La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

ADATTAMENTI DEL SISTEMA CARDIOVASCOLARE ALLESERCIZIO FISICO Prof. CARLO VIGORITO DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA, SCIENZE CARDIOVASCOLARI ED IMMUNOLOGICHE,

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "ADATTAMENTI DEL SISTEMA CARDIOVASCOLARE ALLESERCIZIO FISICO Prof. CARLO VIGORITO DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA, SCIENZE CARDIOVASCOLARI ED IMMUNOLOGICHE,"— Transcript della presentazione:

1 ADATTAMENTI DEL SISTEMA CARDIOVASCOLARE ALLESERCIZIO FISICO Prof. CARLO VIGORITO DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA, SCIENZE CARDIOVASCOLARI ED IMMUNOLOGICHE, UNIVERSITA DI NAPOLI FEDERICO II Corso di formazione ANMCO: Dalla Prevenzione alla Riabilitazione delle Malattie Cardiovascolari Caserta, A.O. San Sebastiano,

2 La funzione dellapparato cardiovascolare

3 Le leggi fondamentali del cuore

4 PARAMETRI CHE ESPRIMONO LA FUNZIONE CARDIACA (VS) Gittata Sistolica (GS) = VTDVS-VTSVSml Portata Cardiaca (PC) = GS x FCLitri/min Frazione di Eiezione VS = GS/VTDVS% Resistenze Vasc. Periferiche (RVP)= PA/PC mmHg/L/min V02 (PC x V02 (PC x a-v O2) ml 02/Kg/min PARAMETRO UNITA DI MISURA

5 ADATTAMENTO CARDIOVASCOLARE ALLESERCIZIO: STRUTTURE COINVOLTE

6 FATTORI DETERMINANTI LA RISPOSTA CARDIOVASCOLARE ALLESERCIZIO Tipo di contrazione muscolare (statica o dinamica) Tipo di contrazione muscolare (statica o dinamica) Posizione del corpo Posizione del corpo Entità della massa muscolare coinvolta Entità della massa muscolare coinvolta Intensità della contrazione Intensità della contrazione Livello e tipo di allenamento Livello e tipo di allenamento Età e sesso Età e sesso Farmaci Farmaci Patologie Patologie

7 TIPI DI CONTRAZIONE MUSCOLARE Produzione di tensione muscolare con accorciamento del muscolo e produzione di lavoro esterno Consumo di energia: E = T + L + C Produzione di tensione muscolare senza variazioni di lunghezza del muscolo Consumo di energia: E = T + C DINAMICA ISOMETRICA E: Energia consumata T: Tensione prodotta L: Lavoro esterno C: Calore prodotto

8 RISPOSTA CARDIOVASCOLARE ALLESERCIZIO DINAMICO E ISOMETRICO Riposo Esercizio dinamico Esercizio isometrico FC (b/min) GS (ml) PC (L/min) PAS (mm/Hg) PAD (mm/Hg) RVP (mmHg/L/min) Delta a-v 02 (ml/dL) V02 (L/min)

9 Esercizio dinamico NUCLEI CENTRALI ATTIVAZIONE SIMPATICA INIBIZIONE VAGALE Vasocostrizione F.C. Ritorno venoso G.S. P.C. Vasocostrizione arteriosa muscoli non coinvolti Vasodilatazione arteriosa muscoli coinvolti a-v O 2 VO 2 R.V.P. P.A.S. L. Starling Contrattilità

10 DIFFERENZE TRA ESERCIZIO DINAMICO IN ORTOSTATISMO E IN CLINOSTATISMO Equilibrato utilizzo dellincremento del volume telediastolico ventricolare e della frequenza cardiaca Equilibrato utilizzo dellincremento del volume telediastolico ventricolare e della frequenza cardiaca Minore aumento del volume telediastolico ventricolare rispetto al basale già aumentato per il ritorno venoso Maggiore utilizzo dellincremento della frequenza cardiaca ORTOSTATISMO CLINOSTATISMO

11 DIFFERENZE TRA ESERCIZIO DINAMICO DEGLI ARTI SUPERIORI E INFERIORI Esercizio massimale Arti superiori Arti inferiori Aumento della F.C Aumento della gittata sistolica Aumento della portata cardiaca Aumento della P.A. sistolica Aumento del MVO Resistenze vascolari periferiche ++--

12 Leffetto condizionante del training fisico deriva da un giusto equilibrio tra: intensità dellesercizio intensità dellesercizio frequenza e progressione frequenza e progressionedellallenamento durata delle sedute durata delle sedute continuità dellesercizio continuità dellesercizio CONDIZIONAMENTO FISICO

