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PREMIO CARDUCCI SEZIONE SCUOLA 2012-2013 V EDIZIONE Rita Camaiora.

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Presentazione sul tema: "PREMIO CARDUCCI SEZIONE SCUOLA 2012-2013 V EDIZIONE Rita Camaiora."— Transcript della presentazione:

1 PREMIO CARDUCCI SEZIONE SCUOLA V EDIZIONE Rita Camaiora

2 Eugenio Montale VITA E OPERE: LA CULTURA E LE FASI DELLA POETICA

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4 La casa delle due palme

5 Casa Montale oggi

6 Dallalbum di famiglia

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8 Proda di Versilia La Bufera e altro … Broli di zinnie tinte ad artificio (nonne dal duro sòggolo le annaffiano, chiuse lo sguardo a chi di fuorivia non cede alle impietose loro mani il suo male), cortili di sterpaglie incanutite dove se entra un gatto color frate gli vietano i rifiuti voci irose; macerie e piatte altane su case basse lungo un ondulato declinare di dune e ombrelle aperte al sole grigio, …... …A quellombre i primi anni erano folti, gravi di miele, pur se abbandonati; a quel rezzo anche se disteso sotto due brandelli di crespo punteggiati di zanzare dormivo nella stanza dangolo, accanto alla cucina, ancora nottetempo o nel cuore duna siesta di cicale, abbagliante nel mio sonno …… Anni di scogli e di orizzonti stretti a custodire vite ancora umane e gesti conoscibili, respiro o anelito finale di sommersi simili alluomo o a lui vicini pure nel nome: il pesce prete, il pesce rondine, làstice – il lupo della nassa – che dimentica le pinze quando Alice gli si avvicina… e il volo da trapezio dei topi familiari da una palma allaltra; tempo che fu misurabile fino a che non saperse questo mare infinito, di creta e di mondiglia

9 Montale al Bagno Alpemare

10 La bella estate di Montale in Versilia …"Ma tu chi sei?". "Io sono Montale". Segue una strana, misteriosa domanda: "Montali solo tu o montalano anche gli altri?".

11 Montale e Carla Fracci a Forte dei Marmi

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13 Montale e Carla Fracci 1955

14 …E rammento le estati con Montale, a Forte dei Marmi. Ci si trovava ogni giorno tra persone come Henry Moore, Marino Marini, Guttuso. Montale disegnava sempre: il mare, le Apuane... Usava tutto, dal vino al rossetto. Mi dedicò una bellissima poesia: La danzatrice stanca...(Carla Fracci) MontaleGuttusomarevinopoesiaMontaleGuttusomarevinopoesia

15 Eugenio Montale in un disegno di Flavio Costantini per "Montale e il Corriere"

16 La celebre foto delle gambe di Dora Markus

17 le gambe dovrebbero essere appartenute a Dora Markus, giovane ebrea austriaca, ma non vi è una certezza assoluta. Si sa invece con abbondanza di documenti che limmagine fu spedita a Eugenio Montale da Bobi Bazlen, il grande e bizzarro intellettuale triestino grazie al cui fiuto è nata una parte cospicua del primo catalogo Einaudi e sarebbe poi sorta lAdelphi. Dopo una visita in casa degli amici Tolazzi, una famiglia intellettuale della buona borghesia triestina, mandò infatti (la data è il 25 settembre 1928) la fotografia al poeta, imponendogli di scrivere una poesia: «Loro ospite, unamica di Gerti, con delle gambe meravigliose. Falle una poesia. Si chiama Dora Markus». le gambe dovrebbero essere appartenute a Dora Markus, giovane ebrea austriaca, ma non vi è una certezza assoluta. Si sa invece con abbondanza di documenti che limmagine fu spedita a Eugenio Montale da Bobi Bazlen, il grande e bizzarro intellettuale triestino grazie al cui fiuto è nata una parte cospicua del primo catalogo Einaudi e sarebbe poi sorta lAdelphi. Dopo una visita in casa degli amici Tolazzi, una famiglia intellettuale della buona borghesia triestina, mandò infatti (la data è il 25 settembre 1928) la fotografia al poeta, imponendogli di scrivere una poesia: «Loro ospite, unamica di Gerti, con delle gambe meravigliose. Falle una poesia. Si chiama Dora Markus».

18 Montale accettò la sfida, e inserì quel nome che sapeva di lontano nel suo canzoniere sentimentale insieme con le altre mitiche figure femminili e la stessa fotografa, protagonista di una poesia, il Carnevale di Gerti. Montale accettò la sfida, e inserì quel nome che sapeva di lontano nel suo canzoniere sentimentale insieme con le altre mitiche figure femminili e la stessa fotografa, protagonista di una poesia, il Carnevale di Gerti.

