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INTERPELLO 27/01/2014 0.23 1 Seconda Università di Napoli Corso di Fiscalità dImpresa - Prof.ssa Clelia Buccico.

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1 INTERPELLO 27/01/ Seconda Università di Napoli Corso di Fiscalità dImpresa - Prof.ssa Clelia Buccico

2 27/01/ Linterpello Tre tipologie di procedure di interpello, talvolta richiamate da specifiche disposizioni per quanto concerne il profilo procedurale: interpello ordinario interpello antielusivo interpello disapplicativo

3 27/01/ Linterpello ordinario Il contribuente può presentare istanza allAmministrazione finanziaria per evidenziare le proprie incertezze rispetto allapplicazione di una disposizione tributaria. La facoltà è espressamente prevista dallart. 11 dello Statuto del contribuente (legge n. 212 del 2000), ed è regolamentata dal D.M. n. 209 del Si tratta di una disposizione che obbliga lA.F. ad uscire allo scoperto, fornendo al contribuente la propria soluzione, in ossequio a principi di ragionevolezza e di buon andamento degli uffici pubblici.

4 27/01/ Attività interpretativa Con il termine interpretazione si intende si intende lattività diretta a ricercare e precisare il significato da attribuire ad un determinato atto normativo. Linterpretazione della norma giuridica consiste nella ricerca e spiegazione dellesatto ambito applicativo della norma stessa. LAgenzia delle Entrate cura la tempestiva interpretazione delle norme che disciplinano i tributi dalla stessa gestiti. A tal fine affronta e risolve – attraverso lemanazione di circolari, risoluzioni, istruzioni e note – i dubbi e le difficoltà incontrati in sede applicativa dai contribuenti, dai propri uffici operativi, dalle altre Pubbliche Amministrazioni nonché dagli enti ed associazioni esponenziali di interessi collettivi.

5 27/01/ Attività interpretativa Detta attività risponde a diverse esigenze: affermare la legalità dellazione amministrativa (uniformando altresì i comportamenti degli Uffici) chiarire preventivamente i termini del rapporto tributario incrementare il livello di adesione spontanea allobbligazione tributaria

6 27/01/ Attività interpretativa Lattività interpretativa può essere: - di carattere generale (emanazione di circolari) - di carattere particolare (formulazione di pareri relativi a specifiche fattispecie sollecitati dai soggetti interessati - attività poste in essere in sede di consulenza giuridica e di risposta allinterpello).

7 27/01/ Int. Ordinario: attività interpretativa Linterpello ordinario costituisce lo strumento principale attraverso il quale si esplica, nei confronti della generalità dei contribuenti, lattività interpretativa o di consulenza giuridica dellAgenzia delle entrate, volta ad individuare il corretto trattamento tributario delle fattispecie di volta in volta prospettate. Linterpretazione si estende alla normativa di natura tributaria, primaria e secondaria, con esclusione degli atti privi di contenuto normativo quali, ad esempio, circolari, risoluzioni, istruzioni, note ed atti similari.

8 27/01/ Int. ordinario: obiettiva incertezza Lincertezza deve riguardare una disposizione tributaria caratterizzata da obiettive condizioni di incertezza. Se il caso oggetto di interpello è stato già esaminato dallAgenzia delle entrate con circolari o risoluzioni, istruzione, o nota, e dunque non ricorrono le obiettive condizioni di incertezza, linterpello si presta ad essere dichiarato inammissibile. Nella pratica, molto spesso in questi casi la risposta viene comunque fornita sotto forma di consulenza, senza cioè che la risposta vincoli in alcun modo loperato dellAmministrazione finanziaria in sede di accertamento.

9 27/01/ Int. Ordinario: caso concreto e personale Deve trattarsi di un caso concreto e personale. Listanza non può essere presentata a scopo accademico, ma solo da chi svolge lattività che comporta lapplicazione delle norme cui si riferisce linterpello. In qualche caso lAgenzia delle entrate rende risposta a quesiti posti da categorie professionali sotto forma di consulenza.

10 27/01/ Interpello allAgenzia delle entrate Può riguardare, in particolare: Imposte sui redditi (IRES, IRPEF) IRAP IVA Registro Bollo Tassa concessioni governative, imposta sugli intrattenimenti, altri tributi minori.

