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DIGESTIONE E ASSORBIMENTO DEI LIPIDI I lipidi passano praticamente immodificati attraverso la bocca e lo stomaco . La loro digestione avviene principalmente.

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1 DIGESTIONE E ASSORBIMENTO DEI LIPIDI I lipidi passano praticamente immodificati attraverso la bocca e lo stomaco . La loro digestione avviene principalmente nel duodeno, secondo lo schema seguito riportato: sali biliari (prodotti di trasformazione metabolica del colesterolo, emulsionano i grassi) CISTIFELLEA DUODENO pH = 7- 8 PANCREAS lipasi pancreatica e varie esterasi trigliceridi 2-mono-acilgliceroli molecole di acidi grassi (vengono idrolizzati i legami esterei nelle posizioni 1 e 3 del glicerolo, si formano così i 2-mono-acilgliceroli (monogliceridi), in cui l’acido grasso è legato all’-OH in posizione 2) lipasi + colipasi 2-mono-acilgliceroli isomerizzati a 1-mono-acilgliceroli glicerolo molecola di acidi grasso esterasi esteri del colesterolo colesterolo + acidi grassi esterasi

2 CH2-OCOR Trigliceride CH-OCOR .
Con la dieta introduciamo lipidi sottoforma di: trigliceridi (98%), colesterolo, fosfolipidi e vitamine liposolubili (2%). La digestione dei lipidi è profondamente condizionata dalla loro insolubilità in acqua, che rappresenta l’elemento fondamentale all’interno del tubo digerente. Così, quando si trovano nell’ambiente acquoso della saliva e delle secrezioni gastriche, intestinali, pancreatiche e biliari, i grassi si aggregano tra loro, separandosi dal mezzo acquoso e formando delle goccioline lipidiche. Tale caratteristica complica enormemente i processi digestivi, poiché le lipasi, essendo idrosolubili, riescono ad aggredire solamente i lipidi di superficie, senza riuscire a penetrare all’interno della goccia. La loro efficacia è quindi modesta. CH2-OCOR Trigliceride CH-OCOR .

3 I lipidi passano così praticamente immodificati
attraverso la bocca e lo stomaco. Nello stomaco la lipasi gastrica attacca i trigliceridi, staccando uno dei tre acidi grassi, con conseguente formazione di acidi grassi liberi e di-gliceridi (diacil-gliceroli). L'efficacia digestiva di questo enzima è fortemente ridotta dalla natura idrofobica dei lipidi e dalla forte acidità gastrica. Nelle 2-4 ore in cui il cibo rimane nello stomaco questo enzima, insieme alle lipasi salivari, digerisce solo il 10-30% dei lipidi alimentari.

4 Nel duodeno viene riversato la lipasi pancreatica.
Secretina HCO3- La vera digestione inizia nel duodeno L’acidità dello stomaco induce la liberazione dell’ormone secretina che stimola a sua volta il pancreas a rilasciare bicarbonato (HCO3-) nel tenue. Il bicarbonato ha lo scopo di neutralizzare l’acidità dovuta all’acido cloridrico e il pH viene così portato a valori = 7-8. Nel duodeno viene riversato la lipasi pancreatica. Rispetto alle lipasi salivare e gastrica, la sua azione digestiva è facilitata dai sali biliari presenti nella bile e dalla leggera basicità (pH = 7-8) che caratterizza il lume intestinale. I sali biliari, contenuti nella bile proveniente dalla cistifellea, attraverso il dotto coledoco, hanno la funzione di emulsionare in micelle sempre più piccole i lipidi della dieta. Dal dotto pancreatico viene emessa la prolipasi, attivata a lipasi per proteolisi limitata specifica, che, con l’aiuto della proteina colipasi, idrolizza i legami esterei tra il glicerolo e 2 acidi grassi nelle posizioni 1 e 3 del glicerolo, dando origine a 2-monogliceridi (2-mono-acilgliceroli) e ai sali sodici di 2 acidi grassi (saponi).

