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CORSO ONLINER.L.S. ( Rappresentante dei Lavoratori) (D. Lgs. nr. 81 del 9 Aprile 2008) Istituto Maria Montessori - Divisione Sicurezza sul Lavoro address.

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1 CORSO ONLINER.L.S. ( Rappresentante dei Lavoratori) (D. Lgs. nr. 81 del 9 Aprile 2008) Istituto Maria Montessori - Divisione Sicurezza sul Lavoro address _ via San Martino, 34 – Montesarchio (BN) phone/fax _ web _ - _

2 Istituto Maria Montessori - Divisione Sicurezza sul Lavoro address _ via San Martino, 34 – Montesarchio (BN) phone/fax _ web _ - _ Capitolo 4 Nozioni di tecniche della comunicazione

3 COMUNICAZIONE E RELAZIONE

4 Comunicare: E un atto implicito della natura delluomo Luomo infatti è un essere relazionale Vive sempre in contatto con gli altri COSE LA COMUNICAZIONE

5 Solo nel dopoguerra: LA COMUNICAZIONE è diventata oggetto di studio e di analisi strutturate e sistematiche

6 ELEMENTI NECESSARI DELLA COMUNICAZIONE Un emittente ed un ricevente, tra cui passa attraverso uno specifico canale, un segnale (messaggio) che deve essere codificato alla fonte e decodificato dal ricevente. (Es. Comunicazione telefonica)

7 Il modello di Jacobson è definito Modello a tubo …perché il messaggio sembra essere non dipendente dal contenuto e dalla reazione del destinatario, ma risulta un semplice trasferimento come un pacco che viene trasferito in luoghi diversi senza modificare la propria natura. …perché il messaggio sembra essere non dipendente dal contenuto e dalla reazione del destinatario, ma risulta un semplice trasferimento come un pacco che viene trasferito in luoghi diversi senza modificare la propria natura.

8 CHI COMPONE IL NUMERO TELEFONICO È IL MITTENTE O SORGENTE CODIFICATORE Le variazioni di tensioni sono il SEGNALE Linterferenza e confusione sono il RUMORE DECODIFICATORE CANALE CHI RISPONDE È IL DESTINATARIO

9 Sorgente Messaggio Codificatore Segnale trasmesso Canale Segnale ricevuto Rumore Decodificatore Messaggio ricevuto Destinazione

10 IL MODELLO DI Claude E. SHANNON e Warren WEAVER (1949) IL MODELLO DI Claude E. SHANNON e Warren WEAVER (1949) TEORIA DELLINFORMAZIONE IL TERMINE COMUNICAZIONE COMPRENDE TUTTI I PROCEDIMENTI ATTRAVERSO I QUALI UN PENSIERO PUÒ INFLUENZARNE UN ALTRO IL TERMINE COMUNICAZIONE COMPRENDE TUTTI I PROCEDIMENTI ATTRAVERSO I QUALI UN PENSIERO PUÒ INFLUENZARNE UN ALTRO

11 IL MODELLO DI Roman JACKOBSON (1956) I FONDAMENTI TEORICI DI QUESTO MODELLO SI RIFANNO ALLA TEORIA DI SHANNON e WEAVER CONTESTO MESSAGGIO CONTATTO CODICE MITTENTE DESTINATARIO

12 Il modello di Sperber e Wilson (1995) Comunicazione come processo inferenziale Il processo si articola in due momenti quello ostensivo in cui avviene la produzione di un indizio e quello inferenziale, in cui il ricevente lo interpreta.

13 Ad esempio: se uscendo di casa qualcuno vi dice: prendi lombrello Voi inferite che piove.

14 Il modello di Grice La comunicazione è un atto cooperativo fondato sulla condivisione di alcuni principi conversazionali definiti MORALI, DI CORTESIA e di ETICHETTA che regolano la conversazione naturale.

