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TEORIA DELL’ATTACCAMENTO 1Giuseppe Vivaldelli. Bowlby utilizza un punto di vista etologico: Il comportamento degli individui ha lo scopo di garantire.

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1 TEORIA DELL’ATTACCAMENTO 1Giuseppe Vivaldelli

2 Bowlby utilizza un punto di vista etologico: Il comportamento degli individui ha lo scopo di garantire la sopravvivenza fisica e psichica e il mantenimento delle relazioni da cui questa sopravvivenza dipende. 2Giuseppe Vivaldelli

3 dalle osservazioni sui neonati separati per lungo tempo dalla madre: Un attaccamento precoce tra madre e bambino è cruciale per lo sviluppo naturale. Per sopravvivere il neonato mette in atto dei meccanismi di segnalazione come: -il pianto -Il sorriso -- lo sguardo. 3Giuseppe Vivaldelli

4 Procedure di intervento per la soddisfazione dei bisogni:capacità di segnalazione bambinoadulto Bambino e adulto si sincronizzano: entrambi devono imparare ad aspettarsi che l’altro risponderà al comportamento in un certo modo. - I comportamenti segnale si fondono in sistemi di controllo capaci di autocorrezione per mantenere un’accessibile vicinanza alla madre. 4Giuseppe Vivaldelli

5 La teoria dell’attaccamento studia non ciò che avviene all’interno del mondo psichico del singolo individuo ma ciò che avviene nello spazio relazionale. bambino relazione adulto Come il bambino ha comportamenti segnale, così l’adulto reagisce con un atteggiamento di accudimento 5Giuseppe Vivaldelli

6 L’attaccamento è una relazione che inizia dalla nascita (legame) ed ha come esito prevedibile la prossimità ad un figura capace di dare costante protezione da pericolo. 6Giuseppe Vivaldelli

7 Modello Operativo Interno: È uno schema generale prodotto dalla mente; Dipende dal tipo di esperienze avute con le figure di attaccamento; Determina il modo di interpretare la propria realtà relazionale; Fornisce aspettative nei riguardi degli altri; Fornisce una visione di sé; Fornisce una valutazione della relazione in corso tra sé e l’altro; 7Giuseppe Vivaldelli

8 - Modello Operativo Interno - È costituito dall’insieme di rappresentazioni che un individuo fa di sé stesso, dell’altro, e dello stato affettivo in cui si svolge la relazione; Possiede aspetti affettivi e cognitivi. 8Giuseppe Vivaldelli

9 I primi modelli mentali si basano sulle esperienze dirette che si traducono in: Schemi comportamentali: comportamenti che si rivelano più adatti a mantenere con la madre la miglior relazione possibile, secondo le caratteristiche di quella madre. 9Giuseppe Vivaldelli

10 …per cui i bambini si regolano in base a: Sequenze comportamentali: Ad esempio: “…se piango, mia madre mi consola”; “…se piango, mia madre si irrita”; “… se piango, a volte mi consola, a volte si irrita”. 10Giuseppe Vivaldelli

11 …in base a queste aspettative si formano nel bambino delle aspettative su cui regolare il proprio comportamento di risposta. Ad esempio: “…se piango mia madre mi consola” – allora sono sicuro, piangerò per delle cose che ne vale la pena – “…se piango, mia madre si irrita” – meglio piangere il meno possibile – “… se piango, mia madre a volte mi consola, a volte si irrita” – non so cosa fare. 11Giuseppe Vivaldelli

12 Il bambino, per regolare il suo comportamento deve mettere nella sua memoria lo schema principale di reazione di sua madre ed il suo. In questo modo si formano i Modelli Operativi Interni legati non solo alle esperienze dirette, per i bambini più piccoli, ma anche in base alla capacità di pensiero per i bambini con capacità di linguaggio e simbolizzazione. 12Giuseppe Vivaldelli

13 … usano cioè: la rappresentazione : la mente si fa un ritratto approssimativo della realtà esterna e interna, che è possibile immaginare prima di compiere un’azione nella realtà. 13Giuseppe Vivaldelli

14 … con il linguaggio i bambini possono accedere ad una memoria: memoria semantica: che dà un significato, cioè riassume un quadro generale delle caratteristiche di sé, degli altri e delle relazioni. Ad es.: “..mia madre era una santa”; “ io sono stato un bambino ribelle”; “ero il preferito da mio padre”; “.. mi punisce perché vuole il mio bene”; Ogni volta che si attribuisce a sé stessi o ad un’altra persona un significato, vengono associati affetti e sentimenti. 14Giuseppe Vivaldelli

15 I bambini riconoscono e attribuiscono i sentimenti alle loro figure di attaccamento e modificano il loro comportamento in base ai vissuti, per cui Se un bambino ha costruito un modello semantico buono di sua madre, non solo attribuisce una caratteristica a sua madre, ma di riflesso lui stesso si sente buono per lei e considererà buona la loro relazione. 15Giuseppe Vivaldelli

16 … il bambino ha poi la possibilità di usare informazioni attingendo ai ricordi di fatti specifici che possono confermare ciò che accade nell’esperienza: memoria espisodica : sono ricordi cronologicamente organizzati, e correlati a sentimenti o stati d’animo particolari. 16Giuseppe Vivaldelli

17 Se le informazioni che provengono da tutti i sistemi di memoria sono coerenti tra loro, il bambino avrà maggiori possibilità di interpretare bene la sua realtà e lo stato d’animo correlato è quello di sicurezza, di tolleranza, di ricerca di un quadro più ampio in cui rendere coerenti i dati provvisoriamente non integrati. 17Giuseppe Vivaldelli

