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Alimenti alimentazione fame nel mondo. ALIMENTAZIONE Lalimentazione è il processo di assunzione degli alimenti, che rientra in quello più generale della.

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Presentazione sul tema: "Alimenti alimentazione fame nel mondo. ALIMENTAZIONE Lalimentazione è il processo di assunzione degli alimenti, che rientra in quello più generale della."— Transcript della presentazione:

1 Alimenti alimentazione fame nel mondo

2 ALIMENTAZIONE Lalimentazione è il processo di assunzione degli alimenti, che rientra in quello più generale della nutrizione. Gli organismi viventi, in relazione allapporto di alimentazione e al meccanismo della loro utilizzazione, si dividono in due categorie comprendenti luna gli organismi autotrofi e laltra quelli eterotrofi. I primi sono organismi vegetali che sono in grado di sintetizzare da soli i composti organici di cui hanno bisogno; gli eterotrofi rappresentano tutti gli organismi come animali e uomini che possono mantenersi in vita, crescere e riprodursi, solo se riforniti con materiali organici, ricchi di energia, designati con la generale espressione di alimenti. Inoltre possono utilizzare lenergia chimica degli alimenti solo dopo averli degradati in molecole più semplici, capaci di permeare attraverso le membrane cellulari; è giusto precisare che gli eterotrofi necessitano di alimenti, da cui liberano energia trasformabile, nei diversi apparati e tessuti, in lavoro meccanico, in nuove sintesi chimiche e in calore, utilizzabile per altri numerosi processi che richiedono energia.

3 alimenti Per alimenti dobbiamo intendere le materie commestibili e digeribili, capaci di fornire sostanze destinate a essere utilizzate dagli organismi viventi. È importante dire che, aumentando il lavoro o le sottrazioni di calore dal corpo, come accade nei climi freddi e umidi, è necessario aumentare in proporzione lintroduzione di alimenti e la razione alimentare e giornaliera. La lista dei principi nutritivi necessari alla vita delluomo è costituita da: acqua, sali minerali, zuccheri, grassi e proteine; bisogna inoltre aggiungere le vitamine che pur non avendo una funzione alimentare diretta, sono comunque indispensabili alla vita poiché regolano numerosi processi fisiologici. Interessano lalimentazione anche particolari sostanze non nutritizie che rendono gradite alcune bevande mentre altre vengono utilizzate per dare sapore ai cibi o per stimolare lappetito. Gli alimenti base vengono suddivisi, in base alla loro natura chimica, in tre grandi classi: i carboidrati, i lipidi e i protidi. I carboidrati sono costituiti da carbonio, ossigeno e idrogeno, questultimi nelle stesse proporzioni con cui entrano nella molecola dellacqua; essi sono presenti nei cereali, nella frutta e nel latte. I lipidi comprendono i grassi che sono gli alimenti più calorici poiché in poco volume forniscono una notevole quantità di energia; gli alimenti più ricchi di grassi sono il burro, lolio e il lardo. I protidi, chiamati anche proteine sono il costituente essenziale del protoplasma di tutti gli organismi viventi; differiscono dai grassi e dai carboidrati, per la loro costituzione chimica. Le proteine forniscono il materiale necessario per lo sviluppo, la conservazione e il ripristino dei tessuti, entrano nella formazione degli anticorpi, nella molecola degli enzimi. Le vitamine, infine, sono composti organici essenziali per lutilizzo degli alimenti e devono quindi entrare nella composizione di qualsiasi dieta. Gli alimenti devono soddisfare alcune esigenze tra le quali lappetibilità. Utilissimo è che gli alimenti siano in primo luogo appetibili, per rispondere ai sensi specialmente quello della vista dellolfatto e del gusto. Inoltre è necessario dire che i cibi devono soddisfare il senso della sazietà e devono essere digeribili e assorbibili. Infine ha importanza sociale grandissima il costo della razione alimentare atta a soddisfare esigenze nutritive; sviluppata una spiccata tendenza allacquisto della carne e in genere degli alimenti animali piuttosto quelli di origine vegetale. Per alimenti dobbiamo intendere le materie commestibili e digeribili, capaci di fornire sostanze destinate a essere utilizzate dagli organismi viventi. È importante dire che, aumentando il lavoro o le sottrazioni di calore dal corpo, come accade nei climi freddi