13 Effetti fisiologici del training fisico RIDUCE: Il VO 2 miocardico La FC e la PA a riposo e durante sforzo La produzione muscolare di acido lattico La trigliceridemia Laggregabilità piastrinica La produzione di catecolamineINCREMENTA: Il flusso muscolare e lestrazione di O 2 Il flusso muscolare e lestrazione di O 2 Il rilascio dell NO Il rilascio dell NO La capacità aerobica La capacità aerobica La soglia ischemica La soglia ischemica La capacità lavorativa La capacità lavorativa Il colesterolo HDL Il colesterolo HDL

14 Peak exercise VO 2

15 Incremento della durata dellesercizio svolto in assenza di angina dopo training fisico Soglia di angina Intensità e durata di esercizio Pre-TF Pre-TF Dopo TF Dopo TF Soglia di angina Soglia di angina FC x PA

16 Belardinelli R, et al, JACC 1995 EFFECTS OF EXERCISE TRAINING ON SKELETAL MUSCLE MORPHOLOGY Aumento della fibre ossidative tipo I Aumento della densità e degli enzimi mitocondriali

17 LDL - C LDL - C EXERCISE - INDUCED VASCULAR ADAPTATIONS EXERCISE Tot-Chol E-NOS ATHEROSCLEROSIS VASOMOTOR REACTIVITY DIRECT ACTION INDIRECT ACTION HDL - C HDL - C BP BP Insulin InsulinSecretion Sensitivity SHEAR STRESS SHEAR STRESS PLT Ag, Ad VEGF PAI-1 SM migration and proliferation SOD

18 Modalità di allenamento Cicloergometro Cicloergometro Tappeto rotante Tappeto rotante Ginnastica a corpo libero Ginnastica a corpo libero Cammino in piano o su percorsi calibrati Cammino in piano o su percorsi calibrati Ergometro a braccia Ergometro a braccia Bicicletta Bicicletta Pesi, attrezzi Pesi, attrezzi Nuoto Nuoto

19 Intensità dellesercizio fisico La percentuale di lavoro cardiaco utile per mantenere il consumo energetico in un regime aerobico. Per ottenere i maggiori benefici dall'allenamento aerobico, il cuore deve lavorare da un minimo del % ad un massimo dell'85% della sua frequenza cardiaca massimale. Frequenza cardiaca (% FC max teorica)Frequenza cardiaca (% FC max teorica) Carico lavorativo in WattCarico lavorativo in Watt Consumo O2 (% VO2 max) Riserva FCConsumo O2 (% VO2 max) Riserva FC Intensità percepita (Scale di Borg)Intensità percepita (Scale di Borg) Intensita dellesercizio fisico Metodi di valutazione

20 Training Aerobico Standard sedute 20-40sedute FC 70-85% della FC massimaleFC 70-85% della FC massimale 3-5/settimana3-5/settimana per settimaneper settimane + calistenici+ calistenici + training di resistenza+ training di resistenza sedute 20-40sedute FC 70-85% della FC massimaleFC 70-85% della FC massimale 3-5/settimana3-5/settimana per settimaneper settimane + calistenici+ calistenici + training di resistenza+ training di resistenza

21 Frequenza cardiaca di allenamento La FC allenante può essere determinata per via indiretta utilizzando la FC max teorica [(220 - età) o nomogrammi corretti per età e sesso] oppure direttamente mediante lesecuzione di un test ergometrico massimale limitato dai sintomi [FC max sforzo]. Es. FC max sforzo= 155 bpm 60% FCmax= 93 bpm 80% FCmax= 124 bpm Range FC di allenamento = bpm Es. FC max teorica= anni= 160 bpm 60% FCmax= 96 bpm 80% FCmax= 128 bpm Range FC di allenamento = bpm

22 Riserva di frequenza cardiaca ( Metodo di Karvonen) Utilizza la frequenza di base del soggetto come zero, calcolando la percentuale di intensità del training sulla differenza tra frequenza a riposo e frequenza cardiaca massima. Es.FC a riposo= 70 bpm FC max sforzo= 150 bpm 60% RFC= 0.6 x (150-70)= 48 bpm 80% RFC= 0.8 x (150-70)= 64 bpm Range FC di allenamento = bpm

23 Scala di Borg (intensità di sforzo percepita) F 6 F 7estremamente leggera F 8 F 9molto leggera F 10 F 11leggera F 12 F 13abbastanza intensa F 14 F 15intensa F 16 F 17molto intensa F 18 F 19molto molto intensa F 20 E 1 lieve (avvertita dal paziente ma non dallosservatore) E 2 leggera difficoltà E 3 moderata difficoltà (il paziente è in grado di continuare) E 4 grave difficoltà (il paziente deve fermarsi) Scala dispnea

