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La gestione del paziente a domicilio Aspetti pratici e clinici a cura di Carla Bordone e G.M. Iadarola.

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Presentazione sul tema: "La gestione del paziente a domicilio Aspetti pratici e clinici a cura di Carla Bordone e G.M. Iadarola."— Transcript della presentazione:

1 La gestione del paziente a domicilio Aspetti pratici e clinici a cura di Carla Bordone e G.M. Iadarola

2 Occorre definire: QUANDO COME CON CHI PER CHI E possibile realizzare il monitoraggio domiciliare?

3 QUANDO? Attraverso MOMENTI: I contatti telefonici Le visite ambulatoriali Le visite domiciliari di controllo

4 COME? Attraverso STRUMENTI: Scheda di programmazione annuale Scheda di dialisi Computer Utilizzo del palmare Card per chi esegue lautomatizzata

5 CON CHI? Attraverso FIGURE PROFESSIONALI: Il personale dedicato La Dietista LAssistente sociale La Psicologa consulente

6 PER CHI? PAZIENTI E LORO FAMILIARI i quali abbiano: Buona motivazione allautogestione Buona collaborazione con il personale del centro Buona capacità manuale e visiva Situazione igienico-ambientale idonea

7 I contatti telefonici

8 Lantenna telefonica ha lo scopo di: Da parte del pz: segnalare tempestivamente problemi relativi al catetere o allo stato di salute generale Da parte del centro: decidere i primi provvedimenti da adottare fornire informazioni prendere contatti con le ditte fornitrici

9 Le telefonate più frequenti…. ….la macchina ha suonato durante la notte …ma era tutto a posto… …sono un po salita di peso… Di quanto?… …un paio di chili.. …sono rimasto senza sacche… mando mio figlio a ritirarle. Ci siete stasera? …ho dolore dappertutto, cosa posso prendere?…

10 ……NON E COSI FACILE STARE AL TELEFONO!!

11 Visite ambulatoriali

12 Visita dopo una settimana dallinvio a domicilio Visite mediche periodiche Visite mediche estemporanee in caso di problematiche insorte Esami periodici di controllo

13 Quali sono i compiti infermieristici nellambito del passaggio presso lambulatorio?

14 DISTINGUIAMO: 1.Mansioni pratico/ assistenziali 2.Mansioni burocratiche/gestionali

15 Mansioni pratico/assistenziali Assistenza infermieristica durante la visita medica Controllo dellemergenza cutanea Esecuzione del cambio-set Misurazione della PIP Somministrazione della terapia, esecuzione profili glicemici Somministrazione del vaccino Epatite B

16 Mansioni pratico/assistenziali II Tampone nasale per ricerca stafilo aureo Tampone dellostio Eventuale trattamento dialitico supplementare presso il centro Assistenza dialitica dei pz. ricoverati Esecuzione prelievi ematici e su dialisato

17 Materiale occorrente 2 Provette da 7ml Set vacutainer Guanti Bidone Bilancia Mansioni pratico/assistenziali: misurazione delle clearances dialitiche

18 Raccolta dei campioni di dialisato

19 Mansioni Pratico/assistenziali Determinazione della membrana Materiale occorrente: Sacca per il cambio manuale Guanti,mascherina e telino monouso 6 provette secche Set vacutainer

20 Determinazione della membrana peritoneale Esecuzione: Effettuare un cambio manuale Prelevare due campioni del liquido di dialisi a tempo zero, due ore e quattro ore Inserire i dati del laboratorio nellapposito programma informatico

21 Ladeguatezza della dose dialitica in dialisi peritoneale Approfondimento:

22 Non cè probabilmente una definizione accettata da tutti. Una definizione utopistica può essere: La dialisi è adeguata quando permette al paziente di ritornare alle condizioni precedenti il manifestarsi della malattia renale Come definire ladeguatezza dialitica ?