15 Ogni scambio comunicativo è dato dal principio di cooperazione Tale principio viene precisato attraverso Quattro massime conversazionali: MASSIMA DI QUANTITA MASSIMA DI QUALITA MASSIMA DI RELAZIONE MASSIMA DI MODO

16 MASSIMA DI QUANTITA: dai tante informazioni quante sono quelle necessarie agli scopi del discorso non dare più informazioni di quelle necessarie e richieste.

17 Massima di qualità dai un contributo che credi sia vero E quindi… non dire ciò che credi essere falso non dire ciò per cui non hai prove adeguate.

18 Massima di relazione fornisci contributi pertinenti

19 Massima di modo sii chiaro E quindi… evita loscurità di espressione evita lambiguità sii breve sii ordinato nellesposizione

20 Il modello di Watzlawick mette in evidenza nuove e fondamentali dinamiche della comunicazione umana, introducendo il concetto di: Il modello di Watzlawick mette in evidenza nuove e fondamentali dinamiche della comunicazione umana, introducendo il concetto di: COMUNICAZIONE COME INTERAZIONEINTERAZIONE COMUNICAZIONE COME INTERAZIONEINTERAZIONE

21 La comunicazione come interazione Delinea un confine ben preciso tra discipline che si occupano di sistemi chiusi sistemi aperti cioè isolati, privi di rapporti con l'esterno, per es. un dato ambiente per es. un dato ambiente o un singolo individuo cioè isolati, privi di rapporti con l'esterno, per es. un dato ambiente per es. un dato ambiente o un singolo individuo ossia inseriti in un flusso di scambi e di rapporti. ossia inseriti in un flusso di scambi e di rapporti.

22 Sistemi aperti l'ambiente circostante le relazioni con altre persone gli effetti dei comportamenti di ciascun partecipante alla comunicazione

23 I Assioma della comunicazione Non si può non comunicare Anche linattività e il silenzio hanno valore di messaggio e come tale influenzano laltro

24 II Assioma della comunicazione In ogni messaggio si può distinguere un livello di contenuto e uno di relazione,di modo che il secondo classifica il primo ed è,quindi, metacomunicazione In ogni messaggio si può distinguere un livello di contenuto e uno di relazione,di modo che il secondo classifica il primo ed è,quindi, metacomunicazione Lespressione > può voler dire diverse cose a seconda della relazione in cui è inserita; detta dalla madre al figlio è intesa come raccomandazione, dalla maestra allalunno come un ordine

25 III Assioma della comunicazione La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti La natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicanti In una lite tra moglie e marito, Lui: - Io mi chiudo in me stesso perché tu brontoli – Lei: - Io brontolo perchè tu ti chiudi in te stesso –

26 IV Assioma della comunicazione Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico numerico che con quello analogico Gli esseri umani comunicano sia con il modulo numerico che con quello analogico numerico che con quello analogico

27 Il modello di Watzlawick considera non solo il messaggio verbale, ma anche l'aspetto non verbale: i silenzi i gesti la distanza tra gli interlocutori il contesto specifico in cui la comunicazione si svolge gli sguardi i movimenti del corpo

28 LA COMUNICAZIONE NONVERBALE

29 La Comunicazione Non Verbale (C.N.V.) non segue regole rigide per i contenuti Emotivo/Relazionali

30 La Comunicazione Non Verbale consente di comunicare in forma diretta e immediata attraverso diversi canali.

31 I modelli della comunicazione La comunicazione non verbale La C.N.V. Classifica i significati verbali. Qualifica e definisce la relazione. Rinforza il significato del messaggio. Se coerente con la Comunicazione Verbale facilita linterazione tra i partners in comunicazione.

