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TESSERE E TESSERE RELAZIONI a cura del dott. Thomas Rivetti Dott. Thomas Rivetti – – -

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Presentazione sul tema: "TESSERE E TESSERE RELAZIONI a cura del dott. Thomas Rivetti Dott. Thomas Rivetti – – -"— Transcript della presentazione:

1 TESSERE E TESSERE RELAZIONI a cura del dott. Thomas Rivetti Dott. Thomas Rivetti – – -

2 LA CREAZIONE DEL CLIMA DI CLASSE COOPERATIVO Il clima di classe è l’insieme degli atteggiamenti, dei comportamenti e delle relazioni che si instaurano in quel contesto Queste comunicazioni interpersonali sono generate dalle convinzioni di ciascuno studente e in particolare da quelle dell’insegnante  Dott. Thomas Rivetti – – -

3 Con il proprio atteggiamento l’insegnante può promuovere tre tipi di clima: 1) individualistico-rinunciatario 2) competitivo-aggressivo 3) democratico cooperativo metacognitivo  Dott. Thomas Rivetti – – -

4 Nel clima individualistico-rinunciatario si possono osservare i seguenti comportamenti: - Lo studente vuole lavorare da solo - L’obiettivo è individuale - La valutazione della prestazione generalmente è riferita a una norma esterna - Non c’è relazione tra gli studenti: ognuno pensa per sé - Non ci sono richieste né forme di aiuto reciproco tra compagni: chi fa da sé fa per tre - Non ci sono tentativi di ostacolare e danneggiare i compagni Tutto ciò porta ad un atteggiamento rinunciatario e non collaborativo e spesso porta ad isolarsi  Dott. Thomas Rivetti – – -

5 Nel clima competitivo-aggressivo si possono osservare i seguenti comportamenti: - Lo studente vuole lavorare da solo ma confronta la propria prestazione con quella dei compagni - Lo studente cerca di copiare per migliorare la propria prestazione - Lo studente si allea con un compagno ai danni di un altro - L’obiettivo è individuale ma in rapporto agli altri: si deve cercare di fare meglio dei compagni - La valutazione della prestazione è riferita a quella dei compagni di classe - I riconoscimenti sono positivi per i più competenti e negativi per quelli meno - L’interdipendenza è negativa: io posso vincere solo se tu fai peggio di me (mors tua vita mea) Spesso lo si teme, ma inconsapevolmente lo si crea: gare di matematica, elogi ai bravi e via dicendo. Crea rabbia, invidia, antipatia verso i «secchioni» e verso gli insegnanti per chi non riesce pur mettendocela tutta.  Dott. Thomas Rivetti – – -

6 Nel clima democratico e cooperativo si possono osservare i seguenti comportamenti: - Gli studenti preferiscono lavorare insieme ai compagni - Gli studenti chiedono e offrono aiuto - Gli obiettivi e le strade per raggiungerli sono condivisi e di gruppo - Gli obiettivi non sono solo cognitivi ma anche sociali - La valutazione è rispetto ad un criterio esterno, ma non solo individuale ma anche di gruppo; i criteri valutativi vengono preventivamente condivisi e alla fine si discute sugli esiti ottenuti - Si instaura tra gli alunni un’interdipendenza positiva per raggiungere gli obiettivi comuni (il gruppo ha bisogno di me, io ho bisogno del gruppo per raggiungere la meta)  Dott. Thomas Rivetti – – -

7 PROMUOVERE L’IDENTITÀ PERSONALE POSITIVA - Autopresentazione (come mi chiamo, dove abito, dove sono nato, com’è composta la mia famiglia, cosa mi piace della scuola e cosa non mi piace, cosa mi piacerebbe fare durante quest’anno scolastico) - Eteropresentazione (vicino al compagno che si conosce meno per fare l’intervista e poi presentarlo alla classe)  Dott. Thomas Rivetti – – -

8 Valorizzare le differenze individuali - Organizzare la festa delle diversità (portare piatto che piace o vestirsi come ci si sente cercando di essere originali) - Invitare persone molto diverse (persone con handicap, con colore diverso della pelle, con religioni diverse…) - Leggere biografie di persone con stili di vita molto diversi (Napoleone, Gandhi, Che Guevara…) - Usare lingue diverse per salutarsi a inizio e giornata (lunedì arabo, martedì cinese, mercoledì inglese…) - Discutere delle somiglianze e delle differenze tra diverse culture nei vari ambiti (musica, cibo, costumi…) - Far descrivere i propri compagni non solo nell’aspetto fisico (mi piace Marco perché…) - Mettere a disposizione degli altri le proprie risorse (Le pagine gialle della classe)  Dott. Thomas Rivetti – – -

