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In Italia ci sono diversi tipi di mafia In Sicilia la mafia locale si chiama Cosa Nostra In Calabria cè la Ndrangheta (attualmente la più forte e potente)

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Presentazione sul tema: "In Italia ci sono diversi tipi di mafia In Sicilia la mafia locale si chiama Cosa Nostra In Calabria cè la Ndrangheta (attualmente la più forte e potente)"— Transcript della presentazione:

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3 In Italia ci sono diversi tipi di mafia In Sicilia la mafia locale si chiama Cosa Nostra In Calabria cè la Ndrangheta (attualmente la più forte e potente) In Campania cè la Camorra In Puglia la Sacra Corona Unita simone squintani, 3^O,

4 Traffico di droga Traffico di armi Sfruttamento di minori e immigrati Sfruttamento della prostituzione Traffico di organi Appalti truccati Giochi dazzardo simone squintani, 3^O,

5 La mafia è unassociazione criminale nata in Sicilia nel XIX secolo, trasformatasi in seguito in un'organizzazione affaristico - criminale diffusa in tutto il mondo. Oggi con questo termine si indicano associazioni criminali operanti soprattutto in Russia e in diversi altri paesi che prima facevano parte dell'Unione Sovietica e in altri paesi del Sud America. simone squintani, 3^O,

6 Lo spirito mafioso poggia su di un rigido codice d'onore e sull'omertà. I rapporti con le autorità dello Stato vengono condannati e veniva punito soprattutto, anche con la morte, il passaggio di informazioni alla giustizia. Il fenomeno mafioso si sviluppa nel sistema economico proprio della Sicilia occidentale, basato sullo sfruttamento del latifondo. simone squintani, 3^O,

7 Dal 1943 incominciano a rientrare in Sicilia i mafiosi italo-americani. I legami con la mafia americana portano la mafia siciliana ad allargare i propri interessi e la propria sfera d'azione. Le antiche cosche legate ad un ferreo codice d'onore lasciano il posto alla nuova «mafia imprenditrice». simone squintani, 3^O,

8 Carlo Alberto Dalla Chiesa, generale dei Carabinieri, noto per il suo impegno nella lotta contro il terrorismo delle brigate rosse prima e alla mafia poi, di cui sarà vittima. Nel 1982 dopo la strage di via Carini, in cui perdono la vita il generale Dalla Chiesa, prefetto di Palermo, la moglie Emanuela Setti Carraro e lagente di scorta, Domenico Russo, nasce l'Alto Commissariato per la lotta alla mafia e nel 1983 viene istituita una nuova Commissione Parlamentare Antimafia, tuttora in funzione. simone squintani, 3^O,

9 29 luglio '83 cade ucciso dalla mafia il giudice Rocco Chinnici, servitore dello stato. Vice Questore Cassarà, stretto collaboratore di Giovanni Falcone e del pool antimafia, con le sue indagini contribuisce all'istruzione del primo maxiprocesso alla mafia. Ha scritto una pagina indelebile nella storia del contrasto alla mafia. simone squintani, 3^O,

10 Giuseppe Montana, stretto collaboratore di Falcone e Borsellino, viene ucciso nellestate agosto 1985 Ninni Cassarà e l'agente di polizia Roberto Antiochia vengono uccisi. La loro colpa per la mafia: ostacolare lavanzata della criminalità organizzata di stampo mafioso. È questa un'estate che vede la città di Palermo immersa nel sangue delle vittime della mafia. simone squintani, 3^O,

11 Le inchieste avviate da Chinnici e portate avanti dalle brillanti indagini di Falcone e di tutto il pool portano così ad istruire il primo grande processo contro la mafia. Si giunge così alla sentenza di condanna a Cosa nostra del primo maxiprocesso, emessa il 16 dicembre 1987 dalla Corte di assise di Palermo: il maxiprocesso sentenzia 360 condanne, segnando un grande successo per il lavoro svolto da tutto il pool antimafia. simone squintani, 3^O,

12 Nel 1984 il giudice Falcone vola in Brasile per l'estradizione in Italia di un criminale. Ne torna con un pentito eccellente. Falcone racconterà che prima di Buscetta si aveva una visione superficiale della mafia. Ora la mafia ha dei nomi, dei volti, delle gerarchie, dei giuramenti, delle regole, dei simboli, dei codici. La mafia, in Sicilia, ora ha un nome, quel nome è Cosa Nostra. simone squintani, 3^O,

13 Dalla collaborazione dei due volti di Palermo si avvia l'unica lotta alla mafia che questo stato ricordi. Dopo la morte di Falcone, Buscetta lo ricorda così: Era il mio faro, ci capivamo senza parlare. Era intuito, intelligenza, onestà e voglia di lavorare. Io godevo a parlare con lui. L'ex boss "dei due mondi" (conoscitore tanto della mafia di casa nostra quanto di quella emigrata negli Stati Uniti) è il primo collaboratore a rivelare a Giovanni Falcone l'esistenza della cupola mafiosa. simone squintani, 3^O,

