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Dr. Alessandro NEMO Azienda USL 6 di Livorno - Dipartimento della Prevenzione - U.F. P.I.S.L.L. - Area Livornese Aggiornamento al.

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1 Dr. Alessandro NEMO Azienda USL 6 di Livorno - Dipartimento della Prevenzione - U.F. P.I.S.L.L. - Area Livornese Aggiornamento al 31/12/2008

2 AMIANTO Pericolosità per luomo LAmianto è dannoso per luomo quando le sue fibre si disperdono nellaria e possono essere inalate. INALAZIONE Cancerogeno certo appartenente al gruppo 1 - IARC

3 Il mesotelioma maligno è la patologia da amianto più conosciuta, ma molto più frequenti sono il carcinoma polmonare e le placche pleuriche (che non sono una vera e propria malattia, ma solo un segno di pregressa inalazione di fibre di amianto). Lasbestosi si osservava in passato nei minatori addetti allestrazione di amianto.

4 AMIANTO – Sedi delle malattie

5 Lassociazione tra il mesotelioma maligno e lesposizione ad amianto è molto specifica, testimoniata dallalto numero di ex-esposti ad amianto tra i casi di mesotelioma (oltre il 90% dei maschi nel nostro territorio). Tale specificità ha fatto sì che il mesotelioma fosse considerato un EVENTO SENTINELLA di pregressa esposizione ad amianto in una specifica popolazione lavorativa.

6 Il mesotelioma maligno è un tumore primitivo raro delle cellule mesoteliali che insorge prevalentemente a livello pleurico, ma che può manifestarsi anche in altre sedi con tessuto mesoteliale (peritoneo, raramente nel pericardio). E un tumore a prognosi infausta, caratterizzato da breve sopravvivenza (in media circa 1 anno nel nostro territorio) e da un lungo periodo di latenza, che di solito è intorno ai 35/40 anni, ma che può arrivare anche ai 50.

7 Ad oggi, nel nostro territorio, non sono stati evidenziati casi di malattia da amianto nei nuovi addetti alle operazioni di scoibentazione; i motivi sono principalmente due: 1) Tali attività possono essere considerate come abbastanza giovani (iniziate intorno agli anni '93/'94); valutando che le patologie da amianto, con basse esposizioni, hanno un tempo di latenza assai lungo (25/35 anni), a tutt'oggi potrebbero non essersi ancora manifestate.

8 2) Con l'entrata in vigore del D.Lgs. 277/91 e poi del D.Lgs. 626/94, con il progressivo abbandono dell'utilizzo dell'amianto in tutti i cicli produttivi, nelle operazioni di decoibentazione sono state introdotte rigide norme di prevenzione a favore dei lavoratori (formazione, uso di DPI, altro) che di fatto hanno impedito, od almeno ridotto, l'inalazione di fibre di amianto. Solo nei prossimi anni sarà possibile quantificare il valore di tali norme di prevenzione.

9 Il comparto edile, rappresentato prevalentemente dai settori delle costruzioni, delle coibentazioni e della termo-idraulica, presenta a livello regionale il più alto numero di casi di mesotelioma maligno (127); nella nostra zona si trova al secondo posto con ben 16 casi. IN PASSATO Ciò é dovuto allaltissima diffusione IN PASSATO delluso dellamianto come materiale isolante (dal fuoco e dal rumore), come rafforzante del cemento, come componente in vari manufatti di cemento- amianto (eternit, veronit, fibronit) e nelle pavimentazioni viniliche.

10 COMPARTO EDILIZIA Oggi Nonostante lamianto non sia più in uso o in commercio in Italia dal 1992 (la legge è diventata esecutiva nel 1994), per gli edili lesposizione a tale agente cancerogeno NON E CESSATA.

11 OGGI Lesposizione a polveri di amianto provenienti dalla rottura accidentale, dal taglio, e spesso dallavolontaria frantumazione di manufatti in cemento-amianto, perdura tuttoggi nelle manutenzioni, nelle ristrutturazioni e nelle demolizioni edilizie, ove, molto spesso, non sono messe in atto idonee misure di prevenzione. Questo fa si che le patologie da amianto continuino a manifestarsi.

12 La formazione dei lavoratori del comparto edile, composto spesso da ditte individuali, appare quindi lunico mezzo efficace per prevenire linsorgenza di malattie professionale, prime fra tutte quelle dovute allamianto.

13 Grafico 1 - N° casi di mesotelioma maligno suddivisi per anno di incidenza. (Zona di Livorno – tot. 208)

14 Tabella 2 - Mesotelioma Maligno - Distribuzione frequenza per sesso e per classi di età alla diagnosi.

15 Tabella 3 - Mesotelioma maligno – Distribuzione dei casi per sesso e per esposizione attribuita.

16 Grafico 2 - N° casi di mesotelioma maligno suddivisi per classi di attività lavorativa (tot 208).

17 Tabella 4 - Tassi di nei maschi per mesotelioma (per persone x anno) standardizzati sulla popolazione europea per ASL, per la Toscana e per periodo.