24 JN. Myers, 1996 The Cardiopulmonary Exercise Testing Equipment %C O 2 %O 2 V E (L) Flow meter Drying agent Time (sec)

25 TEST CARDIOPOLMONARE VO2 max Il VO2 max rappresenta il più alto valore di VO2 raggiungibile per un certo tipo di esercizio, evidenaziato dalla incapacità del V02 di aumentare ulteriormente nonostante un aumento del carico di lavoro. VO2 = PC x (a-vO2) Il test cardiopolmonare consente la valutazione simultanea della funzione cardiovascolare centrale e periferica, di quella respiratoria e muscolare periferica Wasserman, 1983

26 Cardiopulmonary Exercise Testing VO2 max ml/kg/min.

27 RER > 1 Cardiopulmonary Exercise Testing VO2, VCO2, RER RER =VCO2 / VO2. ml/kg/min.

28 Soglia anaerobica Livello del consumo di 02 durante esercizio al di sopra del quale la produzione di energia avviene anche attraverso un metabolismo anaerobico -Indice di capacità di esercizio submassimale -Riproducibile -Indipendente dalle motivazioni del paziente -Rilievo oggettivo Il più alto valore di VO2 che può essere mantenuto durante esercizio prolungato senza accumulo di acido lattico

29 Cardiopulmonary Exercise Testing Functional impairment measured at treadmill ClassSeverityVO2 maxVO2-AT (ml/kg/min)(ml/kg/ min) ANone to mild> 20> 14 BMild to moderate CModerate to severe DSevere< 10< 8

30 ESERCIZIO FISICO

31 Fine presentazione

32 Anaerobic threshold (AT) and clinical application AT usually occurs AT 50% to 60% of VO 2 max predicted in sedentary individuals and higher in fit individuals 20% of patients with deconditioning has AT less than 40% of VO 2 max predicted 25-30% of CHF patients have a non-detectable AT

33 O2O2

34 Ridotta progressione della coronaropatia dopo 6 anni di intervento multifattoriale sui FR 113 pazienti maschi 113 pazienti maschi Coronaropaia cronica angiograficamente accertata Coronaropaia cronica angiograficamente accertata Dieta ipocalorica 1 Dieta ipocalorica 1 Esercizio fisico quotidiano Esercizio fisico quotidiano Non farmaci ipolipemizzanti Non farmaci ipolipemizzanti Follow up di 6 anni Follow up di 6 anni 113 pazienti maschi 113 pazienti maschi Coronaropaia cronica angiograficamente accertata Coronaropaia cronica angiograficamente accertata Dieta ipocalorica 1 Dieta ipocalorica 1 Esercizio fisico quotidiano Esercizio fisico quotidiano Non farmaci ipolipemizzanti Non farmaci ipolipemizzanti Follow up di 6 anni Follow up di 6 anni Niewbauer J et al. Circulation 1997;96:2534 Niewbauer J et al. Circulation 1997;96:2534 N. di Pazienti Progressione Nessuna variazione Regressione Intervento Controllo p < 0.05 Variazione delle stenosi coronariche a 6 anni Progressione Nessuna variazione Regressione WATT Relazione tra progressione angiografica e WATT max

35 Intensita dellesercizio fisico Lenergia o lavoro esterno richiesti per eseguire un esercizio possono essere espressi in valore assoluto (intensità assoluta) o in percentuale rispetto allenergia o lavoro necessari per uno sforzo massimale dello stesso tipo nello stesso soggetto (intensità relativa). Lintensità relativa permette di confrontare esercizi eseguiti da soggetti diversi o di individuare carichi che sollecitino in egual misura soggetti dotati di differenti capacità funzionali.

36 Durata dellesercizio La durata dell'allenamento aerobico deve partire da un minimo di 20 minuti circa (ottimale tra i 20 e i 45 minuti), dovuta al tempo necessario perché il regime aerobico raggiunga la sua piena funzionalità. La durata dell'esercizio è strettamente legata all'intensità con cui viene eseguito l'allenamento. Infatti l'esercizio sarà tanto più lungo quanto più bassa l'intensità di lavoro e viceversa. Per esempio se si dovrà lavorare per un tempo superiore ai 45 minuti l'intensità della frequenza cardiaca dovrà essere intorno al % del suo valore massimo, mentre per tempi contenuti tra 20 e 45 minuti, la frequenza cardiaca potrà essere innalzata anche al % del suo valore max.

