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Lapproccio riabilitativo al paziente Parkinsoniano Dr ssa Assunta Pizzi Responsabile UO Neurologia Fondazione Don C. Gnocchi, Firenze.

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Presentazione sul tema: "Lapproccio riabilitativo al paziente Parkinsoniano Dr ssa Assunta Pizzi Responsabile UO Neurologia Fondazione Don C. Gnocchi, Firenze."— Transcript della presentazione:

1 Lapproccio riabilitativo al paziente Parkinsoniano Dr ssa Assunta Pizzi Responsabile UO Neurologia Fondazione Don C. Gnocchi, Firenze

2 % dei pazienti affetti da m. di Parkinson presentano disabilità che limita in modo significativo: - le attività della vita quotidiana - la sicurezza e lautonomia del cammino con elevato rischio di cadute, complicate nel 18% dei casi da fratture

3 PATOLOGIA Classificazione ICDH (International Classification of Disabilities and Handicaps) dell'Organizzazione mondiale della sanità (1980)

4 nuovo standard di classificazione dello stato di malattia e di salute (21 maggio 2001) Il funzionamento di un individuo in un dominio specifico è uninterazione o una relazione complessa fra le condizioni di salute e i fattori contestuali. Tra queste entità cè un interazione dinamica Funzionamento e Disabilità : Fattori Contestuali:

5 RIABILITAZIONE serie di interventi finalizzati a diminuire la disabilità attraverso: - il recupero della menomazione - lottimizzazione delle abilità residue - il miglioramento della partecipazione obiettivo migliorare la qualità della vita attraverso il recupero del miglior livello: - fisico, - cognitivo, - psicologico, - funzionale, - delle relazioni sociali nellambito dei bisogni e delle aspirazioni dellindividuo della sua famiglia

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7 Evidence Based Medicine medicina basata su prove di efficacia che propone ai medici linee guida e protocolli per la pratica clinica « È il processo della ricerca, della valutazione e delluso sistematico dei risultati della ricerca contemporanea come base per le decisioni cliniche » Sackett D.L. et al

8 Difficoltà nella ricerca in riabilitazione - campioni - disomogeneità - tecniche di trattamento - misure di valutazione ed efficacia - variabilità terapie farmacologiche - utilizzo gruppi controllo - impossibilità di condizioni di doppio cieco di utilizzo di terapie placebo

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12 L'approccio riabilitativo al disturbo motorio specifico - acinesia - bradicinesia - freezing è basato: - sulla conoscenza dei meccanismi funzionali dei gangli della base - sulla comprensione delle basi fisiopatologiche del danno

13 alterata interazione tra gangli della base (GB) e area supplementare motoria (ASM) ridotta attivazione di aree corticali specifiche alterazione dei processi di programmazione ed esecuzione del movimento durante la produzione del movimento Nel Parkinson

14 Il paziente Parkinsoniano, non potendo utilizzare la via GB-ASM, utilizza vie alternative quali circuiti parietali e cerebellari, normalmente utilizzati : - nell'apprendimento di nuove prestazioni - per l'organizzazione del movimento guidato da stimoli sensoriali esterni La via che include la ASM, il sistema limbico e la corteccia cingolata anteriore, è coinvolta nei processi che generano l'azione quando questa è già appresa, automatizzata, in assenza di stimoli esterni.

15 - La maggior parte dei sintomi motori sono ambiente o contesto-dipendenti - E possibile utilizzare strategie motorie multiple per realizzare lo stesso compito I soggetti Parkinsoniani presentano spesso difficoltà percettive che limitano una funzione - I soggetti Parkinsoniani sono in grado di apprendere processi motori o procedurali Supporti neurofisiologici allapproccio riabilitativo

16 Scelta della strategia essendo compromessi gli automatismi occorre utilizzare altre strategie motorie che permettano di vicariare le abilità mancanti quelle utilizzate al fine di massimizzare una funzione quando non se ne aspetta il recupero Strategie compensatorie