11 27/01/ Interpello ad altri Enti In alcuni casi linterpello non va presentato allA.E., in quanto il tributo è gestito da un altro ente. Ad esempio: Agenzia delle Dogane, per le accise i Comuni, per lICI e per gli altri tributi locali le Province, per i tributi provinciali e le Regioni per quelli regionali

12 27/01/ Listanza deve essere preventiva Listanza deve essere preventiva rispetto al momento in cui il contribuente provvede ad applicare le disposizioni che determinano lincertezza. Tipicamente questo momento è rappresentato dalla dichiarazione dei redditi, ma è evidente che molte disposizioni fiscali si prestano ad essere applicate di anno in anno. In questi casi leventuale risposta fornita dopo la presentazione della dichiarazione dei redditi potrà comunque produrre effetti per lanno successivo.

13 27/01/ Listanza deve essere preventiva Listanza deve essere preventiva rispetto al momento in cui il contribuente provvede ad applicare le disposizioni rispetto alle quali è maturata lincertezza. Tipicamente questo momento è rappresentato dalla dichiarazione dei redditi, ma è evidente che molte disposizioni fiscali si prestano ad essere applicate di anno in anno. Questo requisito dellinterpello risponde innanzi tutto alle esigenze del contribuente. Coordinamento con lattività di controllo dellA.F.

14 27/01/ Listanza deve essere preventiva Si può ben comprendere che per la sua stessa natura listituto dellinterpello si presta a fugare incertezze connesse alla prima applicazione di nuove disposizioni fiscali.

15 27/01/ Modi e tempi dellinterpello ordinario Listanza, che deve essere sottoscritta, va presentata alla competente Direzione Regionale dellAgenzia delle entrate. Questultima deve rispondere per iscritto entro 120 giorni, motivando la propria risposta. Le imprese di grande dimensione presentano listanza alla Direzione centrale, per il tramite della D.R., così come le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici a rilevanza nazionale. I soggetti non residenti possono presentare listanza alla Direzione centrale, oppure alla D.R. competente in ragione del domicilio fiscale del proprio rappresentante od incaricato.

16 27/01/ Silenzio assenso LAmministrazione è tenuta a rispondere, pena il silenzio assenso rispetto alla soluzione fornita dal contribuente. Naturalmente, se il contribuente non indica la propria soluzione (o ne indica più duna), viene meno di fatto la stessa possibilità di far valere il silenzio assenso.

17 27/01/ Modalità di presentazione dellistanza Oltre che dallo stesso contribuente, e da coloro cui è attribuita la rappresentanza dei contribuenti diversi dalle persone fisiche, listanza può essere presentata anche dal procuratore generale o speciale del contribuente. Listanza va presentata in carta libera, mediante: consegna a mano spedizione tramite raccomandata postale con avviso di ricevimento, da inviare in plico senza busta.

18 27/01/ Modalità di presentazione dellistanza Devono essere allegati i documenti rilevanti ai fini della soluzione del quesito posto. Il contribuente non è però tenuto ad allegare i documenti che siano già in possesso dellAmministrazione finanziaria o di altre amministrazioni.

19 27/01/ Sospensione dei termini in caso di richiesta di documentazione Il regolamento attuativo prevede che il termine di 120 giorni si sospende nel caso in cui lAmministrazione finanziaria richieda al contribuente documentazione integrativa ai fini della risoluzione del caso esaminato. Allo stesso modo, nel caso di mancata sottoscrizione dellistanza il termine di 120 gg. decorre dal momento in cui è stata sanata linammissibilità legata alla mancata sottoscrizione.

20 27/01/ Effetti dellistanza Linterpello non ha effetti sulle scadenze previste dalle norme tributarie, né sulla decorrenza dei termini di decadenza, e non comporta interruzione o sospensione dei termini di prescrizione (art. 1, comma 5, del D.M. n. 209 del 2001). Come mai ?

21 27/01/ Effetti della risposta La risposta esplica efficacia esclusivamente nei confronti del contribuente richiedente, limitatamente al caso concreto e personale da questultimo prospettato nellistanza. Nessun effetto è previsto per altri soggetti diversi dal richiedente. La risposta vincola il comportamento dellA.F., ma non quello del contribuente, che rimane libero di non aderire al parere emerso in sede di interpello.

