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PROCEDURA OPERATIVA IN CASO DA INTOSSICAZIONE DA FUNGHI Azienda ASL Taranto DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE 099.7786515 Direttore Dott. Michele Conversano.

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1 PROCEDURA OPERATIVA IN CASO DA INTOSSICAZIONE DA FUNGHI Azienda ASL Taranto DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Direttore Dott. Michele Conversano

2 A TUTELA DEI CONSUMATORI DI FUNGHI, SONO STATI ISTITUITI GLI ISPETTORATI MICOLOGICI, NELLAMBITO DEI DIPARTIMENTI DI PREVENZIONE, IN BASE A : LEGGE 352/93 DPR 376/95 L.R. 12/03 e 14/06

3 FUNZIONI E COMPITI ISPETTORATO MICOLOGICO CONTROLLO E CERTIFICAZIONE DEI FUNGHI FRESCHI SPONTANEI: DESTINATI AL CONSUMO PERSONALE DESTINATI ALLA VENDITA AL DETTAGLIO O ALLA SOMMINISTRAZIONE VIGILANZA SULLA COMMERCIALIZZAZIONE E SOMMINISTRAZIONE DEI FUNGHI FRESCHI VIGILANZA SULLA PRODUZIONE E COMMERCIALIZZAZIONE DEI FUNGHI SECCHI E CONDIZIONATI PARTECIPAZIONI ALLE COMMISSIONE DI ESAME PREVISTI DALLA L.R. 14/06 PARTECIPAZIONE AI CORSI DIDATTICI PREVISTI DALLA L.R. 14/06 PARTECIPAZIONI AD INIZIATIVE CULTURALI E SCIENTIFICHE, DOCENZA A CORSI ORGANIZZATI DA ENTI DIVERSI. CONSULENZA IN ALTRE ZONE TERRITORIALI IN CARENZA DI PERSONALE QUALIFICATO CONSULENZA ALLE STRUTTURE SANITARIE IN CASO DI INTOSSICAZIONI FUNGINE

4 FUNZIONE DELLA CERTIFICAZIONE SANITARIA GARANTIRE CHE GLI STESSI: NON APPARTENGONO A SPECIE VELENOSE APPARTENGANO A SPECIE DI CUI E PREVISTA LA COMMERCIALIZZAZIONE SI TROVINO IN BUONO STATO DI CONSERVAZIONE E NON ALTERATI

5 LE PATOLOGIE CORRELATE CON L'ASSUNZIONE DI MACROMICETI APPARTENGONO A DIVERSE CATEGORIE, CON QUADRI CLINICI E DIAGNOSI MOLTO VARIABILI.

6 OLTRE ALLE INTOSSICAZIONI DA FUNGHI VELENOSI, ALCUNE POTENZIALMENTE MORTALI, I DATI RACCOLTI NEGLI ULTIMI ANNI HANNO DIMOSTRATO COME LA MAGGIOR PARTE DEGLI EPISODI DI INTOSSICAZIONE SIANO STATI DETERMINATI DA FUNGHI GENERALMENTE DEFINITI COMMESTIBILI, PER I QUALI NON SONO STATE OSSERVATE LE OPPORTUNE CAUTELE IN FASE DI PREPARAZIONE E COTTURA O DI CONSUMO.

7 SPECIE VELENOSE PIÙ COMUNI AMANITA PHALLOIDES AMANITA VERNA AMANITA VIROSA CORTINARIUS ORELLANUS E SUO GRUPPO GALERINA MARGINATA GYROMITRA ESCULENTA LEPIOTA HELVEOLA E SUO GRUPPO

8 INTOSSICAZIONI DA FUNGHI OGNI ANNO IN ITALIA SI HA UN GRAN NUMERO DI INTOSSICAZIONI, ANCHE MORTALI. PERO SOLO POCHE SPECIE DI FUNGHI SONO TOSSICHE. PERCHE?

9 PROBABILI CAUSE INCOSCIENZA SUPERFICIALITA IGNORANZA CREDENZE POPOLARI METODI EMPIRICI DI IDENTIFICAZIONE SOMIGLIANZA FRA SPECIE

10 OSSERVAZIONE IL NUMERO DELLE INTOSSICAZIONI SEMBRA ESSERE CORRELATO PIUA MAGGIORE O MINORE DISPONIBILITA DI FUNGHI (LEGATA ALLE CONDIZIONI ATMOSFERICHE), CHE AD UNA REALE PRESA DI COSCIENZA DEL PROBLEMA DA PARTE DELLUTENTE

11 BISOGNA TENER PRESENTE CHE: NELLAMBITO DI UN FUNGO DICHIARATO VELENOSO, LA CONCENTRAZIONE DI SOSTANZE TOSSICHE, PUÒ ESSERE LEGATA A FATTORI GEOGRAFICI, STAGIONALI, O AD ENTRAMBI, PER CUI TALE SPECIE RACCOLTA IN LUOGHI O PERIODI DIVERSI PUÒ CONTENERE DIVERSE CONCENTRAZIONI DI SOSTANZE TOSSICHE E QUINDI UN DIVERSO GRADO DI PERICOLOSITÀ.

