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Leucemia acuta. E lespansione clonale incontrollata della normale ematopoiesi linfoide o mieloide con arresto della differenziazione cellulare ad uno.

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Presentazione sul tema: "Leucemia acuta. E lespansione clonale incontrollata della normale ematopoiesi linfoide o mieloide con arresto della differenziazione cellulare ad uno."— Transcript della presentazione:

1 Leucemia acuta

2 E lespansione clonale incontrollata della normale ematopoiesi linfoide o mieloide con arresto della differenziazione cellulare ad uno specifico stadio 80-85% linfoide: L. linfoblastica acuta (LLA) 15% mieloide: L. non linfoblastica (o mieloide) acuta 2-5% Leucemia indifferenziata e L. mieloide cronica

3 Generalità Età: presente in tutte le età con acme a 4-6 anni Sesso: lieve prevalenza maschile Incidenza: 3-4 casi/ bambini/anno Costituisce il 30% di tutti i tumori pediatrici E la malattia neoplastica più frequente in età pediatrica

4 Eziologia Diversi agenti sono stati riconosciuti come possibile causa di leucemia – Radiazioni ionizzanti – Benzene – Insetticidi – Farmaci alchilanti – Farmaci inibitori delle topoisomerasi (etoposide)

5 Genetica Frequenza elevata nei gemelli monocoriali Incidenza maggiore nei familiari di leucemici Associazione a sindromi – Agammaglobulinemia – Atassia teleangectasia – Neurofibromatosi – Sindrome di Down

6 Ancora eziologia In realtà però la maggior parte dei casi è apparentemente sporadica E probabile che ad unalterazione genetica somatica non conosciuta, forse già presente in utero, ne segue unaltra, secondaria ad un evento particolare, quale uninfezione, radiazioni…

7 Quadro clinico ed ematologico Linvasione del midollo osseo da parte delle cellule leucemiche e la conseguente diminuzione/scomparsa dei progenitori delle normali serie cellulari sono alla base del quadro clinico ed ematologico

8 Dati ematologici allesordio Diminuzione dellemoglobina Variabile numero di leucociti (spesso leucocitosi) Diminuzione neutrofili Presenza di blasti in circolo (striscio e citofluorimetria) Piastrinopenia LDH elevata Uricemia elevata Alterazioni fattori coagulazione, fibrinogeno basso (Leucemia mieloide)

9 Dati clinici allesordio Pallore Astenia Manifestazioni emorragiche (ecchimosi, petecchie, gengivorragia) Febbre Linfonodi aumentati di volume Epatomegalia Splenomegalia (massima nella Leucemia mieloide cronica) Dolori osteoarticolari (osteolisi/fratture) Ipertrofia gengivale (Leucemia mieloide acuta) Segni neurologici (cefalea, deficit n.cranici, bulimia, anoressia, segni focali, convulsioni…) Tumefazione testicolare

10 Diagnosi Clinica Quadro ematologico Aspirato midollare (morfologia, citochimica, citofluorimetria, citogenetica, biologia molecolare) Esame del liquor

11 Diagnosi differenziale Anemia aplastica Porpora trombocitopenica idiopatica Agranulocitosi Mononucleosi infettiva Leishmaniosi viscerale Brucellosi Artrite reumatoide Neuroblastoma Linfoma Tumore testicolare Tumore del sistema nervoso centrale

12 Classificazione LLA Classificazione FAB poco seguita Citofluorimetria: permette di individuare lorigine T o B dei blasti, il loro livello di maturazione (B matura, common, pre-B, pre-pre-B…), la presenza di markers inusuali (mieloidi) Citogenetica: – t(4;11) – t(9;22) o cromosoma Philadelphia

13 Clasificazione Leucemie mieloidi Classificazione FAB – M 1 Mieloblastica – M 2 Mielocitica – M 3 Promielocitica – M 4 Mielomonocitica – M 5 Monocitica – M 6 Eritrocitica – M 7 Megacarioblastica

14 Importanza della biologia molecolare Nei soggetti normali i geni delle immunoglobuline e del recettore dei linfociti T si riarrangiano frequentemente durante i processi infettivi ed ontogenetici e normalmente sono diversi nelle varie cellule Durante il processo neoplastico le cellule leucemiche presentano tutte lo stesso riarrangiamento, che è quindi monoclonale

15 Importanza della biologia molecolare Individuato il riarrangiamento, il clone leucemico di ogni singolo bambino viene caratterizzato con la costruzione di una sonda paziente-specifica, utilizzabile per seguire il comportamento della malattia, ed in particolare la risposta al trattamento. Grazie a questa sonda il clone leucemico può essere individuato anche quando è presente in quantità minima, non visibile al microscopio. Lindividuazione della malattia residua minima ha un ruolo prognostico molto importante

