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Museo del patrimonio industriale - Bologna, 6 ottobre 2008 Guardando oltre PRESTAMPA: Le aspettative mancate, la confusione e gli indirizzi futuri

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Presentazione sul tema: "Museo del patrimonio industriale - Bologna, 6 ottobre 2008 Guardando oltre PRESTAMPA: Le aspettative mancate, la confusione e gli indirizzi futuri"— Transcript della presentazione:

1 Museo del patrimonio industriale - Bologna, 6 ottobre 2008 Guardando oltre PRESTAMPA: Le aspettative mancate, la confusione e gli indirizzi futuri associazione delle arti grafiche di bologna in collaborazione con UNINDUSTRIA BO ASSOCIAZIONE POLIGRAFICI MODENESI

2 Sarà un intervento controcorrente … ma dobbiamo uscire da questa situazione Lo dividerò in tre parti: 1. Le novità di facciata, e l’unica vera NOVITÀ 2. Cercheremo di guardare oltre … 3. … alla ricerca di punti di riferimento via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

3 Nuove tecnologie per la prestampa? NO GRAZIE! Basta! Ne abbiamo da vendere! Abbiamo bisogno di metodologie consolidate, semplici, e soprattutto ferme. Questo è chiaramente lo sfogo dell’imprenditore operatore Ma siccome il mondo va avanti e lamentarsi senza proporre nulla non serve a nessuno vediamo cosa sta succedendo e se possiamo contribuire a migliorarlo

4 Jdf: opportunità mancata L’anno scorso molti analisti scrivevano che Drupa 2008 avrebbe incoronato il Jdf. Non c’erano motivi per dubitarne: in fondo gli standard ci mettono un po’ di tempo a farsi strada: basta guardare gli ICC, vecchi di 15 anni, si stanno facendo strada solo da qualche tempo, ma anche il Pdf, pure lui vecchio degli stessi 15 anni ha visto la sua planetaria approvazione solo dopo molti anni dalla nascita. E invece nulla. Perché? Sembra che siano pochi coloro che vogliono veramente la sua diffusione. D’altra parte basta vedere gli ICC e il Pdf. I primi stentano a sfondare e così, ora che la necessità della gestione del colore si è affermata, i maggiori fornitori stanno prendendo al volo le sue intrinseche complessità per proporre soluzioni alternative. Per il Pdf c’è da chiedersi quanto è dovuto alla sua felice costruzione e quanto al fatto che dietro ci sta un solo, potente, padrino … via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

5 Soft proof Il termine viene riservato al controllo a monitor del colore, ma a me piace trattarlo per le implicazioni molto più ampie che riguardano essenzialmente il totale svincolo dalla movimentazione di materiali cartacei tra Cliente e Fornitore. Sono quindi molteplici i livelli in cui la tecnologia, giustamente definita “ un frutto oramai maturo ” può essere utilizzata: 1. Controllo sommario del contenuto dei file e verifica da parte della prestampa 2. Totale svincolo dallo spostamento di materiali cartacei tra cliente e fornitore 3. Dichiarazione contrattuale di accettazione lavoro da remoto 4. Dichiarazione contrattuale di accettazione colore da remoto via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

6 Repurposing Si tratta di una tecnologia nota da tempo che a Drupa ha visto diverse novità. È orientata alla gestione del colore: consiste nel rielaborare i documenti digitali, ne capisce il contenuto intimo, in particolare in termini di profili colore, e li riserpara secondo le migliori condizioni di quella specifica macchina di quella specifica azienda di stampa. Potrebbe sembrare la soluzione alla semplificazione della gestione colore e la risposta alla mancata professionalità dei grafici rispetto a quell’oggetto misterioso che per loro è la TAC (copertura totale dell’inchiostro, particolarmente sensibile per le rotative) ma se è vero che è in grado di fare tutto ciò, il primo problema della gestione colore non è quello di attivarla (le gestioni automatiche stanno per diventare mature), ma è capire se il file che abbiamo per le mani deve o non deve essere trattato in quel modo. via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

