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Dal consumo alla dipendenza: un processo che si adatta ai casi più disparati (droga, cibo, sesso, internet, gioco ecc.) Dott. Vincenzo Balestra Direttore.

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1 Dal consumo alla dipendenza: un processo che si adatta ai casi più disparati (droga, cibo, sesso, internet, gioco ecc.) Dott. Vincenzo Balestra Direttore del Dipartimento Dipendenze ASL 6 Vicenza

2 FELICITA’ = CONSUMI DESIDERI

3 REDDITO MINIMO PRO CAPITE Determinanti Sociali del Benessere ? +

4  CONSUMO  ABUSO  DIPENDENZA / ADDICTION

5 Dipendenze patologiche  Dipendenza da alcol e/o sostanze stupefacenti ( droghe )  Dipendenze comportamentali : - Gambling o gioco patologico - Internet addiction - Sex addiction - Shopping compulsivo

6 INTERNET Addiction  COMPULSIVE ON-LINE GAMBLING, il gioco d’azzardo compulsivo.  CYBERSEX ADDICTION, la dipendenza dalla ricerca di materiale pornografico o di relazioni erotiche tramite chat.  CYBER RELATIONSHIP ADDICTION, assillante ricerca di relazioni d’amicizia o sentimentali tramite , chat, newsgroup.  MUD ADDICTION, dipendenza da giochi di ruolo mediante “avatar” con cui il soggetto si identifica.  INFORMATION OVERLOAD ADDICTION, ricerca d’informazioni estenuante e protratta nel tempo. (Cantelmi – Orlando, 2009).

7 Considerazioni neuropsicologiche

8 Lo sviluppo del cervello nell’adolescente  Le recenti ricerche neurobiologiche ci dicono che la maturazione cerebrale si completa soltanto attorno ai anni.  Durante l’adolescenza dunque il cervello non è ancora sufficientemente strutturato e molte funzioni sono incomplete.  In questa fase di sviluppo e strutturazione l’uso di alcol e droghe è molto più dannoso rispetto a quello in età adulta

9 Lo sviluppo del cervello nell’adolescente  Particolare importanza ha l’incompleto sviluppo della corteccia frontale e prefrontale.  Tale area cerebrale regola : - il controllo degli impulsi - le emozioni - la consapevolezza delle conseguenze delle nostre azioni - i processi decisionali

10 Lo sviluppo del cervello nell’adolescente  Queste acquisizioni ci fanno meglio comprendere come nell’adolescente sia difficile la valutazione dei rischi *, molto variabile l’umore, difficile la gestione delle emozioni, facile l’impulsività ed il passaggio all’atto.  Da un punto di vista educativo e preventivo è dunque importante evitare richiami e prediche moralistiche su queste tematiche. * Gli adolescenti a differenza degli adulti non evitano i rischi ma paradossalmente li cercano : per esorcizzarli, per sfida e spinti dall’assetto ormonale ( soprattutto i maschi )

11  In molti adolescenti l’idea di divertimento è collegata alla perdita del controllo, al rischio e all’ invincibilità  Si utilizza il rischio come soluzione di tutti i problemi, si predilige l’azione alla mentalizzazione, la percezione di sensazioni corporee sempre nuove alle emozioni.

12 Le diagnosi  L’apparizione di un sintomo o di un disturbo del comportamento in adolescenza non determina necessariamente la presenza di una patologia (Jammet, 2009 )  Con gli adolescenti quindi bisogna fare molta attenzione a non sclerotizzare le diagnosi o i punti di vista.  Non costruirsi immagini stereotipate e rigide perché poi è difficile produrre o indurre cambiamenti evolutivi

13 Il consumo di droghe, legali e non, è in costante trasformazione.

14 Le sostanze in assoluto più consumate sono l’alcol ed i cannabinoidi e si nota, dopo una lieve flessione anche l’aumento del consumo di tabacco, soprattutto tra le donne

15 L’età d’inizio dell’assunzione è sempre più bassa e nel caso dell’alcol e delle sigarette si registrano situazioni di inizio già verso gli undici - tredici anni

16 Circa il 35 % dei giovani ha almeno una volta sperimentato l’uso di uno spinello mentre la percentuale aumenta all’80% nel caso del consumo alcolico