22 27/01/ Effetti della risposta Gli Uffici non potranno dunque emettere atti di accertamento o di irrogazione di sanzioni in contrasto con la soluzione interpretativa resa in sede di interpello. La risposta si estende anche ai comportamenti successivi riconducibili alla fattispecie oggetto dellinterpello, in quanto assume una valenza generale. Esempio: interpello relativo alla deducibilità di un costo la cui prima applicazione si ha in Unico 2010

23 27/01/ Un caso pratico In questo caso per rispettare il requisito della preventività il contribuente deve presentare listanza di interpello almeno entro la fine di maggio, in quanto la scadenza per la presentazione della dichiarazione Unico 2010 è fissata al 30 settembre In realtà, se la deduzione del costo incide sul versamento delle imposte il contribuente dovrebbe potersi regolare in un certo modo già alla scadenza del 16 giugno 2010 (versamenti). La risposta positiva (deduzione del costo), fornita ad esempio in data 31 luglio, influenza dunque la posizione dichiarativa del contribuente, e non solo per il 2009, ma anche in relazione agli esercizi successivi.

24 27/01/ Rettifica della risposta LA.E. potrebbe anche rettificare la propria risposta. In questo caso se il contribuente ha già messo in atto il comportamento oggetto dellistanza di interpello, uniformandosi alla risposta fornita dallA.E., nessuna pretesa può essere avanzata dallA.E., né per le imposte e né per le sanzioni.. Se tuttavia il contribuente in futuro dovrà dare nuovamente esecuzione alla norma sarà tenuto ad applicare il secondo parere, e non più il primo.

25 27/01/ Rettifica della risposta Potrebbe darsi che il contribuente non abbia ancora dato applicazione alla norma. In tal caso se nonostante il cambio di orientamento il contribuente procede ugualmente nella direzione indicata sarà tenuto a pagare le maggiori imposte eventualmente dovute e i relativi interessi derivanti dalla risposta rettificativa, senza la irrogazione di sanzioni. Altro caso è quello in cui il contribuente abbia già dato attuazione alla norma, ma nellistanza aveva omesso di specificare, in modo chiaro ed univoco, il comportamento e la soluzione interpretativa che intendeva adottare. Lufficio in tal caso può recuperare il tributo e gli interessi, sia pure senza irrogazione di sanzioni.

26 27/01/ Interpello antielusivo Molte volte un identico obiettivo economico è compatibile con più di un regime giuridico - tributario e il contribuente può legittimamente scegliere di porre in essere la fattispecie meno onerosa dal punto di vista fiscale. Si tratta di scegliere tra più strumenti giuridici - tutti non vietati dalla norma tributaria – quello che consente un maggior risparmio dimposta.

27 27/01/ Elusione: cenni L elusione occupa uno spazio intermedio tra risparmio legittimo (o lecito) dimposta ed evasione. Differisce dallevasione, in quanto in questo caso cè una violazione diretta delle norme fiscali. Si tratta dunque di un risparmio fiscale conforme alla lettera ma non alla ratio delle norme tributarie, perseguito attraverso un abuso. Lart. 37-bis considera elusivi i comportamenti privi di valide ragioni economiche, diretti ad aggirare obblighi o divieti previsti dallordinamento tributario, e ad ottenere riduzioni dimposte o rimborsi, altrimenti indebiti.

28 27/01/ Interpello antielusivo L elusione subentra quando si pongono in essere stratagemmi giuridici che, pur rispettando singole disposizioni legislative, si scontrano con principi di segno contrario desunti da altre disposizioni o dai principi generali dellordinamento tributario. Il legislatore, per contrastare detti fenomeni, ha adottato norme con struttura antielusiva: la disciplina sostanziale non viene modificata, ma si disapplica quando il contribuente la utilizza per ottenere vantaggi indebiti.

29 27/01/ Interpello antielusivo Si tratta di un interpello attraverso cui il contribuente può chiedere allAmministrazione Finanziaria di pronunciarsi sulla elusività o meno di una determinata fattispecie. In tal modo il contribuente può evitare il disconoscimento - da parte dellAmministrazione Finanziaria - degli effetti fiscali derivanti dalla operazione posta in essere.