e umidi, è necessario aumentare in proporzione lintroduzione di alimenti e la razione alimentare e giornaliera. La lista dei principi nutritivi necessari alla vita delluomo è costituita da: acqua, sali minerali, zuccheri, grassi e proteine; bisogna inoltre aggiungere le vitamine che pur non avendo una funzione alimentare diretta, sono comunque indispensabili alla vita poiché regolano numerosi processi fisiologici. Interessano lalimentazione anche particolari sostanze non nutritizie che rendono gradite alcune bevande mentre altre vengono utilizzate per dare sapore ai cibi o per stimolare lappetito. Gli alimenti base vengono suddivisi, in base alla loro natura chimica, in tre grandi classi: i carboidrati, i lipidi e i protidi. I carboidrati sono costituiti da carbonio, ossigeno e idrogeno, questultimi nelle stesse proporzioni con cui entrano nella molecola dellacqua; essi sono presenti nei cereali, nella frutta e nel latte. I lipidi comprendono i grassi che sono gli alimenti più calorici poiché in poco volume forniscono una notevole quantità di energia; gli alimenti più ricchi di grassi sono il burro, lolio e il lardo. I protidi, chiamati anche proteine sono il costituente essenziale del protoplasma di tutti gli organismi viventi; differiscono dai grassi e dai carboidrati, per la loro costituzione chimica. Le proteine forniscono il materiale necessario per lo sviluppo, la conservazione e il ripristino dei tessuti, entrano nella formazione degli anticorpi, nella molecola degli enzimi. Le vitamine, infine, sono composti organici essenziali per lutilizzo degli alimenti e devono quindi entrare nella composizione di qualsiasi dieta. Gli alimenti devono soddisfare alcune esigenze tra le quali lappetibilità. Utilissimo è che gli alimenti siano in primo luogo appetibili, per rispondere ai sensi specialmente quello della vista dellolfatto e del gusto. Inoltre è necessario dire che i cibi devono soddisfare il senso della sazietà e devono essere digeribili e assorbibili. Infine ha importanza sociale grandissima il costo della razione alimentare atta a soddisfare esigenze nutritive; sviluppata una spiccata tendenza allacquisto della carne e in genere degli alimenti animali piuttosto quelli di origine vegetale.

4 Razione alimentare La quantità degli alimenti che un organismo deve assumere giornalmente è detta razione alimentare. Un modo per valutare la quantità di cibo di cui ha bisogno il nostro corpo è quella che fa riferimento al fabbisogno calorico. Possiamo paragonare il nostro corpo ad unautomobile che ha bisogno di carburante per andare avanti. Anche noi abbiamo bisogno di carburante per svolgere le attività vitali, però il nostro carburante non è rappresentato dalla benzina o dal gasolio, ma dagli alimenti. Il potere nutritivo degli alimenti può essere misurato calcolando il numero di kilocalorie (kcal) sviluppate durante la combustione. La kilocaloria, come si sa, è la quantità di calore necessaria per innalzare di un grado centigrado la temperatura di un litro di acqua. Bruciando un grammo di grasso si sviluppano circa 9 kcal, mentre bruciando un grammo di zucchero o di proteine si sviluppano circa 4 kcal. Possiamo dire che un uomo adulto di corporatura media che conduca vita sedentaria oggi ha bisogno per mantenersi in buona salute di 2000/2200 kcal al giorno, non di più. E interessante notare che fino ad una cinquantina di anni fa, per la stessa persona, il fabbisogno calorico giornaliero era molto superiore, perché a quel tempo i consumi energetici del singolo individuo erano maggiori. Fino allimmediato dopo guerra in molti ambienti il riscaldamento era limitato o mancava del tutto, gli spostamenti, comprese le scale di casa, venivano fatti, prevalentemente, a piedi e tante comodità che oggi ci fanno risparmiare energie non erano conosciute. Paradossalmente quando cera bisogno di una alimentazione più abbondante il cibo disponibile era scarso, oggi che la sua offerta è copiosa e seduttiva, non ne serve più tanto per vivere. Il fabbisogno calorico varia molto con letà. I bambini e gli adolescenti, ad esempio, necessitano di meno cibo degli adulti, ma non in proporzione al loro peso. Il fabbisogno energetico di una persona aumenta fino ai ventanni quando sono necessarie circa 3800/4000 kcal al giorno, per poi diminuire ed arrivare ad un minimo di 2000 kcal per adulti che svolgono esclusivamente un tipo di lavoro intellettuale