17 Alcol, tabacco e cannabis rappresentano la porta di accesso al consumo di altre droghe (come l’eroina, la cocaina, le amfetamine) anche se solo un 5-10 % dei consumatori è poi destinato a sviluppare una dipendenza

18 Spesso vengono sottovalutati i danni prodotti dagli effetti farmacologici delle sostanze. Molti giovani ritengono che l’assenza di dipendenza ( io non sono un “ tossico “) sia una condizione abbastanza sicura per continuare ad usarle e che il semplice consumo sia sostanzialmente innocuo

19 Si rileva infatti che nonostante le campagne informative molti giovani consumatori non conoscono o conoscono in modo approssimativo gli effetti dannosi delle sostanze utilizzate. E’ dunque necessario proseguire con una corretta informazione ma ancora più importante, approfondire la discussione a livello culturale ed educativo cercando di esaminare gli stili di vita e le motivazioni che stanno alla base del consumo.

20  Sul piano della prevenzione si constata la scarsa incidenza delle sole campagne informative sui danni per modificare i comportamenti.  Scarsa è altresì l’utilità degli interventi repressivi, di quelli “ salutistici” degli specialisti, di quelli “ spot” sull’onda emotiva o allarmistica

21 Vi è stata in questi anni una progressiva caduta d’interesse nei confronti del problema che rischia di “normalizzarsi” come un fatto accettato ed inevitabile nella nostra società

22 I rischi della normalizzazione  Rischio di assuefazione all’informazione se non quando capita il “ fatto di cronaca”. In questo modo cresce l’emotività pubblica non l’opinione pubblica  Il tema della prevenzione scivola fuori dalle agende politiche  Cresce il disorientamento degli adulti perché la pervasività del consumo impedisce di distinguere una trasgressione adolescenziale da un comportamento a rischio

23 Problema collettivo e non solo individuale  Il consumo giovanile di sostanze non può essere affrontato se non all’interno dell’ attuale momento storico.  Viviamo in una società “ generalmente “ consumistica e quindi la questione, anche in termini preventivi, non è solo privata o legata a scelte individuali ma investe ed interroga i valori di fondo e le scelte di un’intera società.

24 Consumo e fase evolutiva  Il consumo di sostanze va collocato nella storia evolutiva del soggetto  I danni delle sostanze e le motivazioni nell’assunzione variano in relazione allo sviluppo psico-fisico : preadolescenza, adolescenza e tarda adolescenza (giovani adulti)

25 Curva del consumo  Per la stragrande maggioranza dei ragazzi il consumo si colloca in una fase del loro ciclo di crescita e si esaurisce nel passaggio alla fase adulta, quando la vita li porterà a fare altre scelte (consumo transitorio )  Una minima parte resta intrappolata in una dinamica di abuso e dipendenza (consumo identitario o autoterapeutico)

26 Nel progettare interventi di prevenzione universale e di ampio respiro è fondamentale contrastare in tempo i fattori di rischio e vulnerabilità e promuovere i fattori protettivi. Tali interventi dovrebbero avere un notevole incremento nella programmazione e nei finanziamenti

27 Linee guida  Collocare il consumo nella storia evolutiva delle persone  Distinguere il più precocemente possibile tra consumo transitorio e consumo identitario  Riconoscere e promuovere i fattori protettivi, intervenire precocemente per affrontare e rimuovere i fattori di rischio e vulnerabilità

28 Sostenere i fattori pro-attivi  Nell’attuale contesto storico è altresì importante fare cultura.  Ovvero promuovere la partecipazione ed il protagonismo dei giovani favorendo i processi di consapevolezza e sviluppo del senso critico  Promuovere una dimensione temporale aperta alla speranza e non soffocata dal pragmatismo del presente e dai risultati a breve termine

29 Nell’ottica consumistica la diffusione delle sostanze è molto influenzata dal mercato secondo la causalità circolare DOMANDA OFFERTA

30 Marketing  Oltre alla diffusione di sostanze acquistabili in internet o in vari negozi di erboristeria o smart shops sono attive diverse modalità di vendita per “fidelizzare” i clienti  Prezzi più bassi ed incentivi per sperimentare sostanze più additive della cannabis come la cocaina e l’eroina

31 Modalità di assunzione  Un dato molto positivo è la riduzione del tasso di incidenza di infezione da HIV tra i consumatori di droghe e i tossicodipendenti.  Questo fatto è principalmente dovuto alla netta riduzione dell’uso endovenoso con siringhe non sterili.