5 L’intero processo che coinvolge i sali biliari prende il nome di emulsione ed è irreversibile. Grazie a questa riduzione delle gocce lipidiche, la superficie di contatto delle lipasi aumenta notevolmente e insieme a essa anche l'efficacia digestiva di questi enzimi. L'adesione delle lipasi alle goccioline di grasso è ostacolata dallo strato di sali biliari che circonda la goccia lipidica. Per questo motivo è richiesta la presenza di un'ulteriore enzima pancreatico, chiamato colipasi, che aumenta l'adesione della lipasi alle goccioline lipidiche. Come detto, a differenza della lipasi gastrica, quella pancreatica stacca dal trigliceride non 1, ma 2 acidi grassi, con formazione di monogliceridi e 2 acidi grassi liberi. I prodotti finali della digestione lipidica sono quindi gli acidi grassi liberi e i mono-gliceridi (momo-acilgliceroli), i quali vengono veicolati fino agli enterociti deputati al loro assorbimento [se la bile non venisse riversata nell'intestino buona parte dei grassi assunti con gli alimenti passerebbero nelle feci in forma non digerita (steatorrea), vedi diapositiva successiva]. Il colesterolo libero e le vitamine liposolubili vengono assorbiti come tali, senza subire particolari processi digestivi. Il colesterolo esterificato viene idrolizzato a colesterolo libero + acido grasso dall'esterasi.

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7 Il processo di idrolisi dei trigliceridi viene chiamata lipolisi.
I 2-monogliceridi o 2-mono-acil-gliceroli possono essere assorbiti direttamente o subire l’azione di una isomerasi, che sposta l’acido grasso dalla posizione 2 alla posizione 1 del glicerolo formando così 1-monogliceridi o 1-mono-acil-gliceroli. In seguito alla ulteriore azione della lipasi si libera l’ultimo acido grasso e il glicerolo. L’assorbimento degli acidi grassi avviene nel digiuno (tratto dell’intestino tenue) per semplice diffusione. All’interno delle cellule della mucosa intestinale gli acidi grassi vengono risintetizzati in trigliceridi, con consumo di energia, e inglobati in strutture lipoproteiche chiamate chilomicroni.

8 I chilomicroni sono lipoproteine a densità molto bassa
Sono aggregati molecolari costituiti da: trigliceridi, fosfolipidi, colesterolo e proteine. Queste lipoproteine sono il mezzo di trasporto usato dai trigliceridi alimentari per muoversi in un mezzo acquoso come la linfa e il sangue. I trigliceridi, a differenza di ciò che succede ai carboidrati e agli aminoacidi, non passano nei vasi sanguigni, ma vengono assorbiti dai vasi linfatici. La linfa assume un aspetto lattiginoso e viene chiamata chilo. Il chilo viene riversato nella vena succlavia avviando i chilomicroni verso il fegato, che è il centro di raccolta e smistamento di qualsiasi molecola abbia un interesse metabolico. I sali biliari utilizzati per emulsionare i trigliceridi vengono riassorbiti nell’intestino e riportati al fegato che, rinviandoli successivamente alla cistifellea, li rimetterà in circolo. I chilomicroni vengono attaccati da un enzima, lipoproteina lipasi, liberato da cuore, polmone, muscolo e tessuto adiposo. Dalla lipolisi si liberano acidi grassi non esterificati, Not Esterified Fatty Acids (NEFA), trasportati nel sangue complessati con la proteina albumina.

9 Schema della digestione e dell’assorbimento dei trigliceridi

10 Le lipoproteine Le lipoproteine sono aggregati macromolecolari derivanti dalla combinazione di una proteina con colesterolo, esteri del colesterolo, fosfolipidi e trigliceridi. I lipidi possono essere trasportati nel torrente ematico soltanto se legati a specifiche lipoproteine.