37 Lactate HCO 3 pH Ventilatory Drive Ventilatory Drive Non-linear V CO2 with W.R. linear V O2 with W.R. P A CO 2 P A O 2 V E /V CO2 V E /V O2 P A CO 2 V E /V CO2 V E /V O2 PAO2PAO2 Isocapnic Buffering Respiratory Compensation for Metab. Acidosis I I II III IRCCS Veruno Diagramma degli effetti sugli scambi di gas dellaumento di lattato durante esercizio progressivo

38

39 Frequenza cardiaca di allenamento FC VO 2 Sano Infarto Disfunzione VS Data lesistenza di una relazione lineare fra VO 2 e frequenza cardiaca, è possibile usare questultima per la determinazione dellintensità dellesercizio aerobico.

40 Intensita dellesercizio fisico Metodi di valutazione Carico massimo al test ergometrico Watts Carico massimo al test ergometrico Watts Consumo O 2 VO 2 picco Consumo O 2 VO 2 picco % VO 2 max % VO 2 max Frequenza cardiaca % FC max teorica FC max sforzo Riserva FC Frequenza cardiaca % FC max teorica FC max sforzo Riserva FC Intensità percepita Scale di Borg Intensità percepita Scale di Borg

41 Fonarow et al, JACC 1997; 30: Results of a comprehensive HF management P= Peak Oxygen Uptake Anaerobic Threshold VO2 (ml/kg/min) Pre-management Post-management

42 Altri effetti benefici del training fisico Incremento della tolleranza allo sforzo (aumento del consumo massimo di O 2, del tempo di esercizio e del carico sopportato) Incremento della tolleranza allo sforzo (aumento del consumo massimo di O 2, del tempo di esercizio e del carico sopportato) Riduzione della FC e della PA a riposo e per sforzi sottomassimali Riduzione della FC e della PA a riposo e per sforzi sottomassimali Aumento della differenza arterovenosa di O 2 Aumento della differenza arterovenosa di O 2 Riduzione delle resistenze vascolari Riduzione delle resistenze vascolari Innalzamento della soglia anaerobica Innalzamento della soglia anaerobica Innalzamento della soglia ischemica Innalzamento della soglia ischemica Aumento dei circoli collaterali Aumento dei circoli collaterali Riduzione delle stenosi coronariche Riduzione delle stenosi coronariche Miglioramento della funzione endoteliale Miglioramento della funzione endoteliale Miglioramento dei sintomi (dispnea, fatica, angina) Miglioramento dei sintomi (dispnea, fatica, angina) Controllo di obesità, diabete ed ipertensione arteriosa Controllo di obesità, diabete ed ipertensione arteriosa Incremento della tolleranza allo sforzo (aumento del consumo massimo di O 2, del tempo di esercizio e del carico sopportato) Incremento della tolleranza allo sforzo (aumento del consumo massimo di O 2, del tempo di esercizio e del carico sopportato) Riduzione della FC e della PA a riposo e per sforzi sottomassimali Riduzione della FC e della PA a riposo e per sforzi sottomassimali Aumento della differenza arterovenosa di O 2 Aumento della differenza arterovenosa di O 2 Riduzione delle resistenze vascolari Riduzione delle resistenze vascolari Innalzamento della soglia anaerobica Innalzamento della soglia anaerobica Innalzamento della soglia ischemica Innalzamento della soglia ischemica Aumento dei circoli collaterali Aumento dei circoli collaterali Riduzione delle stenosi coronariche Riduzione delle stenosi coronariche Miglioramento della funzione endoteliale Miglioramento della funzione endoteliale Miglioramento dei sintomi (dispnea, fatica, angina) Miglioramento dei sintomi (dispnea, fatica, angina) Controllo di obesità, diabete ed ipertensione arteriosa Controllo di obesità, diabete ed ipertensione arteriosa

43 Indice cardiaco (L /min /m 2 ) % VO 2 max Aumento della Portata cardiaca durante lesercizio dinamico Classe A Classe B Classe C Classe D

44 DIFFERENZE TRA ESERCIZIO DINAMICO DEGLI ARTI SUPERIORI E INFERIORI Esercizio submassimale Arti superiori Arti inferiori Aumento della F.C Aumento della gittata sistolica Aumento della portata cardiaca Aumento della P.A. diastolica Aumento del MVO Resistenze vasc. periferiche ++--

