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La terapia con inibitori della acetilcolinesterasi tra mito e realtà: osservazione longitudinale degli effetti clinici P.A. Bonati, G.Miselli, G.Deldin,

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Presentazione sul tema: "La terapia con inibitori della acetilcolinesterasi tra mito e realtà: osservazione longitudinale degli effetti clinici P.A. Bonati, G.Miselli, G.Deldin,"— Transcript della presentazione:

1 La terapia con inibitori della acetilcolinesterasi tra mito e realtà: osservazione longitudinale degli effetti clinici P.A. Bonati, G.Miselli, G.Deldin, L.Casolari, M.Poletti, C., C. Ascari, M. Gabbi Centro distrettuale di reggio emilia per i disturbi cognitivi

2 DETERMINANTI GENETICI DELLA RISPOSTA AGLI ANTICOLINESTERASICI ( Pola R, et al.Neurosci Lett. 2005;382: ) Responsiveness to cholinesterase inhibitors in Alzheimer's disease: A possible role for the 192 Q/R polymorphism of the PON-1 gene La risposta alla terapia con gli inibitori dellacetilcolinesterasi è molto variabile, essendoci circa un terzo dei pazienti che risponde molto bene, un terzo che risponde poco e un altro terzo che non risponde affatto. I determinanti di questa eterogeneità non sono ancora noti. Ricercatori italiani hanno studiato il polimorfismo del gene per la paraoxonasi-1 (PON-1), un potente inibitore endogeno dellacetilcolinesterasi, noto per la sua capacità di idrolizzare le neurotossine ambientali. Lattività biologica e i livelli sierici di questa molecola presentano una grande variabilità interindividuale e potrebbe, quindi, essere associata alla variabilità della risposta alla terapia con inibitori dellacetilcolinesterasi. I ricercatori hanno dimostrato che pazienti che presentavano una buona risposta alla terapia avevano una maggiore frequenza dellallele R del gene PON- 1 rispetto ai non-responders. Futuri studi volti a studiare le mutazioni di geni codificanti per i modulatori endogeni del sistema colinergico potrebbero avere grande importanza per lo sviluppo di indicatori prognostici della risposta al trattamento con inibitori dellacetilcolinesterasi nei pazienti con malattia di Alzheimer.

3 Linee Guida sul trattamento della malattia di Alzheimer

4 …….in realtà lo studio da parte di N.I.C.E…….è ancora in corso ed i risultati sono attesi per….aprile 2006

5 Does Donepezil Treatment Slow the Progression of Hippocampal Atrophy in Patients With Alzheimers Disease? (Hashimoto M. Et al. Am. J. Psychiatry, 2005) …the purpose of the present study was to determinate wether donepezil has a neuroprotective effect in AD by using the rate of hippocampal atrophy as a surrogate marker of disease progression….. 54 pz AD in donepezil treatment and 93 AD controls never received anti AD drugs underwent MRI twice at a 1 year interval….the annual rate of hippocampal atrophy of eache subject was determined by using an MRI based volumetric tecnique…… ….donepezil treatment slows the progression of hippocampal atrophy, suggesting a neuroprotective effect of donepezil in AD

6 Pathogenetic Implication and Clinical Guidelines for the Treatment of Alzheimers Disease (J.Cummings, Drugs & Aging, supplement, vol 22, 2005) The pubblication of pivotal guidelines from….regarding AD treatment is an important clinical event not only in Europe, but globally…… ……These guideline were rigorously prepared and were collated after collaboration from multidisciplinary teams of specialists typically involved in the managment of AD patients….. ….The guidelines suggest that there may be important differences among cholinesterase inhibitors…. …….These guidelines are an important advance in providing updated definitive recomendations worldwide for the pharmacological and nonpharmachological management of AD….. …..These guidelines are likely to be adopted or used as a template in other countries worldwide.

7 775,249 demented people in Italy: De Ronchi, et al., Dementia, 2004

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11 Ache-i: quale dose? Raggiungere sempre la minima dose efficace (donepezil 5-10 mg, rivastigmina 6-12 mg, galatamina mg) I risultati migliori si ottengono con le dosi superiori Considerare la tollerabilit à alle dosi superiori Linee Guida sul trattamento della malattia di Alzheimer

12 Quando interrompere il trattamento Una dei problemi clinici più difficili nel trattamento dellAD riguarda la decisione circa linterruzione del trattamento. Le linee guida del National Institute for Clinical Excellence (2001) raccomandano di interrompere il trattamento quando viene raggiunto un valore di MMSE inferiore a 12 mentre Il progetto CRONOS prevede di interromperlo quando questo valore scende al di sotto di 10. Linee Guida sul trattamento della malattia di Alzheimer

13 Quando interrompere il trattamento Una dei problemi clinici più difficili nel trattamento dellAD riguarda la decisione circa linterruzione del trattamento. Le linee guida del National Institute for Clinical Excellence (2001) raccomandano di interrompere il trattamento quando viene raggiunto un valore di MMSE inferiore a 12 mentre Il progetto CRONOS prevede di interromperlo quando questo valore scende al di sotto di 10. Linee Guida sul trattamento della malattia di Alzheimer

14 Quando interrompere il trattamento La brusca sospensione degli Ache-i può provocare rapidi peggioramenti delle prestazioni cognitive e funzionali. E stata anche descritta una sindrome da sospensione di donepezil. Gli Ache-i hanno dimostrato efficacia in RCT anche nei pazienti con AD moderata-severa. Linee Guida sul trattamento della malattia di Alzheimer

15 Quando interrompere il trattamento Nei pazienti che hanno beneficiato della terapia, il trattamento sintomatico della AD dovrebbe quindi continuare anche per punteggi di MMSE inferiori a 10. In ogni caso, se alla sospensione del trattamento si osserva un brusco peggioramento delle prestazioni cognitive e funzionali è ragionevole riprendere il trattamento. Linee Guida sul trattamento della malattia di Alzheimer

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