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UNIVERSITA DEL PIEMONTE ORIENTALE DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE –––––––––– S.C.D.U. NEFROLOGIA e TRAPIANTO RENALE CATTEDRA DI NEFROLOGIA.

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Presentazione sul tema: "UNIVERSITA DEL PIEMONTE ORIENTALE DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE –––––––––– S.C.D.U. NEFROLOGIA e TRAPIANTO RENALE CATTEDRA DI NEFROLOGIA."— Transcript della presentazione:

1 UNIVERSITA DEL PIEMONTE ORIENTALE DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE –––––––––– S.C.D.U. NEFROLOGIA e TRAPIANTO RENALE CATTEDRA DI NEFROLOGIA Progetto Trapianti AOU Direttore: Prof. PIERO STRATTA Tel ; ; Fax Annalisa Ceruso S. S. v. d. O. PSICOLOGIA CLINICA Gruppo di Lavoro PSI-Nefro Piemonte

2 Definiamo stressante ogni evento in cui compare una marcata discrepanza tra le richieste poste allindividuo dallambiente e le capacità dellindividuo stesso di farvi fronte. Linsorgere di sentimenti sgradevoli (ansia, depressione, generico disagio) fa si che lapparato psichico metta in atto specifici meccanismi di difesa finalizzati a favorire il processo di adattamento. Ogni malattia può essere considerata come un evento stressante.

3 MECCANISMI DI DIFESA Sentimenti, pensieri o comportamenti tendenzialmente involontari, che sorgono in risposta a percezioni di pericolo per la persona e sono finalizzati, in modo più o meno adattativo, a nascondere o ad alleviare i conflitti o gli agenti stressanti che danno origine ad ansietà o ad angoscia.

4 DAI MECCANISMI DI DIFESA AL COPING: Con il termine coping o sistema di adattamento si intende una concezione più allargata dei meccanismi di difesa che comprende linsieme dei meccanismi psichici utilizzati per fronteggiare un evento stressante. Ovvero, lutilizzo di strategie impiegate per affrontare situazioni minacciose.

5 IMPIEGO DI ALCUNE STRATEGIE DI COPING Tecniche di coping in ordine decrescente per facilità di messa in atto Adattività relativa Autoaccusa Evitamento attivo Ottimismo + Rassegnazione Ribellione Impeto di rabbia Ricerca del sostegno altrui + Collaborazione + Ritiro sociale Ruminazione Affrontare il problema + Accettazione + Salvare le apparenze Conforto nel sentimento religioso + Sfogo affettivo + Valorizzazione del Sé + Analisi del problema + Relativizzazione + Dare senso alla malattia + Compensazione +

6 Interventi pre-trattamento sostitutivo: indicazione di Obiettivi (1) Sostegno del paziente e dei familiari Cura delle Informazioni e della comprensione Indicazioni metodologiche Interventi psicoterapici Interventi psicofarmacologici Situazione di malattia e necessità di trattamento sostitutivo Natura dei trattamenti sostitutivi Fattori di rischio Post-... e necessità di terapie

7 Interventi pre-trattamento sostitutivo: indicazione di Obiettivi (2) Accertamento delle Motivazioni alla specifica terapia e delle Aspettative -Consapevolezza della morte (più o meno imminente) senza terapia sostitutiva ed elaborazione emotiva di questo lutto -Desiderio di vita ulteriore -Necessità di motivazioni personali -Aspettative «realistiche»

8 Interventi pre-trattamento sostitutivo: indicazione di Obiettivi (3) Valutazione psico-sociale di risorse e di fattori di rischio - Aspetti psicopatologici attuali e pregressi - Stato cognitivo - Abuso di sostanze attuale o passato - Compliance attuale e passata - Risorse emotive e stili di coping - Qualità del sostegno familiare e presenza di figure di appoggio significative - Inserimento e sostegno socio-lavorativo Indicazioni metodologiche

9 La non compliance – ovvero la tendenza a non seguire le prescrizioni terapeutiche o le indicazioni mediche globali - rappresenta una circostanza probabile. Diversi fattori possono sottostare a questo problema: Il paziente può avere difficoltà a mettersi nelle mani del curante __ il paziente può non riconoscere la necessità di assumere farmaci o di sottoporsi ai controlli (poiché ritiene di >, ovvero mette in atto la negazione della propria condizione) __ il paziente potrebbe avere la necessità di mantenere il controllo della situazione (cioè voler fare di testa propria perché non riesce ad affidarsi agli altri, risultando così, poco compliante. In certi casi la non compliance è dovuta a scarsa informazione, altre volte è legata ad uninsoddisfazione più profonda, ovvero ad una tendenza depressiva sottostante.