32 L’eroina “sembra” essere in calo ( ma così non è ), mentre è in forte aumento il consumo di cocaina, che ha raggiunto sul mercato prezzi molto bassi e quindi accessibili a tutte le classi sociali

33 NUOVE DROGHE Accanto alle droghe “ vecchie e classiche” si sta affermando sempre di più l’uso di nuove droghe :  Smart drugs  Designer drugs  Il policonsumo

34 DESIGNER DRUGS Designer-drugs è un termine usato per descrivere droghe che sono create o commercializzate, qualora già esistessero, per raggirare le vigenti norme di legge. Generalmente vengono sintetizzate modificando la struttura molecolare di altre droghe o, meno frequentemente, creando sostanze con strutture chimiche completamente differenti che producono effetti simili a quelli causati dalle droghe illegali. Preparate clandestinamente da “chimici” dilettanti, conosciuti come “cookers”, queste droghe possono essere iniettate, fumate, inalate e ingerite.

35 Le principali designer drugs  Mefedrone  Derivati del CHAT  Ketamina e suoi derivati  Cannabinoidi sintetici ( sigla J WH )  GHB o ecstasy liquida  Derivati del fentanile  POPPER e suoi derivati  Cyber drugs

36 I giovani e le nuove droghe  Relativismo valoriale  Diffusione dell’accettabilità del rischio  Idea della reversibilità dell’azione  Esasperazione della performance

37 I giovani e le nuove droghe  Modalità differenziate di consumo  Sballo ( alterare la realtà e superare la noia )  Soggetti “integrati” appartenenti prevalentemente alla classe media  Livello di scolarità buono  Pochissimi contatti con i servizi

38 I giovani e le nuove droghe  Non sono emarginati e non appartengono nella maggioranza dei casi a classi sociali meno abbienti  Privi di ideologie e pragmatici  Cercano l’uguaglianza nel consumo, nell’attività ludica e nella conformità mondana che poi paradossalmente criticano e sfidano

39 I giovani e le nuove droghe  Si collocano all’interno dell’ambivalenza tra individualismo e bisogno di appartenenza arrivando a strutturare parte della propria esistenza in ambiti che sono esterni a quelli delle organizzazioni tradizionali dove è possibile rimodellare la propria identità.  Rituali di gruppo ( es. raves )

40 I giovani e le nuove droghe  In una società dove è sempre più difficile comunicare e dove i giovani si trovano in tal senso ad essere frequentemente penalizzati, l’uso di droghe, oltre che rappresentare un’occasione speciale per sperimentare percezioni, emozioni e situazioni nuove e non convenzionali, può essere identificato come uno strumento che semplifica e rende più intensa la comunicazione e l’interazione sociale ( Ravenna )

41 I giovani e le nuove droghe  Giovani bulimici che adottano stili di consumo tirati al massimo  Nel loro essere bulimici diventano conflittuali e sfidano la società ( molto spesso non accorgendosi di essere intrappolati dai suoi pseudovalori e meccanismi di controllo)

42 I giovani e le nuove droghe  Essi esprimono in modo doloroso e conflittuale le contraddizioni e la complessità di una società che per il momento sa dare solo risposte moraliste o ipocrite che lasciano poco spazio all’analisi critica e al mettersi in discussione.

43 Non è possibile fare delle differenziazioni nel consumo in base alle tipologie familiari, il ceto sociale o le caratteristiche socio ambientali, fatta eccezione per le situazioni di dipendenza nelle quali, da un punto di vista clinico, si riscontrano fattori di vulnerabilità nella vita personale e familiare dei pazienti con problematiche spesso risalenti alla prima infanzia

44 Sta scomparendo il “ tossicomane” tipico” ed anche gli stili di vita sono variegati e diversificati

45 Sempre più spesso l’uso di droghe può, per un certo periodo di tempo, risultare compatibile con attività scolastiche e lavorative

46 notevoli problemi di reciproca fiducia Vi è una crisi generalizzata della agenzie educative primarie: famiglia e scuola, con notevoli problemi di reciproca fiducia, dialogo e cooperazione