12 SINDROMI DA AVVELENAMENTO DA FUNGHI BREVE INCUBAZIONE POTENZIALMENTE BENIGNE TEMPO DI LATENZA < DI 6 ORE NEUROTOSSICHE O GASTROENTERICHE LUNGA INCUBAZIONE POTENZIALMENTE MORTALI TEMPO DI LATENZA > DI 6 ORE CITOTOSSICHE FEGATO E RENE

13 SINTOMATOLOGIA COMUNE MAL DI TESTA FORTI DOLORI ADDOMINALI NAUSEA VOMITO DIARREA A VOLTE ABBONDANTE SUDORAZIONE

14 LA LATENZA NEI DUE TIPI DI SINDROMI NON E SEMPRE VALIDA; SI CONOSCONO INTOSSICAZIONI DA FUNGHI A BREVE LATENZA (CLITOCYBE NEBULARIS- ARMILLARIA MELLEA) CHE SI SONO ESPRESSE DOPO 7 ORE DAL PASTO.

15 LA LATENZA E DA RAPPORTARE A: SPECIE INGERITE TIPO DI COTTURA QUANTITA DIVERSITA DI REAZIONE DI OGNI SINGOLO ORGANISMO

16 PRINCIPALI SINDROMI FALLOIDEA ORELLANICA GIROMITRICA PAXILLICA GASTROINTESTINALE COPRINICA PANTERINICA MUSCARINICA PSICOTROPA STATISTICAMENTE IN ITALIA LA SINDROME PIU DIFFUSA, TRA QUELLE POTENZIALMENTE MORTALI E LA FALLOIDEA

17 COMPORTAMENTO IN CASO DI INTOSSICAZIONE MANTENERE LA CALMA NON ASSUMENRE FARMACI, NON ASSUMERE ALCOLICI RECARSI IMMEDIATAMENTE AL PRONTO SOCCORSO AL PRIMO SOSPETTO O AI PRIMI SINTOMI TENERE A DISPOSIZIONE EVENTUALI AVANZI DI PASTO O DI RESIDUI DI PULITURA O DI MATERIALE FRESCO FORNIRE INDICAZIONI UTILI PER LIDENTIFICAZIONE DELLA SPECIE FUNGINA E SUL LUOGO DI RACCOLTA RICORDARSI IL TEMPO INTERCORSO TRA IL PASTO E I PRIMI SINTOMI

18 INTERVENTO TERAPEUTICO IL TEMPESTIVO RICONOSCIMENTO DELLA SPECIE RESPONSABILE E DI FONDAMENTALE IMPORTANZA PER INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE CON LA TERAPIA ADATTA AL SINGOLO CASO

19 A CHI CI SI DEVE RIVOLGERE ISPETTORATO MICOLOGICO C/O SIAN DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE TARANTO SONO COMPONENTI DELLISPETTORATO I MICOLOGI FORMATI AI SENSI DEL DPR 376/95 NON RIVOLGERSI AI COSIDETTI ESPERTI LOCALI

20 ATTIVAZIONE I MICOLOGI INTERVENGONO PRESSO LE STRUTTURE DI EMERGENZA QUANDO ATTIVATI DALLE STESSE. IL SERVIZIO E ATTIVO PER TUTTE LE 24 ORE.

21 AZIONI INTRAPRESE ACQUISIZIONE DAL PERSONALE MEDICO DELLE INFORMAZIONI E DEL MATERIALE RACCOLTO. CONTROLLO DEL MATERIALE DISPONIBILE: FUNGHI INTERI O A PEZZI RESTI DI PULIZIA DEI FUNGHI AVANZI DEL PASTO CONTENENTE FUNGHI

22 TIPO DI INDAGINE ESAME MORFOBOTANICO MACROSCOPICO, DI FRAMMENTI DI FUNGHI FRESCHI COTTI O PRESENTI NEI RESIDUI DEL PASTO. ESAME MORFOBOTANICO MICROSCOPICO PER IL RILEVAMENTO E LA TIPIZZAZIONE DELLE SPORE FUNGINE ESAME MACROCHIMICO

23 REPERIMENTO DI ULTERIORI ELEMENTI UTILI A. INDAGINE MICOLOGICA, MEDIANTE COLLOQUIO, CON LE PERSONE INTERESSATE AL CASO; INTOSSICATO, RACCOGLITORE, FAMILIARE, CUOCO ECC. B. ISPEZIONE DEI LOCALI QUALORA I FUNGHI SIANO STATI ACQUISTATI PRESSO ESERCIZI DI VENDITA O CONSUMATI PRESSO ESERCIZI DI RISTORAZIONE C. SEGNALAZIONI DI EVENTUALI NOTIZIE DI REATO ALLA AUTORITA GIUDIZIARIA D. COMPILAZIONE SCHEDA DI INDAGINE MICOLOGICA E. EFFETTUAZIONE, NEI CASI DUBBI DI CAMPIONAMENTI DI ALIMENTI SOSPETTI UTILI PER UNA DIAGNOSI DIFFERENZIALE F. COMUNICAZIONE DEGLI ESITI DELLA DIAGNOSI MICOLOGICA EFFETTUATA SUL MATERIALE DISPONIBILE

24 MODALITA DI COMUNICAZIONE l micologo che ha valutato il campione comunica gli esiti delle indagini secondo le seguenti modalità: prima risposta telefonica definitiva al richiedente, entro massimo 12 ore dal ricevimento del campione, indicando le specie coinvolte riconosciute mediante analisi macroscopica, microscopica ed eventuali test chimici. Emissione del referto definitivo da inviare per posta e/o via fax anche allIspettorato Micologico competente.

25 Grazie dellattenzione


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