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Supponiamo di avere due sistemi di riferimento S e S’, con S’ in moto con velocità v rispetto ad S, con gli assi delle ascisse paralleli alla direzione.

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Presentazione sul tema: "Supponiamo di avere due sistemi di riferimento S e S’, con S’ in moto con velocità v rispetto ad S, con gli assi delle ascisse paralleli alla direzione."— Transcript della presentazione:

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2 Supponiamo di avere due sistemi di riferimento S e S’, con S’ in moto con velocità v rispetto ad S, con gli assi delle ascisse paralleli alla direzione del moto e le origini coincidono quando gli orologi dei due sistemi segnano t=t’=0 s Il fisico olandese Lorentz, prima che Einstein sviluppi la teoria della relatività, trova delle leggi di trasformazione tra le coordinate spazio-temporali di S e S’, utilizzando le quali le equazioni dell’elettromagnetismo sono invarianti ( e quindi anche la velocità della luce è la stessa).

3 Da S’ a SDa S a S’

4  Lorentz non attribuisce un significato fisico alle sue leggi, ma le trova come artificio matematico per rendere invarianti le equazioni dell’elettromagnetismo  Ma le trasformazioni di Lorentz si riveleranno poi quello “giuste”: Utilizzandole al posto delle trasformazioni galileiane si possono ricavare:  La costanza della velocità della luce  La dilatazione dei tempi  La contrazione delle lunghezze

5 Supponiamo di avere due sistemi di riferimento S e S’, con S’ in moto con velocità v rispetto ad S, con gli assi delle ascisse paralleli alla direzione del moto e le origini coincidono quando gli orologi dei due sistemi segnano t=t’=0 s e supponiamo che un corpo si muova rispetto a S con velocità u (parallela a v) e rispetto a S’ con velocità u’. Qual è il legame tra u e u’ ?

6  Per Galileo il legame era:  Ma questa legge va modificata e si ottiene : che è la legge di composizione relativistica delle velocità. Essa contiene come caso particolare quella di Galileo.

7  Calcolare la velocità della luce per l’osservatore a terra utilizzando dapprima la composizione classica e poi quella relativistica


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