7 Color management affidabile Sarei tentato a sparare giudizi, ma i test che ho fatto non sono sufficienti per fare affermazioni che potrebbero anche essere gravi. Quello della gestione colore è il campo dove avremmo bisogno del massimo delle certezze. Purtroppo è il campo dove la confusione regna sovrana. Noto che tra gli annunci Drupa, che poi stanno diventando annunci per le prossime release, si enfatizza molto una nuova modalità di gestione del colore verso le periferiche (macchine da stampa comprese) incentrata su una apparente novità che altro non è che particolare profilo colore chiamato “device link”, apparentemente sorretto da nuovi metodi di elaborazione … che a me sembrano le solite tecniche cucinate in modo diverso. “Honi soit qui mal y pense”, ma questo bisogno di cambiare indirizzo, proprio mentre gli ICC si stanno affermando, e guarda caso verso soluzioni proprietarie, la dice lunga sulle non certezze che abbiamo in questo settore che, in quanto standard, non ha profittato, al pari del Jdf, di nessun sponsor o padrino... via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

8 XPS di Microsoft Questo la cito solo per curiosità. Per chi non lo sapesse XPS è un formato che Microsoft ha creato durante lo sviluppo di Windows Vista (quindi qualche anno fa). Non conosco gli intendimenti profondi che hanno ispirato la nascita di questo standard, certo è che rispetto a un Word, a un Excell o un Publisher che cambia impaginazione su ogni computer (o meglio in base alla stampante legata a quel computer in quanto ne controlla i margini fisici e reimpagina automaticamente il tutto di conseguenza), questo Xps è un documento che almeno sta fermo. Ma che bisogno c’era di fare l’Xps quando l’integrazione di Acrobat e del suo Pdf con Office è perfetta?! Ebbene Arlequin ha pensato di presentare un Rip che interpreta e rasterizza gli Xps. Sarà una gran cosa, ma se le novità sono queste vuol dire che oramai per i Rip non c’è più spazio alle novità (e questa per noi è una grande notizia) ma anche che i marketing dovrebbero preoccuparsi della salute economica e mentale dei propri clienti (e qui sembra proprio che non ci siamo). via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

9 Acrobat 9, Pitstop 8 finalmente non ci interessa (o ci interessa poco) Parleremo dopo della tristissima storia del Pdf per l’industria grafica. Adesso ci soffermiamo sull’altra buona notizia. Se non c’è niente di nuovo vuol dire che siamo finalmente arrivati ad un punto fermo. Non ho visto ne Acrobat 9 ne Pitstop 8 perché sto aspettando la versione italiana in quanto più delle altre volte per questa versione è importante la lingua. Acrobat avrebbe migliorato il già potentissimo Preflight e Pitstop avrebbe migliorato il suo, copiando probabilmente una funzione presente già in Acrobat o nei Flussi dedicati, che è quella di mettere dei post-it sul Pdf ove sono indicate tutte le anomalie. È chiaro che un tale strumento orientato anche al controllo da parte del cliente richiede il supporto della lingua nazionale. via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

10 Xpress 8, CS3.3 A Drupa l’amato/odiato Xpress ha presentato la versione 8. Se la tradizione si conferma, le versioni pari (4, 6 e, speriamo 8) sono sempre state ottime e quindi mi auguro un ritorno all’uso di questo ancora validissimo software. Non è che ne sentiamo il bisogno, ma lasciare il campo solo ad un interlocutore poi succede che Adobe si comporta come la Quark prima dell’arrivo di InDesign. Per non essere da meno, Adobe è arrivato con la CS 3.3. che portava, come oramai tradizione, l’anticipo di Acrobat in versione 9 e di cui abbiamo già detto. Cosa ci daranno le nuove versioni? Tra i mille nuovi strumenti per fare della bella grafica chissà se Xpress avrà messo a posto la gestione colore. Fino alla 7.3 funzionava a monitor ma non in stampa: cioè quasi peggio che se non ci fosse stata! Inoltre, a prima vista, non sembra migliorata l’interfaccia poco amichevole e i comandi si trovano ancora in menu scollegati. via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

11 … e poi CS4 Xpress è uscito con la versione 8?! … A si! E allora Adobe stringe un po’ i tempi e annuncia la CS4, a qualche mese dalla CS3.3. L’ha presentata il 23 settembre. Vi sono numerose novità annunciate. In Design disporrebbe di un “Live Preflight” che consentirebbe ai designer di individuare errori nella produzione in tempo reale mentre Photoshop avrebbe ulteriormente potenziato la gestione colore con alcune funzioni apparentemente molto interessanti: Conversione con profili multichannel che in termini pratici può voler dire riuscire a fare l’esacromia senza comperare software specifico Conversione con profili device link che in termini pratici può consentire di fare repurposing senza comperare software specifico “Apparentemente” fa il verso ai condizionali successivi: cosa succederà con questi strumenti in mano a non professionisti di cromia e stampa? La versione in italiano dovrebbe essere rilasciata in dicembre. via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