9 PROMUOVERE L’IDENTITÁ POSITIVA DEL GRUPPO - L’accoglienza di inizio anno scolastico (un momento di gioia con striscione di benvenuto e circle time in cui l’insegnante è al pari degli alunni) - La foto della classe dello scorso anno per riflettere su come siamo cambiati - I nomi sul banco (dà maggior senso di responsabilità) e i cartellini identificativi (nelle nuove classi) - La condivisione delle regole della classe  Dott. Thomas Rivetti – – -

10 - Gli incarichi della classe (in questo modo si dà più responsabilità e autonomia) - Il libro delle storie personali (attraverso interviste a coppie, ciascuno scrive la storia del compagno su questo libro) - L’album dei ricordi (in questo i gruppi mettono le foto della squadra e quelle scattate nei momenti più significativi) - Le giornate e le settimane a tema (la giornata della maglietta gialla, la giornata del «Lei», la giornata delle scarpe slacciate, la giornata dello scambio della merenda, la giornata del sorriso dove si sorride prima di parlare) - I festeggiamenti dei compleanni sviluppano la coesione, il senso di appartenenza e l’identità sociale - Il prendersi cura dei compagni assenti (quando si è assenti è importante sapere che qualcuno si preoccupa per noi ed è disponibile ad aiutarci per i compiti)  Dott. Thomas Rivetti – – -

11 Più ci si sente parte di un gruppo organizzato e attenti ai bisogni di tutti i suoi membri e più si sviluppa L’IDENTITÁ SOCIALE  Dott. Thomas Rivetti – – -

12 PROMUOVERE LA COOPERAZIONE E LA SCOPERTA DELLE QUALITÁ - Lo scambio dei doni - La caccia al tesoro umano - La scoperta delle qualità umane  Dott. Thomas Rivetti – – -

13 Lo scambio dei doni Per insegnare la gratuità del dare 1) Ogni studente va da un compagno con il banco non contiguo al suo e dona qualcosa di concreto (penna, matita…) 2) L’insegnante annota eventuali situazioni di emarginazione e cerca di porvi rimedio, parlando con i ragazzi e sottolineando che è bello che tutti abbiano qualcosa 3) Al termine discutere: come mi sono sentito nel presentarmi e regalare qualcosa al mio compagno? Come mi sono sentito nel ricevere un dono dai miei compagni? Come ci si sentirebbe se non si ricevessero doni? Cosa ci può insegnare questo gioco?  Dott. Thomas Rivetti – – -

14 La caccia al tesoro umano Ogni studente deve cercare altri compagni che presentino alcune caratteristiche specifiche: - 3 compagni o compagne golosi di Nutella - un compagno/a alto come te e scambia qualche oggetto personale - due compagni che praticano il tuo stesso sport - 3 compagni che hanno almeno un fratello o una sorella - 4 compagni che preferiscono fare i compiti insieme - un compagno/a che sa suonare uno strumento - due compagni che adorano la materia che adori tu Come mi sono sentito nel fare questo gioco? Ho avuto difficoltà a trovare i compagni? Qual è lo scopo di questo gioco? Perché è importante conoscerci meglio?  Dott. Thomas Rivetti – – -

15 La scoperta delle qualità umane Serve per scoprire le qualità personali dei compagni di classe e si svolge in tre fasi: 1) Ognuno scrive su un foglio accanto ai nomi dei compagni una o più qualità e consegna il foglio all’insegnante 2) L’insegnante legge e scrive su un cartellone accanto ad ogni nome le qualità trovate (può anche barare e mettere qualità a chi non ne ha ricevute, anche se è molto improbabile) 3) L’insegnante pone alla classe alcune domande di riflessione: cosa avete provato nel fare questo gioco? Che cosa vi aspettavate dagli altri? Vi riconoscete nelle qualità trovate su di voi? A cosa è servito questo gioco?  Dott. Thomas Rivetti – – -