19 Dora Markus Dora Markus I Fu dove il ponte di legno mette a porto Corsini sul mare alto e rari uomini, quasi immoti, affondano o salpano le reti. Con un segno della mano additavi all'altra sponda invisibile la tua patria vera. Poi seguimmo il canale fino alla darsena della città, lucida di fuliggine, nella bassura dove s'affondava una primavera inerte, senza memoria. E qui dove un'antica vita si screzia in una dolce ansietà d'Oriente, le tue parole iridavano come le scaglie della triglia moribonda. La tua irrequietudine mi fa pensare agli uccelli di passo che urtano ai fari nelle sere tempestose: è una tempesta anche la tua dolcezza, turbina e non appare, e i suoi riposi sono anche più rari. Non so come stremata tu resisti in questo lago d'indifferenza ch'è il tuo cuore; forse ti salva un amuleto che tu tieni vicino alla matita delle labbra, al piumino, alla lima: un topo bianco, d'avorio; e così esisti! Fu dove il ponte di legno mette a porto Corsini sul mare alto e rari uomini, quasi immoti, affondano o salpano le reti. Con un segno della mano additavi all'altra sponda invisibile la tua patria vera. Poi seguimmo il canale fino alla darsena della città, lucida di fuliggine, nella bassura dove s'affondava una primavera inerte, senza memoria. E qui dove un'antica vita si screzia in una dolce ansietà d'Oriente, le tue parole iridavano come le scaglie della triglia moribonda. La tua irrequietudine mi fa pensare agli uccelli di passo che urtano ai fari nelle sere tempestose: è una tempesta anche la tua dolcezza, turbina e non appare, e i suoi riposi sono anche più rari. Non so come stremata tu resisti in questo lago d'indifferenza ch'è il tuo cuore; forse ti salva un amuleto che tu tieni vicino alla matita delle labbra, al piumino, alla lima: un topo bianco, d'avorio; e così esisti! II II Ormai nella tua Carinzia di mirti fioriti e di stagni, china sul bordo sorvegli la carpa che timida abbocca o segui sui tigli, tra gl'irti pinnacoli le accensioni del vespro e nell'acque un avvampo di tende da scali e pensioni. Ormai nella tua Carinzia di mirti fioriti e di stagni, china sul bordo sorvegli la carpa che timida abbocca o segui sui tigli, tra gl'irti pinnacoli le accensioni del vespro e nell'acque un avvampo di tende da scali e pensioni. La sera che si protende sull'umida conca non porta col palpito dei motori che gemiti d'oche e un interno di nivee maioliche dice allo specchio annerito che ti vide diversa una storia di errori imperturbati e la incide dove la spugna non giunge. La sera che si protende sull'umida conca non porta col palpito dei motori che gemiti d'oche e un interno di nivee maioliche dice allo specchio annerito che ti vide diversa una storia di errori imperturbati e la incide dove la spugna non giunge. La tua leggenda, Dora! Ma è scritta già in quegli sguardi di uomini che hanno fedine altere e deboli in grandi ritratti d'oro e ritorna ad ogni accordo che esprime l'armonica guasta nell'ora che abbuia, sempre più tardi. La tua leggenda, Dora! Ma è scritta già in quegli sguardi di uomini che hanno fedine altere e deboli in grandi ritratti d'oro e ritorna ad ogni accordo che esprime l'armonica guasta nell'ora che abbuia, sempre più tardi. È scritta là. Il sempreverde alloro per la cucina resiste, la voce non muta, Ravenna è lontana, distilla veleno una fede feroce. Che vuole da te? Non si cede voce, leggenda o destino... Ma è tardi, sempre più tardi. (Eugenio Montale, Le Occasioni; Parte prim È scritta là. Il sempreverde alloro per la cucina resiste, la voce non muta, Ravenna è lontana, distilla veleno una fede feroce. Che vuole da te? Non si cede voce, leggenda o destino... Ma è tardi, sempre più tardi. (Eugenio Montale, Le Occasioni; Parte prim