11 Struttura di una lipoproteina
Le lipoproteine plasmatiche sono aggregati molecolari composti da specifiche proteine, apo-proteine, e vari tipi di lipidi (colesterolo, colesterolo esterificato, fosfolipidi e trigliceridi) presenti in percentuali variabili. Come già detto, la funzione delle lipoproteine è quella di trasportare nell’ambiente acquoso plasmatico i lipidi idrofobici. Nella struttura, le molecole idrofile quali proteine, fosfolipidi e colesterolo presenti sulla loro superficie rendono queste particelle compatibili con l’ambiente acquoso. Nel loro interno sono presenti molecole idrofobiche (trigliceridi, colesterolo esterificato) che devono essere trasportate. Nello stato post-assorbitivo il plasma umano contiene circa 500 mg di lipidi totali/100 ml, di cui circa 120 mg di trigliceridi, 220 mg di colesterolo (2/3 esterificato e 1/3 libero), 160 mg di fosfolipidi. I NEFA (Not Esterified Fatty Acids) la cui concentrazione normale è di circa 8-30 mg/100ml, sono trasportati dall’albumina sierica, proteina che costituisce circa la metà delle proteine del siero e lega con interazioni deboli gli acidi grassi non esterificati, liberi nella proporzione di 1 monomero di albumina/10 molecole di acidi grassi.

12 Principali caratteristiche delle lipoproteine plasmatiche
Chilomicroni VLDL LDL HDL Densità (g/ml) 0.93 Diametro Å* 216 74-100 Composizione:       proteine %       lipidi % <2 98 8 92 22 78 50 Lipide maggiore Trigliceridi Colesterolo Funzione principale Trasporto TG esogeni (assunti con gli alimenti) Trasporto TG endogeni (sintetizzati dall'organismo) Trasporto colesterolo ai tessuti periferici Trasporto colesterolo dai tessuti periferici al fegato Origine Intestino Fegato Metabolismo delle VLDL  (*) L'angstrom (Å) è un'unità di lunghezza equivalente a 10−10 metri, 0.1 nanometri.

13 Le classi principali di lipoproteine plasmatiche sono:
a) chilomicroni, sintetizzati nelle cellule epiteliali dell’intestino tenue, sono le lipoproteine di maggiori dimensioni e densità minima, a causa del contenuto molto elevato di trigliceridi. Trasportano i lipidi di origine alimentare, compreso le vitamine liposolubili, ai tessuti e organi periferici, al tessuto adiposo, al cuore, al muscolo scheletrico, dove per azione di lipoproteina lipasi specifiche rilasciano il contenuto di acidi grassi, degradabili per produrre energia oppure per essere conservati; b) Very Low Density Lipoproteins (VLDL), lipoproteine a densità molto bassa, sono sintetizzate nel fegato e trasportano trigliceridi al tessuto adiposo (conservazione) e al cuore (b-ossidazione degli acidi grassi per produzione energetica); c) Low Density Lipoproteins (LDL), lipoproteine a bassa densità, sono particelle residue delle VLDL, dopo la sottrazione dei trigliceridi da parte dei tessuti, in cui percentualmente rimane un elevato contenuto di colesterolo libero ed esterificato. Vengono comunemente indicate come LDL-colesterolo. L’aterosclerosi, patologia correlata ad alti livelli di colesterolo nel sangue, particolarmente legato alle LDL (colesterolo “cattivo”), è caratterizzata dall’accumulo di placche ateromatose che possono ostruire i vasi sanguigni. I danni al cuore dovuti alla occlusione delle arterie coronarie sono una delle principali cause di morte nei paesi industrializzati;