17 - scomposizione in sequenze dei movimenti complessi (es girarsi nel letto) in singole parti - disposizione delle parti di un compito in modo sequenziale - esecuzione di ogni singola parte di un compito in un modo distinto a livello conscio strategie di movimento compensatorio

18 - evitamento di compiti motori e cognitivi simultanei - associazione della ripetizione mentale (prova mentale) del movimento che si sta per eseguire - utilizzo di stimoli esterni per iniziare e mantenere il movimento (es visivi uditivi)

19 con l'uso di facilitazioni provenienti da stimoli sensoriali esterni (sensory cues), sono in grado di ridurre il disturbo motorio e cognitivo molto più di quanto non avvenga con trattamenti di terapia fisica convenzionale strategie riabilitative di integrazione sensori-motoria

20 Suggerimenti esterni: interni cognitivi utilizzano meccanismi corticali per attivare e sostenere il movimento by-passando il circuito deficitario - visivi - uditivi - propriocettivi

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23 OBIETTIVI DEL TRATTAMENTO - Vicariare le funzioni compromesse, identificando modalità e strategie alternative - Prevenire o ridurre i danni secondari alla ridotta motilità

24 Il trattamento varia in funzione - della fase e dellevolutività della malattia - dei sintomi prevalenti - delle condizioni psicosociali del soggetto, ecc La malattia coinvolge i singoli pazienti in maniera diversa: non esistono due pazienti uguali Le terapie devono essere personalizzate alle uniche necessità di ognuno

25 Fase I Coinvolgimento unilaterale: disabilità funzionale minima o assente - Fornire a paziente e familiari idonei consigli su attività, esercizi da svolgere e stile di vita Incoraggiare attività fisica in particolare contesto dipendente (es. sport,danza) Fornire sostegno psicologico Obiettivi del trattamento riabilitativo: Stadiazione della malattia (Hoen & Yahr, 1967) Fase II Coinvolgimento bilaterale o assiale senza risentimento funzionale

26 Fase III Primi segni di alterazione dei riflessi posturali: alcune limitazioni funzionali ma il soggetto è in grado di vivere indipendentemente Insegnare a mantenere una postura corretta Rinforzare muscolatura e mantenere articolarità anche con esercizi non contesto dipendenti ( es. ripetitivi non finalistici ) Proporre movimenti globali Persistere con attività fisica contesto dipendente Fase II Coinvolgimento bilaterale o assiale senza risentimento funzionale

27 Fase III Primi segni di alterazione dei riflessi posturali: alcune limitazioni funzionali ma il soggetto è in grado di vivere indipendentemente ed eventualmente di lavorare Praticare mobilizzazione passiva ed attiva anche con la finalità di prevenire possibili complicanze osteoarticolare Praticare ginnastica respiratoria Migliorare l eloquio Praticare ergoterapia per migliorare lautonomia della vita quotidiana Aiutare il cammino anche con particolari ausili ortesi ed ausili. Importante l analisi ambientale e la ristrutturazione finalizzata al superamento delle barriere architettoniche e della prevenzione delle cadute. Fase IV Malattia conclamata severamente debilitante

28 Accorgimenti ambientali - Eliminare tappeti - Illuminazione appropriata in tutta la casa - Utilizzare sedie con braccioli e senza rotelle - Istallare corrimani o supporti - Usare tappeti antiscivolo in doccia o vasca

29 - Ritardare il deterioramento delle condizioni generali legate allimmobilizzazione Prevenire complicanze cutanee, osteo- articolari e viscerali Mantenere mobilizzazioni passive quotidiane Tentare la mobilizzazione attiva Praticare ginnastica respiratoria Fase V Confinato su carrozzina o a letto Fase IV Malattia conclamata severamente debilitante

30 coinvolgimento dei familiari e di chi assiste il malato - fornire informazioni e consigli - individuare strategie specifiche - su tecniche sicure di movimentazioni di carichi il sollevamento ed il trasferimento del paziente - educare quali la mobilizzazione a letto i cambi di posizione e di postura - nel superare il freezing - nello stimolare il malato a mantenere uno stile di vita attivo - individuare lintroduzione di eventuali ausili

31 Il trattamento individuale Le ipotesi storiche di trattamento fisioterapico utilizzano, a partire dai sintomi: - movimenti in apertura, - massima escursione articolare, - stimoli acustici e visivi, - esercizi di equilibrio, - ginnastica respiratoria, rilassamento, - terapia occupazionale, - esercizi per migliorare il tono di voce, la parola, la mimica facciale.

