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© 2011 De Agostini Scuola La fonetica La fonetica è la disciplina della linguistica che tratta la componente fisica della comunicazione verbale La fonetica.

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Presentazione sul tema: "© 2011 De Agostini Scuola La fonetica La fonetica è la disciplina della linguistica che tratta la componente fisica della comunicazione verbale La fonetica."— Transcript della presentazione:

1 © 2011 De Agostini Scuola La fonetica La fonetica è la disciplina della linguistica che tratta la componente fisica della comunicazione verbale La fonetica si suddistingue in tre campi principali Fonetica articolatoria, che studia i suoni del linguaggio in base al modo in cui vengono articolati Fonetica acustica, che studia i suoni del linguaggio in base alla loro consistenza fisica e modalità di trasmissione Fonetica uditiva, che studia i suoni del linguaggio in base al modo in cui vengono percepiti

2 © 2011 De Agostini Scuola L'apparato fonatorio umano

3 © 2011 De Agostini Scuola Parametri di identificazione dei suoni del linguaggio 1. il LUOGO in cui viene articolato un suono 2. il MODO in cui viene articolato un suono (e il contributo della MOBILITÀ DEI SINGOLI ORGANI all'articolazione dei suoni ) 3. la presenza/assenza di VIBRAZIONE DELLE CORDE VOCALI La classificazione dei suoni dei linguaggio

4 © 2011 De Agostini Scuola La classificazione dei suoni dei linguaggio Possiamo individuare, in base ai parametri suddetti, due grandi opposizioni di suoni VOCALI, cioè i suoni prodotti senza frapposizione di ostacoli al flusso d'aria CONSONANTI, i suoni prodotti mediante la frapposizione di un ostacolo SONORI, cioè i suoni prodotti con la vibrazione delle corde vocali SORDI, i suoni prodotti senza vibrazione delle corde vocali

5 © 2011 De Agostini Scuola Le consonanti In base al modo di articolazione del suono, le consonanti si possono classificare in OCCLUSIVE FRICATIVE APPROSSIMANTI AFFRICATE LATERALI VIBRANTI NASALI (FORTI) (ASPIRATE)

6 © 2011 De Agostini Scuola Le consonanti In base al luogo di articolazione del suono, le consonanti si possono classificare in BILABIALI LABIO-DENTALI DENTALI ALVEOLARI PALATALI VELARI UVULARI FARINGALI GLOTTIDALI

7 © 2011 De Agostini Scuola Le vocali I parametri fondamentali di classificazione delle vocali sono 1. la posizione della lingua avanzamento o arretramento ANTERIORI POSTERIORI CENTRALI innalzamento o abbassamento ALTE MEDIE BASSE

8 © 2011 De Agostini Scuola La posizione in cui vengono articolate le vocali, secondo il duplice asse orizzontale e verticale, può essere rappresentato in uno schema, detto TRAPEZIO VOCALICO

9 © 2011 De Agostini Scuola Le vocali 2. la posizione delle labbra protrusione ARROTONDATE O LABIALIZZATE distensione NON ARROTONDATE O NON LABIALIZZATE 3. il passaggio dell'aria nella cavità nasale NASALI

10 © 2011 De Agostini Scuola Le semivocali Le semivocali appartengono alla categoria delle approssimanti, cioè suoni con un modo di articolazione fra vocali e consonanti fricative Le semivocali si possono distinguere in ANTERIORI POSTERIORI

11 © 2011 De Agostini Scuola La trascrizione fonetica Il più diffuso e importante sistema usato per la trascrizione fonetica è l'Alfabeto Fonetico Internazionale (IPA), del quale è utile fornire una scelta dei principali grafemi utilizzati, con l'indicazione dei suoni: CONSONANTI

12 © 2011 De Agostini Scuola VOCALI E SEMIVOCALI La trascrizione fonetica

13 © 2011 De Agostini Scuola La fonologia La fonologia studia l'organizzazione e il funzionamento dei suoni nel sistema linguistico, a partire dalle proprie unità minime, dette fonemi Il FONEMA rappresenta l'unità minima di seconda articolazione del sistema linguistico una classe astratta di foni, dotata di valore distintivo, cioè tale da opporre una parola ad un'altra in una data lingua La trascrizione dei fonemi è detta fonematica

14 © 2011 De Agostini Scuola Il fonema Un fonema può avere diversi allofoni, cioè foni differenti che costituiscono realizzazioni foneticamente diverse di uno stesso fonema, ma prive di valore distintivo ad esempio ['mare]/['mære] Una coppia di parole uguali in tutto tranne che per la presenza di un fonema al posto di un altro in una certa posizione forma una coppia minima ad esempio ['mare~'pare]