e sedentario. Il consumo minimo di energia necessario per mantenere in vita lorganismo si chiama metabolismo basale e si aggira sulle 1700 kilocalorie al giorno per un uomo di 70/75 kg in giovane età. Se il cibo introdotto contiene un numero di calorie in eccesso rispetto alleffettivo fabbisogno questo viene accumulato nellorganismo come riserva e a lungo andare forma dei depositi di grasso che fanno aumentare il peso corporeo. Se invece la quantità di cibo ingerita è inferiore al necessario lorganismo per vivere brucia parte di sé stesso e il suo peso tende a diminuire. Nei paesi caldi (e anche da noi destate) si mangiano meno grassi che nei paesi freddi. Nei nostri climi, una corretta alimentazione dovrebbe contenere glucidi, lipidi e protidi grosso modo nelle proporzioni di 1/2, 1/3 e 1/6 del totale. Nel mondo industrializzato il pericolo di non introdurre sali minerali e vitamine a sufficienza esiste solo se la dieta non è corretta: carni, frutta e verdure fresche ne forniscono infatti quanto basta. Lacqua, invece, è molto importante nella dieta soprattutto delle persone anziane che tendono a berne poca. La quantità degli alimenti che un organismo deve assumere giornalmente è detta razione alimentare. Un modo per valutare la quantità di cibo di cui ha bisogno il nostro corpo è quella che fa riferimento al fabbisogno calorico. Possiamo paragonare il nostro corpo ad unautomobile che ha bisogno di carburante per andare avanti. Anche noi abbiamo bisogno di carburante per svolgere le attività vitali, però il nostro carburante non è rappresentato dalla benzina o dal gasolio, ma dagli alimenti. Il potere nutritivo degli alimenti può essere misurato calcolando il numero di kilocalorie (kcal) sviluppate durante la combustione. La kilocaloria, come si sa, è la quantità di calore necessaria per innalzare di un grado centigrado la temperatura di un litro di acqua. Bruciando un grammo di grasso si sviluppano circa 9 kcal, mentre bruciando un grammo di zucchero o di proteine si sviluppano circa 4 kcal. Possiamo dire che un uomo adulto di corporatura media che conduca vita sedentaria oggi ha bisogno per mantenersi in buona salute di 2000/2200 kcal al giorno, non di più. E interessante notare che fino ad una cinquantina di anni fa, per la stessa persona, il fabbisogno calorico giornaliero era molto superiore, perché a quel tempo i consumi energetici del singolo individuo erano maggiori. Fino allimmediato dopo guerra in molti ambienti il riscaldamento era limitato o mancava del tutto, gli spostamenti, comprese le scale di casa, venivano fatti, prevalentemente, a piedi e tante comodità che oggi ci fanno risparmiare energie non erano conosciute. Paradossalmente quando cera bisogno di una alimentazione più abbondante il cibo disponibile era scarso, oggi che la sua offerta è copiosa e seduttiva, non ne serve più tanto per vivere. Il fabbisogno calorico varia molto con letà. I bambini e gli adolescenti, ad esempio, necessitano di meno cibo degli adulti, ma non in proporzione al loro peso. Il fabbisogno energetico di una persona aumenta fino ai ventanni quando sono necessarie circa 3800/4000 kcal al giorno, per poi diminuire ed arrivare ad un minimo di 2000 kcal per adulti che svolgono esclusivamente un tipo di lavoro intellettuale e sedentario. Il consumo minimo di energia necessario per mantenere in vita lorganismo si chiama metabolismo basale e si aggira sulle 1700 kilocalorie al giorno per un uomo di 70/75 kg in giovane età. Se il cibo introdotto contiene un numero di calorie in eccesso rispetto alleffettivo fabbisogno questo viene accumulato nellorganismo come riserva e a lungo andare forma dei depositi di grasso che fanno aumentare il peso corporeo. Se invece la quantità di cibo ingerita è inferiore al necessario lorganismo per vivere brucia parte di sé stesso e il suo peso tende a diminuire. Nei paesi caldi (e anche da noi destate) si mangiano meno grassi che nei paesi freddi. Nei nostri climi, una corretta alimentazione dovrebbe contenere glucidi, lipidi e protidi grosso modo nelle proporzioni di 1/2, 1/3 e 1/6 del totale. Nel mondo industrializzato il pericolo di non introdurre sali minerali e vitamine a sufficienza esiste solo se la dieta non è corretta: carni, frutta e verdure fresche ne forniscono infatti quanto basta. Lacqua, invece, è molto importante nella dieta soprattutto delle persone anziane che tendono a berne poca.