16 Fattori di rischio per la prognosi In passato venivano considerati diversi fattori clinici ed ematologici che oggi sono divenuti poco significativi: – Numero leucociti – Dimensioni fegato e milza – Immunofenotipo – Sesso – Slargamento mediastinico – Interessamento sistema nervoso centrale

17 Fattori di rischio considerati oggi Presenza di traslocazioni t(4;11) e t(9;22) Risposta alla prefase steroidea Presenza della malattia residua minima

18 Trattamento Antileucemico per la malattia sistemica Profilassi e trattamento dellinfiltrazione del sistema nervoso centrale Terapia di supporto

19 Fasi della terapia della LLA Induzione: lobiettivo è il raggiungimento della remissione completa Durata: 80 giorni – Steroide – Vincristina – Daunoblastina – L-asparaginasi – Citosina arabinoside – Ciclofosfamide – 6-mercaptopurina – Metotrexate intratecale

20 Fasi della terapia della LLA Consolidamento: lobiettivo è la stabilizzazione della remissione ottenuta insieme alla profilassi/terapia dellinfiltrazione del sistema nervoso centrale Durata: 56 giorni – Metotrexate endovena ad alte dosi – Metotrexate intratecale – 6-mercaptopurina

21 Fasi della terapia della LLA Reinduzione: potenziamento della remissione completa agendo sulla malattia residua minima Durata: 2-3 mesi – Steroide – Vincristina – Adriblastina – L-asparaginasi – Citosina arabinoside – Ciclofosfamide – 6-tioguanina – Metotrexate intratecale – Radioterapia craniale

22 Fasi della terapia della LLA Mantenimento: mantenimento della remissione agendo soprattutto sulla malattia residua minima Durata: fino a 2 anni dalla diagnosi – Metotrexate per os – 6-mercaptopurina – Metotrexate intratecale

23 Recidiva della LLA Nei rari casi di recidiva, circa il 15%, occorre attuare un nuovo trattamento chemioterapico, più aggressivo, seguito dal trapianto di cellule staminali allogeniche La recidiva è più grave quanto più è precoce Se la recidiva non coinvolge il midollo osseo (solo neurologica o testicolare) la prognosi è migliore

24 Terapia della LMA (esclusa la M 3 ) Induzione: – Citosina arabinoside – Idarubicina – Etoposide Consolidamento: diversi blocchi di terapia – Citosina arabinoside – Idarubicina – Etoposide – Mitoxantrone Trapianto di cellule staminali: – Allogenico – Autologo

25 Terapia della LMA M 3 Con la sola chemioterapia la maggior parte dei pazienti morivano di CID non appena veniva iniziato il trattamento La t(15;17) coinvolge un punto critico di rottura a livello del recettore per lacido retinoico Lacido trans-retinoico associato alla chemioterapia ha rivoluzionato la prognosi

26 Terapia della LMC Prima si utilizzava la chemioterapia o linterferone per mantenere la malattia nella sua fase cronica. Per ottenere la guarigione era poi necessario il trapianto. Un nuovo farmaco, STI 571 o imatinib o glivec inibisce liperattività tirosin-chinasica delle cellule con la t(9;22) inducendo unapoptosi selettiva e ottenendo la remissione spesso anche citogenetica. Può essere associato alla chemioterapia.

27 Terapia di supporto Catetere venoso centrale Sindrome da lisi tumorale (iperuricemia, iperpotassiemia, iperfosforemia, ipocalcemia) – Iperidratazione – Alcalinizzazione urina – Allopurinolo e Urato-ossidasi Rischio infettivo – Profilassi/terapia infezioni batteriche, fungine e virali – Profilassi infezione da Pneumocystis Terapia trasfusionale (eritrociti e piastrine) Supporto psicologico (psicologa, scuola, volontari)

28 Prognosi Con gli attuali trattamenti nella LLA la possibilità di guarigione è intorno a 80% Nella LMA la guarigione si ottiene nel 50% dei casi Nella LMA M 3 la guarigione si ottiene nel 90% dei casi Nella LMC la possibilità di guarigione è superiore a 80% Considerata lelevata possibilità di guarigione, a fronte però di un trattamento pesante, si comprende la necessità del supporto psicologico il cui obiettivo è ottenere non solo dei sopravviventi ma dei veri guariti anche sotto laspetto psicologico


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