45 Cardiopulmonary Exercise Testing Exercise modality. Treadmill Bicycle ergometer Arm ergometer Constant work rate exercise test 12-Minute treadmill walking test

46 45-65 anni (p per tempo e trattamento = 0.002) p<0.001p=0.004ns # # § # § § TWC (Kg·m) #: p<0.001 §: p<0.01 * : p<0.05 Tempo anni (p per tempo e trattamento < 0.001) p<0.001 ns # # * * Tempo anni (p per tempo e trattamento = ns) p<0.001ns # * * * Tempo Capacità di lavoro totale (TWC) per gruppi di età e di trattamento ospedale domicilio controlli Marchionni N. et al., Circulation 2003;107: Fasi della valutazione 1 1 = Base 2 2 = Fine trattamento (8 settimane) 3 3 = Follow-up - 6 mesi 4 4 = Follow-up - 12 mesi

47

48 Tipi di training Interval training Endurance o resistenza Circuit training

49 Endurance o resistenza Allenamento continuo con lavoro muscolare in equilibrio tra consumo e reintegro delle sostanze energetiche e che permette il massimo incremento della capacità aerobica.

50 Lavoro muscolare A fronte di una necessità di energia, le vie metaboliche debbono resintetizzare continuamente nuovo ATP (scorta 85 g). Lavoro anaerobico Lavoro massimale di 5-10 sec Lavoro anaerobico lattacido Lavoro massimale di sec Lavoro aerobico Lavoro submassimale > 90 sec

51 IRCCS Veruno Il test cardiopolmonare: cosa valuta? La circolazione sistemica e quella polmonare possono essere immaginate come cerniere tra i vari apparati in grado modificare i rapporti fra loro, un po come il cambio della bicicletta. Valuta la funzione dellapparato cardiocircolatorio, respiratorio, muscolare e lintegrazione neurologica di questa attività.

52 FSM - Telese IRCCS

53 RC nellangina stabile da sforzo Esiste una dose-risposta allesercizio? 130 pazienti con CAD cronica Randomizzati a training Alta frequenza (10 sessioni /sett) Bassa frequenza (2 sessioni/sett) 130 pazienti con CAD cronica Randomizzati a training Alta frequenza (10 sessioni /sett) Bassa frequenza (2 sessioni/sett) Nieuwland W. et al, JACC 2000 pVO 2 WATT max AT QoL (physical function) p<0.002 p<0.01 Training alta frequenza Training bassa frequenza % Aumento

54 Programmi di training fisico

55 LA VALUTAZIONE DEL PAZIENTE ULTRASETTANTACINQUENNE IN RIABILITAZIONE CARDIOLOGICA Prof. CARLO VIGORITO LA VALUTAZIONE DEL PAZIENTE ULTRASETTANTACINQUENNE IN RIABILITAZIONE CARDIOLOGICA Prof. CARLO VIGORITO DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA, SCIENZE CARDIOVASCOLARI ED IMMUNOLOGICHE UNIVERSITA DI NAPOLI FEDERICO II DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA, SCIENZE CARDIOVASCOLARI ED IMMUNOLOGICHE UNIVERSITA DI NAPOLI FEDERICO II Paziente di anni giorni dopo triplice BPAC FE VS 30% Fibrillazione atriale BPCO lieve-moderata Paziente di anni giorni dopo triplice BPAC FE VS 30% Fibrillazione atriale BPCO lieve-moderata Caso clinico

56 Lavoro muscolare ENERGIA Zuccheri Grassi Proteine O2O2

57 40-50% del peso corporeo Movimento Postura Produz. Calore Supporto visceri

58 Rendimento muscolare Lavoro Energia totale spesa = Cellula muscolare = 25% Muscolo in movimento = 50-60% 1 kcal/kg/km

59 Fatica muscolare Fatica acuta nelle attività di breve durata (anaerobico alattacido) Deplezione Fosfocreatina Alterazione potenziale di membrana Fatica acuta nelle attività di media durata (anaerobico lattacido e anerobico-anaerobico) Aumento [H + ] intracellulare (ac. lattico lattato) ridotto rilascio e ricaptazione Ca ++ dal RS riduzione forza ponti actomiosinici inibizione glicolisi anaerobia (fosfofruttochinasi) Aumento della ammoniaca Ridotta [K + ] intracellulare Aumento [Na + ] intracellulare