5 Come è possibile prevenire alcune malattie osservando con rigore le norme igieniche così è possibile mantenere lo stato di salute seguendo una dieta corretta. Una dieta squilibrata, ad esempio eccedendo in dolci o nel consumo di grassi va incontro inevitabilmente, a determinate malattie come larteriosclerosi e il diabete, che poi non potranno essere guarite correggendo, anche drasticamente, la dieta stessa. Naturalmente bisogna evitare anche gli eccessi opposti come quello di ridurre troppo bruscamente la razione alimentare per tentare di dimagrire senza il necessario controllo medico. E sbagliato pensare che, come negli animali, si debba mangiare quando si ha fame e si debba smettere quando si è sazi. Nell'uomo il senso di sazietà e di fame è importante ma non fondamentale perché un ruolo rilevante lo svolge la nostra volontà che ci induce ad esempio a mangiare anche quando non ci sarebbe più la necessità o a smettere quando in realtà servirebbe introdurre nello stomaco altro cibo. Negli ultimi cinquantanni, soprattutto nei paesi industrializzati, la dieta umana è mutata radicalmente divenendo ricca di grassi, zucchero raffinato e sale, mentre si è impoverita di fibre. Attualmente le esigenze alimentari si sono adeguate ad un ritmo di vita molto frenetico che non consente un alimentazione fatta con calma e che rispetti i criteri fondamentali raccomandati dalle tante società per la nutrizione umana presenti in tutti i paesi civili. La nostra si chiama Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ed opera in collaborazione con lIstituto Nazionale della Nutrizione. I cibi precotti e in scatola, che contengono un notevole quantitativo di zuccheri raffinati indispensabili per la loro conservazione, e i grassi, stanno sostituendo i cibi più nutrienti ad alto contenuto di vitamine e minerali. Una dieta fondata su questi tipi di alimenti porta a tutta una serie di disturbi e di disfunzioni a cominciare dallobesità. Una dieta ricca di fibre riduce anche il rischio di contrarre molte malattie come il cancro del colon e larteriosclerosi. In Italia, nella prima metà del nostro secolo, i consumi alimentari risultavano pressoché costanti mentre sono progressivamente aumentati negli ultimi cinquantanni. Insieme con laumento dei consumi si è andato differenziando il tipo di alimentazione fra il Nord e il Sud del Paese. Al Nord si è riscontrata una tendenza verso consumi alimentari tipici del Nord Europa e degli Stati Uniti, mentre il Sud ha conservato le vecchie tradizioni fondate sulla cosiddetta dieta mediterranea, che viene considerata da molti unalimentazione ideale per la prevenzione di molte malattie, soprattutto quelle cardiovascolari. Una dieta sana ed equilibrata dovrebbe possedere alcune caratteristiche generali e cioè dovrebbe essere completa nel senso di contenere tutti i principi nutritivi e nelle giuste proporzioni, mista ossia comprendente cibi assunti sia dal mondo animale sia da quello vegetale, sufficiente per sopperire a tutte le perdite sia energetiche che materiali e soprattutto varia per evitare il fenomeno della nausea che interviene quando si mangiano sempre gli stessi cibi. Una buona regola alimentare è quindi quella di variare il più possibile il menù giornaliero. Anche nei paesi in cui vi è cibo in abbondanza e in cui metà della popolazione è sovrappeso o obesa, risultano molto diffuse alcune forme di malnutrizione occulta quali lanemia per carenza vitaminica in soggetti che seguono diete vegetariane senza le necessarie integrazioni o losteoporosi nelle persone che escludono latte e formaggi dalla dieta o ancora deficit funzionale tiroideo in chi bandisce dalla mensa i prodotti della pesca o infine la gotta in chi esagera nel consumo di carne trascurando gli altri alimenti. In altre parole, unalimentazione poco variata e incompleta può essere allorigine di disordini organici e malattie, mentre labuso di alcuni cibi favorisce linsorgere di disturbi fisici di vario genere. Per potersi correttamente orientare verso unalimentazione razionale ed equilibrata i dietisti suggeriscono una gamma di possibili alternative allinterno di sette gruppi di alimenti da cui attingere quotidianamente avendo cura di non escluderne alcuno. Si tratta di alimenti