20 LA CENTRALITA DI MONTALE NELLA POESIA DEL900 NELLA POESIA DEL900

21 Perché Montale come incipit di questo percorso?

22 Il primo Montale: la Liguria e gli Ossi di seppia ( ) Il primo Montale: la Liguria e gli Ossi di seppia ( ) Il secondo Montale: Le Occasioni e il periodo fiorentino ( ) Il secondo Montale: Le Occasioni e il periodo fiorentino ( ) Il terzo Montale: La Bufera e altro, il giornalismo a Milano ( ) Il terzo Montale: La Bufera e altro, il giornalismo a Milano ( ) IL quarto Montale: Satura, senatore a vita ( ) IL quarto Montale: Satura, senatore a vita ( ) Il quinto Montale: Diari e altri versi, il premio Nobel ( ) Il quinto Montale: Diari e altri versi, il premio Nobel ( )

23 Il primo Montale: la Liguria e gli Ossi di seppia ( ) Lattraversamento di DAnnunzio e la crisi del Simbolismo

24 In Ossi di seppia confluiscono 1.Tendenze dellavanguardia primonovecentesca crepuscolare ed espressionista 2.Quelle simboliste (francesi e italiane) 3.Quelle della restaurazione antiavanguardista

25 Non chiederci la parola Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco lo dichiari e risplenda come un croco perduto in mezzo a un polveroso prato. Ah l'uomo che se ne va sicuro, agli altri ed a se stesso amico, e l'ombra sua non cura che la canicola stampa sopra uno scalcinato muro! Non domandarci la formula che mondi possa aprirti, sì qualche storta sillaba e secca come un ramo. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

26 torcere il collo alleloquenza 1946:Montale risponde a unintervista immaginaria Scrivendo il mio primo libro …ubbidii a un bisogno di espressione musicale.Volevo che la mia parola fosse più aderente di quella degli altri poeti che avevo conosciuto. Aderente a che? …sentivo di essere vicino a qualcosa di essenziale...Lespressione assoluta sarebbe stata la rottura di quel velo, di quel filo…La mia volontà di aderenza restava musicale, istintiva, non programmatica. Alleloquenza della nostra vecchia lingua aulica volevo torcere il collo, magari a rischio di una controeloquenza.

27 Il secondo Montale: Le Occasioni e il periodo fiorentino ( ) La letteratura diventa lultima difesa per una generazione di autori che trova nella religione della cultura e dellarte lunico risarcimento possibile. La letteratura diventa lultima difesa per una generazione di autori che trova nella religione della cultura e dellarte lunico risarcimento possibile. Firenze diventa la cittadella delle lettere, da difendere dalla rozzezza e dalla grossolanità del regime fascista, ma anche dal dilagare della civiltà di massa Firenze diventa la cittadella delle lettere, da difendere dalla rozzezza e dalla grossolanità del regime fascista, ma anche dal dilagare della civiltà di massa Allignoranza si contrappongono i valori elitari dellaristocrazia dello spirito Allignoranza si contrappongono i valori elitari dellaristocrazia dello spirito Lo stile si innalza: prevale uno stile classico di matrice petrarchesca con infiltrazioni di matrice dantesca Lo stile si innalza: prevale uno stile classico di matrice petrarchesca con infiltrazioni di matrice dantesca Clizia la nuova Beatrice Clizia la nuova Beatrice

28 Clizia

29 NUOVE STANZE Poi che gli ultimi fili di tabacco Poi che gli ultimi fili di tabacco al tuo gesto si spengono nel piatto al tuo gesto si spengono nel piatto di cristallo, al soffitto lenta sale di cristallo, al soffitto lenta sale la spirale del fumo la spirale del fumo che gli alfieri e i cavalli degli scacchi che gli alfieri e i cavalli degli scacchi guardano stupefatti; e nuovi anelli guardano stupefatti; e nuovi anelli la seguono, più mobili di quelli la seguono, più mobili di quelli delle tua dita. delle tua dita. La morgana che in cielo liberava La morgana che in cielo liberava torri e ponti è sparita torri e ponti è sparita al primo soffio; s'apre la finestra al primo soffio; s'apre la finestra non vista e il fumo s'agita. Là in fondo, non vista e il fumo s'agita. Là in fondo, altro stormo si muove: una tregenda altro stormo si muove: una tregenda d'uomini che non sa questo tuo incenso, d'uomini che non sa questo tuo incenso, nella scacchiera di cui puoi tu sola nella scacchiera di cui puoi tu sola comporre il senso. comporre il senso. Il mio dubbio d'un tempo era se forse tu stessa ignori il giuoco che si svolge sul quadrato e ora è nembo alle tue porte : follìa di morte non si placa a poco follìa di morte non si placa a poco prezzo, se poco è il lampo del tuo sguardo ma domanda altri fuochi, oltre le fitte cortine che per te fomenta il dio del caso, quando assiste. Oggi so ciò che vuoi; batte il suo fioco tocco la Martinella ed impaura le sagome d'avorio in una luce spettrale di nevaio.Ma resiste e vince il premio della solitaria e vince il premio della solitaria veglia chi può con te allo specchio ustorio che accieca le pedine opporre i tuoi occhi d'acciaio. occhi d'acciaio.