47 L’uso di droghe non è più riferibile solamente alle fasce giovanili e l’interpretazione che esso sia associato al cosiddetto “disagio adolescenziale” è ormai obsoleta e rischia di falsare l’interpretazione globale del fenomeno

48 Sempre di più si intravedono fattori causali e matrici sociali nella genesi e nello sviluppo del fenomeno: - eccessiva competizione sociale - consumismo ed edonismo esasperato - caduta della tradizione e dei valori - “gap” enorme tra economia ed etica - incertezza per il futuro - disagio esistenziale diffuso caratterizzato sempre di più da una desertificazione emozionale e dal venir meno della cooperazione e della solidarietà sociale

49 Altre dipendenze patologiche Oltre alla tossicodipendenza si manifestano oggi altre forme di dipendenza patologica :  da tecnologie ( soprattutto tra i giovani )  da gioco d’azzardo e lotterie  da pornografia

50 LE DIPENDENZE TECNOLOGICHE nei GIOVANI

51 Le caratteristiche del fenomeno ( i dati più rilevanti ) Giovani veneti dai 14 ai 19 anni Cellulare 98,1 % Computer in casa 94,1 % Possesso / Uso di videogiochi 82,4 % Ricerca Eurispes Telefono Azzurro ( uso dei videogiochi ) : -età media di inizio 8 anni -25% gioca 2-3- volte alla settimana -19% ogni giorno -7,5 % più di una volta al giorno -il 19 % per un’ora, il 14.2 % per 2-3 ore, il 5% per 4-5 ore ) Uso di internet 74,2 % ( 36,4 % uso tutti i giorni, 37,8 % qualche volta alla settimana )

52 Le caratteristiche del fenomeno ( considerazioni generali ) I giovani veneti utilizzano in modo diffuso le nuove tecnologie. L’utilizzo di tutti gli strumenti tecnologici appare tuttavia caratterizzata da una differenza di genere, più o meno spiccata : I cellulari sono più usati dalle femmine. Il pc è usato in modo diverso : la quantità del tempo è simile tra maschi e femmine ma queste ultime ne dichiarano un uso più distribuito nel tempo e non regolarmente tutti i giorni. I videogiochi caratterizzano il tempo libero e la condivisione con il gruppo dei pari molto più per i maschi che per le femmine.

53 Le caratteristiche del fenomeno ( considerazioni generali ) Gran parte dei ragazzi sa gestire nella quotidianità il passaggio dalle dimensioni di interazione sociale mediate tecnologicamente a quelle “ faccia a faccia “, in un interscambio tra consumi mediali ed esperienze di relazione reali. Solo una piccola percentuale ( 5-10 % ) corre il rischio di sviluppare una dipendenza. Molto più diffusi sono invece sia i danni fisici che quelli psicologici.

54 Cosa fare ? Intervenire nei processi educativi scolastici per promuovere attitudini capaci di organizzare la conoscenza ( è meglio una testa ben fatta che una testa piena ) Insegnamento in famiglia e a scuola all’uso della tecnologia ( bambini e giovani non possono essere lasciati soli ) Non demonizzare inutilmente ( come adulti ) il progresso tecnologico ma fornire esempi e strumenti per un uso equilibrato e congruo

55 Cosa fare ? Informare correttamente sui danni fisici e psicologici derivanti dall’abuso e dall’esposizione prolungata. E’ necessario creare una vera e propria cultura all’utilizzo evidenziando anche i numerosi fattori positivi. Riconoscere e rimuovere precocemente i fattori di vulnerabilità per una possibile dipendenza Promuovere a tutti i livelli i fattori protettivi

56 Gioco  I giovani giocano di più degli adulti, i maschi più delle donne. Un terzo dei giovani è coinvolto più o meno nel fenomeno, i maschi per il 43,3%, le ragazze per il 22,4%. Gli adulti complessivamente giocano solo per l’11,5%. Mentre i più si limitano a qualche volta, un 10% è assiduo nel gioco (il 5% ogni giorno) a casa e al bar. Si sta diffondendo per il 20% di essi il gioco on-line. Più praticati sono i giochi delle carte e il gratta e vinci. Non mancano coloro che si dedicano anche ai videogiochi. I più assidui al gioco sono i frequentanti i corsi di formazione professionale (56,1%), meno i liceali, che giocano metà dei precedenti. Il gioco è diffuso a Vicenza e anche in provincia, anche se la città supera per qualche punto in percentuale.