32 per contrastare la rigidità si utilizzano approcci che comprendono: - presa di coscienza, - rilassamento/allungamento muscolare, - postura corretta (con attenzione alle asimmetrie), - mobilizzazione passiva, automobilizzazione e mobilizzazione attiva, - svincolo dei cingoli (rotazione in direzione opposta di spalle e bacino),

33 - variazioni posturali ed esercizi di risalita dal suolo alla stazione eretta, - posture correttivo/preventive, - respirazione, - controllo tensione emotiva, - stimoli sensitivo-sensoriali ecc

34 per limitare la bradicinesia: si usano - stimoli acustici - stimoli visivi - verbalizzazione (autoverbalizzazione) - strategie per il controllo del freezing

35 strategie per il controllo del freezing Dare ad alta voce un incitamento (avanti,su…) Contare ad alta voce Dare con la mano un colpo secco sulla coscia Dare un calcio ad un oggetto anche virtuale Concentrare il peso del corpo sui talloni Oscillare lateralmente a destra e sinistra

36 per migliorare e mantenere lequilibrio si propongono - situazioni terapeutiche di marcia con stop, cambi direzione, - cammino laterale o indietro, - sbilanciamenti controllati tacco-punta, - riabilitazione propriocettiva,

37 per stimolare movimenti di precisione delle mani si esercitano e si consigliano a domicilio attività quali - preparazione del cibo, - bricolage, - lavoro a maglia o alluncinetto, - scrittura…

38 terapia occupazionale larte e la scienza del fare Processo riabilitativo che, adoperando come mezzo privilegiato il fare e le molteplici attività della vita quotidiana, attraverso un intervento individuale o di gruppo, coinvolge la globalità della persona con lo scopo di aiutarne ladattamento fisico, psicologico o sociale, per migliorarne globalmente la qualità di vita pur nella disabilità.

39 fornire al paziente tutti gli strumenti utili per essere autonomo non solo nelle attività quotidiane più semplici ma anche nella gestione delle relazioni interpersonali nell ottica di un recupero che investa tutte le componenti del sistema complesso che è l uomo ottenere dal paziente la massima partecipazione per il raggiungimento della maggior autonomia possibile per migliorare la qualità di vita dellindividuo - il ripristino attraverso - il miglioramento di funzioni o capacità limitate - la compensazione Obiettivo

40 Strumenti: Attività manuali Attività creative, espressive… Attività della vita quotidiana Nel setting di Terapia Occupazionale la funzione motoria recuperata viene trasformata in abilità significativa

41 Il trattamento in gruppo omogeneo portatore di un valore aggiunto, consente linstaurarsi tra i partecipanti di: - comunicazione, - rispecchiamento e risonanza, - reti di comunicazione, - interazioni individuo-gruppo, ecc.

42 Può configurarsi come uno strumento terapeutico per - socializzazione - competizione - stimolare - emulazione - scambio - motivazione - riportare alla normalità del corso di ginnastica - consentire un risparmio economico del singolo della collettività - garantire continuità, ecc.

43 Il trattamento riabilitativo comporta individuazione - dei bisogni - del percorso riabilitativo più efficace in relazione a - esigenze motorie del paziente - contesto ambientale e familiare - disabilità presenti valutazione accurata - potenziale patologico - potenziale di salute avendo chiari - gli obiettivi di miglioramento funzionale prefissi - le modalità e i tempi di svolgimento - i criteri e i tempi di verifica delliter riabilitativo stesso

44 GRAZIE !


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