12 …e la grande unica vera novità? è ancora una volta il CTP … ma non il Computer To Plate … ma il Computer to PAPER

13 Le ultime edizioni di Drupa sono spesso ricordate per quello che ha proposto la prestampa, diciamo la parte più innovativa della professione: IIl CTF fu l’emblema dell’edizione 1995 II flussi di lavoro quella del 2000 IIl CTP(late) quella del 2004 Questa è l’edizione del Computer to paper che a mio modo di vedere non è una modalità di stampa offset, come può essere quella realizzata dalla Karat, dalle Ryobi, dalla dismessa DI della Heidelberg; macchine di piccolo formato con CTP incorporato e quindi velocissime nei cambi lavoro, ma la naturale evoluzione di una attività di prestampa, con un approccio completamente diverso: elaboro, ti faccio vedere il risultato, se non va bene lo cambio, e tutto mentre sto producendo un altro lavoro che, se troppo lungo, lascia lo spazio all’inserimento di altri (così vado avanti in confezione) e poi riattacco col primo... … e poi con la personalizzazione ogni copia è diversa dall’altra.

14 D’altra parte basta guardare come si gestisce l’imbottitura e lo svuotamento dei colori o la simulazione degli schiacciamenti (perché in digitale potrebbero non esserci) … per rendersi conto che lavorare in digitale somiglia più a fare del fotoritocco cromatico in Photoshop che non aprire e chiudere calamai da un pulpito di una macchina da stampa.

15 Circa la qualità e le performances di risoluzione, la macchina da stampa Indigo (elletroink) ha raggiunto i dpi così come la Xerox 700 a toner e, in qualche modo, la Xeicon (e forse altre), e sono oramai uno standard lineature a 80 lpc (200 lpi). Anche la grammatura della carta ha varcato tutti i limiti: non sono una rarità le macchine che stampano da 40 a 350 gr mq. Rispetto alle lineature poi non è detto che si debba forzatamente avere la rosetta: una foto a tono continuo è sempre stata superiore ad una stampa. D’altra parte l’applicazione di retini sempre più fini e la ricerca di tecnologie come lo stocastico non vogliono forse svincolare l’offset dagli effetti indesiderati della rosetta? E allora non raccontiamocela quando tentiamo di svilire una stampa digitale perché non ha la rosetta! Ciò anche per dire che tecnologie diverse prevedono parametri e approcci diversi e quindi che laddove la risoluzione si è fermata a 600 dpi (o 600x1200, ma col punto variabile), non è detto che il risultato di stampa sia per questo meno professionale. via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

16 La prossima schiavitù: le royalty Ma il digitale non è solo rose e fiori. Se è vero che si sta appropriando di parte degli spazi dell’offset, è anche perché aveva fatto i primi passi in un mercato morto ancora prima di nascere, messo in concorrenza da fotocopiatori che si acquistano con poche migliaia di euro, o anche con nulla, se uno è disposto a farsi incastrare da subito dalle royalty. Perché quello delle royalty è il grande business dei produttori di tecnologia che rischia di farci tutti schiavi. Scegliere una tecnologia “è per la vita”, perché non solo siamo costretti a usare un solo tipo di materiale di consumo, ma ci dovremo pagare sopra la gabella. “ Regala il rasoio e vendi le lamette ” potrebbe essere lo slogan, se non fosse ancora peggio la situazione che ci vede sborsare cifre con lo stesso numero di zeri di una macchina offset con in più la tassa delle royalty sul click. Sembra che le macchine di maggior produttività accettino contratti “à la carte”, ovvero sui materiali e non sul click. Questo è un argomento di grande rilevanza da non sottovalutare anche in termini strategici.