23 La dialisi può essere considerata adeguata: quando consente di mantenere i soluti uremici entro livelli considerati accettabili, in presenza di un sufficiente introito proteico quando consente una bassa morbilità e mortalità per un lungo periodo di tempo quando il peso corporeo secco del paziente risulta stabile e controllato Adeguatezza dialitica in dialisi peritoneale

24 La dialisi può essere considerata adeguata: quando sono corretti adeguatamente lo squilibrio acido-base, quello idrico-elettrolitico e ogni accumulo di sostanze tossiche generate dalluremia quando il paziente è soggettivamente in buone condizioni quando non accusa sintomi come anoressia, astenia, disgeusia, insonnia, vomito e nausea Adeguatezza dialitica in dialisi peritoneale

25 Una considerazione pragmatica: In emodialisi le proprietà del dializzatore sono conosciute La dialisi peritoneale è dipendente nella sua effettuazione da una membrana vivente, le cui proprietà allinizio del trattamento non sono note Di conseguenza misurare ladeguatezza della dialisi è almeno altrettanto importante in DP rispetto allHD Adeguatezza dialitica in dialisi peritoneale

26 Le caratteristiche del trasporto peritoneale sono sconosciute fino al momento della loro misurazione La membrana peritoneale non può essere cambiata, quindi: Do the best with what you got La membrana peritoneale è la chiave del trattamento

27 Valutare ladeguatezza è difficile, vi sono diversi problemi: difficile quantificazione interferenza prodotta dalla soggettività del paziente e del medico non confrontabilità dei dati raccolti in tempi diversi I soli ematochimici non sono del tutto attendibili e non tengono conto di dieta, funzione renale residua e dellintervento farmacologico Adeguatezza dialitica in dialisi peritoneale

28 I principali fattori che influenzano la stima della dose di dialisi sono: la funzione renale residua il volume del dialisato drenato il rapporto D/P delle sostanze nel dialisato drenato le dimensioni corporee del paziente (peso, superficie corporea, volume dellacqua totale) Adeguatezza dialitica in dialisi peritoneale

29 Il problema della definizione di dialisi adeguata: A metà degli anni 80 sono stati avviati numerosi studi in merito, perfezionati poi a metà degli anni 90 Dei numerosi indici proposti, attualmente vengono usate le clearances peritoneali delle piccole molecole (urea e creatinina), considerate come marker di tossicità uremica: KT/V settimanale urea clearance settimanale della creatinina Adeguatezza dialitica in dialisi peritoneale

30 Durante CAPD i valori ematici di urea restano stabili nel tempo. In HD i valori di urea oscillano e restano più elevati per molte ore rispetto alle concentrazioni medie (TAC dellurea). Pertanto secondo questa teoria in HD è necessario raggiungere valori nettamente più elevati di Kt/V rispetto alla DP Peak Concentration Hypothesis (Keshaviah, Nolph, Van Stone )

31 680 nuovi pazienti CAPD 10 centri canadesi e 4 U.S.A Due anni di osservazione (studio prospettico) Lo studio suggerisce valori target superiori rispetto agli assunti precedenti: Kt/V>2.1 ClCr70 L/sett/1.73 m 2 Il modello lineare costruito secondo i risultati dellanalisi di Cox dimostra che con laumento del Kt/V da 2.1 a 2.3 si ha un ulteriore aumento di sopravvivenza a 2 anni dal 78 all81% CANUSA Study Adeguatezza dialitica in dialisi peritoneale

32 Sopravvivenza stimata a due anni vs clearance della Cr (CANUSA 1996)

33 CANUSA (1996) KT/V urea BCrC Basale2.1>70 L/1.73 m 2 Ad Hoc Committee on Peritoneal Dialysis Adequacy (1996) KT/V urea BCrC Sotto-dialisi<1.7<50 L/week/1.73 m 2 Border-line L/week/1.73 m 2 Accettabile L/week/1.73 m 2 Desiderabile>2.09>70 L/week/1.73 m 2 BCrC e Kt/V Adeguatezza dialitica in dialisi peritoneale

34 KT/V urea BCrC CAPD (evidenza)2.060 L/1.73 m 2 CCPD (opinione)2.163 L/1.73 m 2 NIPD (opinione)2.266 L/1.73 m 2 BCrC e Kt/V secondo le DOQI Adeguatezza dialitica in dialisi peritoneale

35 Fin dagli anni 80 nei lavori di Rottembourg (1982), Cancarini (1986) e Lysaght (1989) si osservava come la CAPD potesse preservare più a lungo un certo grado di funzione renale residua rispetto allemodialisi La funzione renale residua veniva valorizzata soprattutto perché contribuisce ad un miglior controllo del volume extracellulare, riducendo la necessità di sacche ipertoniche Limportanza della funzione renale residua Adeguatezza dialitica in dialisi peritoneale