15 © 2011 De Agostini Scuola Il fonema Un fonema si può anche definire come costituito da un fascio di proprietà articolatorie che si realizzano in simultaneità; queste permettono di analizzare e definire il fonema in termini di diverse combinazioni possibili di tratti facenti parte di un inventario comune Da questi presupposti nasce la TEORIA DEI TRATTI DISTINTIVI, che consente di rappresentare economicamente tutti i fonemi come un fascio di alcuni tratti distintivi

16 © 2011 De Agostini Scuola I tratti distintivi Tratti distintivi necessari e sufficienti a distinguere i fonemi dellitaliano: 1.SILLABICO 2.CONSONANTICO 3.SONORANTE 4.SONORO 5.CONTINUO 6.NASALE 7.RILASCIO RITARDATO 8.LATERALE 9.ARRETRATO 10. ANTERIORE 11. CORONALE 12. ARROTONDATO 13. ALTO 14. BASSO

17 © 2011 De Agostini Scuola I fonemi dell'italiano L'elenco dei fonemi di una determinata lingua è detto inventario fonematico italiano: 30 fonemi (o 28, o 45) francese: 36 fonemi inglese: 34 fonemi (o 44) Problemi generali connessi allinventario fonematico dell'italiano lo statuto delle consonanti lunghe le differenze regionali di pronuncia differenze di apertura delle vocali raddoppiamento (fono)sintattico

18 © 2011 De Agostini Scuola La sillaba DEFINIZIONE: le minime combinazioni di fonemi che funzionano come unità pronunciabili per costruire la forma fonica delle parole sono dette SILLABE STRUTTURA: in italiano e nella maggioranza delle lingue le sillabe sono costruite attorno a una vocale, che ne costituisce il nucleo; la parte che precede la vocale è detta attacco, la parte che eventualmente segue la vocale prende il nome di coda TIPI DI SILLABE sillabe chiuse (che terminano con consonante o semivocale sillabe aperte (che terminano con vocale) dittongo (semivocale+vocale, es. ['pj ɛ ː no]) trittongo (due semivocali+vocale, es. [a'jw ɔ ː la])

19 © 2011 De Agostini Scuola I tratti prosodici Vi è una serie di fenomeni fonologici e fonetici che riguardano la catena parlata nella sua successione lineare, i quali sono detti tratti prosodici, perché riguardano l'aspetto melodico e l'andamento ritmico della catena parlata, o soprasegmentali, perché agiscono al di sopra del singolo segmento minimo I tratti prosodici fondamentali sono ACCENTO TONO E INTONAZIONE LUNGHEZZA

20 © 2011 De Agostini Scuola L'accento L'accento è un tratto prosodico che indica la particolare intensità di pronuncia di una sillaba (tonica) relativamente ad altre sillabe (atone) Oltre all'accento come tratto prosodico, in italiano esiste anche l'accento grafico, un segno diacritico impiegato per vari scopi La posizione dell'accento, ovvero la posizione della sillaba su cui cade l'accento, può essere libera o fissa. In alcune lingue la posizione è tendenzialmente fissa (es. francese o turco), in altre libera.

21 © 2011 De Agostini Scuola L'accento In italiano l'accento è normalmente libero; in base alla posizione dellaccento una parola può essere tronca (o ossitona): l'accento cade sull'ultima sillaba piana (o parossitona): l'accento cade sulla penultima sillaba sdrucciola (o proparossitona): l'accento cade sulla terzultima sillaba bisdrucciola: l'accento cade sulla quartultima sillaba trisdrucciola (solo per parole composte con pronomi clitici): l'accento cade sulla quintultima sillaba

22 © 2011 De Agostini Scuola Il tono e l'intonazione Il TONO è l'altezza relativa di pronuncia di una sillaba; nelle lingue tonali (es. cinese mandarino) può avere valore distintivo pertinente a livello di parola L'INTONAZIONE è l'andamento melodico con cui è pronunciata una frase o un intero gruppo tonale (la parte di una sequenza o catena parlata pronunciata con una sola emissione di voce) In italiano le intonazioni fondamentali sono ascendente (domanda) costante (enunciato dichiarativo) discendente (esclamazione)

23 © 2011 De Agostini Scuola La lunghezza La LUNGHEZZA riguarda l'estensione temporale con cui sono prodotti i foni e le sillabe; può avere valore distintivo sia per le consonanti che per le vocali In italiano la lunghezza non ha valore distintivo, a meno di supporre che le consonanti che possono essere sia semplici che doppie realizzino unopposizione di durata (per le vocali, invece, la lunghezza non è comunque pertinente) ad es. cane ['kane] ~ canne ['kan:e]


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