16 UNA CLASSE DI…QUALITÁ Se un insegnante sottolinea ed evidenzia le difficoltà, la classe vedrà nei compagni i limiti, se invece sottolinea i punti di forza, la classe vedrà i pregi Proporre attività che evidenzino il positivo e dare continui feedback sulla buona riuscita (meno competizione cognitiva ed evidenziazioni di aspetti negativi)  Dott. Thomas Rivetti – – -

17 Strategie utili per facilitare il feedback di gruppo - Il buonumore in classe (creare un clima piacevole favorisce il vedere positivo: barzellette rispettose per migliorare il clima di classe) - Imparare a dire grazie (la giornata del grazie con biglietti di ringraziamento: è più facile fare complimenti se veniamo ringraziati) - La sedia dei complimenti (prepararsi prima: ogni compagno scrive su un foglio un apprezzamento caratteriale del protagonista) - Discussione sull’amicizia e poi dire quali interventi ci hanno arricchito - Le pagine gialle della classe (già visto in altra slilde) - Sono bravo in… ESERCITAZIONE: ATTIVITÁ PER LA SCOPERTA DELLE QUALITÁ (20 MINUTI)  Dott. Thomas Rivetti – – -

18 Il tutoring Organizzare attività di tutoraggio permette di conoscersi meglio e scoprire le qualità dell’altro. Tutti traggono vantaggio: - il TUTOR per riuscire nell’insegnamento rivede e consolida le proprie conoscenze - il TUTEE apprende in modo individualizzato ottenendo continui feedback sulla propria prestazione Le eventuali difficoltà dell’altro si vedono, ma diventano una sfida personale e quindi vengono viste come ostacolo da superare e non come oggetto di scherno o di differenza individuale. Prima preparazione abilità sociali  Dott. Thomas Rivetti – – -

19 I vantaggi del tutoring - permette di sfruttare una risorsa, i compagni, immediatamente disponibile in classe - fornisce un percorso di istruzione individualizzata - consente di dare un feedback continuo sulle performance del bambino - alto livello di soddisfazione durante il lavoro - essendo a livello di classe, permette di non sottolineare le diversità, ma dare comunuque supporto ai più deboli - fornire tutoring migliora le abilità sociali  Dott. Thomas Rivetti – – -

20 Come impostare un programma di peer tutoring a) Selezionare un ambito di apprendimento (matematica, comprensione del testo…) b) Associare gli studenti a coppie casualmente o secondo un criterio prestabilito c) Fare 3/4 incontri propedeutici per spiegare il tutoring e le funzioni del tutor e del tutee (come valutare i progressi e quali gratificazioni dare e quale atteggiamento tenere) d) Stabilire la cadenza e la durata di ogni attività (ideale minuti) e) Nell’incontro di tutoring il tutor ha una lista di stimoli e compiti che viene proposta al tutee che risponde oralmente e ha la possibilità di guadagnare un punto ogni risposta corretta f) In caso di risposta errata il tutor dà quella corretta e lascia esercitare il tutee g) A metà tempo ci si scambia i ruoli h) L’insegnante supervisiona e dà punti in più a chi lavora correttamente ed ha un comportamento adeguato i) L’insegnante registra i punti guadagnati da ogni coppia e gratifica le coppie in base all’’impegno ESERCITAZIONE: IMPOSTARE UN TUTORING  Dott. Thomas Rivetti – – -

21 L’INTERDIPENDENZA POSITIVA (uno per tutti e tutti per uno) Nei gruppi di apprendimento cooperativo si struttura in due fasi: 1) Si struttura l’interdipendenza di obiettivi. 2) Si integra e si rafforza l’interdipendenza degli obiettivi aggiungendo quella a livello di premi, ruoli, risorse e identità.  Dott. Thomas Rivetti – – -

22 I tipi di interdipendenza positiva - Degli obiettivi: capire che il proprio obiettivo viene raggiunto solo se tutti raggiungono il proprio - Dei premi: il gruppo viene premiato per il successo individuale e per quello collettivo - Delle risorse: ogni membro riceve una sola parte delle informazioni o dei materiali per portare a termine il compito - Dei ruoli: ai membri del gruppo vengono assegnati ruoli complementari e interconnessi per svolgere il compito - Di identità: identità collettiva (nome, bandiera, motto…)  Dott. Thomas Rivetti – – -