14 d) High Density Lipoproteins (HDL), lipoproteine ad alta densità per l’alto contenuto percentuale di proteine e basso di lipidi. Sono sintetizzate nel fegato e nell’intestino tenue, contengono quantità limitate esclusivamente di colesterolo libero. Il ruolo delle HDL è di riportare al fegato il colesterolo che viene in parte convertito in sali biliari. HDL-colesterolo è considerato il colesterolo “buono”. e) Intermediate Density lipoproteins (IDL), esiste un quinto tipo di lipoproteine plasmatiche, che tuttavia non raggiunge concentrazioni significative a causa del suo rapido ricambio. Si tratta delle IDL, a densità intermedia, prodotte per effetto della degradazione dei chilomicroni e delle VLDL (contengono trigliceridi e colesterolo in parti quasi uguali). Fra i lipidi trasportati dalle lipoproteine solamente i trigliceridi forniscono energia in seguito alla loro demolizione: infatti, il colesterolo ricopre molti ruoli importanti nelle cellule, ma non viene demolito per la produzione di energia e i fosfolipidi hanno un ruolo strutturale (membrane).

15 Formazione dei chilomicroni
intestino tenue

16 Produzione di VLDL, LDL e HDL

17 VLDL LDL HDL chilomicroni
Esiste un quinto tipo di lipoproteine plasmatiche, che tuttavia non raggiunge concentrazioni significative a causa del suo rapido ricambio. Si tratta delle IDL, a densità intermedia, prodotte per effetto della degradazione dei chilomicroni e delle VLDL (contengono trigliceridi e colesterolo in parti quasi uguali).

18 Struttura di una VLDL

19 Le lipoproteine plasmatiche: composizione %
Trigliceridi % Fosfolipidi % Colesterolo % Chilomicroni 1.6 96 0.8 VLDL 10 60 16 14 LDL 25 20 45 HDL 50 3 30 17

20 sottoposta a regolazione ormonale
Catabolismo dei trigliceridi trigliceridi lipasi sottoposta a regolazione ormonale acidi grassi glicerolo b-ossidazione gluconeogenesi/glicolisi acetil-CoA Le fonti principali di acidi grassi per la b-ossidazione sono la dieta e le riserve (essenzialmente trigliceridi negli adipociti). Gli acidi grassi della dieta vengono trasportati sotto forma di trigliceridi dalle lipoproteine attraverso il circolo dall'intestino agli organi, dove i trigliceridi vengono  idrolizzati da specifiche lipoprotein-lipasi.  I trigliceridi degli adipociti vengono idrolizzati dalla lipasi ormono-sensibile e gli acidi grassi trasportati agli organi legati all'albumina. 

21 Catabolismo dei trigliceridi
ossidazione del glicerolo: come abbiamo detto i trigliceridi sono costituiti dall'unione del glicerolo con tre acidi grassi. Il glicerolo (alcol trivalente a 3C) viene rimosso e utilizzato nella gluconeogenesi, il processo che (come vedremo) porta alla sintesi di glucosio a partire da composti non glucidici (lattato, piruvato, alcuni aminoacidi e, appunto, glicerolo). Il glicerolo non può essere accumulato e nel citosol il glicerolo viene trasformato in glicerolo-3-fosfato a spesa di una molecola di ATP (fosforilazione/esterificazione dell’ossidrile alcolico -OH in posizione C3). Il glicerolo-3-fosfato viene ossidato a diidrossiacetonfosfato a sua isomerizzato a gliceraldeide-3-fosfato, metabolita della glicolisi.

22 gliceraldeide-3-fosfato
Conversione glicerolo gliceraldeide-3-fosfato

23 Esempio di acil-CoA: CH3(CH2)n- CO-S- CoA
- Attivazione degli acidi grassi con formazione di acil-CoA La β-ossidazione inizia nel citoplasma con l'attivazione dell'acido grasso (R-COOH) mediante un legame tioestere con il Coenzima A (CoA-SH) (la reazione R-COOH + HS-R = R-CO-S-R + H2O è già stata da noi considerata quando abbiamo studiato la reazione dei tioalcoli R-SH con gli acidi carbossilici R-COOH), formando l'acil-CoA e consumando ATP. Esempio di acil-CoA: CH3(CH2)n- CO-S- CoA acido grasso + ATP + HS-CoA = acil-CoA + PPi (pirofosfato) + AMP La reazione è catalizzata dall’enzima acil-CoA sintetasi. Formula generale dell’acil-CoA: R-CO-S-CoA legame tioestere