14 Altrettanto decisiva è l'opinione pubblica, mobilitatasi soprattutto dopo gli omicidi di Falcone e Borsellino. simone squintani, 3^O,

15 Il magistrato ormai pienamente cosciente delle connessioni tra potere politico e mafioso, dopo lo scampato attentato, dirà: Ci troviamo di fronte a menti raffinatissime che tentano di orientare certe azioni della mafia. Esistono punti di collegamento tra i vertici di Cosa nostra e centri occulti di potere che hanno altri interessi. Il 20 giugno 89 fallisce lattentato dellAddaura presso Mondello, occasione in cui Falcone inizia a temere che la sua vita sia minacciata anche dai legami che la mafia aveva con i vertici dello Stato. simone squintani, 3^O,

16 Grazie alle testimonianze dei pentiti mafiosi sono state smascherate alleanze clamorose tra mafia e politica. Il caso per eccellenza è sicuramente quello di Giulio Andreotti, accusato nel 1994 di associazione mafiosa e poi scagionato per insufficienza di prove dopo un lungo e articolato processo. simone squintani, 3^O,

17 20 anni fa la strage di Capaci, 20 anni fa la morte di un uomo normale divenuto eroe, di un uomo che dà tutto se stesso per il bene comune, di un uomo che per combattere la mafia mette in conto di sacrificare la propria vita. simone squintani, 3^O,

18 La Mafia di Totò Riina, Giovanni Brusca e Bernardo Provenzano, coperta dalle zone dombre e dagli intrecci politico-affaristici mai emersi fino in fondo, liquida la Prima Repubblica con lassassinio di Giovanni Falcone il 23 maggio del Uomini –simbolo: rappresentano con il loro sacrificio i valori e le virtù contro il male della mafia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino simone squintani, 3^O,

19 «… Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande. Si muore spesso perché non si dispone delle necessarie alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello Stato che lo Stato non è riuscito a proteggere ». G. Falcone simone squintani, 3^O,

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21 La mafia non è affatto invincibile, è un fatto umano e come tutti i fatti umani ha un inizio e avrà anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni. (Giovanni Falcone) simone squintani, 3^O,

22 Dopo 20 anni si continua ancora a ricordarlo, si continua ancora a parlare del suo lavoro e di quanto sia stato «uomo esempio», un eroe moderno difficile da eguagliare ma sicuramente da imitare. Gli eroi non sono quelli che fanno qualcosa di eccezionale, ma sono quelli che fanno il loro dovere fino in fondo: Questa è la base di tutta la moralità umana. La lotta alla mafia non può fermarsi in una sola stanza, la lotta alla mafia deve coinvolgere lintero Palazzo (G. Falcone) simone squintani, 3^O,

23 Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana. (J. F. Kennedy; citazione che Giovanni Falcone amava spesso riferire ) simone squintani, 3^O,

24 Dobbiamo andare avanti non più confidando sullimpegno straordinario di pochi, ma col doveroso impegno ordinario di tutti simone squintani, 3^O,

25 Il 23 maggio 2012 sarà il ventesimo anniversario della strage di Capaci e noi vogliamo ricordarlo, noi vogliamo sapere…perché i mafiosi avevano davvero paura di lui per ideare una strage di tale portata. Non dobbiamo dimenticare l'esempio dell'uomo che più di tutti ha dimostrato che la mafia può essere sconfitta. Non ci si può tirare indietro. Nessuno deve farlo. Né i magistrati, né la polizia. E nemmeno noi ragazzi. Dobbiamo sapere, dobbiamo conoscere il fenomeno mafioso. Così noi la sconfiggiamo, la mafia, parlandone. simone squintani, 3^O,

26 - «Il coraggioso muore una volta, il codardo cento volte al giorno». - Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola. simone squintani, 3^O,

27 La morte di Falcone e di Borsellino non è stata dunque inutile. La loro vita spesa nella lotta allillegalità è rimasta nella memoria di tutti. Il loro esempio è monito alle generazioni future per non dimenticare. simone squintani, 3^O,

28 Quante strade deve percorrere un uomo Prima che lo si possa chiamare uomo? Sì, e quanti mari deve sorvolare una bianca colomba Prima che possa riposare nella sabbia? Sì, e quante volte le palle di cannone dovranno volare Prima che siano per sempre bandite? La risposta, amico, sta soffiando nel vento Quante volte un uomo deve guardare verso l'alto Prima che riesca a vedere il cielo? Sì, e quante orecchie deve avere un uomo Prima che possa ascoltare la gente piangere? Sì, e quante morti ci vorranno perché egli sappia Che troppe persone sono morte? La risposta, amico, sta soffiando nel vento Quanti anni può esistere una montagna Prima di essere spazzata fino al mare? Sì, e quanti anni la gente deve vivere Prima che possa essere finalmente libera? Sì, e quante volte un uomo può voltare la testa Fingendo di non vedere? La risposta, amico, sta soffiando nel vento Blowin in the wind Bob Dylan,1963, cantata da Joan Baez

29 «Takes more than guns to kill a man,I never died…» I I dreamed I saw Joe Hill last night, American traditional ballad simone squintani, 3^O,


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