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MaGIA Mappe Globali Interattive di Apprendimento

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Presentazione sul tema: "MaGIA Mappe Globali Interattive di Apprendimento"— Transcript della presentazione:

1 MaGIA Mappe Globali Interattive di Apprendimento
Ivan Blecic*, Arnaldo Cecchini** e Andrea G. Trunfio*** * Istituto Universitario di Architettura di Venezia, Dip. di Pianificazione; ** Università of Sassari, Facoltà di Architettura,; *** Dip. di Matematica, Università di Calabria;

2 MaGIA (MAppe Globali Interattive di Apprendimento –è un software basato sul Web per la costruzione collettiva di “Mappe della conoscenza”. L’ipotesi di lavoro alla base del funzionamento del software è che sia possibile rappresentare il “sapere” collettivo su un tema attraverso una rete di concetti, ognuno dei quali è un contenitore di definizioni e rimandi bibliografici e webiografici.

3 La rete così ottenuta è una specie di labirinto, di cammino capace di annientare qualsiasi albero enciclopedico volesse rappresentarlo. La moltitudine di utenti sono così invitati a guardare e partecipare attivamente alla costruzione di questo labirinto, scoprendone e proponendone le connessioni segrete, le diramazioni provvisorie, le vicendevoli dipendenze di cui è costituita la rete.

4 Ispirazioni e fonti L’ispirazione iniziale deve molto alle cosiddette mappe concettuali usate ampiamente per l’educazione, nelle scienze politiche e in filosofia della scienza, fornendo una rappresentazione visuale della “struttura del sapere”.

5 Ispirazioni e fonti “Le mappe concettuali sono strumenti per organizzare e rappresentare la conoscenza. Esse includono concetti […] relazioni fra concetti o proposizioni, indicate da line che collegano due concetti. Le parole sulla linea specificano al relazione fra i due concetti. L’etichetta per la maggior parte dei concetti è rappresentata da una parola anche se talvolta si usano simbolo come + o %” Novak, J.D. (2001)

6 L’altra fonte d’ispirazione sono stati i cosiddetti
Ispirazioni e fonti L’altra fonte d’ispirazione sono stati i cosiddetti Alberi della Conoscenza* * Authier M., Lévy P. (1992)

7 Alberi della Conoscenza principi fondanti:
Ispirazioni e fonti Alberi della Conoscenza principi fondanti: Tutti sanno qualcosa Nessuno sa tutto Il sapere appartiene immanentemente alle comunità di persone Il valore delle competenze dipende dal contesto I rapporti fra i saperi dipendono dalla collettività Il solo prerequisito di ogni apprendimento è l’esistenza di colui che apprende

8 Struttura ed obiettivi
Ogni concetto della mappa contiene una serie di elementi che lo definiscono ed illustrano. In particolare, ogni concetto può contenere: Definizioni testuali; Rappresentazioni (contenuti multimediali); Riferimenti bibliografici; Riferimenti Webiografici (i link); Forum di discussione; L’insieme di concetti con cui è collegato.

9 Struttura e obiettivi Concetto C1 Concetto C2 Definizioni:
Definizione D1(C1) Definizione D2(C1) Definizione D…(C1) Definizione Dn-1(C1) Definizione Dn(C1) Bibiligrafia: Testo T1(C1) Testo T2(C1) Testo T…(C1) Testo Tn-1(C1) Testo Tn(C1) Link: Link L1(C1) Link L2(C1) Link L…(C1) Link Ln-1(C1) Link Ln(C1) Forum di discussione C1 Concetto C2 Definizioni: Definizione D1(C2) Definizione D2(C2) Definitizione D…(C2) Definitizione D(n-1)(C2) Definitizione Dn(C2) Bibliografia: Testo T1(C2) Testo T2(C2) Testo T…(C2) Testo Tn-1(C2) Testo Tn(C2) Link: Link L1(C2) Link L2(C2) Link L…(C2) Link Ln-1(C2) Link Ln(C2) Forum di discussione C2 Concetto C3 Definizioni: Definizione D1(C3) Definizione D2(C3) Definizione D…(C3) Definizione D(n-1)(C3) Definizione Dn(C3) Bibliogafia: Testo T1(C3) Testo T2(C3) Testo T…(C3) Testo Tn-1(C3) Testo Tn(C3) Link: Link L1(C3) Link L2(C3) Link L…(C3) Link Ln-1(C3) Link Ln(C3) Forum di discussione C3 Concetto C4 Definizioni: Definizione D1(C4) Definizione D2(C4) Definizione D…(C4) Definizione D(n-1)(C4) Definizione Dn(C4) Bibliogafia: Testo T1(C4) Testo T2(C4) Testo T…(C4) Testo Tn-1(C4) Testo Tn(C4) Link: Link L1(C4) Link L2(C4) Link L…(C4) Link Ln-1(C4) Link Ln(C4) Forum di discussione C4

10 La costruzione collettiva (“bottom-up”)
Inserimento di nuovi concetti. Ogni utente può liberamente aggiungere concetti. Il numero massimo di concetti nuovi ammessi per utente può essere limitato od indefinito.