32 La C.N.V. Non sempre è sotto il controllo della volontà e del comportamento razionale Prodotta dallemittente Inconsapevole. Consapevole ma non scelta. Pienamente intenzionale. Recepita dal ricevente Inconsapevolmente. Consapevolmente. I modelli della comunicazione La comunicazione non verbale

33 La C.N.V. Volto Sguardo Voci e aspetti non verbali del parlato Gesti Comportamento spaziale I modelli della comunicazione La comunicazione non verbale

34 VOLTO Ha una funzione primaria nella comunicazione non verbale per lespressione che può assumere: le espressioni facciali di chi parla sottolineano ed enfatizzano ciò che si dice.

35 SGUARDO Svolge un ruolo importante nei rapporti interpersonali, i movimenti e le espressioni degli occhi vengono usati per lo più in maniera inconsapevole

36 COMPORTAMENTO SPAZIALE Si intende qualsiasi modo di porsi fisicamente nei confronti degli altri e riguarda quindi sia il contatto corporeo e la distanza, che lorientamento e la postura. Esso è strettamente legato a fattori sociali e socio-culturali ma può anche dipendere dalla struttura fisica dellambiente.

37 I modelli della comunicazione- La comunicazione non verbale- Distanza intima Assenza di distanzaAssenza di distanza CoinvolgimentoCoinvolgimento fisico ed emotivo fisico ed emotivo Rapporti damoreRapporti damore e di lotta e di lotta Calore e odoreCalore e odore Voce e vistaVoce e vista passano in 2°piano passano in 2°piano

38 I modelli della comunicazione- La comunicazione non verbale- Distanza personale personale Permane il contattoPermane il contatto fisico fisico Narrazione di fattiNarrazione di fatti intimi e coinvolgenti intimi e coinvolgenti Il volume della voceIl volume della voce è moderato è moderato Locchio coglie moltiLocchio coglie molti particolari particolari Non è più avvertibileNon è più avvertibile il calore del corpo il calore del corpo

39 I modelli della comunicazione- La comunicazione non verbale- Distanza sociale sociale Da 120 a 360 cmDa 120 a 360 cm Se supera i 210 cmSe supera i 210 cm assume car.formale assume car.formale Figura nitida,a 360Figura nitida,a 360 cm visione foveale cm visione foveale Locchio coglie moltiLocchio coglie molti particolari della particolari della postura postura

40 I modelli della comunicazione- La comunicazione non verbale- Distanza pubblica pubblica La corporaturaLa corporatura perde profondità perde profondità Si perdono moltiSi perdono molti particolari particolari Il corpo viene coltoIl corpo viene colto interamente e interamente e inserito nello spazio inserito nello spazio Rapporto rigido eRapporto rigido e formale, notevole formale, notevole rilievo post. e gest. rilievo post. e gest.

41 GESTI Servono a comunicare qualcosa a chi ci guarda e sono particolarmente utili quando non si possono usare le parole, pensiamo ad esempio al gesto di fare lautostop o ai gesti degli operatori di borsa.

42 VOCE E ASPETTI NON VERBALI DEL PARLATO Il modo di parlare, il tono, il ritmo, la velocità delleloquio comunicano molte cose. Es. una persona ansiosa tende a parlare più in fretta e con un tono più elevato, al contrario una persona depressa parla lentamente e con tono di voce basso

43 Comunicazione interpersonale

44 I modelli della comunicazione: La comunicazione verbale COMUNICAZIONE INTERPERSONALE In ogni atto comunicativo cè un aspetto definito notizia relativo al contenuto relazione inteso a stabilire il rapporto tra i due interlocutori.

45 I modelli della comunicazione: La comunicazione verbale Lunità contenutistica Stimolazione

46 Lunità relazionale Qualità relazionali Il controllo dellinterazione attraverso il feedback. attraverso il feedback.

47 I modelli della comunicazione: La comunicazione verbale Lunità relazionale Aspetto relazionale Il controllo dellinterazione attraverso la valutazione attraverso la valutazione del feedback.