18 Tabella 6 – Casistica Regione Toscana per settore produttivo, comparto e classe di esposizione con più di 10 casi ( ). *1 = professionale certa: 2 = professionale probabile; 3 professionale possibile; 4 = familiare; 5 = ambientale; 6 = attività extra lavorativa

19 Tabella 5 - Casi di mesotelioma zona di Livorno, suddivisi per tipo di attività, per anno di incidenza ed anni di latenza

20 Grafico 3 - Sopravvivenza media per periodo in casi con data decesso nota.

21 Grafico 4 - Periodo di latenza nei casi con esposizione professionale (tot 167).

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29 DISCUSSIONE Nella zona di Livorno (Comuni di Livorno, Capraia e Collesalvetti) sono stati osservati 208 casi di mesotelioma maligno dal 1971 al 2008, in prevalenza pleurici. Si è osservato un progressivo aumento dei casi a partire dal 1993 (grafico 1). Il mesotelioma maligno compare prevalentemente negli uomini (84,62%) e l'età media alla diagnosi é di 68,34 anni (range anni); nelle donne il tumore compare leggermente più tardi rispetto agli uomini (tabella 2). In base all'anamnesi è stata attribuita una esposizione che risulta essere professionale (certa, probabile e possibile, secondo le modalità adottate dal Re.Na.M.) nel 80,30 % di tutti i casi; nel 12,02 % dei casi l'esposizione risulta ignota. Nelle donne la percentuale di esposizione professionale risulta del 21,87 %, negli uomini del 90,93 (tabella 3).

30 I comparti maggiormente rappresentati tra i casi esposti professionalmente sono: la cantieristica navale, sia di costruzione e che di riparazione (56), il comparto delledilizia/idraulica (16) ed il lavoro portuale (14) - (grafico 2 e tabella 5). Il tasso annuale di incidenza espresso per abitanti per anno e standardizzato alla popolazione europea del periodo, risulta per Livorno tra i più alti della Toscana (tabella 4). La sopravvivenza, nei casi con la data decesso nota (177), è mediamente di circa 362 giorni. Non si osserva nel corso degli anni, nonostante i nuovi orientamenti terapeutici, un significativo aumento della sopravvivenza media (grafico 3). Si nota che nella maggior parte dei casi con esposizione professionale il tempo di latenza è superiore ai 35 anni, con media di oltre 43 (grafico 4).

31 CONCLUSIONI L'esposizione ad amianto, nel nostro territorio, appare essere stata rilevante fino alla metà degli anni settanta, poiché fino a tale periodo l'utilizzo dell'asbesto era largamente diffuso nel settore delle costruzioni e riparazioni navali, mentre nell'ambito portuale era consistente la movimentazione in entrata d'amianto in fibra; anche nel settore del vetro, rappresentato da una grande Vetreria, l'esposizione diminuiva nello stesso periodo quando cessava la lavorazione del vetro piano e si passava a quella del cavo. Il numero casi/anno tende ad aumentare a partire dal La maggior parte di tutti i casi si osserva negli uomini (84,62%), dove letà media alla diagnosi è di circa 68,34 anni. Nelle donne i casi con esposizione professionale sono il 21,87%, mentre negli uomini tale percentuale sale oltre il 90%.

32 I settori maggiormente interessati sono quelli classici già descritti; si osserva un costante numero di casi nel settore delledilizia (costruzioni e termo-idraulica) nel quale lesposizione continua ancora oggi. Il tasso d'incidenza è tra i più alti d'Italia, il primo in Toscana. La sopravvivenza media dalla diagnosi è di circa 1 anno e non appare modificata nel corso degli anni, nonostante i nuovi indirizzi terapeutici. La latenza media nei casi professionali è di circa 43 anni. Stante limportanza del problema è nostra intenzione proseguire nello studio dell'andamento dell'incidenza dei casi nel nostro territorio.

33 BIBLIOGRAFIA Gorini G, Merler E, Chellini E, Silvestri S, Cacciarini V, Seniori Costantini A: Archivio Regionale Toscano dei Mesoteliomi Maligni: i casi registrati del periodo e la valutazione della pregressa esposizione ad amianto. Toscana Medica, Ottobre 2002, A. Nemo, M.T. Boccuzzi, O. Rossi, A.M. Loi: "I casi di mesotelioma pleurico maligno nel territorio dellAzienda USL6 di Livorno". Atti del Convegno Nazionale su Le patologie correlate allamianto e la sorveglianza sanitaria degli ex- esposti. Pisa, aprile 2005, pag. 112 C. Bianchi, T. Bianchi, A. Nemo, M.N. Ballarin, E. Merler : "Asbestos-Related Mesotelioma of the pleura among workers of italian ports". The 10th International Conference on Occupational Respiratory Diseases. Pechino (Cina), aprile 2005 A. Nemo, A.M. Loi, T. Bianchi, C. Bianchi : Malignant Mesothelioma in Leghorn, Italy. Atti della European Conference on Asbestos Risks and Management / EU – LIFE Project. Roma, 4-6 dicembre 2006 Centro Operativo Regionale archivio toscano dei mesoteliomi maligni – Regione Toscana : Rapporto sulla casistica Volume edito dal Centro Stampa Giunta Regione Toscana – Firenze, giugno 2008


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