169

55 Cultura civica e progresso sociale Cittadinanza e Costituzione PALERMO 3 – 4 – 5 marzo 2010 Umanesimo civile a scuola Il supporto alla sperimentazione, la formazione dei docenti, lorganizzazione della rete di scuole e il curricolo implicito Mario MELINO: C & C - L n. 169


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