17 … e allora GUARDIAMO OLTRE … cercando di capire però prima …

18 Da dove nasce l’attuale situazione? Siamo in un momento di transizione – Per capire cosa intendo dire prendiamo il caso del colore che è quello che oggi crea i maggiori sgomenti e dissapori tra opposte fazioni professionali. Sono 15 anni che sono nati ufficialmente i profili colore ICC – basandosi su una tecnologia che aveva fatto i suoi primi passi nel decennio precedente – ma stanno cominciando a funzionare solo adesso. Nonostante questo ampio margine temporale la dicotomia di conoscenze e di attrezzature contemporaneamente presenti sul mercato (e in azienda) fa si che sempre più spesso vengono elusi profili colore che erano stati previsti in fase progettuale (con risultati talora catastrofici) o, al pari, vengono attivati profili colore di cui la fase progettuale neppure conosce l’esistenza e il funzionamento (con risultati altrettanto disastrosi). Un po’ di software funziona, un altro po’ non funziona; quello più vecchio non si pone il problema ma si pone in un flusso dove il problema esiste: insomma una babele immane di problemi. via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

19 Gestione colore: si o no Questa è la condizione classica in cui si lavora: uno spazio monitor “normale” (potrebbe essere un monitor La Cie di quelli blu presenti ancora in tante aziende) un ampio spazio RGB (Adobe 1998) in cui si salvano le immagini acquisite da scanner o da dorso digitale, e lo spazio ISO Coated v2 (ECI) che definisce e rappresenta le macchine da stampa offset su carta patinata, decisamente più ridotto. La cosa che balza evidente è che gli spazi pratici (monitor e macchina da stampa) hanno zone reciprocamente non visibili cioè zone in cui il risultato in stampa può essere una sorpresa … non sempre gradita.

20 … succede che tutti questi colori non sono riproducibili e da qui le discussioni, contestazioni, cause... Fino a pochi anni fa non esisteva una stampante da ufficio che potesse eguagliare una macchina da stampa e questa è una convinzione che (fortunatamente?!) è dura a morire. Andateglielo a spiegare che le situazioni si sono invertite e che quei bellissimi verdi brillanti che è possibile ottenere con 300,00 euro non si ottengono con investimenti di ,00 euro! Anche perché su molte macchine digitali quei colori si possono ottenere … Ma c’è di più ed è anche molto peggio : cosa succede se il nostro grafico creativo si è fatto la “sua prova colore” sulla sua stampante da meno di 300,00 euro mettendo la più bella carta fotografica che ha potuto comprare e che gli ha consentito di usare uno spazio colore “immenso” rispetto al “minuscolo” Fogra 39?

21 Il grande formato se ne è già andato È stato il primo a sparire dalle sale stampa tradizionali. Con le 120x160, ma anche con macchine larghe 2 metri, come si può pensare di competere con luci da 5 metri, che stampano su bobine lunghe quanto vogliamo, che stampano sui materiali più disparati. Le basse tirature anche Restano nelle sale stampa tradizionali solo perché si è deciso di fare una competizione di sopravvivenza, ma non ha nessun senso economico. via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

22 Le medie tirature quasi Ci sono macchine digitali già in produzione che hanno produttività elevatissime. Per ora su prodotti da battaglia quali i giornalini pubblicitari per i quali sono competitivi con l’offset a copie. Chi non è rimasto colpito da quel grande “scatolone” che stava nello stand HP e che va sotto il nome di HP Inkjet web press. Sarà disponibile dall’autunno del prossimo anno una versione a banda 762 mm e che stampa a 122 m al minuto … e ogni foglio può essere diverso dall’altro. Prezzo d’acquisto ipotizzato ,00 $. via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

23 Nelle alte una bella integrazione Qui fortunatamente non si parla di concorrenza ma di integrazione. È la testata Versamark di Kodak, già in produzione da tempo e che nell’ultima versione raggiunge le 90 mila copie ora di personalizzazioni in BN o a colori. via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

24 Un grande bisogno di semplificare Non so di chi è la colpa di tanta complicazione nella prestampa. Abbiamo visto che dove c’è business proprietario i concetti, sorretti da sapienti slogan, passano con maggior velocità (chi non ricorda il cristal raster) ma certamente anche noi tecnici abbiamo le nostre responsabilità. Quando ci infoiamo usiamo un linguaggio tutto nostro che esclude i poveri mortali, al punto che poi ci si chiede se alla fine ci capiamo o se facciamo finta … perché altrimenti temiamo di fare brutta figura e di essere esclusi dal branco. E così il linguaggio diventa sempre più incomprensibile. via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