48 I modelli della comunicazione: La comunicazione verbale Relazionarsi è: decidere chi far entrare nel proprio mondo. Il proprio mondo è costituito da una serie di caratteri positivi e negativi genericamente definiti perfezioni e imperfezioni del soggetto.

49 I modelli della comunicazione: La comunicazione verbale IL COMPORTAMENTO È IL MODO CON CUI OGNI INDIVIDUO VIVE I SUOI CINQUE SENSI PUÒ SOLO ESSERE OSSERVATO O DESCRITTO LO SI PUÒ ACCETTARE O NON ACCETTARE

50 COMUNICAZIONE ASSERTIVA ASSERTIVACOMUNICAZIONE

51 COMUNICAZIONE ASSERTIVA Particolare attenzione va prestata a quelle componenti che influenzano profondamente la relazione. si tratta della comunicazione assertiva, dello sviluppo delle capacità di ascolto, in particolare di ascolto ATTIVO e dell importanza di saper utilizzare il feedback.

52 LO STILE ASSERTIVO SI BASA SULLA CAPACITÀ SULLA CAPACITÀ DI AFFERMARE I PROPRI DIRITTI CONSIDERANDO ANCHE QUELLI DEGLI ALTRI SULLA CAPACITÀ SULLA CAPACITÀ DI AFFERMARE I PROPRI DIRITTI CONSIDERANDO ANCHE QUELLI DEGLI ALTRI SULLACONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIO SÉ SENZA SVALUTARE SENZA SVALUTARE QUELLO DEGLI ALTRISULLACONSAPEVOLEZZA DEL PROPRIO SÉ SENZA SVALUTARE SENZA SVALUTARE QUELLO DEGLI ALTRI

53 MANIFESTAZIONI EMOTIVE DELLO STILE ASSERTIVO MANIFESTAZIONI EMOTIVE DELLO STILE ASSERTIVO SI SENTE GRATIFICATO DAL PROPRIO LAVORO GRATIFICA GLI ALTRI EVIDENZIANDO SIA LA PARTE POSITIVA SVOLTA NEL LAVORO SIA ANALIZZANDO GLI ERRORI SI SENTE GRATIFICATO DAL PROPRIO LAVORO GRATIFICA GLI ALTRI EVIDENZIANDO SIA LA PARTE POSITIVA SVOLTA NEL LAVORO SIA ANALIZZANDO GLI ERRORI

54 Stile Assertivo LA PERSONA CHE ATTUA LO STILE LA PERSONA CHE ATTUA LO STILE ASSERTIVO QUANDO LAVORA LA PERSONA CHE ATTUA LO STILE LA PERSONA CHE ATTUA LO STILE ASSERTIVO QUANDO LAVORA CERCA DI VALUTARE CERCA DI VALUTARERAZIONALMENTE RISULTATI PERSONE E SITUAZIONI PER ATTRIBUIRE SITUAZIONI PER ATTRIBUIRE ADEGUATAMENTE I MERITI CERCA DI VALUTARE CERCA DI VALUTARERAZIONALMENTE RISULTATI PERSONE E SITUAZIONI PER ATTRIBUIRE SITUAZIONI PER ATTRIBUIRE ADEGUATAMENTE I MERITI

55 Stile Assertivo LA PERSONA CHE ATTUA LO STILE ASSERTIVO QUANDO COMUNICA LA PERSONA CHE ATTUA LO STILE ASSERTIVO QUANDO COMUNICA HA UN COMPORTAMENTO LIBERO MANIFESTA PIENAMENTE I PROPRI SENTIMENTI, LE OPINIONI, LE IDEE, I DESIDERI, I DIRITTI, SENZA NEGARE QUELLI ALTRUI. HA UN COMPORTAMENTO LIBERO MANIFESTA PIENAMENTE I PROPRI SENTIMENTI, LE OPINIONI, LE IDEE, I DESIDERI, I DIRITTI, SENZA NEGARE QUELLI ALTRUI.