60 Fatica muscolare Fatica acuta nelle attività sportive Deplezione del glicogeno muscolare (1,5-2 g/100 g) Per esercizi di bassa intensità saranno reclutate fibre lente ossidative (poco affaticabili); allaumentare dellinensità dello sforzo verranno reclutate prima le fibre veloci ossidativo-glicolitiche (mediamente affaticabili) e infine le fibre veloci glicolitiche (molto affaticabili). Perdita di acqua e di elettroliti (K+ e Mg++) Ipoglicemia Produzione di ammoniaca da metabolizzazione dellAMP Aumento rapporto aa. Aromatici/ramificati ( triptofano)

61 Attività di condizionamento muscolare Lallenamento migliora la prestazione migliorando tutti i meccanismi connessi ad un determinato esercizio. Una caratteristica dellallenamento è la specificità, che migliora sostanzialmente solo la funzione che viene allenata, normalmente a scapito della funzione che, dal punto di vista fisiologico, ha caratteristiche opposte. Così ad esempio, se si vuole migliorare la funzione cosiddetta aerobica questo si verifica a scapito della funzione anaerobica e viceversa. Analogamente, se si vuole migliorare la forza muscolare, il che implica un aumento della massa muscolare, questo va a scapito dellagilità.

62 Il condizionamento muscolare è la capacità di allenare i propri muscoli ad un grado di contrazione diversa da quella normale, ottenendo una migliore risposta neuromuscolare (tono), una migliore resistenza (endurance) ed un miglior stato nutrizionale (trofismo). L'allenamento di condizionamento muscolare si può dividere in due grandi famiglie: a carico naturale quando si utilizza un segmento corporeo (sollevare un braccio) o il proprio corpo (saltare, correre) con sovraccarico, quando viene utilizzato un corpo esterno (peso). Un esempio di sovraccarico naturale: dalla posizione di decubito laterale, sollevando un arto inferiore (abduzione) il carico è rappresentato dal peso dell'arto stesso; mentre il lavoro viene definito con sovraccarico applicando una cavigliera.

63 Prima di iniziare il condizionamento muscolare, è necessario applicare alcuni principi fisiologici affinché si verifichino gli adattamenti neurofisiologici che stiamo ricercando. Un concetto generale alla base dellallenamento è il sovraccarico: occorre cioè impegnare i vari sistemi ad un livello superiore rispetto a quello normale. In conseguenza dei miglioramenti ottenuti è chiaro che il concetto di sovraccarico deve essere progressivo, bisogna cioè aumentare il carico allenante. La scelta del carico allenante deve essere proporzionata alle condizioni organiche del soggetto e deve essere mirata ad un obiettivo realistico. Il principale e più comune errore nellallenamento è strafare.

64 Leccessivo carico di lavoro o la sua cattiva distribuzione sono alla base dei problemi di sovraccarico, che possono essere lievi, ma possono anche comportare la parziale o totale incapacità lavorativa. Andranno definiti inoltre i gruppi muscolari su cui lavorare, bilanciando lo sforzo tra muscoli agonisti ed antagonisti. Il lavoro prodotto dovrà essere armonico, tale da non avere una predominanza di tono muscolare di un gruppo rispetto all'altro. Variare il modo di eseguire un esercizio, significa variare in maniera decisiva l'effetto che esso esercita sulla muscolatura e sul sistema circolatorio. Quando un muscolo si contrae, i vasi subiscono l'effetto meccanico della pressione dovuta alla contrazione, che ne blocca il flusso sanguigno all'interno del muscolo. Durante il rilassamento successivo, il sangue riprende a circolare nuovamente nel ventre muscolare.

65 Se la durata della tensione è piuttosto lunga, oltre i ", si accumulano alte quantità di acido lattico, che, in assenza di ossigeno, impediscono la combustione degli zuccheri e dei grassi. Occorre poi aggiungere una resistenza adeguata affinché l'azione motoria superi la soglia di stimolo, in modo che possano instaurarsi i processi di adattamento degli organi implicati, evitando però linsorgenza di traumi, soprattutto a tendini e legamenti, che innescano facilmente processi infiammatori. In conclusione, il principio del sovraccarico individualizzato e progressivo è di validità generale in quanto si applica allatleta, alla persona normale, al portatore di handicap o al paziente in fase di riabilitazione.

66 Esiste una formula per impostare il training fisico? Non esiste una formula per impostare il programma di training fisico per ogni singolo paziente, in quanto ogni individuo differisce dagli altri per condizione fisica e conseguenze della malattia cardiaca. Ogni programma di training va pianificato sulla base di una precisa valutazione dei deficit per individuare il tipo di esercizio più adeguato a potenziare le capacità motorie deficitarie.