24 L’attivazione di un acido grasso a 10C con formazione di acil-CoA
CH3 CH2 COOH CH3 CH2 CO-CoA CoA-SH ATP carbonio b carbonio a acido grasso acil-CoA

25 Schema dell’attivazione degli acidi grassi con formazione di acil-CoA

26 acil-CoA

27 - Trasporto degli acidi grassi nel mitocondrio
Sebbene alcune piccole molecole di acil-CoA siano in grado di attraversare spontaneamente la membrana interna dei mitocondri, la maggior parte degli acil-CoA prodotti non è in grado di attraversare tale membrana. In questi casi il gruppo acile (R-CO-) viene trasferito alla carnitina grazie all'intervento catalitico dell’enzima carnitina aciltransferasi I, situata sulla membrana esterna del mitocondrio. Esso è particolarmente attivo durante il digiuno quando i livelli plasmatici di glucagone e di acidi grassi sono elevati. Il legame acile + carnitina prende il nome di acil-carnitina. L'acil-carnitina entra nel mitocondrio e dona il gruppo acile (R-CO-) ad una molecola di CoA interna, per intervento dell'enzima carnitina aciltransferasi II. Si viene così nuovamente a formare una molecola di acil-CoA la quale entrerà nel processo chiamato β-ossidazione.

28 carnitina

29 La traslocazione dell’acilcarnitina

30 Rappresentazione dell’attivazione e del trasporto degli acidi grassi nei mitocondri
acil-CoA

31 La β-ossidazione (prima fase della respirazione cellulare)
La β-ossidazione consiste nel separare dall'acido grasso due atomi di carbonio alla volta sotto forma di acetil-CoA (CH3CO-CoA) ossidando sempre il terzo carbonio (C-3 o carbonio β) a partire dalla estremità carbossilica -CH2-CH2-COOH (carbonio β). Per questo motivo l'intero processo prende il nome di β-ossidazione. -CH2-CH2-CO-CoA CH3CO-CoA acil-CoA acetil-CoA La β-ossidazione è un processo ciclico che ha luogo nella matrice mitocondriale ed è strettamente collegato al ciclo di Krebs (per l'ulteriore ossidazione dell'acetil-CoA) e alla catena respiratoria (per la riossidazione dei coenzimi NADH e FADH2 prodotti nel ciclo di Krebs e nella β-ossidazione).  β

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33 per ogni acetil-CoA che si stacca dall’ acil-CoA
Per il distacco di ogni acetile le reazioni della b-ossidazione sono 4: La prima reazione della β-ossidazione è la deidrogenazione dell'acido grasso ad opera di un enzima chiamato acil-CoA deidrogenasi. Questo enzima è un enzima FAD dipendente e permette la formazione di un doppio legame tra il Ca e il Cb: i 2 atomi di idrogeno persi grazie alla deidrogenasi si legano al FAD che diventa FADH2. La seconda reazione consiste nell'addizionare una molecola di acqua al doppio legame (idratazione). La terza reazione è un'altra deidrogenazione (che trasforma il gruppo ossidrilico C-OH sul Cb in gruppo carbonilico –C=O). L'accettore di idrogeno questa volta è il NAD che si riduce a NADH + H+. La quarta reazione comporta la scissione (del chetoacido da parte di una tiolasi) con formazione di un acetil-CoA e un acil-CoA con catena più corta (2C in meno). Ciò che è importante ricordare è che 2 delle 4 reazioni sono ossidazioni e che quindi: per ogni acetil-CoA che si stacca dall’ acil-CoA si formano 1NADH (+ H+) e 1FADH2.