che integrandosi vicendevolmente consentono un apporto nutritivo giornaliero soddisfacente. Come è possibile prevenire alcune malattie osservando con rigore le norme igieniche così è possibile mantenere lo stato di salute seguendo una dieta corretta. Una dieta squilibrata, ad esempio eccedendo in dolci o nel consumo di grassi va incontro inevitabilmente, a determinate malattie come larteriosclerosi e il diabete, che poi non potranno essere guarite correggendo, anche drasticamente, la dieta stessa. Naturalmente bisogna evitare anche gli eccessi opposti come quello di ridurre troppo bruscamente la razione alimentare per tentare di dimagrire senza il necessario controllo medico. E sbagliato pensare che, come negli animali, si debba mangiare quando si ha fame e si debba smettere quando si è sazi. Nell'uomo il senso di sazietà e di fame è importante ma non fondamentale perché un ruolo rilevante lo svolge la nostra volontà che ci induce ad esempio a mangiare anche quando non ci sarebbe più la necessità o a smettere quando in realtà servirebbe introdurre nello stomaco altro cibo. Negli ultimi cinquantanni, soprattutto nei paesi industrializzati, la dieta umana è mutata radicalmente divenendo ricca di grassi, zucchero raffinato e sale, mentre si è impoverita di fibre. Attualmente le esigenze alimentari si sono adeguate ad un ritmo di vita molto frenetico che non consente un alimentazione fatta con calma e che rispetti i criteri fondamentali raccomandati dalle tante società per la nutrizione umana presenti in tutti i paesi civili. La nostra si chiama Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) ed opera in collaborazione con lIstituto Nazionale della Nutrizione. I cibi precotti e in scatola, che contengono un notevole quantitativo di zuccheri raffinati indispensabili per la loro conservazione, e i grassi, stanno sostituendo i cibi più nutrienti ad alto contenuto di vitamine e minerali. Una dieta fondata su questi tipi di alimenti porta a tutta una serie di disturbi e di disfunzioni a cominciare dallobesità. Una dieta ricca di fibre riduce anche il rischio di contrarre molte malattie come il cancro del colon e larteriosclerosi. In Italia, nella prima metà del nostro secolo, i consumi alimentari risultavano pressoché costanti mentre sono progressivamente aumentati negli ultimi cinquantanni. Insieme con laumento dei consumi si è andato differenziando il tipo di alimentazione fra il Nord e il Sud del Paese. Al Nord si è riscontrata una tendenza verso consumi alimentari tipici del Nord Europa e degli Stati Uniti, mentre il Sud ha conservato le vecchie tradizioni fondate sulla cosiddetta dieta mediterranea, che viene considerata da molti unalimentazione ideale per la prevenzione di molte malattie, soprattutto quelle cardiovascolari. Una dieta sana ed equilibrata dovrebbe possedere alcune caratteristiche generali e cioè dovrebbe essere completa nel senso di contenere tutti i principi nutritivi e nelle giuste proporzioni, mista ossia comprendente cibi assunti sia dal mondo animale sia da quello vegetale, sufficiente per sopperire a tutte le perdite sia energetiche che materiali e soprattutto varia per evitare il fenomeno della nausea che interviene quando si mangiano sempre gli stessi cibi. Una buona regola alimentare è quindi quella di variare il più possibile il menù giornaliero. Anche nei paesi in cui vi è cibo in abbondanza e in cui metà della popolazione è sovrappeso o obesa, risultano molto diffuse alcune forme di malnutrizione occulta quali lanemia per carenza vitaminica in soggetti che seguono diete vegetariane senza le necessarie integrazioni o losteoporosi nelle persone che escludono latte e formaggi dalla dieta o ancora deficit funzionale tiroideo in chi bandisce dalla mensa i prodotti della pesca o infine la gotta in chi esagera nel consumo di carne trascurando gli altri alimenti. In altre parole, unalimentazione poco variata e incompleta può essere allorigine di disordini organici e malattie, mentre labuso di alcuni cibi favorisce linsorgere di disturbi fisici di vario genere. Per potersi correttamente orientare verso unalimentazione razionale ed equilibrata i dietisti suggeriscono una gamma di possibili alternative allinterno di sette gruppi di alimenti da cui attingere quotidianamente avendo cura di non escluderne alcuno. Si tratta di alimenti che integrandosi vicendevolmente consentono un apporto nutritivo giornaliero soddisfacente. D I E T A