36 Dai primi anni 90, grazie a studi sulladeguatezza dialitica, ha preso sempre più importanza la componente depurativa garantita dalla funzione renale residua Maiorca et al. nel già citato studio del 1995 su NDT (Predictive value of dialysis and …) evidenziano che la funzione renale residua è una delle variabili che influenzano significativamente la sopravvivenza Limportanza della funzione renale residua Adeguatezza dialitica in dialisi peritoneale

37 Analisi Sopravvivenza dei pazienti in DP secondo la clearance iniziale – Dati RDPLF Seuls les patients pris de première intention en DP ont été inclus. Ils ont été divisés en deux groupes selon que la clearance rénale de créatinine initiale était supérieure à 12 ml/mn (début charge précoce) ou comprise entre 5 et 10 ml/mn (début tardif). La survie pour ceux qui avaient débuté précocément avait été calculée initialement dès leur début de traitement et savérait deux fois meilleure. Pour confirmer ces résultats de manière plus précises, nous avons refait le calcul ici en prenant comme date de début de traitement pour le groupe début précoce la date à partir de laquelle ils avaient la même clearance que le groupe tardif. Ainsi les deux groupes sont comparés à partir dun niveau de clearance identique, le groupe 1 ayant débuté en fait plus précocément. Il apparaît clairement quun début de dialyse précoce assure à la fois une meilleure survie du patient et un maintien plus long sur la technique. Les deux groupes étaient identiques en âge, répartition des sexes et pourcentages de diabétiques.

38 Analisi Sopravvivenza della metodica di DP secondo il Kt/V – Dati RDPLF Le V a été calculé avec la formule de Watson. La « cible » habituelle dun Kt/V égal ou supérieur à 2,2 semble devoir être maintenue car cest à ce niveau que la différence de survie est la plus évidente dans les centres du RDPLF. Il convient de noter quil sagit là dun Kt/V cumulé Rein et DP avec toutes les critiques que cela soulève au plan conceptuel et mathématique. Nous lavons néanmoins retenu car largement utilisé par convention. Il est hautement probable dès lors que cest davantage la fonction rénale résiduelle que la dose de dialyse même qui influence le plus à ce niveau. Cela nenlève rien à la valeur du chiffre qui dans ce cas plaide toujours en faveur de la nécessité de préserver au mieux la fonction rénale résiduelle.

39 Analisi Sopravvivenza pazienti in DP - Kt/V adattato vs non adattato - Dati RDPLF Les patients qui avaient un KT/V cumulé initial compris entre 1.7 et 2.2 et qui ont baissé leur fonction rénale résiduelle ont été divisés en deux groupes selon que la dose de dialyse a été augmentée ou non. Ceux qui ont eu une augmentation de la dose de dialyse ont une survie significativement plus longue à 40 mois. Le rapprochement des courbes visible à 60 mois nest pas significatif en raison du faible nombre de sujets.

40 Analisi Efficienza depurativa - Casistica G. Bosco p= p= p= Kt/V Totale Kt/V Dialitico Kt/V Renale CAPD CCPD APD

41 H: alti trasportatori HA: medio-alti trasportatori LA: medio-bassi trasportatori L: bassi trasportatori Tipi di trasporto peritoneale Adeguatezza dialitica in dialisi peritoneale

42 Peritoneal Equilibration Test (PET) E il metodo di più semplice esecuzione e calcolo per determinare le caratteristiche della membrana peritoneale Scambio di 2 litri 2.27% - 4 ore di permanenza Durante linfusione, ogni 400 ml di infuso il pz ruota sul fianco dx e sx per 3 volte per miscelare il liquido fresco con il residuo Finita linfusione inizia il conto del tempo e dopo aver ancora ruotato il pz, dopo aver eliminato 20-30ml (spazio morto di catetere e linee) si esegue un prelievo di dialisato di 30ml Si ripete il prelievo con modalità simile a t 60, 120, 240 min Un prelievo ematico si può eseguire al t 0 o 120 min A t 240 min si drena tutto il dialisato e se ne misura il volume