56 Stile Assertivo MANIFESTAZIONI NON VERBALI DELLA PERSONA CHE ATTUA LO STILE ASSERTIVO MANIFESTAZIONI NON VERBALI DELLA PERSONA CHE ATTUA LO STILE ASSERTIVO ANDATURAANDATURA GESTIGESTI SGUARDOSGUARDO VOCEVOCE RITMODELDISCORSORITMODELDISCORSO MODERATOMODERATO VARIA A SECONDAVARIA A SECONDA DELLE SITUAZIONI DELLE SITUAZIONI MODERATOMODERATO VARIA A SECONDAVARIA A SECONDA DELLE SITUAZIONI DELLE SITUAZIONI

57 CONSEGUENZE DEGLI STILI COMUNICATIVI AGGRESSIVOPASSIVOASSERTIVO SU SE STESSI SUGLIALTRI RESTA ISOLATORESTA ISOLATO SENTIMENTI DISENTIMENTI DI COLPA PER IL PROPRIOATTEGGIAMENTO CREA RESISTENZECREA RESISTENZE CREA TIMORECREA TIMORE SPINGE AD ALLEARSISPINGE AD ALLEARSI CONTRO DI LUI

58 CONSEGUENZE DEGLI STILI COMUNICATIVI AGGRESSIVOPASSIVOASSERTIVO SU SE STESSI SUGLIALTRI RESTA ISOLATORESTA ISOLATO SENTIMENTI DISENTIMENTI DI COLPA PER IL PROPRIOATTEGGIAMENTO CREA RESISTENZECREA RESISTENZE CREA TIMORECREA TIMORE SPINGE AD ALLEARSISPINGE AD ALLEARSI CONTRO DI LUI RESTA ISOLATORESTA ISOLATO SENTIMENTI DISENTIMENTI DI COLPA PER IL COLPA PER IL PROPRIO PROPRIO ATTEGGIAMENTO ATTEGGIAMENTO

59 CONSEGUENZE DEGLI STILI COMUNICATIVI AGGRESSIVOPASSIVOASSERTIVO SU SE STESSI SUGLIALTRI RESTA ISOLATORESTA ISOLATO SENTIMENTI DISENTIMENTI DI COLPA PER IL PROPRIOATTEGGIAMENTO CREA RESISTENZECREA RESISTENZE CREA TIMORECREA TIMORE SPINGE AD ALLEARSISPINGE AD ALLEARSI CONTRO DI LUI CREA RESISTENZECREA RESISTENZE CREA TIMORECREA TIMORE SPINGE ADSPINGE AD ALLEARSI ALLEARSI CONTRO DI LUI CONTRO DI LUI

60 CONSEGUENZE DEGLI STILI COMUNICATIVI AGGRESSIVOPASSIVOASSERTIVO SU SE STESSI SUGLIALTRI RESTA ISOLATORESTA ISOLATO SENTIMENTI DISENTIMENTI DI COLPA PER IL PROPRIOATTEGGIAMENTO CREA RESISTENZECREA RESISTENZE CREA TIMORECREA TIMORE SPINGE AD ALLEARSISPINGE AD ALLEARSI CONTRO DI LUI RINUNCIA ADRINUNCIA AD ESSERE SE STESSO MANCANZA DIMANCANZA DIRAGGIUNGIMENTO DEI PROPRI OBIETTIVI DEPRESSIONEDEPRESSIONE

61 CONSEGUENZE DEGLI STILI COMUNICATIVI AGGRESSIVOPASSIVOASSERTIVO SU SE STESSI SUGLIALTRI RESTA ISOLATORESTA ISOLATO SENTIMENTI DISENTIMENTI DI COLPA PER IL PROPRIOATTEGGIAMENTO CREA RESISTENZECREA RESISTENZE CREA TIMORECREA TIMORE SPINGE AD ALLEARSISPINGE AD ALLEARSI CONTRO DI LUI ACCRESCE LAACCRESCE LAFIDUCIA FA SENTIREFA SENTIRE MOTIVATO COMPRESI E APPREZZATI CREA UN CLIMACREA UN CLIMAPOSITIVO

62 Ascolto attivo

63 Favorisce la comunicazione Neutralizza le emozioni e provoca una liberazione catartica Aiuta linterlocutore a considerare le proprie emozioni come naturali e umane.