23 E ancora… - Ambientale: si favorisce la coesione attraverso la strutturazione dell’ambiente (ad es. un punto dell’aula in cui lavorare) - Della fantasia: immaginare di trovarsi in una situazione di pericolo da cui uscirne collaborando - Del compito: a ognuno una parte del lavoro (come catena di montaggio) - Rispetto all’avversario: i gruppi sono avversari tra loro e quindi all’interno di ogni gruppo c’è forte coesione per battere gli altri (occhio alla competizione!!!)  Dott. Thomas Rivetti – – -

24 Esempio di interdipendenza degli obiettivi Informare gli studenti delle proprie responsabilità: 1) Studiare e imparare il materiale assegnato 2) Assicurarsi che lo studino tutti i compagni del proprio gruppo Obiettivi da raggiungere: 1. Ottenere al test individuale un punteggio sopra il 90% di risposte corrette e assicurarsi che anche i compagni ce la facciano 2. Migliorare le prestazioni precedenti (tutti ci devono riuscire) 3. Ottenere un punteggio di gruppo sopra il 270 su un totale di Svolgere un lavoro di gruppo firmato e spiegabile da tutti i membri Per un obiettivo cognitivo un obiettivo sociale  Dott. Thomas Rivetti – – -

25 La firma di tutti i membri del gruppo significa che: 1) Sono d’accordo con la risposta del gruppo 2) Ho acquisito la padronanza del materiale e delle procedure richieste 3) Sono sicuro che tutti i membri di questo gruppo hanno acquisito la padronanza del materiale da studiare e delle procedure richieste.  Dott. Thomas Rivetti – – -

26 ORGANIZZARE L’INTERDIPENDENZA POSITIVA L’interdipendenza dei ruoli (leadership distribuita) 1) I ruoli di compito Riguardano le varie azioni da fare per raggiungere l’obiettivo comune e rendono più efficiente ed efficace il lavoro di gruppo (esempio Ferrari e cambio gomme) - il chiarificatore (spiega i concetti al gruppo e pone domande per assicurarsi che tutti abbiano capito) - il sintetizzatore (annota le idee che emergono scrivendole su un foglio che tutti possano vedere) - il verbalizzatore (scrive nel diario di gruppo in bella copia la sintesi scritta dal sintetizzatore. E’ la memoria storica del gruppo che ricorda quanto fatto fino a lì)  Dott. Thomas Rivetti – – -

27 - Il relatore (espone il lavoro fatto dal gruppo e ne è il portavoce ufficiale) - l’esploratore (ricerca le informazioni utili al lavoro di gruppo su riviste, fotocopie, internet, biblioteca…) - l’intervistatore (pone domande alle persone esperte che hanno conoscenze sul lavoro che si sta facendo. Può chiedere all’insegnante, al nonno…) - il disegnatore (visualizza con un disegno, una mappa concettuale, un diagramma, una tabella quanto viene prodotto) - Il lettore (legge per approfondire gli argomenti trattati e trovare nuovi punti di vista; lavora dunque in sintonia con l’esploratore)  Dott. Thomas Rivetti – – -

28  Dott. Thomas Rivetti – – -

29 ORGANIZZARE L’INTERDIPENDENZA POSITIVA L’interdipendenza dei ruoli (leadership distribuita) 1) I ruoli di mantenimento Servono a mantenere il gruppo unito, coeso e orientato al compito da portare a termine - il moderatore (disciplina la discussione e dà la parola a chi la richiede, cercando di far intervenire tutti ed evitando che qualcuno predomini) - l’incoraggiatore/facilitatore (sollecita gli indecisi e i timidi e sta attento che nessuno denigri qualche intervento) - il controllore del tempo (ha il compito di far rispettare i tempi) - il controllore del volume della voce (segna in una griglia a tre colonne il nome dei compagni, quante volte ciascuno interviene a voce alta e il totale. In caso di contestazione vale ciò che dice la maggioranza)  Dott. Thomas Rivetti – – -

30  Dott. Thomas Rivetti – – - FasiTempi assegnatiT rispettati?Se no, perché? 1^ fase 2^ fase 3^ fase 4^ fase Griglia monitoraggio tempi Quando non ci sarà più bisogno di controllare il volume della voce si passa ad un nuovo obiettivo. Come ad es. interventi pertinenti e non. NomeAlta voceTotale Griglia volume voce

