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EDUCAZIONE MUSICALE Modulo II Dispensa 4 I CAMPI DELL'ESPERIENZA MUSICALE Prof. Luisa Curinga Università degli Studi di Macerata – Dipartimento di Scienze.

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1 EDUCAZIONE MUSICALE Modulo II Dispensa 4 I CAMPI DELL'ESPERIENZA MUSICALE Prof. Luisa Curinga Università degli Studi di Macerata – Dipartimento di Scienze della Formazione, Beni Culturali e Turismo a.a. 2012/2013

2 I vari aspetti dell'esperienza musicale non possono essere separati, ma si sviluppano in un'interazione reciproca Ascolto, canto, pratica musicale improvvisativa/compositiva con o senza strumenti sono intimamente legati: “ASCOLTARE PER FARE E FARE PER ASCOLTARE MEGLIO” Monique Frapat, L'invenzione musicale nella scuola dell'infanzia, Junior, Bergamo 1984, p. 21. Per chiarezza espositiva analizziamoli uno alla volta

3 OBIETTIVI DELL'EDUCAZIONE MUSICALE - Saper ascoltare la musica: ascolto - Saper intonare i suoni: educazione della voce - Saper produrre: invenzione e composizione - Saper usare gli strumenti: esplorazione, costruzione, utilizzo - Conoscere e comprendere i principali elementi costitutivi della musica (significati; contesti; strutture): alfabetizzazione

4 L'ASCOLTO Cosa significa saper ascoltare la musica? SAPER ASCOLTARE = SAPER COMPRENDERE Distinguiamo diversi piani dell'attività di comprensione della musica realizzata attraverso l'ascolto: - FUNZIONE SOCIALE: a cosa serve, in che occasione è usata? - STRUTTURA FORMALE: come è fatta? - INTERPRETAZIONE SEMANTICA: quali sentimenti, immagini, emozioni suscita?

5 FUNZIONE SOCIALE Spesso le diverse musiche vengono impiegate in occasioni e situazioni specifiche: - Musica per addormentarsi: ninna nanna - Musica per ballare: musica per le varie forme di danza: balletto classico;discoteca; balli folkorici ecc. - Musica per le funzioni religiose: canti e musiche strumentali per diversi tipi di celebrazioni: messe, matrimoni, funerali ecc. - Musica militare: battaglie, parate ecc. - Musica per il teatro: musiche di scena - Musica per la TV: sigle, pubblicità, cartoni animati ecc. - Musica per il film: colonne sonore - Musica d'ambiente: musica di sfondo, es. al supermercato, dal dentista ecc. - Musica per accompagnare una vittoria sportiva: inno nazionale eccetera...

6 FUNZIONE SOCIALE In quale ambiente e in quale contesto si ascolta una determinata musica? - Nella cameretta, quando la mamma canta la ninna nanna - Nel cortile di una caserma, ad una parata militare - In chiesa, durante la funzione religiosa - Al supermercato o al ristorante, mentre facciamo acquisti o pranziamo - A teatro, ad una festa o in discoteca, quando si danza - Al cinema o in televisione, come accompagnamento di un film o una pubblicità - In televisione, quando inizia e finisce un cartone animato, un programma, un telegiornale - Alle olimpiadi, quando un atleta vince una gara, oppure ai mondiali di calcio, prima dell'inizio della partita Eccetera

7 L'ANALISI DELLA FUNZIONE rimanda a - specifici ambienti di produzione-fruizione: sociali; culturali ecc. - specifiche caratteristiche musicali: impiego di determinati strumenti o della voce; profili ritmici e melodici appropriati; timbri; dinamiche ecc. - specifici ambiti semantici: significati che ogni musica suggerisce e che favoriscono la produzione di senso

8 STRUTTURA FORMALE In senso stretto, per struttura formale in musica si intende l'architettura sonora di un brano, cioè le varie parti con cui è costruito e il modo in cui sono organizzate In senso lato, nella didattica musicale per la scuola dell'infanzia, possiamo intendere tutti gli elementi che costituiscono un brano: organizzazione formale, componenti ritmiche, melodiche, agogiche, timbriche ecc. AMBITI SEMANTICI Sono riferiti ai significati emozionali ed emotivi che la musica suscita in noi e che sono prodotti in relazione a specifiche funzioni e specifiche caratteristiche musicali costruttive

9 UN ESEMPIO: L'ascolto di una famosa marcia nuziale (Mendelssohn o Wagner) suggerisce - una funzione sociale e un luogo: è una musica per una specifica celebrazione religiosa, un matrimonio, viene eseguita in chiesa - un'analisi delle caratteristiche musicali: viene suonata con l'organo, uno strumento da chiesa; è una marcia e accompagna i passi degli sposi; è allegra; è maestosa; è in dinamica “forte” ecc. - un ambito semantico: il matrimonio è un evento lieto, dunque la musica rimanda a sensazioni gioiose, al momento di una festa ecc.

10 L'ascolto guidato dall'educatore conduce quindi i bambini a - sviluppare la consapevolezza sui meccanismi di produzione e consumo musicale - riflettere sulle diverse caratteristiche musicali e individuare gli elementi costitutivi dei diversi brani - avviare un percorso di comprensione via via più autonoma di significati, contesti e funzioni INOLTRE

11 ASCOLTO = MOMENTO PRIVILEGIATO DI ANALISI E COMPRENSIONE DELL'EVENTO SONORO L'ascolto nella scuola dell'infanzia non deve mai intendersi come momento passivo, ma come momento partecipativo. È spesso un ascolto 'corporeo' che “risponde a un comportamento spontaneo del bambino, che percepisce immediatamente il movimento nella musica, e reagisce muovendo il proprio corpo, stabilendo così una relazione tra dinamismi sonori e dinamismi gestuali”. M. Frapat, L'invenzione musicale cit., p. 21.