25 Pochi giorni fa, in una riunione TAGA qui a Bologna, presenti esponenti di spicco della nostra associazione di tecnici, si è aperto un dibattito sulle prove colore. Io, che da un po’ di tempo mi sto battendo per la semplificazione, ho chiesto conferme sulle mie procedure. Mi hanno detto: si … ma … quasi … forse … ni … “perché per essere a norma devi usare la carta effettiva della stampa”. Alla mia osservazione che, di fatto, non esistono macchine che possono fare ciò la risposta (riconosco volutamente provocatoria) è stata: le norme dicono questo, e quindi bisogna fare questo, in subordine, se proprio non si può allora ecc. ecc. Allora ho insistito: ma visto che non possiamo che essere in subordine, vogliamo dare qualche regola pratica. Ed è ricominciato: si … ma … quasi … forse … ni … via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

26 Disquisendo con un collega, vero professionista di prestampa, su un parametro estremo relativo al flattening gli ho chiesto: ma tu li hai provati quei valori? Cosa consigli? E lui: io non do miei consigli, ma mi attengo al parere autorevole di quello che dice il Ghent Work Group e mi rimanda al relativo sito Eccolo quel sito: per un parametro più importante di quello in discussione, cioè le joboption e/o le modalità per fare i Pdf di tipo x occorre analizzare 400 situazioni diverse. Sono raccolte in ben 20 pagine come questa. Da tecnico posso anche accettare tutto, anzi potrei anche entusiasmarmi, se non addirittura eccitarmi, di tanta accuratezza e completezza. Mi viene però il dubbio che ci siamo persi qualcosa strada facendo. Ma come fa un normale operatore, che tra l’atro probabilmente non conosce neppure l’inglese, a muoversi in tanta complessità?

27 L’ignoranza non è consentita È vero, come la legge! Ma a parte che sulla legge in genere le cose vietate lo sono anche per il senso comune, qui il senso comune non c’è (ancora). E allora dobbiamo crearlo, e anche urgentemente. via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

28 un faro? … o un accecante faretto che spara sugli occhi? Abbiamo a disposizione un punto di riferimento fondamentale. È vero: la sembra fatta da ingegneri per i loro colleghi, propone cose talora tecnicamente irrealizzabili – come è il caso della prova colore di cui abbiamo parlato prima – ma poi fornisce la scappatoia, ed è comunque un solido punto di riferimento valido in tutto il mondo. Intanto dobbiamo creare un gruppo di interessi che commissioni a UNI la traduzione italiana in modo da avere un riferimento certo, comprensibile da tutti. Poi, se da tecnici – e qui lo chiedo ai miei Presidente e Vicepresidente di TAGA – smettiamo di disquisire e di riempirci la bocca sul logaritmo inverso o sulla “funzione diritta della curva storta” e cerchiamo e divulghiamo solo le strade pratiche di applicazione della norma faremo certamente un servizio alla professione.

29 Un altro PS: Procedure Semplificate Lo chiamerei progetto PS in onore a quel Postcript che nella sua ingegneristica semplicità ci ha permesso di fare il grande salto di qualità della rivoluzione digitale. Nessuno (o veramente pochi) sapevano che cosa ci stava dentro: ma si faceva in un modo solo (o quasi) e funzionava! Perché la cosa che interessa è che qualsiasi cosa che facciamo funzioni e ci dia di ritorno informazioni utili, per quanto incomplete possano essere. Piuttosto che niente, dice un vecchio adagio, è sempre meglio piuttosto… via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

30 Tra voi stampatori molti oramai hanno la lettura automatica del foglio stampato: purtroppo quegli impianti ragionano in densitometria, mentre la è colorimetrica: buttiamo via tutto? Certamente no : prendiamo dalla scala di quella procedura – che mantiene la sua validità per il controllo delle macchina – tutto quello che ci può dare in ciò che già conosciamo in densitometria, facendoci anche fornire dei commenti qualitativi sul nostro operare e nel contempo cominciamo a farci l’occhio alla colorimetria e ai numeri che ci fanno stare dentro, o fuori, dalla Cosa intendo per Procedura Semplificata

31 Tra voi stampatori molti oramai hanno la lettura automatica del foglio stampato: si ragiona in densitometria, mentre la è tutta colorimetrica: buttiamo via tutto? Certamente no : prendiamo dalla scala di quella procedura – che mantiene la sua validità per il controllo delle macchina – tutto quello che ci può dare in ciò che già conosciamo in densitometria, facendoci anche fornire dei commenti qualitativi sul nostro operare e nel contempo cominciamo a farci l’occhio alla colorimetria e ai numeri che ci fanno stare dentro, o fuori, dalla Tutto ciò è stato ottenuto con una unica lettura spettrofotometrica. Si tratta del risultato di una bella collaborazione a distanza tutta TAGA : le formule di derivazione della densitometria dalla spettrofotometria mi arrivano da Carlo Balestrini, io ho sviluppato l’analisi, il metodo di lettura, i calcoli e l’interfaccia (che rilascerò solo dopo verifica con Adalberto Monti). Per quello che non c’è, pazienza, intanto sapremo giorno per giorno come stiamo operando.