57 Principali problemi GAP correlati:  Problemi sociali (finanziari, giuridici, familiari, lavorativi)  Problemi psichici (disturbi dell’umore, disturbi d’ansia, disturbi di personalità, abuso e/o dipendenza da alcol e droghe )  Problemi somatici (gastrite, ulcera, cardiopatie ischemiche, alterazioni immunitarie)

58 A.Persistente e ricorrente comportamento di gioco d'azzardo maladattivo, come indicato da cinque (o più) dei seguenti: 1)è eccessivamente assorbito dal gioco d'azzardo (per es., è eccessivamente assorbito nel rivivere esperienze passate di gioco d'azzardo, nel soppesare o programmare la successiva avventura, o nel pensare ai modi per procurarsi denaro con cui giocare) 2)ha bisogno di giocare d'azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l'eccitazione desiderata 3)ha ripetutamente tentato senza successo di controllare, ridurre, o interrompere il gioco d'azzardo 4)è irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d'azzardo 5)gioca d'azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico (per es., sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione) 6)dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora (rincorrendo le proprie perdite) 7)mente ai membri della famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l'entità del proprio coinvolgimento nel gioco d'azzardo 8)ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto, o appropriazione indebita per finanziare il gioco d'azzardo 9)ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d'azzardo 10)fa affidamento su altri per reperire il denaro per alleviare una situazione finanziaria disperata causata dal gioco d'azzardo. Nel DSM IV-TR il Gioco D’azzardo Patologico è attualmente annoverato tra i Disturbi del Controllo degli Impulsi e non come Dipendenza Patologica (senza sostanza) Definizione : Persistente e ricorrente comportamento di gioco d'azzardo maladattivo, come indicato da cinque (o più) dei sintomi di seguito elencati.

59 Il soggetto “dipendente”  1) è eccessivamente assorbito dal gioco d'azzardo (per es., è eccessivamente assorbito nel rivivere esperienze passate di gioco d'azzardo, nel soppesare o programmare la successiva avventura, o nel pensare ai modi per procurarsi denaro con cui giocare)  2) ha bisogno di giocare d'azzardo con quantità crescenti di denaro per raggiungere l'eccitazione desiderata  3) ha ripetutamente tentato senza successo di controllare, ridurre, o interrompere il gioco d'azzardo

60  4) è irrequieto o irritabile quando tenta di ridurre o interrompere il gioco d'azzardo  5) gioca d'azzardo per sfuggire problemi o per alleviare un umore disforico (per es., sentimenti di impotenza, colpa, ansia, depressione)  6) dopo aver perso al gioco, spesso torna un altro giorno per giocare ancora ( rincorrendo le proprie perdite )  7) mente ai membri della famiglia, al terapeuta, o ad altri per occultare l'entità del proprio coinvolgimento nel gioco d'azzardo Il soggetto “dipendente”

61  8) ha commesso azioni illegali come falsificazione, frode, furto, o appropriazione indebita per finanziare il gioco d'azzardo  9) ha messo a repentaglio o perso una relazione significativa, il lavoro, oppure opportunità scolastiche o di carriera per il gioco d'azzardo  10) fa affidamento su altri per reperire il denaro per alleviare una situazione finanziaria disperata causata dal gioco d'azzardo. Il soggetto “dipendente”

62 La relazione con gli adulti I compiti e le funzioni dei genitori e degli educatori sono fondamentali. I giovani danno la possibilità agli adulti di completare il loro sviluppo. Essi dovrebbero sforzarsi a : -Essere presenti soprattutto nei momenti difficili -Essere pazienti e lungimiranti -Sviluppare le capacità di ascolto autentico -Seminare attraverso l’esempio personale -Nutrire fiducia e speranza ( evitando le paure e le ansie eccessive) -Essere autorevoli ( e non autoritari ) -Condividere emozioni e sentimenti Queste abilità non sono “spontanee” e dunque richiedono impegno e costanza applicativa. La loro applicazione permetterà un progresso evolutivo “reciproco”.