34 Le 4 reazioni della b-ossidazione
Le 4 reazioni della b-ossidazione Le 4 reazioni che avvengono per staccare ogni acetile. (da non imparare) Questa serie di reazioni viene ripetuta tante volte quanti sono gli atomi di C della catena diviso 2 meno uno, poiché in fondo si formano due acetil-CoA. Es: palmitoil-CoA 16:2-1 = 7 volte. 

35 La b-ossidazione di un acido grasso a 10 atomi di C
Con la prima serie di 4 reazioni si forma 1 acil-CoA a 8C: CH3 CH2 CO-CoA CH3 CH2 CO-CoA + 1 CH3CoA (acetil-CoA) + 1 NADH+H+ + 1 FADH2 4 reazioni carbonio b carbonio a acil-CoA a 10C acil-CoA a 8C

36 La b-ossidazione di un acido grasso a 10 atomi di C
Con la seconda serie di 4 reazioni si forma 1 acil-CoA a 6C: CH3 CH2 CO-CoA CH3 CH2 CO-CoA 4 reazioni + 1 CH3CoA (acetil-CoA) + 1NADH+H+ + 1FADH2 carbonio b carbonio a acil-CoA a 8C acil-CoA a 6C

37 La b-ossidazione di un acido grasso a 10 atomi di C
Con la terza serie di 4 reazioni si forma 1 acil-CoA a 4C: CH3 CH2 CO-CoA CH3 CH2 CO-CoA + 1 CH3CoA (acetil-CoA) + 1NADH+H+ + 1FADH2 4 reazioni carbonio b carbonio a acil-CoA a 4C acil-CoA a 6C

38 La b-ossidazione di un acido grasso a 10 atomi di C
CH3 CH2 CO-CoA CH3 CO-CoA La b-ossidazione di un acido grasso a 10 atomi di C Con la quarta serie di 4 reazioni si formano 2 acetil-CoA (a 2C): carbonio b + 1NADH+H+ + 1FADH2 4 reazioni 2 carbonio a acil-CoA a 4C acil-CoA a 4C

39 La demolizione di un acido grasso a 10C produce:
5 acetil-CoA (CH3Co-CoA) 4NADH (+H+) 4 FADH2 L’acil-CoA viene frammentato in tante molecole di acetil-CoA quanti sono gli atomi di C che lo costituiscono diviso due.

40 Bilancio energetico della b-ossidazione di una acido a 10C
- 5 acetil-CoA che entrano nel ciclo di Krebs producono 12x5= 60 ATP - 4 NADH+H+ alla catena respiratoria producono *x4= 12 ATP - 4 FADH2 alla catena respiratoria producono *x4= ATP TOTALE 80 ATP Se si considera che 1ATP è stato consumato all’inizio per l’attivazione dell’acido grasso: il bilancio netto è di 79 ATP. * [Come vedremo, in catena respiratoria mitocondriale, 1NADH+H+ produrrà 3ATP e 1FADH2 2ATP]

41 La b-ossidazione dell’acido palmitico
L’acido palmitico CH3-(CH2)14-COOH [attivato come CH3-(CH2)14-CO-CoA palmitoil-CoA] è un acido grasso a 16 atomi di C e subisce 7 cicli di reazioni con liberazione in ogni passaggio di 1acetil-coA, 1FADH2 e 1NADH + H+. Nell’ultimo passaggio si liberano contemporaneamente 2 acetil-CoA dal residuo di acido grasso di soli 4 atomi di carbonio. Al termine della b-ossidazione dell’acido palmitico il prodotto sarà di 8 acetil-CoA che potranno afferire al pool, seguendo poi vari destini metabolici a seconda delle necessità della cellula (nello schema che segue il ciclo di Krebs). Saranno prodotti inoltre 7 FADH2 e 7 NADH + H+ il cui destino sarà la riossidazione nella catena respiratoria mitocondriale con grande produzione di ATP.