64 Ascolto attivo è necessario Essere disponibile alla comunicazione Comprendere i reali bisogni dellinterlocutore Saper utilizzare e dare il feedback Saper individuare e superare gli ostacoli

65 Ostacoli allascolto Disinteresse Rumori e distrazioni Pregiudizi e stereotipi Incompatibilità di schemi Tipo di linguaggio-semantica Fare domande senza volere le risposte Credere che il proprio punto di vista corrisponde alla realtà Credere che il proprio schema mentale sia lo schema della realtà

66 Comportamenti tipici di chi Non sa ascoltare Ascolta efficacemente Giudica troppo presto, decide subito che si tratta di roba vecchia o aria fritta.Giudica troppo presto, decide subito che si tratta di roba vecchia o aria fritta. Utilizza il tempo di ascoltoUtilizza il tempo di ascolto per prepararsi a rispondere. Si concentra nel memorizzare i dettagli piuttosto che nel cercare di capire i messaggi fondamentali.Si concentra nel memorizzare i dettagli piuttosto che nel cercare di capire i messaggi fondamentali. Tenta di ricordare.Tenta di ricordare. Aspetta a giudicare e tenta di capire laltra persona, non di impressionarla. Ascolta tutto e poi elabora la risposta. Si concentra sulle idee principali, sui principi, sui messaggi fondamentali. Non si preoccupa di ricordare ogni cosa.

67 Comportamenti tipici di chi Non sa ascoltare Ascolta efficacemente Finge di centrarsi su se stesso,Finge di centrarsi su se stesso, fatica a mantenere lattenzione, non si rende conto che fingere è più faticoso che ascoltare. Si distrae. Mentre ascolta fa qualcosaltro.Si distrae. Mentre ascolta fa qualcosaltro. Se non comprende subito, chiude laudio.Se non comprende subito, chiude laudio. Si fa distrarre dai termini a valenza emotiva.Si fa distrarre dai termini a valenza emotiva. Si centra su di sé, si concentra sul contenuto del discorso e lo riassume mentalmente Sa che lascolto con attenzione facilita la comprensione. Mantiene il contatto visivo con chi parla. Chiede chiarimenti. Avverte e controlla le emozioni. Verifica le sue reazioni.

68 GORDON > E efficace quando lindividuo si trova egli stesso in difficoltà a causa del comportamento di un altro con cui entra in conflitto. Tale tecnica viene chiamata anche >: Lindividuo mette in relazione, confronta, i propri sentimenti con ciò che crea il malessere

69 messaggio io Consta di tre momenti Descrizione del comportamento che crea problema senza esprimere giudizio Descrizione delleffetto tangibile e concreto che il problema ha su chi parla Descrizione degli effetti soggettivi del problema

70 Le possibili barriere alla comunicazione secondo Gordon (1991) Secondo Gordon sono 12 gli atteggiamenti che devono essere evitati per non rischiare di interrompere la comunicazione e danneggiare la relazione:

71 Ordinare, Esigere Ricevere ordini può suscitare rabbia e ostilità; inoltre il rischio del dare ordini è di proporre comportamenti non adeguati per quel soggetto.

72 Minacciare Davanti ad una minaccia il ricevente spesso contrattacca o può aver paura di perdere laiuto di cui ha bisogno e sottomettersi. La paura riduce la fiducia nella relazione e la motivazione ad affrontare e superare i problemi.

73 Fare la morale Linvito a seguire determinati obblighi, imponendo una morale, può produrre diminuzione dellautostima, della fiducia in se stessi e sensi di colpa.