11 La costruzione collettiva (“bottom-up”)
Definizioni di concetti. Utenti possono: Inserire definizioni testuali per ogni concetto; Votare per le definizioni Di conseguenza, per ogni concetto esiste un ordinamento di definizioni. Il voto di un utente è sempre revocabile e modificabile: è previsto che uno possa cambiare l’idea!

12 La costruzione collettiva (“bottom-up”)
Riferimenti. E’ possibile inserire riferimenti bibliografici e webiografici; Come con le definizioni, utenti possono esprimere il proprio parere (voto) rispetto all’utilità ed alla pertinenza di ogni riferimento proposto

13 La costruzione collettiva (“bottom-up”)
La discussione. Ogni utente può partecipare ai fori di discussione aperti oppure può aprirne altri.

14 La costruzione collettiva (“bottom-up”)
Collegamenti tra concetti. Utenti possono stabilire e votare i collegamenti (archi) tra concetti. Inoltre, è possibile “navigare” attraverso la rappresentazione grafica del grafo della mappa ed assegnare voti ai singoli archi.

15 Prototipo della Mappa della conoscenza

16 Analtical Tools and Graphical Representation
Il software offre una serie di strumenti per l’analisi e per la rappresentazione grafica delle mappe della conoscenza. E’ possibile attivare diversi tipi di filtri alla base dei dati: visualizzare la rete esistente tra concetti il cui legame supera una soglia di intensità definita dall’utente; attivare, a partire da una serie di concetti di aggregazione definiti dall’utente, le analisi di cluster per ottenere e visualizzare la mappa del sapere con rispettiva appartenenza di ogni concetto visualizzare la mappa con indicate le “gerarchie” tra concetti, dove l’importanza del concetto dipende dal numero e la forza dei legami istaurati con altri eseguire la ricerca di particolari “geometrie” nella configurazione del sapere

17 “Geometrie” della configurazione del sapere
A. Biforcazione B. “Ponte” C. Orfano C. Centro e periferia

18 Uso e potenzialità Il software mette a disposizione una serie di funzionalità e procedure, ma non preclude in nessun senso il tipo e la natura dei temi che possono essere attivati ed archiviati al suo interno. L’uso del sistema può, in linea di principio, spaziare da un attento dibattito teorico su un tema al supporto per la realizzazione di brain-storming collettivi.

19 Uso e potenzialità Inoltre, è di particolare interesse, come già detto, la natura collettiva ed orizzontale dei costrutti ottenuti attraverso il sistema. Pensato e progettato come uno strumento intrinsecamente democratico ed egualitario, potrebbe rivelarsi di grande aiuto nell’impostazione ed attivazione di processi di partecipazione dei cittadini.

20 Uso e potenzialità Dall’altro canto il sistema può essere considerato un formidabile strumento di apprendimento collettivo. Apprendimento che non passa solo attraverso la consultazione di una “enciclopedia ipertestuale”, ma attraverso la partecipazione attiva, attraverso l’interazione tra e con chi si propone di essere il depositario di un particolare sapere, per quanto particolareggiato e parziale. L’apprendimento di un sapere che si dispiega e costruisce sì – come nel “mondo reale” – attraverso e per via di rapporti di potere, il quale però all’interno del nostro sistema può essere esercitato solo come capacità comunicativa e come l’espressione di volontà e motivazione.

21 Uso e potenzialità Infine, il sistema può essere un efficace punto di partenza per la costruzione di giochi. Per fare un esempio i giocatori / nodi potrebbero avere un sistema di preferenze sugli scenari presenti nel sistema: se si considera la forza dei legami fra giocatori e scenari come un indicatore del risultato del gioco assieme con una misura della distanza fra i giocatori il meccanismo di gioco potrebbe condurre dopo l’intervento dei “sostenitori” iscritti dei vari attori ad una situazione che descriva in modo efficace il sistema delle preferenze sociali.

22 Conclusioni L’idea di fondo del modello di MaGIA è che alla base della definizione dei singoli concetti / lemmi non sia posta una ‘semantica sostitutiva’, per cui al termine da definire corrisponde semplicemente il suo concetto: questo ultimo è solo la soglia di ogni voce, oltre la quale incontriamo le attività di una moltitudine di utenti che hanno concorso alla costituzione di quel sapere locale.

23 Conclusioni I rimandi ad altre voci e i rinvii interni alle singole voci costituiscono una sorta di Thesaurus che è possibile percorrere; assieme alla Bibliografia e alla Webiografia che accompagna nodi ed archi essi ci consentono di uscire da ogni singolo concetto per intraprendere una “navigazione” o meglio un’”immersione” di tipo ipertestuale all'interno della “biblioteca virtuale” a cui esso rinvia.

24 Conclusions Non possiamo pensare a questo dizionario come a un labirinto “unicursale”, con un ingresso e un'uscita, cioè un percorso in un cosmo che per quanto complesso e difficile da attraversare è tuttavia ordinato (c'è un insieme di menti, più o meno coordinate, che lo ha concepito). Non possiamo nemmeno pensarlo come un labirinto “manieristico”, in quanto non abbiamo una struttura ad albero e non è possibile prevedere una sola uscita: il sistema delle sapere non consentirebbe una sua rappresentazione gerarchica


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