6 Piramide alimentare La piramide alimentare rappresenta in modo schematico la dieta mediterranea tradizionale e ci guida verso un'alimentazione sana ed equilibrata.dieta Come si interpreta: gli alimenti alla base della piramide sono quelli fondamentali per nostra dieta ed il cui apporto giornaliero non deve mai mancare; man mano che saliamo la piramide è necessario limitare gradualmente gli alimenti in questione fino al vertice dove abbiamo grassi, condimenti e dolci il cui utilizzo dovrebbe essere davvero ristretto, specialmente nelle quantità. È importante ricordare che nessun alimento, preso singolarmente, è in grado di soddisfare tutte le esigenze del nostro organismo. dieta I 7 gruppi nutrizionali Gruppo 1 Carni, pesce, uova Gruppo 2 Latte e derivati Gruppo 3 Cereali e derivati Gruppo 4 Legumi Gruppo 5 Grassi da condimento Gruppo 6 e 7 Ortaggi e frutta

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8 LA FAME NEL MONDO

9 I problemi dellalimentazione mondiale Il notevole incremento nelle disponibilità alimentari dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi è stato annullato da un aumento senza precedenti nella popolazione umana che cresce di oltre 70 milioni di persone ogni anno senza accennare a rallentare sostanzialmente nel prossimo futuro. La fame non è una cosa nuova. Il fatto nuovo è che dopo la fine dellultima guerra una grande parte dei popoli ha raggiunto lindipendenza politica, sottraendosi al dominio delle potenze coloniali, e ora esige una vita migliore, senza fame e povertà. Un altro fatto nuovo è che le scoperte della scienza moderna e la loro applicazione hanno fatto si che laffrancamento dalla fame è diventato un obbiettivo realizzabile,anche se questa realizzazione è ancora molto oltre le nostre possibilità pratiche. E difficile valutare la fame su scala mondiale, ed è naturale che proprio là dove la povertà e la miseria sono più profonde siano anche meno adeguati i servizi per raccogliere i dati relativi. Nel mondo si produce cibo a sufficienza per tutta la popolazione, ma il diritto alla alimentazione non è ancora riconosciuto come inalienabile; e un diritto non può definirsi tale se non può essere rivendicato. Al riconoscimento, in primo luogo giuridico e poi effettivo, del diritto allalimentazione è stata dedicata questanno la Giornata Mondiale dellAlimentazione, organizzata dalla Fao( Food and Agriculture Organization fondata nel Canada nel 1945).. «Ancora oggi 854 milioni di persone ogni giorno vanno a dormire a stomaco vuoto - ha detto Jaques Diouf, direttore generale della Fao - e per molti Paesi il diritto all alimentazione resta una vera e propria sfida, unazione possibile solo a lungo termine, anche se questo diritto è stato formalmente riconosciuto nella Dichiarazione Universale dei Diritti dellUomo, adottata dalle Nazioni Unite nel 1948».«La povertà ha due principali cause: una partecipazione insufficiente alla globalizzazione e ai mercati e la mancanza di un buon governo - ha affermato Kohler - ma la fame non è un destino ineluttabile, può essere eliminata con politiche sagge; malgrado il successo della rivoluzione verde degli anni Sessanta, la produttività agricola, specialmente in Africa, è ancora al di sotto delle possibilità». Sulla necessità di intraprendere una nuova Rivoluzione verde in Africa si è soffermato il presidente della Tanzania, secondo il quale se si riuscirà a ristrutturare lagricoltura africana, «non ci sarà più fame». «Quarantamila bambini muoiono ogni giorno nel mondo - ha aggiunto Kikwete - a causa della denutrizione e delle malattie da essa provocate, la soluzione sta nellinvestire sui sistemi irrigui, luso delle tecnologie e dei fertilizzanti, la formazione degli agricoltori, le sementi ad alto rendimento, laccesso al credito e la commercializzazione dei raccolti». A undici anni dal Vertice Mondiale dellalimentazione del 1996, il numero delle persone sottonutrite nel mondo rimane alto, con 820 milioni nei Paesi in via di sviluppo, 25 milioni nei Paesi in transizione e 9 milioni nei Paesi