30 Irma Brandeis/Clizia /Beatrice

31 Il terzo Montale: La Bufera e altro, il giornalismo a Milano ( ) Il libro più vario, inquieto e ricco della produzione poetica montaliana: Delusione verso il mondo moderno Delusione verso il mondo moderno Sopravviverà la poesia? Sopravviverà la poesia?

32 I primi 3 libri sono scritti in frac, gli altri in pigiama o, diciamo, in abito da passeggio I primi 3 libri sono scritti in frac, gli altri in pigiama o, diciamo, in abito da passeggio

33 Corriere della Sera Enzo Biagi

34 IL quarto Montale: Satura, senatore a vita ( ) Nuova stagione poetica Nuova stagione poetica Svolta in senso prosastico Svolta in senso prosastico Nella massificazione della società non è più possibile una poesia alta Nella massificazione della società non è più possibile una poesia alta

35 Ho sceso, dandoti il braccio… Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue. Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, né più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue.

36 Il quinto Montale: Diari e altri versi, il premio Nobel ( ) Montale prosastico e diaristico Montale prosastico e diaristico 1975 Premio Nobel: E ancora possibile la poesia? 1975 Premio Nobel: E ancora possibile la poesia?

37 Spenta l'identità Quaderno di quattro anni Spenta l'identità si può essere vivi nella neutralità nella neutralità della pigna svuotata dei pinoli della pigna svuotata dei pinoli e ignara che l'attende il forno. Attenderà forse giorno dopo giorno senza sapere di essere se stessa senza sapere di essere se stessa

38 Si deve preferire Diario del 71 e del 72 Si deve preferire la ruga al liscio. Questo pensava un uomo tra gli scogli molti anni fa. Ma avvenne dopo che tutto fu corrugato e da allora limbroglio non fu più sbrogliato. Non più dunque un problema quello di preferire ma piuttosto di essere preferiti.. Si deve preferire la ruga al liscio. Questo pensava un uomo tra gli scogli molti anni fa. Ma avvenne dopo che tutto fu corrugato e da allora limbroglio non fu più sbrogliato. Non più dunque un problema quello di preferire ma piuttosto di essere preferiti.. Ma neppure questione perchè non centra la volontà. Essa vuole soltanto differire e differire non è indifferenza. Questa è soltanto degli Dei, non certo delluomo tra gli scogli. Ma neppure questione perchè non centra la volontà. Essa vuole soltanto differire e differire non è indifferenza. Questa è soltanto degli Dei, non certo delluomo tra gli scogli.

39 Intertestualità interna: cita versi, parole e situazioni delle sue precedenti raccolte Intertestualità interna: cita versi, parole e situazioni delle sue precedenti raccolte Autocitazioni parodiche Autocitazioni parodiche indifferenza indifferenza Stile dimesso Stile dimesso

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41 È ancora possibile la poesia? Discorso di Montale per la consegna del Premio Nobel per la letteratura, Stoccolma, 12 Dicembre 1975 …In ogni modo io sono qui perché ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo, e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà. Ma non è il solo, essendo la poesia una produzione o una malattia assolutamente endemica e incurabile. …In ogni modo io sono qui perché ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo, e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà. Ma non è il solo, essendo la poesia una produzione o una malattia assolutamente endemica e incurabile.

42 Nella attuale civiltà consumistica che vede affacciarsi alla storia nuove nazioni e nuovi linguaggi, nella civiltà dell'uomo robot, quale può essere la sorte della poesia? Le risposte potrebbero essere molte. La poesia è l'arte tecnicamente alla portata di tutti: basta un foglio di carta e una matita e il gioco è fatto. Solo in un secondo momento sorgono i problemi della stampa e della diffusione. L'incendio della Biblioteca di Alessandria ha distrutto tre quarti della letteratura greca. Oggi nemmeno un incendio universale potrebbe far sparire la torrenziale produzione poetica dei nostri giorni. Ma si tratta appunto di produzione, cioè di manufatti soggetti alle leggi del gusto e della moda. Che l'orto delle Muse possa essere devastato da grandi tempeste è, più che probabile, certo. Ma mi pare altrettanto certo che molta carta stampata e molti libri di poesia debbano resistere al tempo.

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