43 Distribuzione percentuale delle tipologie di membrana peritoneale (CANUSA, 1996)

44 Distribuzione percentuale delle tipologie di membrana peritoneale (G. Bosco, )

45 Trasporto: UF: Depurazione: Consigliata: Alto Scarsa AdeguataAPD Medio alto Adeguata AdeguataCAPD o APD Medio basso Buona ScarsaCAPD o APD* Basso Eccellente InadeguataCAPD o APD* Emodialisi * ad alti volumi Variazioni dello schema DP in base alle caratteristiche di trasporto del peritoneo (Catizone, 1995)

46 Aspetti clinici Conservare la diuresi Fattori influenzanti negativamente la funzione renale (Shingal et al. Perit Dial Int. 2000; 20; n. 4) Farmaci nefrotossici (aminoglicosidi) Elevata frequenza di peritoniti Elevato grado di disfunzione ventricolare sinistra Inadeguato controllo dei valori pressori Diabete mellito Proteinuria 24h elevata BMI elevato

47 Aspetti clinici Conservare la diuresi Fattori influenzanti positivamente la funzione renale in DP Diuretici dellansa (aumentano solo lUF) Medcalf JF et al. Kidney Int Mar;59(3) ACE inibitori (come nefroprotettori) Li PK et al. Ann Intern Med Jul 15;139(2)

48 Aspetti clinici Ottenere la migliore depurazione Sorveglianza delle clearances dialitiche Sorveglianza delle clearances urinarie Sorveglianza delle caratteristiche di membrana Adattare il trattamento al variare delle precedenti

49 Aspetti pratici: misurazione delle clearances dialitiche Quando misurare le clearances? Necessità minime: Test valutazione tipologia di membrana: ogni 12 mesi Misurazione delle clearances urinarie e dialitiche: ogni sei mesi Misurazione estemporanea quando lo richiedano sospette variazioni dello status quo

50 Aspetti pratici : Ottimizzazione delle clearances dialitiche Sorveglianza della funzione del catetere

51 Mansioni burocratiche/gestionali Aggiornamento della cartella clinica in occasione della visita periodica Trascrizione dei provvedimenti prescritti Prenotazione di - esami strumentali e delle visite specialistiche - esami per il CT

52 Mansioni burocratiche/gestionali II Inserimento informatizzato degli esami Inserimento dei dati per la clearance e per il PET Controllo delle sedute dialitiche via: Software monitoraggio APD (db su flash card) Software monitoraggio CAPD (pocketPC e GSM) Riunione settimanale con lequipe

53 La scheda di programmazione annuale

54 La Card personale

55 Il palmare

56 La scheda di dialisi per la modalità manuale

57 La scheda di dialisi per la modalità automatizzata

58 I controlli a domicilio

59 Visita domiciliare di controllo Cadenza Ogni sei mesi ed ogni volta si ritenga necessario, in un orario che corrisponda alla dialisi; Modalità Programmata per tempoavvisando sempre prima, senza avere caratteristiche di troppa fiscalità.

60 Visita domiciliare di controllo Finalità: Verifica dellaccettazione delle disposizioni precedenti Correzione delle personalizzazioni Verifica delle modalità stoccaggio materiale Verifica delle date di scadenza dei materiali e farmaci Controllo delle condizioni ambientali, familiari e psicologiche

61 Visita di controllo

62 Aspetti riabilitativi: il reinserimento sociale Adattare la dialisi ai ritmi o turni di lavoro Organizzare la rifornitura del materiale nei luoghi di villeggiatura Modificare temporaneamente i programmi dialitici in occasione di uscite con rientro in giornata Segnalare alla psicologa eventuali problemi

63 Riassumendo: La dialisi peritoneale prevede una particolare organizzazione e metodologia legate alla caratteristica di autogestione. Per questa ragione oltre al personale dedicato sono direttamente coinvolti il paziente e i familiari La monitorizzazione deve essere rivolta non solo alla valutazione dialitica e dei parametri clinici ma anche allo stato psicologico e qualità di vita del paziente

64 Riassumendo: Per fare ciò occorrono dei MOMENTI, STRUMENTI e FIGURE professionali La figura dellinfermiere rappresenta spesso il primo punto di riferimento per chiarimenti, informazioni e problematiche varie Uno degli obiettivi è far si che il trattamento si inserisca nella vita del pz rispettando il più possibile le abitudini quotidiane

65 E la dialisi peritoneale che deve adattarsi alla vita del pz!


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