32 La storia triste del Pdf Oggi del Pdf possiamo sapere tutto. E più ne conosciamo e più siamo intimamente orgogliosi del nostro sapere. Noi ne impariamo una funzionalità, e loro (i tecnici progettisti) ne aggiungono quattro di nuove in una rincorsa che ci può vedere solo perdenti perché mentre loro sulle nuove funzioni ci mangiano i maccheroni, noi per lo stesso motivo, abbiamo delle altre cose da fare. Non sono un nostalgico fuori tempo, ma avevamo il Pdf e non l’abbiamo più. Quel Pdf era generato o da un professionista che conosceva un minimo di regole e lavorava esclusivamente in CMYK, oppure da uno che lavorava in Office (o qualcosa di simile) e, in genere, accettava qualsiasi stampato purché almeno decente (cioè con gli RGB non “sfritellati”), cosa oggi assolutamente facile da ottenere. via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

33 La superiorità dell’RGB L’ho messo nel titolo e così nessuno potrà darmi dell’antiquato, ma quella indiscutibile superiorità, passa per un percorso lungo che necessita di una stratificazione lenta di concetti e di modalità operative assolutamente necessaria e che invece è completamente mancata, al punto che sono certo che molti di voi sentendomi magnificare gli RGB si chiederanno cosa sto farneticando. E così nel nostro Pdf è entrata la gestione colore senza che nessuno sapesse bene cosa fosse. Questo mentre la macchina da stampa che aveva lo spazio colore più grande in assoluto si è trovata nana di fronte a stampanti da casa che si comprano con pochi soldi e mentre con altrettanti pochi euro si dispone di un dorso digitale che fa impallidire lo spazio colore (volutamente limitato al CMYK) degli scanner professionali (che come presumo tutti sapranno lavorano pure loro in RGB e potrebbero avere tranquillamente quella ampiezza cromatica … che però non si può stampare). Quanti di voi non hanno avuto problemi con questi moderni Pdf?

34 Ridateci il Pdf e la tranquillità Non è un progetto impossibile. Il progresso tecnologico non è stato inutile e ha portato a miglioramenti qualitativi che reputo rivoluzionari rispetto al passato. Una cosa così grossa però non può essere lasciata alla sola volontà e abnegazione di qualche tecnico che per il gusto di apprendere e di scambiare esperienze si ritrova alla sera a discutere con i colleghi di TAGA. E qui mi rivolgo al mio Presidente dell’Associazione che tra l’altro sa bene che non si fanno nozze con i fichi secchi o con le lumache. Siamo entità economiche? Associazioni di imprenditori che investono anche molto per i gioielli tecnologici che mettiamo nelle nostre aziende? via cicogna 131  san lazzaro di savena [bo]  tel 

35 … e allora investiamo in conoscenze Io lo so che per molti di voi è facile spendere fior di quattrini per un pezzo di ferro, macchina da stampa o computer che sia, ma che quando si tratta di software è difficile tirare fuori migliaia di euro per un CD di plastica (perché quello che si vede è un CD in una scatola colorata). Figuriamoci per l’acquisto di conoscenza, entità ancora più impalpabile e senza neppure la scatola e il CD! A mio giudizio è venuto il momento di por mano al portafogli e sviluppare, proprio come Associazione, progetti di acquisizione e ampliamento delle conoscenze. Abbiamo già detto della necessità della traduzione ufficiale della in italiano a cura di UNI ma si potrebbe anche creare una sorta di “tecnico condotto” a servizio delle aziende partecipanti al progetto. Il problema non è piccolo perché occorre trovare persone che conoscono, sanno insegnare e sono pratici. Non è compito da poco!

36 Grazie per l’attenzione L’essenza della conoscenza è che, dopo averla scoperta, la si applichi. Confucio


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