67 Lavoro muscolare ENERGIA Zuccheri Grassi Proteine O2O2

68

69

70 ESERCIZIO DINAMICO Azione di pompa esercitata dalle fasi di contrazione e rilasciamento dei muscoli in esercizio Azione di pompa esercitata dalle fasi di contrazione e rilasciamento dei muscoli in esercizio Aumentata negatività inspiratoria della pressione intratoracica per maggiore profondità degli atti respiratori Aumentata negatività inspiratoria della pressione intratoracica per maggiore profondità degli atti respiratori Venocostrizione simpatico-mediata Venocostrizione simpatico-mediata AUMENTO DEL RITORNO VENOSO

71 AUMENTO DELLA FREQUENZA CARDIACA Iniziale inibizione vagale tramite il comando centrale e afferenze meccanocettive muscolari Iniziale inibizione vagale tramite il comando centrale e afferenze meccanocettive muscolari Riflessi barocettivi aortici e carotidei Riflessi barocettivi aortici e carotidei ESERCIZIO DINAMICO

72 AUMENTO DELLA GITTATA SISTOLICA Aumento del volume telediastolico V.S. (legge di Starling) non oltre il 50% del basale Aumento del volume telediastolico V.S. (legge di Starling) non oltre il 50% del basale Aumento della contrattilità miocardica Aumento della contrattilità miocardica ESERCIZIO DINAMICO

73 Iniziale vasodilatazione arteriolare indotta dal simpatico (recettori beta 2) Iniziale vasodilatazione arteriolare indotta dal simpatico (recettori beta 2) Successiva vasodilatazione arteriolare metabolica Successiva vasodilatazione arteriolare metabolica Vasocostrizione splancnica, renale e cutanea mediata da riflessi baro- e chemiocettivi MUSCOLI COINVOLTI NELLESERCIZIO MUSCOLI NON COINVOLTI NELLESERCIZIO RISULTATO FINALE NETTO: CALO DELLE RESISTENZE VASCOLARI PERIFERICHE ESERCIZIO DINAMICO RESISTENZE VASCOLARI PERIFERICHE

74 DETERMINANTI DELLA DIFFERENZA ARTERO-VENOSA DI 02 Densità capillare Densità capillare N. di capillari aperti N. di capillari aperti Tempo di transito degli eritrociti allinterno dei capillari Tempo di transito degli eritrociti allinterno dei capillari Curva di dissociazione dellemoglobina Curva di dissociazione dellemoglobina ESERCIZIO DINAMICO

75 DETERMINANTI DEL V02 MAX Soggetto sano: Soggetto sano: fattori centrali: massima capacità di portata cardiaca fattori centrali: massima capacità di portata cardiaca Cardiopatico (CHF): fattori periferici: a) massima capacità vasodilatatrice dei vasi muscolari b) capacità ossidative del muscolo ESERCIZIO DINAMICO

76 EFFETTI SULLA RISPOSTA CARDIOVASCOLAREDELLA QUANTITA DI MASSA MUSCOLARE COINVOLTA NELLESERCIZIO Esercizio isometrico: non influente Esercizio isometrico: non influente Esercizio dinamico: influente Esercizio dinamico: influente

77 EXERCISE TRAINING Cardiac Function Coronary Risk Profile Cardiac Output Distribution Skeletal Muscle Aerobic Capacity Vasomotor Reactivity Haemostasis DOCUMENTED EFFECTS OF EXERCISE TRAINING

78 Effetti fisiologici del training fisico INCREMENTA: - Il flusso muscolare, con più estrazione di O2 - La capacità aerobica - La gittata sistolica - Il rilascio dell NO - Il microcircolo - La soglia ischemica - La capacità lavorativa - Il colesterolo HDL RIDUCE: - Il VO2 miocardico - La FC e la PA a riposo e durante sforzo - La produzione muscolare di acido lattico - Laggregabilità piastrinica - La produzione di catecolamine - La trigliceridemia AO Caserta - UO Cardiologia Riabilitativa