industrializzati. A ciò, secondo la Fao, si aggiunge la pressione sempre maggiore che stanno subendo al momento alimenti base come il grano e il latte, i cui prezzi sono saliti vertiginosamente, principalmente a causa del cambiamento climatico indotto dalle fluttuazioni del tempo che incidono sui raccolti, dalla crescente produzione di biocarburanti e dallaumentata domanda proveniente da nuovi mercati emergenti. «Questi fattori sembrano tutti lavorare contro di noi - ha detto Josette Sheeran, direttore esecutivo del Pam - minacciando di trasformarsi in un ciclone di bisogni irrefrenabili». Il notevole incremento nelle disponibilità alimentari dalla fine della seconda guerra mondiale a oggi è stato annullato da un aumento senza precedenti nella popolazione umana che cresce di oltre 70 milioni di persone ogni anno senza accennare a rallentare sostanzialmente nel prossimo futuro. La fame non è una cosa nuova. Il fatto nuovo è che dopo la fine dellultima guerra una grande parte dei popoli ha raggiunto lindipendenza politica, sottraendosi al dominio delle potenze coloniali, e ora esige una vita migliore, senza fame e povertà. Un altro fatto nuovo è che le scoperte della scienza moderna e la loro applicazione hanno fatto si che laffrancamento dalla fame è diventato un obbiettivo realizzabile,anche se questa realizzazione è ancora molto oltre le nostre possibilità pratiche. E difficile valutare la fame su scala mondiale, ed è naturale che proprio là dove la povertà e la miseria sono più profonde siano anche meno adeguati i servizi per raccogliere i dati relativi. Nel mondo si produce cibo a sufficienza per tutta la popolazione, ma il diritto alla alimentazione non è ancora riconosciuto come inalienabile; e un diritto non può definirsi tale se non può essere rivendicato. Al riconoscimento, in primo luogo giuridico e poi effettivo, del diritto allalimentazione è stata dedicata questanno la Giornata Mondiale dellAlimentazione, organizzata dalla Fao( Food and Agriculture Organization fondata nel Canada nel 1945).. «Ancora oggi 854 milioni di persone ogni giorno vanno a dormire a stomaco vuoto - ha detto Jaques Diouf, direttore generale della Fao - e per molti Paesi il diritto all alimentazione resta una vera e propria sfida, unazione possibile solo a lungo termine, anche se questo diritto è stato formalmente riconosciuto nella Dichiarazione Universale dei Diritti dellUomo, adottata dalle Nazioni Unite nel 1948».«La povertà ha due principali cause: una partecipazione insufficiente alla globalizzazione e ai mercati e la mancanza di un buon governo - ha affermato Kohler - ma la fame non è un destino ineluttabile, può essere eliminata con politiche sagge; malgrado il successo della rivoluzione verde degli anni Sessanta, la produttività agricola, specialmente in Africa, è ancora al di sotto delle possibilità». Sulla necessità di intraprendere una nuova Rivoluzione verde in Africa si è soffermato il presidente della Tanzania, secondo il quale se si riuscirà a ristrutturare lagricoltura africana, «non ci sarà più fame». «Quarantamila bambini muoiono ogni giorno nel mondo - ha aggiunto Kikwete - a causa della denutrizione e delle malattie da essa provocate, la soluzione sta nellinvestire sui sistemi irrigui, luso delle tecnologie e dei fertilizzanti, la formazione degli agricoltori, le sementi ad alto rendimento, laccesso al credito e la commercializzazione dei raccolti». A undici anni dal Vertice Mondiale dellalimentazione del 1996, il numero delle persone sottonutrite nel mondo rimane alto, con 820 milioni nei Paesi in via di sviluppo, 25 milioni nei Paesi in transizione e 9 milioni nei Paesi industrializzati. A ciò, secondo la Fao, si aggiunge la pressione sempre maggiore che stanno subendo al momento alimenti base come il grano e il latte, i cui prezzi sono saliti vertiginosamente, principalmente a causa del cambiamento climatico indotto dalle fluttuazioni del tempo che incidono sui raccolti, dalla crescente produzione di biocarburanti e dallaumentata domanda proveniente da nuovi mercati emergenti. «Questi fattori sembrano tutti lavorare contro di noi - ha detto Josette Sheeran, direttore esecutivo del Pam - minacciando di trasformarsi in un ciclone di bisogni irrefrenabili».