18 … il superamento delle contraddizioni, che si raggiunge in età più grande, permette di cercare di assumere il punto di vista dell’altro, di mettersi in discussione, di accettare i cambiamenti. Si usa cioè la: metarappresentazione: permette la verifica delle proprie idee, l’intuizione delle contraddizioni, la coerenza. 18Giuseppe Vivaldelli

19 Se le contraddizioni saranno troppo intense ci possono essere distorsioni della realtà così il bambino reagirà con: evitamento di alcuni aspetti della realtà, si sentirà ansioso e disorganizzato. Quando c’è equilibrio e una integrazione sufficiente tra le informazioni semantiche (che portano informazioni affettive) e le informazioni episodiche (che portano informazioni cognitive), ci si aspetta capacità di flessibilità e adattamento. Questo equilibrio è ritenuto un fattore di protezione contro i disturbi mentali. 19Giuseppe Vivaldelli

20 … dalla integrazione delle informazioni affettive e cognitive emergono due precoci emozioni: l’amore e l’aggressività Sono emozioni legate alla storia del Sé con le persone più importanti affettivamente e servono a modificare, mantenere e controllare la relazione stessa. Non vengono più considerate come pulsioni individuali, come in psicoanalisi. 20Giuseppe Vivaldelli

21 NEI BAMBINI SONO STATI INDIVIDUATI QUATTRO TIPI DI MODELLI DI ATTACCAMENTO: attaccamento sicurotipo B attaccamento insicuro/evitantetipo A attaccamento insicuro/ansiosotipo C attaccamento insicuro/disorganizzatotipo D 21Giuseppe Vivaldelli

22 Modello sicuro (tipo B): è prevalente nella popolazione normale, ed ha come caratteristica la capacità di equilibrare il comportamento esplorativo con quello di attaccamento. Il bambino confida nella disponibilità della madre di fronte a situazioni di pericolo e di paura. Hanno un modello sicuro di Sé, della madre, e della loro relazione, perché la madre gli risponde in modo amorevole e si pone come sostegno. Guarda la madre prima di intraprendere un’azione, per sapere lo stato affettivo della madre come fonte preziosa di informazione-guida per lui. 22Giuseppe Vivaldelli

23 … come se il bambino dicesse: “ se ho bisogno c’è qualcuno” “ se c’è qualcuno per me, sono importante per lui” “ se sono importante per lui, anch’io sono valido” “ se sono valido, posso rischiare, esplorare, sbagliare” “ se sbaglio, c’è qualcuno…….ecc.” 23Giuseppe Vivaldelli

24 MODELLO EVITANTE (TIPO A): mostra uno spiccato distacco ed evitamento della vicinanza con la madre; non cerca la madre e si concentra sugli oggetti dell’ambiente; spesso le madri di questi bambini sono infastidite dalle sue richieste, e sono poco propense al contatto corporeo; sono madri che si arrabbiano facilmente nei momenti di dipendenza; le manifestazioni emotive si riducono sempre più. 24Giuseppe Vivaldelli

25 … come se il bambino dicesse: “ se ho bisogno, qualcuno si infastidisce” “ meglio non far vedere che ho bisogno” “ meglio non manifestare emozioni” “ forse dopo qualcuno potrà avvicinarsi un po’” ma…. “ se si avvicina può infastidirsi” 25Giuseppe Vivaldelli

26 Questa strategia ha lo scopo implicito di diminuire la potenzialità aggressiva della figura adulta. Se il bambino diventa un “piccolo ometto coscienzioso”, la madre sarà orgogliosa di lui e non si arrabbierà. In questo modo il bambino non potrà manifestare all’adulto i propri stati d’animo, i bisogni. La rabbia verrà repressa e potrà riemergere in altri contesti senza motivazione. Queste persone è come se dicessero: “se sono bravo, sarò amato”. 26Giuseppe Vivaldelli

27 MODELLO ANSIOSO (TIPO C): è un bambino incerto sulla disponibilità della madre, e quando la vicinanza si fa più stretta vi si oppone; manifesta timore a tutto ciò che è nuovo nell’ambiente; sono bambini che non sono capaci di stare da soli; quando sono con la madre però, gli scambi relazionali sono pochi. Da adulto la persona ansiosa non riesce ad usare la relazione come fattore tranquillizzante, per cui abbiamo panico, fobie, difficoltà di separazione dai genitori: 27Giuseppe Vivaldelli

28 MODELLO DISORGANIZZATO (TIPO D): davanti alla figura di attaccamento : si immobilizzano per alcuni attimi, congelano lo sguardo, disorganizzano la motricità (ad es: metà viso esprime un sorriso, l’altra metà esprime una smorfia). La figura di accudimento è riconosciuta da una parte come importante, ma dall’altra ha dato motivi di paura. 28Giuseppe Vivaldelli

29 E’ il caso di genitori maltrattanti e punitivi che spesso per cose gravi non intervengono, diventano invece aggressivi e coercitivi per futili trasgressioni alle regole familiari. Questi bambini non possono sviluppare una capacità predittiva degli stati d’animo dei genitori, e non possono regolarsi di conseguenza. …i segni di disorganizzazione possono formarsi: -con madri colpite da un grave lutto, -Assorte in uno stato d’animo depressivo, -Con una psicosi. -Questi indici sono più frequenti nelle famiglie ad alto rischio di maltrattamento e di abuso. 29 Giuseppe Vivaldelli

30 30Giuseppe Vivaldelli


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