79 Effetti benefici del training fisico (1) Incremento della tolleranza allo sforzo (aumento del consumo massimo di O 2, del tempo di esercizio e del carico sopportato) Incremento della tolleranza allo sforzo (aumento del consumo massimo di O 2, del tempo di esercizio e del carico sopportato) Riduzione della FC e della PA a riposo e per sforzi sottomassimali Riduzione della FC e della PA a riposo e per sforzi sottomassimali Incremento dello stroke volume Incremento dello stroke volume Incremento della frazione deiezione Incremento della frazione deiezione Innalzamento della soglia anaerobica Innalzamento della soglia anaerobica Innalzamento della soglia ischemica Innalzamento della soglia ischemica Miglioramento dei parametri di funzione diastolica Miglioramento dei parametri di funzione diastolica Aumento dei circoli collaterali Aumento dei circoli collaterali Riduzione delle stenosi coronariche Riduzione delle stenosi coronariche Incremento della tolleranza allo sforzo (aumento del consumo massimo di O 2, del tempo di esercizio e del carico sopportato) Incremento della tolleranza allo sforzo (aumento del consumo massimo di O 2, del tempo di esercizio e del carico sopportato) Riduzione della FC e della PA a riposo e per sforzi sottomassimali Riduzione della FC e della PA a riposo e per sforzi sottomassimali Incremento dello stroke volume Incremento dello stroke volume Incremento della frazione deiezione Incremento della frazione deiezione Innalzamento della soglia anaerobica Innalzamento della soglia anaerobica Innalzamento della soglia ischemica Innalzamento della soglia ischemica Miglioramento dei parametri di funzione diastolica Miglioramento dei parametri di funzione diastolica Aumento dei circoli collaterali Aumento dei circoli collaterali Riduzione delle stenosi coronariche Riduzione delle stenosi coronariche

80 Effetti benefici del training fisico (2) Aumento della differenza arterovenosa di O 2 Aumento della differenza arterovenosa di O 2 Riduzione delle resistenze vascolari Riduzione delle resistenze vascolari Incremento dei flussi vascolari periferici Incremento dei flussi vascolari periferici Miglioramento della funzione endoteliale Miglioramento della funzione endoteliale Miglioramento dei sintomi (dispnea, fatica, angina) Miglioramento dei sintomi (dispnea, fatica, angina) Facilitazione metabolismo di grassi e carboidrati Facilitazione metabolismo di grassi e carboidrati Controllo di obesità, diabete ed ipertensione arteriosa Controllo di obesità, diabete ed ipertensione arteriosa Aumentato tasso di ripresa delle attività lavorative Aumentato tasso di ripresa delle attività lavorative Un'adeguata tonicità muscolare conferisce anche un miglior aspetto estetico Un'adeguata tonicità muscolare conferisce anche un miglior aspetto estetico Maggiore sopravvivenza Maggiore sopravvivenza Aumento della differenza arterovenosa di O 2 Aumento della differenza arterovenosa di O 2 Riduzione delle resistenze vascolari Riduzione delle resistenze vascolari Incremento dei flussi vascolari periferici Incremento dei flussi vascolari periferici Miglioramento della funzione endoteliale Miglioramento della funzione endoteliale Miglioramento dei sintomi (dispnea, fatica, angina) Miglioramento dei sintomi (dispnea, fatica, angina) Facilitazione metabolismo di grassi e carboidrati Facilitazione metabolismo di grassi e carboidrati Controllo di obesità, diabete ed ipertensione arteriosa Controllo di obesità, diabete ed ipertensione arteriosa Aumentato tasso di ripresa delle attività lavorative Aumentato tasso di ripresa delle attività lavorative Un'adeguata tonicità muscolare conferisce anche un miglior aspetto estetico Un'adeguata tonicità muscolare conferisce anche un miglior aspetto estetico Maggiore sopravvivenza Maggiore sopravvivenza

81 Obiettivi del training fisico Potenziare le capacità del sistema cardiovascolare Potenziare le capacità del sistema cardiovascolare Ottimizzare la performance muscolo-scheletrica Ottimizzare la performance muscolo-scheletrica incremento della forza muscolare incremento della forza muscolare miglioramento della flessibilità e mobilità articolare miglioramento della flessibilità e mobilità articolare incremento della velocità dei movimenti incremento della velocità dei movimenti incremento della coordinazione dei movimenti incremento della coordinazione dei movimenti riduzione del dispendio energetico a parità di attività fisica riduzione del dispendio energetico a parità di attività fisica

82 REST EXERCISE p<0.01 Controls (n=10) Maximal exercise (n=16) Submaximal exercise (n=15) EFFETTI DELLESERCIZIO DINAMICO SULLA VASODILATAZIONE ENDOTELIO-MEDIATA ANOVA F = p < 0.01 % CHANGE IN BRACHIAL ARTERY DIAMETER Silvestro et al. Atherosclerosis 2002


Scaricare ppt "ADATTAMENTI DEL SISTEMA CARDIOVASCOLARE ALLESERCIZIO FISICO Prof. CARLO VIGORITO DIPARTIMENTO DI MEDICINA CLINICA, SCIENZE CARDIOVASCOLARI ED IMMUNOLOGICHE,"

Presentazioni simili


Annunci Google