74 Dare soluzioni già pronte Fornire la soluzione ad un problema piuttosto che stimolare la ricerca della propria soluzione, può comunicare allaltro che non si ha alcuna fiducia nelle sue capacità.

75 Persuadere con argomentazioni logiche Se nella valutazione delloperato di una persona e nel dirgli cosa deve fare non si tengono in considerazione i suoi sentimenti la si può far sentire offesa ed umiliata.

76 Giudicare, disapprovare, criticare Le critiche, i giudizi negativi e di disapprovazione possono danneggiare molto limmagine personale dellaltro.

77 Fare complimenti e approvare immeritatamente I complimenti immeritati, così come le critiche, possono ferire la persona che li riceve e che li sente non corrispondenti allimmagine di sé, percependoli come falsi.

78 Umiliare, ridicolizzare Tutti i messaggi che umiliano o ridicolizzano la persona sono offensivi.

79 Interpretare, diagnosticare, analizzare È bene evitare di interpretare i comportamenti e i messaggi della persona per evitare di farla mettere sulla difensiva (se si interpreta correttamente) o farla sentire incompresa (se si sbaglia).

80 Consolare, minimizzare Minimizzare un problema per consolare laltro può farlo sentire non compreso.

81 Schivare il problema e cambiare argomento Se il problema viene schivato la persona può pensare che laltro non la consideri importante, nè consideri importanti i suoi sentimenti.

82 Informarsi, interrogare Se nella relazione il soggetto si sente sottoposto ad un interrogatorio, può sentire laltro troppo invadente e tendere a chiudersi in se stesso e a non partecipare alla comunicazione.

83 Saper utilizzare e dare il feedback con la C V Fare domande chiedere chiarimenti Parafrase i contenuti Riformulare in modo neutro frasi ad elevato contenuto emotivo Riassumere Rassicurare

84 Saper utilizzare e dare il feedback con la CNV Guardare linterlocutore con attenzione Esprimere i sentimenti in modo empatico Mantenere il contatto visivo mentre si prende nota del contenuto della comunicazione

85 I pesci sono gli ultimi ad accorgersi dellacqua ;chi usa una lingua,tende a un realismo ingenuo, vedendola come un riflesso della realtà, non come qualcosa di costruito. Gli aspetti delle cose per noi più importanti sono nascosti proprio per la loro familiarità (L. Wittegenstein)

86 BIBLIOGRAFIA DI APPROFONDIMENTO Adler M.J (1983),Come parlare,come ascoltare, Roma, ArmandoAdler M.J (1983),Come parlare,come ascoltare, Roma, Armando Anchisi R.e Gambotto-Dessy M. (1995), Non solo comunicare. Teoria e pratica del comportamento assertivo,Torino,Cortina.Anchisi R.e Gambotto-Dessy M. (1995), Non solo comunicare. Teoria e pratica del comportamento assertivo,Torino,Cortina. GordonT.(1999), Leader efficaci,Bari,La MeridianaGordonT.(1999), Leader efficaci,Bari,La Meridiana QuaglinoG.P.,Casagrande S.e Castellano A.(1992),Gruppo di lavoro, lavoro di gruppo, Milano,Raffaello CortinaEditore.QuaglinoG.P.,Casagrande S.e Castellano A.(1992),Gruppo di lavoro, lavoro di gruppo, Milano,Raffaello CortinaEditore. WatzlawickP.,BeavinJ.H.e JacksonD.D(1971),Pragmaticadella comunicazione umana, Roma, AstrolabioWatzlawickP.,BeavinJ.H.e JacksonD.D(1971),Pragmaticadella comunicazione umana, Roma, Astrolabio

87 Fine Istituto Maria Montessori - Divisione Sicurezza sul Lavoro address _ via San Martino, 34 – Montesarchio (BN) phone/fax _ web _ - _


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