31 - Il giudice di pace (risolve eventuali conflitti tra compagni. La sua decisione finale deve essere rispettata. E’ un compito che necessita di grande aiuto da parte dell’insegnante) - L’intrattenitore (distrarre i compagni nelle pause per ridare energia e impegno) - Il responsabile dei materiali (raccoglie, distribuisce e riordina quanto serve al gruppo)  Dott. Thomas Rivetti – – - Antecedente (cosa è successo prima) Comportamento contestato Conseguenze (cosa è successo dopo) Tipo di soluzione concordata L’ho chiamato ciccione Mi ha dato un pugno (cosa hai fatto prima? – antecedente) Mi sono messo a piangere Patto: tu non lo chiamerai ciccione e lui non ti darà pugni

32  Dott. Thomas Rivetti – – -

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35 Come neutralizzare i ruoli killer - Incoraggiare i comportamenti prosociali (rinforzare pubblicamente chi mostra una buona competenza sociale - Parlare individualmente con il ruolo killer - Role playing - Giochi per eliminare i ruoli killer - Allearsi con i genitori del ruolo killer INTERDIPENDENZA DI PREMIO/FESTEGGIAMENTO P.245 DIDATTICA INCLUSIVA INTERDIPENDENZA DI RISORSE INTERDIPENDENZA DI VALUTAZIONE E RELATIVA RESPONSABILITA  Dott. Thomas Rivetti – – -

36 ORGANIZZARE L’INTERDIPENDENZA POSITIVA L’interdipendenza di premio/festeggiamento I riconoscimenti, i premi e le gratificazioni dati al gruppo favoriscono la coesione interna, l’identità gruppale e la perseveranza nell’impegno e nell’aiuto reciproco L’interdipendenza di premio è legata ad un obiettivo a medio termine che il gruppo si è dato. Ad ogni tappa il gruppo riceve un attestato e festeggia e al traguardo finale si può andare a mangiare una pizza  Dott. Thomas Rivetti – – -

37 Stimolare una competizione mitigata tra gruppi (eterogenei al loro interno, ma omogenei tra loro) favorisce la coesione di gruppo ATTENZIONE!!!!!!!! Per evitare che la competizione degeneri: - valutare il gruppo in base ai progressi e non in base al risultato (in questo modo di volta in volta possiamo premiare tutti - scegliere casualmente chi esporrà (affinchè tutti si preparino) e non giudicare l’esposizione, ma il lavoro fatto  Dott. Thomas Rivetti – – -

38 ORGANIZZARE L’INTERDIPENDENZA POSITIVA L’interdipendenza di risorse Essa viene raggiunta quando si danno poche cose al gruppo in modo che sia impossibile che ogni componente ne abbia una: i ragazzi sono costretti a condividere!!! Diversi livelli: - logistico: un solo spazio per tutti (materassino, cassetto, armadietto…) - strumentale: un solo quaderno, un solo libro, una sola scatola di pennarelli… - cognitivo: informazioni differenti fornite ad ogni membro in modo che per svolgere il compito si abbia bisogno di tutti - emotivo: creare appartenenza (motto, nome del gruppo, inno, bandiera…)  Dott. Thomas Rivetti – – -

39 ORGANIZZARE L’INTERDIPENDENZA POSITIVA L’interdipendenza di valutazione e relativa responsabilit à Responsabilità personale: completo e apprendo la mia parte del lavoro e facilito il compito degli altri. Responsabilità di gruppo: aiutare il gruppo perché si avvicini ad una prestazione tipo. La mancanza di una valutazione individuale potrebbe ridurre la responsabilità personale La mancanza di una valutazione di gruppo potrebbe ridurre la responsabilità di gruppo  Dott. Thomas Rivetti – – -

40 La responsabilità valutativa di gruppo Consiste nell’operare insieme al meglio, per ottenere una valutazione positiva da parte dell’insegnante. N.B. La valutazione si basa sulla prestazione ottenuta vs una prestazione tipo individuata dall’insegnante per il gruppo stesso prima di iniziare il lavoro. Utile fornire strumenti di osservazione ed autovalutazione al gruppo Valutazione con «teste insieme numerate»: un alunno estratto rappresenta il gruppo. Alternativa alle teste numerate: 1)i membri del gruppo si attribuiscono un numero 2)l’insegnante pone la domanda al gruppo 3)lascia agli alunni il tempo di riflettere individualmente sulla risposta 4)i componenti del gruppo si confrontano 5)l’insegnante sceglie un numero a caso che corrisponderà ad un membro del gruppo che dovrà rispondere  Dott. Thomas Rivetti – – -