30 27/01/ Interpello antielusivo Lart. 21 della legge n. 413 del 1991 prevede un interpello speciale, esperibile in relazione ad alcune specifiche disposizioni a contenuto antielusivo: operazioni elencate dallart. 37-bis del D.P.R. 600/73; operazioni suscettibili di rientrare nel campo applicativo della normativa in materia di interposizione di persona; qualificazione di determinate spese come spese di rappresentanza o spese di pubblicità o propaganda; disapplicazione della norma in materia di indeducibilità dei costi connessi a rapporti con imprese residenti in Paradisi fiscali (art. 110, commi da 10 a 12, del Tuir).

31 27/01/ Interpello antielusivo Operazioni elencate dallart. 37-bis del D.P.R. 600/73. Ad esempio: trasformazioni, fusioni, scissioni, liquidazioni volontarie e distribuzioni ai soci di somme prelevate da voci del patrimonio netto diverse da quelle formate con utili; conferimenti in società, nonché negozi aventi ad oggetto il trasferimento o il godimento di aziende; cessioni di crediti; cessioni di eccedenze d'imposta.

32 27/01/ Interpello antielusivo Linterpello antielusivo può dunque avere ad oggetto soltanto specifiche operazioni che potrebbero essere considerate elusive, e sul piano tributario sortisce come effetto tipico esclusivamente linversione dellonere della prova a carico della parte che non si sia conformata al parere reso dallAmministrazione finanziaria.

33 27/01/ Modalità e tempi dellinterpello Il contribuente, anche prima della conclusione di un contratto, di una convenzione o di un atto che possa dar luogo all'applicazione delle disposizioni richiamate nel comma 2, richiede il parere della Direzione Centrale dellAgenzia delle entrate, fornendole tutti gli elementi conoscitivi utili ai fini della corretta qualificazione tributaria della fattispecie prospettata (in pratica, listanza è presentata alla D.R., che la gira alla Direzione Centrale, fornendo anche un proprio parere motivato). La Direzione è tenuta a rispondere entro 120 gg.; trascorso questo termine il contribuente può inviare una diffida ad adempiere. La mancata risposta entro 60 gg. dalla diffida ha valore di silenzio assenso.

34 27/01/ Modalità e tempi dellinterpello Il procedimento di interpello è precluso ove sia già intervenuto laccertamento o, comunque, sia stata avviata lattività di controllo, con leffettuazione di atti istruttori aventi rilevanza esterna (verifiche, questionari, ecc.).

35 27/01/ Effetti Solo per le parti istanti e solo con riferimento al caso concreto oggetto di valutazione. Non maturano effetti anche per altri casi analoghi. Il parere non determina effetti automatici, né per lAmministrazione né in sede contenziosa, ma rileva come elemento di valutazione.

36 27/01/ Effetti di natura penale In base a quanto previsto dallart. 16 del D.Lgs. 74/2000, non sono punibili i soggetti che, avvalendosi della procedura di interpello antilusivo, si sono uniformati al parere dellAmministrazione. Non da' luogo a fatto punibile a norma del presente decreto la condotta di chi, avvalendosi della procedura stabilita dall'articolo 21, commi 9 e 10, della legge 30 dicembre 1991, n. 413, si e' uniformato ai pareri del Ministero delle finanze o del Comitato consultivo per l'applicazione delle norme antielusive previsti dalle medesime disposizioni, ovvero ha compiuto le operazioni esposte nell'istanza sulla quale si e' formato il silenzio-assenso.

37 27/01/ Interpello disapplicativo Il contribuente può richiedere la disapplicazione di una norma antielusiva, ai sensi dellart. 37-bis, comma 8, D.P.R. 600/73 Possono essere disapplicate le norme tributarie che, allo scopo di contrastare comportamenti elusivi, limitano deduzioni, detrazioni, crediti dimposta o altre posizioni soggettive altrimenti ammesse dallordinamento tributario. Esempio: disciplina dei limiti alla deduzione delle perdite pregresse nel caso di operazioni straordinarie (fusione, scissione).