63 Ci sono molti più adulti che vogliono aiutare i ragazzi che ragazzi che chiedono di essere aiutati Ciò che gli adulti chiamano aiuto spesso è un tentativo teneramente velato di indurre il ragazzo a fare ciò che i genitori, gli insegnanti o gli educatori credono sia la cosa migliore. Si mettono in atto molti tentativi per raggiungere questo scopo, fallendo molto spesso (soprattutto nel tempo) e poi ripetendo gli stessi comportamenti e talora rafforzandoli nonostante i fallimenti. La relazione con gli adulti

64 Perché è così difficile relazionarsi con il figlio /a adolescente? Perché l’adolescenza del figlio/a riattiva le dinamiche adolescenziali dei genitori. Se l’adolescenza dei genitori è stata difficile e dolorosa, queste esperienze emotive si ripresenteranno. Da un punto di vista evolutivo l’adolescenza dei figli permette il completamento dello sviluppo della personalità e del ciclo vitale dei genitori. E’ una nuova opportunità per crescere e non solo un problema da affrontare. Centralità della reciprocità relazionale

65 1. LA PORTA APERTA 2. LA RUMINAZIONE 3. IL SALE NELLA MINESTRA 4. LA VACCINAZIONE ORIENTARE gli adolescenti

66 Metodi poco efficaci di aiuto Brontolare (quando metterai a posto la tua stanza te l’ho già detto 5 volte) Predicare (Sapevi qual’era la cosa giusta da fare? Perché non l’hai fatto? Mi vergogno di te Incolpare (Come hai potuto dopo tutto ciò che ho fatto per te?) Minacciare ( Se non smetti subito di chiaccherare ti mando dal preside) Paragonare (Il tuo amico sì che è un ragazzo intelligente- Vedi tuo fratello)

67 Preoccuparsi eccessivamente (Continuo a preoccuparmi perché continuo a pensare a cosa farai l’anno prossimo!) Urlare ( silenzioooooo!) Criticare ( Sei davvero stupido. Se continui così chissà come andrai a finire) Picchiare (Questo fa più male a te che a me; spero che ora ti ricorderai di non farlo mai più) Punire ( Visto che vai così male a scuola, non potrai uscire per tutta la settimana)

68 Scarsa efficacia Questi metodi sono poco efficaci (hanno effetto temporaneo e non duraturo e profondo) perché sono COERCITIVI e agiscono sul sentimento della paura, del senso di colpa eccessivo e della limitazione della libertà

69 PRINCIPALI FATTORI PROTETTIVI  Coinvolgimento dei genitori nella vita dei figli ( esercizio autorevole delle funzioni genitoriali, attaccamento sicuro e organizzato )  Senso di appartenenza alla famiglia e al tessuto sociale  Percezione delle proprie competenze scolastiche  Adesione alle norme che contrastano l’uso di sostanze  Proposta di orizzonti valoriali a contenuto significativo  Formazione sociale-morale ed esperienze di volontariato Dipendenze Patologiche

70 Disturbo della condotta (difficoltà di adattamento) Disturbo dell’attenzione con iperattività ( ADHD ) Assetto temperamentale orientato per la ricerca di novità e sensazioni forti Timidezza eccessiva, isolamento, maladattamento allo stress Aggressività nei maschi Ds dell’umore nelle femmine Incapacità a rimandare la fruizione delle gratificazioni ( ridotti processi di mentalizzazione, incapacità di tollerare l’attesa ed inadeguata costruzione dei desideri ) Genitorialità problematica : Modelli di attaccamento insicuro o disorganizzato Clima educativo familiare -autoritario -eccessivamente protettivo e permissivo PRINCIPALI FATTORI di VULNERABILITA’ Dipendenze Patologiche

71  Attaccamento sicuro e sano tra genitori e figli  Ascolto attento e supervisione genitoriale  Autorevolezza e disciplina efficace ( rapporto gerarchico e non paritario )  Comunicazione di valori familiari pro-sociali  Genitorialità supportiva ( porta aperta ) Fattori familiari di protezione

72 Dove informarsi ? Network Nazionale sulle Dipendenze. Sito ufficiale in collaborazione col Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga


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