12 LA VOCE Già tra il 1° e il 4° mese di vita i bambini distinguono il linguaggio verbale dal canto e gradiscono particolarmente il motherese, linguaggio materno che presenta caratteristiche di frequenza, melodiche, ritmiche, emotive molto vicine alla musica. Esiste inoltre una memoria prenatale relativa alla musica, soprattutto al canto della mamma. All'età di 2 anni, ogni bambino che abbia avuto uno sviluppo normale è in grado di cantare, e questa capacità continua a svilupparsi negli anni successivi. Canto imitativo: è la riproduzione per imitazione dei canti familiari, con il quale i bambini acquisiscono la capacità ad “intonare”. Canto spontaneo: canto “originale” prodotto dai bambini nei momenti liberi, con carattere collettivo (socializzante) o individuale (per sé stessi).

13 In presenza di un percorso stimolante avviato nei primi anni di vita, se possibile fin dai primi mesi (o addirittura prima della nascita), ogni bambino può “imparare a cantare correttamente, cioè a 'intonare' secondo Il sistema musicale della propria cultura” J. Tafuri, Nascere musicali cit., p. 22 Su questo argomento cfr. il resoconto del progetto “InCanto”, nel volume Nascere musicali cit.

14 COMPOSIZIONE Come per “struttura formale”, anche il concetto di “composizione”, in didattica della musica per la prima infanzia, va inteso in un senso allargato che comprenda ogni attività di invenzione, improvvisazione e produzione sonora originale, anche in associazione con il gesto e la parola. Nell'ambito delle attività di invenzione è da includere anche l'esecuzione, o meglio la ri-creazione, di qualcosa che già esiste. Durante l'esecuzione, infatti, si effettua un'operazione di appropriazione dell'evento sonoro, che richiede abilità tecniche vocali e strumentali, ma anche fantasia, immaginazione e profondo coinvolgimento emotivo.

15 LE ATTIVITÀ RICONDUCIBILI ALL'AMBITO DELL'INVENZIONE E DELLA RICREAZIONE, RISPETTO ALLA DIMENSIONE DEL “SAPERE” SVILUPPATA CON L'ATTIVITÀ DI ASCOLTO, INTRODUCONO LA DIMENSIONE DEL “SAPER FARE”. QUESTE DUE DIMENSIONI AFFERISCONO SIA ALL'ALLIEVO CHE ALL'EDUCATORE, MENTRE UN TERZO ASPETTO, QUELLO DEL “SAPER FAR FARE” È APPANNAGGIO E COMPITO DELL'EDUCATORE.

16 GLI STRUMENTI Nell'età della scuola dell'infanzia e nell'ottica di un intervento educativo globale, gli strumenti musicali 'convenzionali' di supporto e di arricchimento all'attività musicale sono in genere semplici strumenti a percussione (es. strumentario Orff); semplici strumenti a fiato (es. fischietti, flauti dolci, flauti a coulisse); piccole tastiere elettroniche. A questi strumenti 'convenzionali' possono e devono affiancarsi strumenti 'non convenzionali' originali, creati dai bambini con l'aiuto dell'insegnante, frutto dell'attività di esplorazione sul suono. Praticamente ogni oggetto ha in sé le potenzialità per diventare una fonte di produzione sonora.

17 Gli strumenti riscuotono in genere un grande interesse nel bambino. In quanto “altro da sé”, essi estendono ed amplificano la sua consapevolezza corporea, favoriscono il processo di coordinazione tra il suono e il gesto che occorre per produrlo, e aiutano quindi a sviluppare le capacità di attenzione, di ascolto, nonché il senso ritmico. Nella proposta didattica di F. Delalande e dei suoi sostenitori, (come Monique Frapat), sono essenziali per l'attività didattica musicale anche due “dispositivi” come il registratore e il microfono. Il microfono ingrandisce il suono e lo proietta lontano; con la registrazione il suono prodotto diventa esterno al bambino. In questo modo si materializza “il distanziamento psicologico che consiste nell'ascoltare ciò che si produce, proprio quello che ci si aspetta dal bambino”. F. Delalande citato in M. Frapat, L'invenzione musicale cit., p. 27.

18 L'ALFABETIZZAZIONE Nella prima infanzia l'alfabetizzazione musicale è da intendersi come processo di acquisizione di quella consapevolezza, quelle capacità, quella sensibilità al fatto sonoro di cui si è trattato finora. Lo sviluppo graduale della capacità di ascolto, delle abilità corporeo-sensoriali volte alla realizzazione di attività musicali espressive, della capacità di intonare, del senso ritmico, della produzione sonora tramite semplici strumenti, costituiscono l'auspicabile traguardo da conseguire attraverso un percorso che inizia nella scuola dell'infanzia per proseguire nella scuola primaria. DA RICORDARE: L'educazione musicale nella prima infanzia va inserita nell'ambito delle attività espressive e non deve essere fine a se stessa, ma concorrere alla formazione globale della persona.


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