38 27/01/ Ambito di applicazione Ambito applicativo: secondo lAgenzia delle entrate è limitato a quello delle imposte sui redditi (la norma in esame tratta dellaccertamento delle imposte sui redditi). Tuttavia, qualora una stessa fattispecie costituisca oggetto di previsioni normative rispondenti alla medesima ratio antielusiva, ossia quando sussista una stretta connessione logica tra norme tributarie diverse, il Direttore regionale – nel provvedere sulle istanze di disapplicazione riguardanti le imposte sui redditi, può estendere lesame anche ai fini di tributi diversi.

39 27/01/ Modalità e tempi Linterpello è materialmente presentato allUfficio locale, che lo gira entro 30 gg. alla competente Direzione Regionale, unitamente al proprio parere. La risposta è resa dalla D.R. non oltre 90 gg. dalla presentazione dellistanza da parte del contribuente

40 27/01/ Preventività Il requisito della preventività dellistanza si intende rispettato se questa viene presentata prima della scadenza del termine ordinario di presentazione della dichiarazione dei redditi. Il Direttore regionale potrà fornire risposta anche dopo la scadenza del predetto termine ordinario a condizione che, entro il termine per la presentazione di una dichiarazione integrativa, sia stata presentata listanza di disapplicazione.

41 27/01/ Casi a parte: linterpello delle società di comodo E previsto un interpello volto a disapplicare, secondo le modalità già descritte per linterpello disapplicativo, la cd. disciplina delle società non operative (art. 30 della legge n. 724 del 1994). Questa disciplina prevede che le società sono considerate non operative se applicando determinati coefficienti ai beni dellattivo patrimoniale si ottiene un risultato superiore a quello fornito dai ricavi presunti (la società non ha superato il cd. Test di operatività). La verifica avviene su base triennale. In questo caso la società è tenuta a dichiarare almeno un reddito pari a quello minimo previsto ex lege, reddito che si ottiene applicando altri coefficienti di redditività al valore dei beni dellattivo patrimoniale.

42 27/01/ La disapplicazione Il contribuente può tuttavia ricorrere al procedimento di interpello per disapplicare la disciplina prevista dallart. 30 della legge n. 724 del Le modalità procedurali della richiesta di interpello sono quelle valevoli per linterpello disapplicativo (present. AllUfficio locale, risposta della D.R. entro 90 gg.). Il contribuente deve tuttavia dimostrare che per effetto di oggettive situazioni non è stato possibile produrre ricavi ed un reddito almeno pari a quelli minimi.

43 27/01/ Casi a parte: la Cfc rules Si tratta di una particolare disciplina che prevede limputazione per trasparenza in capo al soggetto controllante dei redditi prodotti dalla società controllata residente in un Paradiso fiscale. In pratica, il soggetto residente viene ad essere tassato per redditi in realtà maturati dal soggetto estero. La disciplina prevede lobbligo da parte del controllante di rideterminare il reddito della CFC, applicando le regole previste dal Tuir. Anche in questo caso è prevista la possibilità di disapplicare la disciplina recata dallart. 167 del Tuir ricorrendo alla procedura di interpello

44 27/01/ Interpello Cfc Valgono le regole procedurali previste per linterpello ordinario, anche se le istanze sono valutate direttamente dalla Direzione centrale. Lart. 167, comma 5, prevede due possibili circostanze esimenti: svolgimento di una effettiva attività industriale o commerciale da parte della Cfc; con le partecipazioni non si consegue leffetto di localizzare i redditi in Stati o territori a fiscalità provolegiata.

45 27/01/ Importanza dellinterpello Cfc nel nuovo Testo unico Va segnalato che con la cd. Riforma IRES linterpello Cfc ha assunto un non trascurabile rilievo anche ai fini del trattamento dei dividendi e dei componenti di reddito derivanti dalla cessione di partecipazioni societarie. In tutti i casi in cui la partecipazione riguardi società localizzate in Paradisi fiscali può venire meno il regime di parziale esclusione o di parziale esenzione (P.ex.) previsto dal nostro sistema tributario, ed al contribuente è assicurata la possibilità di ricorrere allistituto dellinterpello.


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