41 La responsabilità valutativa individuale Consiste sia nell’apprendere bene quanto studiato e preparato dal gruppo e sostenere una prova di accertamento, sia nell’aiutare anche gli altri compagni ad apprendere al meglio (ad es. testo descrittivo) Anche in questo caso può essere utile un’autovalutazione prima di quella dell’insegnante. Per ottenere interdipendenza di risultato possiamo trasformare giudizi qualitativi (ottimo, buono…) in punteggi (ottimo=4 punti, buono=3 punti…). La somma dei punteggi dei singoli darà il risultato di gruppo.  Dott. Thomas Rivetti – – -

42 INSEGNARE LE ABILITÁ SOCIALI La prima cosa necessaria è dare tempo alla comunicazione Senza questo tempo…rinunciare ad insegnare le abilità sociali  Dott. Thomas Rivetti – – -

43 I passi necessari nella comunicazione tra insegnante e studente 1) Ascolto attivo (garantendo privacy e stimolando al racconto) 2) Prestare attenzione (anche con domande e atteggiamenti) 3) Facilitare la comunicazione (dare disponibilità all’ascolto e all’aiuto) 4) Il rispecchiamento o la formulazione in modo più chiaro e conciso 5) La comunicazione assertiva  Dott. Thomas Rivetti – – -

44 I conflitti interpersonali a scuola Stimolare la comunicazione assertiva tra compagni: 1) Il rapporto empatico (Io ti capisco) 2) La comunicazione e difesa dei propri bisogni e diritti (Cerca anche tu di capire me) 3) La negoziazione (Approfondiamo il problema e cediamo entrambi a qualcosa per giungere ad una soluzione che non crei vincitori né vinti) Imparare a conoscere ed esprimere le proprie emozioni. Fare tanti role-playing  Dott. Thomas Rivetti – – -

45 Le abilità di leadership Trasformare le frasi «tu» in frasi «io» a) Un compagno ti urta e scappa via b) Tu sei maleducato, l’hai fatto apposta c) Io mi sento maltrattato quanto mi urti senza scusarti perchè penso che tu ce l’abbia con me a) Un compagno di prende la matita senza chiedertela b) Tu sei un prepotente e credi di poter fare tutto ciò che vuoi c) Mi arrabbio, quando prendi la mia matita senza chiedermela, perché penso che tu sia un prepotente  Dott. Thomas Rivetti – – -

46 Le abilità di leadership Esempi di comportamenti ricorrenti nella leadership Orientati al compito: - Prestare attenzione al lavoro di gruppo - Saper seguire le direttive - Chiarire gli obiettivi - Contribuire con idee ed opinioni Orientati al mantenimento della coesione: - Saper ascoltare gli altri - Usare un volume di voce adeguato - Chiamare per nome i propri compagni - Rispettare i turni di parola  Dott. Thomas Rivetti – – -

47 Apprendere nuove abilità sociali Saper ascoltare Con le parole: parole di assenso (sì, sì…ok…vero…va bene…), domande di chiarimento (non ho capito bene, potresti ripetere?...Vuoi dire che…), espressioni di chiarimento (continua, ti ascolto…vai così che sei forte… Con i movimenti: occhi aperti verso chi parla, occhi chiusi quando si ascolta musica, corpo proteso in avanti verso chi parla, mano sulla spalla o vicino al compagno che sta parlando, sorriso a chi parla… I comportamenti gentili Con le parole: parole di assenso, domande di interessamento, richieste di permesso, utilizzo del condizionale, fare complimenti… Con i movimenti: occhi aperti verso chi parla, disponibilità a dividere la merenda, ad aiutare, a giocare con tutti, ad essere pazienti con tutti…  Dott. Thomas Rivetti – – -

48 INFINE… PRATICA E RINFORZI POSITIVI  Dott. Thomas Rivetti – – -

49 BIBLIOGRAFIA Manuale di insegnamento delle abilità sociali (Sprafkin, ed. Erickson) La didattica inclusiva (Miato, ed. Erickson) Tutoring (Topping, ed. Erickson) Attivare le risorse del gruppo classe (Polito, ed. erickson) Apprendimento cooperativo in classe (Johnson, ed. Erickson)  Dott. Thomas Rivetti – – -


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