10 Patologia grave irreversibile Minaccia di vita Ansia/angoscia/disperazione/rabbia Depressione (reazione di lutto) Shock emotivo Stato depressivo moderato Stato depressivo elevato Episodi depressione maggiore Ansia/insonnia/ipocondria/conversione Apatia/deterioramento di personalità Atti anticonservativi Sintomi transitori di psicosi Ideazione suicidaria, tendenze suicide ( <1% mortalità) Fase iniziale (primi 3-6 mesi) Fase di adattamento (6-18 mesi) In dialisi

11 Stress in Dialisi Reazioni emotive Minaccia di vita. Perdita di una funzione corporea. Dipendenza inesorabile e ripetitiva da ospedale, controlli, farmaci, macchine. Aspetti fisici penosi e restrizioni (es. dieta). Perdita di ruolo (familiare- sociale-professionale). Perdita di sessualità. Perdita di futuro. Deterioramento finanziario. Angoscia di morte, ansia, insicurezza. Alterazione dellimmagine corporea. Frustrazione, rabbia, aggressività. Ipocondria. Vissuti di lutto, depressione. Calo di autostima. Fatalismo, inerzia, rassegnazione, impotenza, passività.

12 Offerta di OPPORTUNITA di scelta… del trattamento migliore (o meno peggiore) possibile… per quella malattia in quella fase clinica

13 Alcune condizioni affinché lopportunità sussista e sia vissuta come tale… Costruzione di un rapporto di fiducia e maturazione di una alleanza terapeutica prima del momento della scelta. Condivisione allinterno delléquipe della rappresentazione dei problemi e delle decisioni cliniche (e quindi delle soluzioni). Informazione al paziente realistica, completa, accurata, comprensibile e uniforme.

14 Tutela della SOGGETTIVITA partecipazione del paziente (e, con il consenso del pz, della famiglia) alla costruzione della scelta. informazione neutrale (ossia, senza esercitare pressioni). rispetto della libertà di scelta e della capacità di autodeterminazione, ma anche di preferenze – valori – rappresentazioni della realtà, caratteristiche di personalità, situazioni esistenziali concrete (familiari, lavorative, ecc).

15 Il buon esito del trapianto deriva da un processo di adattamento alla nuova condizione; tale processo è correlato a variabili non solo organiche ma anche psicologiche e sociali.

16 Il paziente trapiantato si trova a dover: Ristrutturare la sua vita. Operare una reintegrazione dellimmagine corporea. Convivere con la preoccupazione del rigetto. Convivere con il problema della cronicità rappresentato dalle terapie e dai periodici controlli.

17 Nellesperienza del trapianto il ricevente dovrebbe integrare lorgano donato nella propria immagine corporea attraverso una progressiva maturazione. Possono emergere vissuti di colpa per la morte del donatore inconsciamente desiderata (ciò viene raramente riconosciuto dal paziente), ovvero: >. Questo percorso è influenzato anche dalle fantasie che il soggetto formula sul donatore. [Cioè lorgano trapiantato non è solo una parte corporea, bensì rappresenta la persona da cui proviene (il paziente costruirà molte idee sulla persona del donatore: forte, vitale, distruttivo, fragile ecc…)].

18 Nel trapianto da vivente Finalità generale dellintervento psicologico è garantire che il consenso, a donare e a ricevere sia valido, cioè che non sia alterato da distorsioni psico-patologiche e che non generi effetti psicopatologici. Compito dei curanti è aiutare, senza influenzare, pazienti e donatori a maturare una decisione autonoma, in sintonia con se stessi e con il contesto familiare.

19 Esemplificazioni cliniche Interpretazione distorta di ricadute e di conseguenze risolutive legate alla donazione dorgano.

20 Analisi delle conseguenze psicologiche della donazione dorgano entro la relazione tra ricevente e donatore. Motivazioni alla donazione dorgano su base > della coppia. Esemplificazioni cliniche

21 LINCIDENZA DI DISTURBI DI CARATTERE PSICOPATOLOGICO RISULTA COMPLESSIVAMENTE PIUTTOSTO BASSA. Gli episodi depressivi nella fase post-trapianto sono quasi sempre correlati ad una preesistente tendenza alla depressione. Mentre i disturbi di adattamento sono più frequenti nel periodo di attesa. Lansia si manifesta quasi sempre controllata da meccanismi di negazione, razionalizzazione, rimozione, spostamento. I DISTURBI DI ADATTAMENTO, DANSIA E DEPRESSIVI CONSIDERATI NEL LORO INSIEME RIGUARDANO IL 13,8% DEI PAZIENTI.

22 Nel trapianto da vivente lincidenza di disturbi di carattere psicopatologico risulta sovrapponibile.

23 tra donatore e ricevente va fatta unattenta valutazione psicologica dei soggetti candidati, al fine di individuare le problematiche preesistenti. Per evitare disturbi significativi pertinenti alla modificazione della relazione

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