10 La fame è un problema che colpisce gran parte del mondo ma in particolare la zona africana e parti dellAsia dove le statistiche parlano di cifre terribili La fame è un problema che colpisce gran parte del mondo ma in particolare la zona africana e parti dellAsia dove le statistiche parlano di cifre terribili

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12 Il problema nel problema La fame nel mondo è un problema che la comunità internazionale dice di star risolvendo tramite la F.A.O. ed altre organizzazioni governative e non. Tuttavia il vero problema non è tanto lalimentazione mondiale ma le cause che ci sono dietro e parlo del sottosviluppo provocato dagli interessi che dopo il colonialismo hanno portato onde di multinazionali e società ad impiantare le loro fabbriche in territorio africano, asiatico e sudamericano. La loro presenza soffoca la crescita di questi paesi che si trovano a vivere di aiuti umanitari al posto di stipendi lavorativi, questo perché la presenza straniera occupa tutti i territori propizi ad attività agricole o industriali. Per debellare il problema della fame nel mondo bisognerebbe partire dal ritirare tutta la presenza economica straniera in territorio sottosviluppato eliminando però giri di affari da miliardi e miliardi di euro. La F.A.O. invia aiuti economici alla maggior parte di paesi che soffrono la fame, la sua opera è quindi una solidarietà nei confronti di popoli decimati da questo problema. Questa però non può essere la soluzione. Diceva un proverbio cinese: non dare un pesce al tuo amico ma insegnagli a pescare: questo è quello che dovrebbe fare ogni associazione: fornire i mezzi per potersi sviluppare, ridare quegli strumenti che tanto tempo fa abbiamo preso impropriamente. A peggiorare la situazione è per giunta linneficienza che la F.A.O. ha dimostrato negli ultimi mesi, spendendo milioni e milioni di euro in futili riunioni e per manutenzioni delle strutture. Insomma i fondi che i governi di tutto il mondo inviano per aiuti alimentari(o per coprire la loro faccia dai giri di affari che compiono nelle medesime terre), vanno a finire in ristrutturazione. La fame nel mondo è un problema che la comunità internazionale dice di star risolvendo tramite la F.A.O. ed altre organizzazioni governative e non. Tuttavia il vero problema non è tanto lalimentazione mondiale ma le cause che ci sono dietro e parlo del sottosviluppo provocato dagli interessi che dopo il colonialismo hanno portato onde di multinazionali e società ad impiantare le loro fabbriche in territorio africano, asiatico e sudamericano. La loro presenza soffoca la crescita di questi paesi che si trovano a vivere di aiuti umanitari al posto di stipendi lavorativi, questo perché la presenza straniera occupa tutti i territori propizi ad attività agricole o industriali. Per debellare il problema della fame nel mondo bisognerebbe partire dal ritirare tutta la presenza economica straniera in territorio sottosviluppato eliminando però giri di affari da miliardi e miliardi di euro. La F.A.O. invia aiuti economici alla maggior parte di paesi che soffrono la fame, la sua opera è quindi una solidarietà nei confronti di popoli decimati da questo problema. Questa però non può essere la soluzione. Diceva un proverbio cinese: non dare un pesce al tuo amico ma insegnagli a pescare: questo è quello che dovrebbe fare ogni associazione: fornire i mezzi per potersi sviluppare, ridare quegli strumenti che tanto tempo fa abbiamo preso impropriamente. A peggiorare la situazione è per giunta linneficienza che la F.A.O. ha dimostrato negli ultimi mesi, spendendo milioni e milioni di euro in futili riunioni e per manutenzioni delle strutture. Insomma i fondi che i governi di tutto il mondo inviano per aiuti alimentari(o per coprire la loro faccia dai giri di affari che compiono nelle medesime terre), vanno a finire in ristrutturazione. Un bambino ci guarda mentre buttiamo del cibo che per lui sarebbe il pranzo di una vita, un bambino ci guarda ma noi non lo ricambiamo, un bimbo ci osserva ma poi il suo piccolo sguardo si spegne mentre noi continuiamo a mangiare. Un bambino ci guarda mentre buttiamo del cibo che per lui sarebbe il pranzo di una vita, un bambino ci guarda ma noi non lo ricambiamo, un bimbo ci osserva ma poi il suo piccolo sguardo si spegne mentre noi continuiamo a mangiare.

13 Relazione a cura di: Salzano Salvatore Pecchia Antonio Romano Raffele Natalizio Antonio Relazione multimediale a cura di: Salvatore Salzano Relazione a cura di: Salzano Salvatore Pecchia Antonio Romano Raffele Natalizio Antonio Relazione multimediale a cura di: Salvatore Salzano


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