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43 La b-ossidazione, il ciclo di Krebs e la catena respiratoria

44 Ossidazione degli acidi grassi a numero dispari di atomi di carbonio
Se il numero di atomi di C dell'acido grasso è dispari, alla fine della b-ossidazione si ottiene una molecola a 3 atomi di C il propionil-CoA (CH3CH2CO-CoA) che, attraverso una serie di reazioni, verrà trasformato in succinil-CoA (intermedio del ciclo di Krebs) [vedi diapositiva seguente]. Il succinil-CoA (HOOC-CH2CH2-CO-CoA) può essere utilizzato direttamente o indirettamente in una grande varietà di processi metabolici, come ad esempio il ciclo di Krebs (di cui è un intermedio) o la gluconeogenesi (vedi più avanti). Dal propionil-CoA quindi, a differenza dell'acetil-CoA, è possibile sintetizzare glucosio.    Gli acidi grassi poliinsaturi vanno incontro a b-ossidazione, ma richiedono l'intervento di specifici enzimi che rendono l'acido grasso aggredibile dagli enzimi della b-ossidazione.

45 Trasformazione del propionil-CoA in succinil-CoA, intermedio del ciclo di Krebs.

46 Regolazione della b-ossidazione e della sintesi degli acidi grassi
Bassi livelli di glucosio nel sangue stimolano la secrezione di due ormoni, l'adrenalina e il glucagone che con la loro azione favoriscono l'ossidazione degli acidi grassi. L'insulina ha invece azione opposta e con il suo intervento stimola la biosintesi degli acidi grassi. Un aumento del glucosio ematico causa un aumento della secrezione di insulina che con la sua azione facilita il passaggio del glucosio all'interno delle cellule. Il glucosio in eccesso viene convertito in glicogeno e depositato come riserva nei muscoli e nel fegato. Un aumento del glucosio epatico causa l'accumulo di malonil-CoA che inibisce la carnitina aciltransferasi, rallentando la velocità di ossidazione degli acidi grassi.

47 Regolazione a breve termine:
   Regolazione a breve termine: inibizione della carnitina-aciltransferasi I da parte del malonil-CoA (CH3CH2CO-CoA), i cui livelli aumentano in seguito all'attivazione da parte dell' insulina della acetil-CoA carbossilasi, che catalizza la reazione di addizione di CO2 all’acetil-CoA; gli ormoni adrenalina e glucagone attivano la lipasi ormono-sensibile del tessuto adiposo e quindi rendono disponibili gli acidi grassi per la b-ossidazione.

48 Regolazione a lungo termine:
   Regolazione a lungo termine: i livelli della lipoprotein-lipasi del tessuto adiposo aumentano in seguito a stimolazione insulinica (diminuiscono, invece durante il digiuno); i livelli della lipoprotein-lipasi del cuore aumentano durante il digiuno e diminuiscono in presenza di insulina.

49 Tessuto adiposo bianco e tessuto adiposo bruno
Nei mammiferi esistono due differenti tipi di tessuto adiposo: quello bianco e quello bruno. Il primo, nonostante il nome, ha un colorito giallognolo, legato al suo contenuto in carotenoidi. Da solo rappresenta la quasi totalità del grasso di riserva. L’altro tipo di tessuto adiposo, detto bruno, è abbondante nei mammiferi che vanno in letargo. Nell’uomo il tessuto adiposo bruno è presente in piccole quantità nel neonato (zona ascellare e interscapolare). Con la crescita buona parte di questo tessuto si trasforma in tessuto adiposo bianco. Principali funzioni del tessuto bianco: - sintetizzare trigliceridi e immagazzinarli come riserva energetica ; - idrolizzare i trigliceridi depositati e immettere acidi grassi liberi nel sangue; - sintetizzare trigliceridi a partire dal glucosio; ammortizzatore meccanico, isolante termico e produttore di ormoni tra cui la leptina , deputata alla regolazione dell’appetito. Il tessuto adiposo bruno ha invece esclusivamente la funzione di produrre calore, perché i mitocondri delle cellule adipose hanno meno ATP sintetasi, l'enzima che catalizza la sintesi dell'ATP nella catena respiratoria mitocondriale.


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